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La presente rassegna delinea le indicazioni di buona pratica clinica per il trattamento psicologico del Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità (DOCP) sulla base dei dati presenti in letteratura riguardo al disturbo e agli studi di efficacia prodotti finora.Definiremo il disturbo e i criteri per la formulazione della sua diagnosi secondo il modello in uso attualmente e il modello in fase di sviluppo e revisione. Di seguito, saranno riportati i dati epidemiologici dai quali emerge che il DOCP è tra i disturbi di personalità più frequenti. Proseguendo, riporteremo i dati sulla comorbidità con altri disturbi, dai quali si rileva un quadro di estrema interazione tra il DOCP e gli altri disturbi di personalità e numerosi disturbi sintomatologici. Tale complessità si riflette in una difficoltà nel formulare una buona diagnosi differenziale e in una sottostima della presenza del disturbo. Inoltre, riporteremo i dati sull’impatto del DOCP sul funzionamento sociale del paziente che suggeriscono che la sua presenza influenza negativamente il decorso delle sintomatologie soprattutto quando associato a disturbi dell’umore, sottolineando l’importanza della sua identificazione e diagnosi. Infine, saranno riportati gli studi che indagano l’efficacia della psicoterapia nel DOCP dai quali emerge che la psicoterapia cognitiva, nelle sue varie forme, sarebbe la più efficace per il DOCP.Al momento non esistono indicazioni di buona pratica clinica da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e, per nostra conoscenza, in letteratura. Pertanto, la rassegna terminerà con la formulazione di tali indicazioni considerando la direzione suggerita dai dati riportati in ogni sezione.

Ilario Mammone, Giancarlo Dimaggio

Suggerimenti di buona pratica clinica per il disturbo evitante di personalità

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 52 / 2023

Questa review si concentra sugli aspetti diagnostici e sul trattamento del Disturbo Evitante di Personalità (DE). Gli studi attuali sottolineano la stretta relazione tra DE e Disturbo d’Ansia Sociale e la relativa stabilità dei sintomi oltre che l’impatto in termini sociali ed economici.Le scarse evidenze empiriche mostrano risultati promettenti per gli interventi psicoterapici, in particolare per le terapie di orientamento cognitivo-comportamentale, anche di terza onda. Mancano a oggi studi randomizzati sufficientemente solidi, mentre stanno apparendo recentemente alcuni lavori su gruppi di pazienti con grave DE trattati grazie a una comprensione accurata della psicopatologia. Complessivamente, allo stato dell’arte, è possibile suggerire alcuni obiettivi generali di medio-lungo termine da tenere in considerazione nel trattamento di questi pazienti. Gli approcci terapeutici dovrebbero mirare ai pattern pervasivi di inibizione e ritiro sociale, ai sentimenti di inadeguatezza e all’ipersensibilità verso il giudizio negativo e il rifiuto. Sarebbe utile anche puntare al miglioramento delle funzioni riflessive e metacognitive, a interrompere i processi di rimuginio e ruminazione. Allo stato attuale sappiamo che il DE è un disturbo con importanti problemi sintomatici e sociali e sono urgentemente necessari studi randomizzati controllati per definire meglio come trattarlo con efficacia.

Il presente lavoro è partito da una rassegna dei contributi storici sulla concettualizzazione del narcisismo e del Disturbo Narcisistico di Personalità (DNP), evidenziando l’evoluzione in termini di diagnosi clinica all’interno della classificazione DSM sui disturbi mentali. Si è focalizzato sulla complessità del Disturbo Narcisistico di Personalità e l’utilità di definirlo come un continuum che va dalla normalità alla patologia piuttosto che una mera categoria. All’interno di questo continuum gli autori hanno identificato le due varianti di interesse, il narcisismo overt o grandioso e covert o vulnerabile. Gli autori proseguono enucleando le principali sfide nella gestione dei pazienti con tratti narcisistici, responsabili degli esiti peggiori nella terapia.Le terapie psicologiche specificamente progettate per il trattamento dei pazienti con DNP sono relativamente poche e pochi o nessuno di questi trattamenti sono stati testati in studi controllati randomizzati. Emerge quindi come il trattamento delle PN o con DNP rappresenti una sfida sia sul piano clinico che empirico poiché mancano prove empiriche su come trattarli. La mancanza di trattamenti supportati empiricamente, ha fatto emergere la necessità di delineare linee guida di “buona pratica clinica”, in linea con l’idea di un approccio più integrato al trattamento dei disturbi di personalità

Rita Ardito

Prefazione

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 52 / 2023

Giuseppe Nicolò, Carla Azzara, Veronica Cantelmi, Claudio Contrada, Giorgio Mozzetta

Sintesi delle evidenze scientifiche e delle linee guida per il trattamento psicologico dei Disturbi Borderline e Antisociale di Personalità

