RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105481 titoli

Maddalena Cannito, Paola Torrioni

Geografie delle reti antiviolenza: sfide nella governance e conflitti centro/periferia

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2025

Il saggio esplora la governance delle politiche di contrasto alla violenza di genere in Italia, evidenziando criticità e potenzialità dei modelli multilivello adottati. Attraverso un’analisi comparativa delle strategie regionali e una classificazione dei sistemi di governance, vengono messi in luce elementi di frammentazione e disomogeneità, che ostacolano l’efficacia e l’equità territoriale degli interventi. Il focus sul Piemonte, basato su una ricerca qualitativa condotta con operatrici di Centri anti-violenza, Sportelli e Case rifugio, permette di approfondire le dinamiche di collaborazione e conflitto tra centro e periferia, sia in senso geografico che istituzionale. I dati mostrano come l’accesso alla rete istituzionale, i meccanismi di accreditamento e la standardizzazione procedurale possano escludere realtà locali consolidate ma non formalmente riconosciute. Il contributo propone azioni concrete per rafforzare la governance interistituzionale e valorizzare le specificità territoriali.

Alice Marta Mauri, Francesca Cubeddu

Eterogeneità regionali e standard minimi: una sfida per il sistema antiviolenza italiano

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2025

In Italia, a partire dalle fine degli anni ‘80, si sono andati configurando 21 differenti sistemi antiviolenza, ciascuno caratterizzato dalle peculiari modalità con cui le singole Regioni e Province autonome hanno regolato le azioni di prevenzione, protezione e sostegno. Entro tale quadro, le Intese tra il Governo e le Regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano e le autonomie locali del 2014 e del 2022 sono intervenute definendo, per CAV e CR, requisiti minimi comuni a tutto il territorio nazionale per l’accesso ai finanziamenti pubblici. Partendo dall’analisi degli atti regionali, le autrici si propongono di evidenziare punti di forza e criticità del processo di declinazione a livello regionale dei requisiti minimi, al fine di comprendere se esso abbia permesso di attivare un sistema più efficace in risposta ai bisogni delle donne in uscita dalla violenza e se, e in che modo, le Intese abbiano effettivamente contribuito a migliorare l’accesso ai servizi su tutto il territorio nazionale.

Elisa Begnis, Maria Urso, Simone Tuzza, Martina Lo Cascio, Sandra Sicurella, Cirus Rinaldi

Soggetti “plausibili” e risorse mancanti: una lettura intersezionale della violenza di genere in relazioni LGBT

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2025

I mutamenti culturali e le lotte femministe hanno fatto sì che la violenza di genere venisse analizzata non più come isolata ed eccezionale, tanto da necessitare di risposte individuali, ma come un fenomeno strutturale e sistemico. Il contributo propone una lettura sociologica delle lacune strutturali nei servizi per soggettività LGBT, basata su oltre 50 interviste condotte in Emilia-Romagna e Sicilia con operator? del diritto, psicolog?, attivist? e operator? di Centri Antiviolenza (CAV) e Centri per uomini autori di violenza (CUAV). L’analisi indaga la costruzione dei soggetti “plausibili”, riconosciuti nel discorso pubblico, e l’esclusione di chi non vi rientra per orientamento sessuale, identità di genere o appartenenza etnica. Emergono la distanza tra istituzioni e iniziative dal basso, e l’urgenza di ripensare strumenti e politiche. In ottica queer e intersezionale, il potere di definire la violenza è condizionato da genere, razza e classe. La ricerca offre spunti per innovare i servizi, rendendoli più capaci di rispondere alla complessità delle discriminazioni intersezionali.

Through a theoretical discussion, the article focuses on the role of men in preventing gender-based violence, examining socio-educational and cultural strategies that promote responsibility and encourage men to break free from hegemonic and patriarchal models of masculinity. The article distinguishes between prevention efforts aimed at men and those promoted by men, drawing on comparative European evidence and with a particular focus on the Italian welfare system. The paper highlights how involving men as both recipients and promoters of prevention policies can promote structural and cultural changes that are consistent with an integrated welfare approach to tackling gender-based violence.

