RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105481 titoli

Margherita Pelucchini

I fantasmi e gli angeli: dalla paura della morte alla stanza di terapia

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Fascicolo: 49 / 2025

Questo lavoro tratta il tema della conflittualità intrapsichica connessa alla trasformazione del Sé nel passaggio verso nuove fasi evolutive, che viene sperimentato come morte simbolica. In occasione della crisi evolutiva legata alla genitorialità, i “fantasmi” interni vengono a riproporsi a livello personale e transpersonale. Centrale diviene poter richiamare gli “angeli”, aspetti protettivi del Sé, che lo supportano verso l’evoluzione. Le morti metaforiche sperimentate da ognuno lungo il percorso di vita possono poi associarsi ad una morte reale, come accaduto nel caso trattato; ancor più di rilievo diviene il bisogno di contattare gli “angeli”.

Federico Brundo

Rifugi della mente e rifugiati politici

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Fascicolo: 49 / 2025

The concept of the “refuge of the mind,” developed by John Steiner, describes a defensive intrapsychic space used to prevent mental fragmentation, where the individual retreats to avoid anxiety, guilt, and vulnerability. When the refuge becomes indispensable and rigid, it becomes pathological, hindering emotional progress. Based on Melanie Klein’s theory, Steiner argues that the mental refuge forms to prevent the transition from the paranoid -schizoid position to the depressive position, keeping the individual in an illusion of safety. Although useful as temporary protection, the refuge hinders growth, preventing the processing of internal conflicts and the possibility of establishing authentic relationships. In cases of severe psychopathology, the separation between the inside and outside of the refuge is stark, with the individual retreating in a pervasive and rigid manner. Similarly, refugee migrants are welcomed into our country to receive international protection. These two forms of protection are structured around the fragility experienced. In the first case, intrapsychic fragility; in the second, external, real fragility. The two levels of vulnerability present similarities and differences that imply unexpected consequences. When the migrant is an adolescent, the analysis of the tension between perceived fragility and the force toward which the young person is drawn becomes even more complex.

Benedetto Genovesi , Samantha van Wel

Trauma e dissociazione: un dialogo interrotto tra mente e corpo

SETTING

Fascicolo: 49 / 2025

La dissociazione costituisce l’essenza del trauma, poiché interrompe il dialogo tra mente e corpo. Analizzando prospettive neurobiologiche e relazionali, si descri-vono come le esperienze traumatiche provochino una frammentazione del Sé e una disconnessione tra affetti e pensiero. Il testo approfondisce i meccanismi di disrego-lazione del sistema nervoso autonomo, evidenziando le risposte di iperattivazione o collasso. Infine, gli autori sottolineano l’importanza del lavoro terapeutico nell’integrare i frammenti dissociati attraverso la relazione di cura, rendendo pos-sibile una riorganizzazione più coerente e un processo di simbolizzazione che dia senso all’esperienza traumatica.

Davide Corradetti

Il bisogno di essere: disagio esistenziale e clinica psicoanalitica

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Fascicolo: 49 / 2025

L’articolo si propone di prendere in esame alcune forme in cui si esprime il disagio esistenziale dell’individuo all’interno della società contemporanea, facendo riferimento al modello occidentalizzato, e in che modo lo psicoanalista, in quanto essere umano inserito nel medesimo contesto, e dunque la psicoanalisi, può intervenire nell’aiutare a fronteggiarle. In particolare le manifestazioni del disagio saranno considerate maggiormente da un punto di vista esistenziale in relazione al disorientamento dell’individuo, alla sua difficoltà di trovare un senso alla propria vita con conseguente vissuto di solitudine e di problematiche relazionali e sociali. Queste argomentazioni saranno supportate dal pensiero teorico di autori di scuola psicoanalitica ed esistenziale come Erich Fromm e Rollo May i quali sono riusciti a delineare, con grandi capacità predittive, le caratteristiche del disagio della contemporaneità. Attraverso una vignetta clinica relativa al caso di una paziente giovane adulta, si vedrà come tali forme di disagio si presentano nel contesto psicoterapeutico.