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 52 / 2023

Negli ultimi anni la classificazione dimensionale dei disturbi di personalità e lo sviluppo di trattamenti manualizzati hanno concorso a una nuova concettualizzazione di tali disturbi. Pertanto, si rende necessaria la messa in atto di trattamenti clinici basati su evidenze e buone pratiche, tramite l’applicazione di linee guida internazionali per il trattamento dei disturbi di personalità. Ciò premesso, l’obiettivo del presente elaborato è quello di analizzare le principali linee guida per quel che concerne il trattamento del Disturbo Borderline (BPD) e del Disturbo Antisociale di Personalità (ASPD), al fine di individuare quali sono i trattamenti raccomandati e con maggior prova di efficacia. A tale scopo sono stati presi in esame due tra i più autorevoli contributi: quello del National Institute of Health and Care Excellence (NICE) e quello dell’American Psychiatric Association (APA). Inoltre, vista la necessità di fornire evidenze scientifiche aggiornate, oltre alle linee guida sono state poi prese in considerazione recenti rassegne e metanalisi sul trattamento dei disturbi in esame. In conclusione, in linea con la nuova concettualizzazione dimensionale proposta nella III sezione del DSM-5, la letteratura sembra suggerire al clinico una maggiore attenzione all’aspetto dimensionale dei disturbi di personalità all’interno dell’intervento psicoterapico, perché permette di utilizzare tratti e domini specifici per l’impostazione di un intervento più mirato.

In the field of publishing for children and adolescents, nonfiction literature has not only flourished, but is experiencing a golden age of creativity and reader interest. Today's nonfiction literature moves beyond the boundaries of traditional popular literature in terms of writing methods, content, purpose, and target audience, informing and engaging young readers through the use of a narrative dimension. Authors and illustrators of nonfiction children’s books share historical information, scientific processes, and portray marginalized and minority communities, offering models of active learning. This study examines emerging trends in nonfiction through a narrative literature review and investigates the main changes observed in the variety of topics, storytelling techniques, and the use of visual elements in nonfiction children’s books over the period 2013-2022. At the same time, it attempts to highlight how these developments reflect a cultural shift towards inclusivity and social awareness

Mirca Montanari

La valutazione inclusiva degli apprendimenti per e con gli studenti e le studentesse all’Università

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2023

La presente riflessione teorica intende offrire alcune considerazioni e sollecitazioni riguardo il valore della valutazione, ritenuta un indicatore per l’inclusione delle diversità nei contesti formativi, nonchè fattore rilevante per la trasformazione dell’higher education. Il bisogno di innovare i sistemi dell’istruzione e della formazione continua, aspetti imprescindibili della contemporaneità liquida nella quale siamo immersi, è orientato a facilitare la partecipazione degli studenti e delle studentesse sviluppando motivazione, risorse e competenze. In ambito universitario, lo sguardo inclusivo multiprospettico si apre all’adozione e all’affinamento di strumenti, come la valutazione, in grado di trasformare le problematiche legate all’inclusione in opportunità formative per tutti, nessuno escluso. Tale prospettiva, se adeguatamente accolta, si riflette negli atteggiamenti dei docenti e nelle loro scelte didattiche che comprendono l’utilizzo del feedback come strategia per personalizzare, individualizzare e differenziare i percorsi d’apprendimento rivolti a rinforzare e coinvolgere tutti gli studenti e le studentesse, anche quelli maggiormente vulnerabili.

The subject of this paper is Assessment in university contexts and aims to establish a possible dialogue between the assessment of student learning and Accessibility. The aim is to offer a reflection starting from a case study, which has tried to examine the assessment processes from the point of view of cultures (the values and meanings associated with the process), of policies (the strategic and organizational choices) and practices (tools, procedures used). The new element is represented by the specific lens that has been chosen to adopt in reading the results of the research: that of accessibility. In university contexts it becomes important to give value to a construct like this, which arises from the philosophy of Universal Design, and which reveals opportunities for rethinking and improvement starting from questions such as: is it possible to think of an assessment process that promotes accessibility for everyone? How to design a universal assessment process? The research tools used in the study are the analysis of documents (60 documents), questionnaires (156 teachers and 380 students) and Focus Groups (16 students).