Giorgia Serughetti

Dall’empowerment contro la violenza di genere verso una nuova cittadinanza sociale

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2025

L’articolo esamina come l’integrazione delle politiche contro la violenza di genere nei sistemi di welfare possa contribuire a ri-legittimare lo Stato sociale dopo decenni di erosione neoliberale, mettendo in discussione le basi patriarcali della cittadinanza sociale. La violenza è letta come ingiustizia strutturale radicata nelle disuguaglianze socio-economiche di genere e nella configurazione stessa delle istituzioni di welfare. Basandosi su lavori di teoria politica femminista e studi sulla giustizia sociale, l’articolo ricostruisce l’esclusione storica delle donne e la loro inclusione condizionata nei regimi di welfare modellati sul male breadwinner, entro cui la violenza è rimasta in gran parte invisibile. Analizza poi l’integrazione recente di misure di empowerment per le vittime (reddito, lavoro, casa) come svolta importante ma ambivalente, che può riprodurre paternalismo, condizionalità e stereotipi sulla “vittima appropriata” come “soggetto vulnerabile”. Sostiene, in conclusione, che solo un welfare universalistico e integrato può sostenere l’autonomia delle donne, promuovere la giustizia di genere e ridefinire la cittadinanza sociale in un contesto post-neoliberale.

Pietro Demurtas, Emiliana Mangone

Introduzione

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2025

Il biennio 2021-2022 ha registrato un rilevante aumento della spesa sanitaria pubblica nominale, un incremento del
personale e una serie di misure per ridurre delle liste d’attesa.
Il presente contributo ha verificato, in primo luogo, come tali risorse aggiuntive e tali politiche non si siano tradotte in un aumento proporzionale del valore delle prestazioni specialistiche (ricoveri e ambulatoriali) effettivamente erogate.
In secondo luogo, il contributo ha approfondito l’andamento dei principali macroraggruppamenti di prestazioni (classi FA-RE) per individuare le differenze interne al settore della specialistica ambulatoriale: solo il laboratorio ha registrato significativi aumenti, mentre le branche maggiormente interessate da politiche di recupero delle attese hanno osservato, paradossalmente, le maggiori criticità. Tali evidenze segnalano l’importanza di alcuni fattori di tipo regolatorio, di accessibilità, di governo clinico e di organizzazione e rafforzano la necessità di implementare modelli fortemente basati sulla presa in carico.

Francesco d'Ovidio, Vincenzo Papa, Sabrina Spallini, Domenico Viola

Prevenzione del rischio cardio-vascolare e servizi di "Connected Health": interconnessione tra mercato tecnologico e salute pubblica

MECOSAN

Fascicolo: 133 / 2025

Le ICT vengono sempre più spesso utilizzate in ambito sanitario per migliorare l’efficienza dei servizi e della cura dei pazienti tramite la medicina digitale e strumenti sanitari connessi.
Ma qual è la percezione degli utenti? Conviene investire nei servizi sanitari digitali?
La presente ricerca ha voluto rispondere a queste e altre domande con un questionario rivolto a un ampio campione di potenziali utenti di un servizio di prevenzione del rischio cardiovascolare in “Connected Health”.
I risultati di questa ricerca possono costituire un punto di riferimento per chi è interessato a sviluppare modelli di business per i servizi sanitari digitali, sia nell’ambito dei servizi privati sia in quelli erogati dal Servizio Sanitario Nazionale. Essa sarà utile anche per valutare le priorità politiche ambito della M6C1 del PNRR per il miglioramento del sistema sanitario.

Luca Puccetti, Marco Betti, Irene Bargelli, Barbara Trambusti, Luciano Lippi

Le dimensioni rilevanti per la determinazione del fabbisogno di personale non sanitario nelle Società della Salute: un percorso partecipato

MECOSAN

Fascicolo: 133 / 2025

Considerato l’impatto significativo delle risorse umane e dei loro costi sulla spesa sanitaria e sulla qualità dei servizi, gli strumenti di pianificazione mirano a garantire un’erogazione ottimale attraverso un personale adeguato, evitando sprechi di risorse pubbliche.
La complessità di questo tema aumenta nel contesto socio-sanitario e socio-assistenziale, dove accanto a professionisti sanitari operano figure non sanitarie come assistenti sociali e personale amministrativo. L’articolo esamina un caso di studio regionale, concentrandosi sull’esperienza delle Società della Salute (SdS) in Toscana, ricostruendone lo sviluppo e l’attuale dotazione di personale. Viene quindi
presentato il percorso partecipato che ha portato a una prima stima del fabbisogno di personale non sanitario per il
funzionamento delle SdS.