Vittorio Gonella

A day in the life: sognando rock con Donald Winnicott

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Fascicolo: 49 / 2025

Questo scritto è il frutto di una rêverie che ha preso forma nella mente dell’autore mentre ascoltava la musica dei Beatles e, contemporaneamente, leggeva alcuni scritti di Winnicott: questo momento associativo ha dato il via alla scrittura di questo racconto in cui, partendo dalle parole della moglie Clare, l’autore propone al lettore un breve viaggio, tra realtà e fantasia, fatti storici ed episodi immaginati, in ‘A day in the life’ di Donald Winnicott, coinvolto nell’ascolto delle canzoni dei Beatles. L’obiettivo dell’autore è quello di proporre un dialogo tra la psicoanalisi e la musica rock, convinto che quest’ultima non si sia nei decenni semplicemente limitata a dare voce alle nuove generazioni ma sia stata una straordinaria forma d’arte del soggettivo, in cui l’artista ha potuto trovare una struttura di holding per il proprio Sé ed eventuali esperienze traumatiche. È opinione dell’autore che la caratteristica onirica dello scritto permetta una miglior sintonizzazione con i temi legati all’arte, e alla sua utilità come grande alleata dell’ascolto analitico.

Gianluca Carlini

Osservare e descrivere legami

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Fascicolo: 49 / 2025

Come esseri umani ci ritroviamo nella nostra esistenza a confrontarci con le differenze tra i generi sessuali (maschile e femminile), tra le generazioni (genitore e figlio) e tra singoli individui e gruppi: questo confronto ci espone a ineludibili e ripetute ferite narcisistiche. In particolare, la differenza tra individuo e gruppo si realizza in diversi contesti delle nostre relazioni, dal rapporto con noi stessi alle situazioni di coppia, dai gruppi cui partecipiamo alle istituzioni che frequentiamo. Questi confronti in questi vari setting ci espongono ad un lavoro di intreccio e scioglimento continuo della trama della nostra identità e della nostra vita, le stesse dimensioni inconsce della nostra personalità si collocano anche al di fuori della nostra soggettività individuale. Quando riusciamo a tollerare questo cambiamento che ci riguarda e che non governiamo, allora possiamo anche accedere ad una dimensione di fiducia nel farsi e disfarsi continuo delle nostre esistenze, nella stessa evoluzione cui, come individui e come specie, possiamo per lo meno partecipare. In quest’ottica, anche la psicoanalisi non si porrà come una scienza capace di fornire risposte e soluzioni, piuttosto come uno strumento che può consentire soltanto di osservare e descrivere legami (tra individui, nei gruppi, all’interno delle istituzioni), con la fiducia nel valore trasformativo che tale descrizione potrà già avere e nella possibilità che ne deriva di partecipare all’evoluzione rendendo personale (soggettivando), per quanto possibile, la nostra esistenza.

La riflessione nasce dalla sollecitazione delle domande implicite di cura sempre più frequenti negli ultimi anni. Quelle domande mettono in discussione gli approcci tradizionali, sia nella forma che nel contenuto, sollecitando il ripensamento del setting psicoanalitico. Ci sono dati sociologici di ordine generale a cui fare riferimento per comprendere il disagio e le difficoltà incontrate da giovani adulti nei percorsi di individuazione soggettiva, ma il dato clinico rilevante presente nelle domande di cura che voglio considerare è quello che evidenzia una sempre più ampia crisi della parola. Mi riferisco da psicoanalista alla crisi della capacità naturale del venire alla parola, del dare linguaggio a ciò che si sente. Nel campo della relazione psicoterapeutica si avverte un’esposizione costante, una certa labilità affettiva, fatta di improvvise oscillazioni emotive estreme. Il tutto è accompagnato dalla negazione di ogni forma di definizione nella cangianza dei confini tra propriocezione, interocezione ed esterocezione. La stessa domanda di cura è esposta a continua crisi e allo stesso tempo carica di alte aspettative. A prevalere sono gli stati d’ansia e le cadute in precipitati angosciosi in cui immaginazione e sogno sono immobilizzati dalla dissociazione onde ripararsi dal loro carico spaventoso e delirante. Il saggio propone quattro casi in apertura di altrettante riflessioni sul metodo, in modo da dare ai lettori la possibilità di riconoscersi in analoghe esperienze d’incontro con domande di psicoterapia emergenti da contesti confusi, opachi e ambigui, propri del disagio psichico presente nei processi d’individuazione di giovani adulti. La proposta riguarda la ricerca di un accordo tra teoria e tecnica psicoanalitica che può essere trovato in un campo semantico affettivo in grado di contenere e far evolvere quegli elementi di rumore esterno e di invasione dei social allo scopo di affinare il setting e neutralizzare gli ostacoli alla sintonizzazione della relazione terapeutica trasformativa.