Corrado Cuccurullo, Alessandra Belfiore, Massimo Aria, Gianpaolo Pennarola

Partenariato Pubblico-Privato in sanità: sfide normative e soluzioni metodologiche per una valutazione efficace

MECOSAN

Fascicolo: 133 / 2025

La valutazione ex ante di fattibilità, convenienza e rischio rappresenta un passaggio cruciale per garantire l’efficacia dei Partenariati Pubblico-Privato (PPP), soprattutto in contesti complessi.
Questo contributo propone un framework operativo per supportare i decisori nella valutazione di fattibilità, convenienza e rischio dei PPP, combinando strumenti analitici con un approccio orientato alla pratica manageriale.
Ispirato alla prospettiva Strategy as Practice, il lavoro evidenzia come il processo valutativo non sia soltanto tecnico, ma anche relazionale e negoziale, influenzato dalle interazioni tra attori istituzionali e privati. In questo contesto, il modello finanziario viene reinterpretato come piattaforma di dialogo e co-produzione, capace di favorire
trasparenza, allineamento di interessi e costruzione di valore condiviso. La sostenibilità del partenariato emerge
così dall’integrazione tra razionalità economico-finanziaria e capacità collaborativa, rafforzando la legittimità e l’impatto delle decisioni pubbliche.

Vaccination hesitancy, i.e. the refusal or delay in being vaccinated, is a complex phenomenon influenced by numerous factors including the communicative messages to which individuals are exposed. Little is known about the impact that framing vaccination hesitancy as a problem and the vaccination hesitant as the responsible for such problem has on the propensity to vaccinate.
In the study we report the results of a survey experiment in which respondents were randomly exposed to three different frames of the vaccination hesitant (as misinformed, anti-scientific and socially dangerous) and the
impact of these frames on the intention to vaccinate girls against the human papilloma virus (HPV). The frames were derived from the press statements of the Italian Minister of
Health between 2015 and 2017, and contained, besides different characterizations of the vaccination hesitant, the correspondent policy solutions to counteract such vaccination hesitancy.
Findings show how framing the vaccination hesitant as anti-scientific or socially dangerous that, in turn, supports policies mandating vaccination and sanctioning the vaccination hesitant, tends to discourage vaccination.
These findings alert us to the importance of designing with great care the communication about vaccinations and vaccination hesitancy and avoid counterproductive effects.

Giovanni Guarducci, Antonio Romano, Andrea Urbani, Simona Carbone, Lorenzo Dionisi, Gabriele Messina, Nicola Nante

Analisi della mobilità sanitaria relativa alla Toscana Sud-Est con particolare riferimento alla riabilitazione intensiva ortopedica

MECOSAN

Fascicolo: 133 / 2025

L’uniforme accessibilità ai servizi sanitari, così come l’elevata qualità degli stessi, in termini di efficacia dei trattamenti e di gradimento da parte degli utenti, costituiscono obiettivi primari del Servizio Sanitario Nazionale italiano (SSN). Per mobilità sanitaria s’intende il fenomeno migratorio di pazienti che fruiscono di prestazioni sanitarie al di fuori della propria area di residenza.
L’analisi di tali flussi tocca aspetti riguardanti la qualità (reale/percepita) dei servizi, l’equità di accesso alle cure e ha importanti risvolti di natura economica.
Obiettivo del nostro studio è stata la valutazione, attraverso il criterio della mobilità sanitaria, di come l’Area Sud-Est della Toscana ha perseguito, nel periodo 2011-2019, l’equità di accesso alle prestazioni riabilitative ospedaliere (in particolare quelle intensive ortopediche) e, indirettamente, la qualità delle stesse.