Albert Ciccone

La genitorialità di fronte alla disabilità di un figlio

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Fascicolo: 49 / 2025

Questo articolo analizza gli effetti tossici che una disabilità o un’anomalia in un bambino, anche neonato, può avere sui genitori o sulla genitorialità. L’autore descrive gli effetti della ferita narcisistica e della “delusione originaria”, gli effetti di siderazione e di sovrapposizione tra fantasmi e realtà, gli effetti della colpa e della costruzione di “fantasmi di colpa”, a fronte del “lavoro della colpa”, gli effetti della vergogna con il “lavoro” psichico che anche la vergogna comporta, in particolare in relazione all’odio e ai desideri incestuosi o incestuali che vengono attivati; gli effetti della rottura nella filiazione e la costruzione di “fantasmi di trasmissione”; gli effetti della separazione psichica precoce, della “prematurità psichica” nei genitori con la ricostruzione di un legame simbiotico secondario; gli effetti dell’oscillazione tra una posizione maniacale e una posizione melanconica. Gli effetti descritti sono considerati sia come conseguenze dell’incontro traumatico con l’anomalia o la disabilità, sia come difese messe in atto per cercare di attutire il trauma e appropriarsi dell’esperienza.

L’elezione di Papa Leone XIV, primo pontefice appartenente all’Ordine di Sant’Agostino e teologicamente formato nel solco tomista, offre lo spunto per una riflessione integrativa tra due visioni antropologiche classiche, quella agostiniana e quella tomista, e la loro applicazione clinica contemporanea. All’interno del modello della Psicoterapia Integrata della Regolazione Emotiva e Psicosomatica (PIREP), tale integrazione si declina nella valorizzazione del corpo come luogo della memoria affettiva e della ferita (Agostino), ma anche come sede dell’azione virtuosa e ordinata (Tommaso). L’articolo esplora come questa doppia prospettiva trovi espressione nella pratica terapeutica attraverso il lavoro con il controtransfert somatico, la regolazione incarnata e l’uso di tecniche come il Focusing e il Role Playing. Richiamandosi ai contributi di Schore, Porges, Bromberg e Taylor, il testo propone una visione clinica che unisce interiorità e azione, compassione e discernimento etico, restituendo al corpo un ruolo centrale nella cura della sofferenza psichica contemporanea.

Marco Gambaro

Mercati e l’organizzazione dell’informazione locale: il caso della lombardia

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2025

Nei mercati dell’informazione locale i diversi mezzi competono tra loro in modo più diretto di quanto avviene sul mercato nazionale. I mercati locali sono organizzati per lo più su base provinciale, mentre le politiche pubbliche avvengono su base regionale o nazionale. In Lombardia esiste un tessuto relativamente ricco di mezzi locali, grazie soprattutto a una fitta rete di quotidiani locali, ma in alcune province si verifica una dominanza forte del primo operatore. Si è registrato uno sviluppo rilevante di siti informativi ma una parte di quelli rilevati è costruita come presenza digitale di mezzi tradizionali e, in secondo luogo, nonostante l’assenza di barriere tecniche, si è verificato un processo di concentrazione per cui in ogni mercato dopo il secondo, terzo sito le visite calano significativamente.

Dall’inizio degli anni 2000, la città di Matera ha registrato una crescita esponenziale del turismo, dovuta principalmente alle produzioni cinematografiche e successivamente alla proclamazione a Capitale europea della cultura per il 2019. Le conseguenze per la città, che ha visto contemporaneamente il ridimensionamento del distretto industriale del mobile imbottito, sono state un’intensa crescita di tutte le attività legate al turismo, in particolare la ricettività e la ristorazione. Ciò ha portato all’aumento dell’occupazione, spesso temporanea, ma anche a maggiori opportunità per i segmenti più vulnerabili del mercato del lavoro. La frammentazione del settore terziario e la mobilità occupazionale rendono, tuttavia, questa forza lavoro, in un contesto di basse retribuzioni, più debole in termini di tutele, soprattutto quando l’occupazione coinvolge donne provenienti da contesti familiari precari, lavoratori stranieri, adulti disoccupati e individui con bassi livelli di istruzione.

Giulia Mazzanti

Relazioni sindacali e processi organizzativi: analisi di un contesto ad alta digitalizzazione

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2025

Il presente elaborato analizza i processi di trasformazione organizzativa in un contesto ad alta digitalizzazione, ponendo particolare attenzione al loro impatto sulle relazioni sindacali. La ricerca è stata realizzata su incarico del sindacato territoriale Fiom Cgil presso un’azienda della provincia di MassaCarrara, adottando l’approccio della ricercaazione. Attraverso la partecipazione diretta e momenti di elaborazione collettiva, l’indagine mira a favorire una conoscenza condivisa e un possibile cambiamento. Dai risultati emerge con forza il tema della fiducia, soprattutto nei confronti delle figure di rappresentanza, riconosciute come centrali nella costruzione di un ambiente coeso, capace di sostenere sia la produttività sia il benessere dei lavoratori. Le dinamiche di sfiducia individuate hanno radici profonde, legate a una tradizione sindacale e aziendale caratterizzata da logiche familistiche e da un forte radicamento territoriale.

Elisa Errico, Daniele Di Nunzio

Ondate di calore e azione sindacale: verso un modello multi-livello di prevenzione dei rischi sul lavoro

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2025

Le ondate di calore rappresentano un rischio crescente per la salute e sicurezza sul lavoro, amplificato dalla frammentazione regionale delle misure di prevenzione. Il contributo analizza come istituzioni, sindacati, attori della prevenzione e comunità scientifica abbiano costruito in Italia un sistema multilivello per fronteggiare lo stress termico, evidenziando differenze territoriali, buone pratiche e limiti strutturali. Attraverso l’analisi documentale e due studi di caso nell’agricoltura pugliese e nel magazzinaggio della logistica, l’articolo mostra il ruolo cruciale del dialogo sociale nel tradurre le evidenze scientifiche in Protocolli operativi, rimodulazioni organizzative e tutele economiche. Emergono modelli di prevenzione eterogenei, ancora concentrati sui settori outdoor e caratterizzati da approcci spesso emergenziali. Si propone di rafforzare coordinamento istituzionale, partecipazione sindacale e integrazione della prevenzione climatica nelle politiche del lavoro.

Massimiliano D’Alessio, Giacoma Giacalone

L'occupazione del settore agricolo nel 2024. analisi dei dati inps

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2025

Il lavoro agricolo è nuovamente al centro dell’attenzione del mondo della ricerca economica e sociale. Uno specifico e rinnovato interesse viene in particolare riservato verso la componente dipendente dell’occupazione agricola. Il presente contributo si compone di due parti. Nella prima, in continuità con l’attività di monitoraggio occupazionale condotta dal Dipartimento Organizzazione della Flai Cgil nazionale e dalla Fondazione Metes, partendo dalle informazioni messe a disposizione dagli Elenchi dei lavoratori agricoli subordinati pubblicati annualmente dall’Inps relativi all’annualità 2024, vengono effettuati approfondimenti sulle peculiarità e sulle dinamiche del mondo del lavoro agricolo. Nella seconda parte viene approfondita la problematica degli effetti che i diversi livelli di intensità occupazionale, tipici delle varie attività agricole, generano sulle condizioni dei lavoratori del settore e vengono proposte linee di azione sindacale differenziate per i lavoratori “vulnerabili/invisibili” e per i lavoratori “garantiti”.

Francesca Valente

Donne e rappresentanza nel sindacato: il caso della fai cisl piemonte

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2025

La rappresentanza femminile nei sindacati è centrale nel dibattito sull’uguaglianza di genere. Nonostante la maggiore presenza delle donne nel mercato del lavoro, il loro accesso ai ruoli di leadership sindacale resta limitato. Questo paper esamina la Fai Cisl Piemonte, la Federazione Agricola Alimentare Ambientale Industriale Italiana affiliata alla Cisl, mediante uno studio empirico che ha coinvolto rappresentanti sindacali, delegati/e, attivisti/e, funzionari/ie e dirigenti territoriali e regionali. I risultati evidenziano da un lato una crescente attenzione istituzionale alla parità, dall’altro la persistente esistenza di ostacoli alla partecipazione femminile nei processi decisionali. L’analisi mostra come pratiche e culture organizzative possano riprodurre o contrastare queste disuguaglianze. A partire dai risultati della ricerca, si individuano alcune implicazioni analitiche e spunti di riflessione per la prassi sindacale, finalizzati a rafforzare la partecipazione delle donne e a promuovere una rappresentanza più inclusiva e democratica