Catia Giaconi, Noemi Del Bianco, Ilaria D'Angelo, Aldo Caldarelli, Simone Aparecida Capellini

Il video come mediatore didattico: un’indagine esplorativa sulle percezioni dei docenti in formazione

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2023

Al fine di indagare criticità e potenzialità del Digital Learning nei percorsi di formazione per docenti specializzati sulle attività di sostegno, il presente contributo focalizza l’attenzione sulla qualità e sull’efficacia delle metodologie di insegnamento-apprendimento veicolate proprio tramite l’utilizzo delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC). In particolar modo, oggetto della presente indagine sono le percezioni di un campione di 237 futuri docenti di sostegno circa l’uso di un repository online di video tutorial, di cui hanno beneficiato durante il loro percorso formativo, in qualità di mediatore e dispositivo didattico. Tramite la valutazione dei risultati di apprendimento e dei feedback formativi, la riflessione si direziona, in conclusione, sulle modalità di implementazione dei percorsi di formazione volti alla costruzione di profili professionali in grado di utilizzare le tecnologie a supporto del Digital Inclusion nei contesti formativi.

School inclusion of students with Autism Spectrum Disorder (ASD) is still an educational challenge for all teachers due to its heterogeneity of cognitive and behavioral profiles. On the other hand, national and international scientific literature shows that inclusive dynamics are strongly influenced by teachers’ opinions, attitudes and sense of self-efficacy on students with ASD. Based on these premises, the current study explores the opinions of future support teachers about their role in promoting the full participation of students with ASD and, particularly, whether attendance of the Specialization Course for educational support activities for pupils with disabilities may influence their opinions.

Many cognitive benefits for learning have been highlighted in the literature, due to peer feedback, but the relational aspects of this way of working, when it is implemented with groups of students, have been little investigated. This study aims to analyze some relational aspects of the use of peer feedback in the university context, considering in particular how the cohesion in the network of exchanges, the level of collaboration and inclusion of students, change during an activity carried out with a method based on peer feedback called Progressive Design Method. Eighteen undergraduate students participated in the study and worked in teams to develop projects in successive phases, each of which involved peer feedback in an online environment, Knowledge Forum. The results showed an increase in the values of the three dimensions (cohesion, collaboration and inclusion) in the first phases of work and a decrease in the last phase. The implications of the study focus on the possibility of creating collaborative learning environments in universities based on this method of work.

This paper presents the results of a study aimed at exploring the potential of technologies as learning mediators enabling the adoption of interactive and conversational teaching approaches for nurturing engagement and participation, to the benefit of the learning quality. The study was carried out at the University of Florence, involving 138 teachers attending the course of Special Pedagogy and Integrated Management of the Class Group. The empirical study adopted a mixed approach based on an online survey combined with participant observation. The elaboration of the questionnaire data and the transcribed observations indicate positive aspects such as increased levels of participation in the lessons, a more relevant and meaningful learning experience and increased motivation to follow and learn. Although the results of this study are promising, further investigation should be carried out to understand participants' perspectives and thus improve learners’ engagement, in favour of pedagogical innovation.

Filomena Faiella, Giuseppina Albano, Paola Attolino, Maria Chiara Castaldi, Marco Giordano, Maria Grazia Lombardi, Emiliana Mannese, Valentina Mascolo, Maria Ricciardi, Giulia Savarese

Improving higher education teaching with feedback of eye tracking glasses: An international and interdisciplinary study

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2023

The paper describes the purpose and the methods of the international project “Teaching in Higher Education Effectively via Eye-tracking” (THEE) and summarizes its findings. The project studied the eye movements of higher education teachers and students to reflect on how to improve the teaching-learning process. The participants were four professors and twelve students who wore eye tracking glasses during the lessons. The results of the study demonstrate a clear benefit of the approach based on collecting eye tracking data and teachers’ self-reflection on their own classroom practice. Concerning the analysis of gaze location and teachers and students’ behaviour, we noticed that the teachers looked mostly at the centre of the classroom and that the duration of the fixations depends on the size of the classroom and the type of subjects. Moreover, the teachers of scientific subjects seem to change their fixation duration distribution over the lessons analysed while the humanities lecturers appeared more static. The analyses also highlighted that the teachers of humanities subjects were found to be very focused on the cognitive processes, while teachers of scientific subjects were attentive to the way they can involve students in learning. On the other hand, students of the humanities mainly highlighted some operational factors related to the teacher’s lesson and to their own subsequent study, whereas students of scientific subjects seemed to show more attention to the factors related to the lesson and to activities carried out in the classroom.

Francesca Storai, Ilaria Salvadori

What feedback do students expect for effective learning?

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2023

What do students expect from their teachers’ feedback? The article aims to focus on the expectations of a sample of university students regarding the feedback provided by their professors. The topic is addressed taking as a reference Hattie and Timperley’s model (2007) consisting of three dimensions: Feed up, Feed back, Feed forward. The questionnaire submitted to a sample of 140 students is intended as an initial test to be validated and administered to a larger sample at a later stage of the research. In this first phase, the results suggest that all the dimensions of the feedback are important, above all, the centrality of the professor's active involvement in the learning process that facilitates the student's self-regulatory and internal learning process

Technologies in training processes by radically modifying the relationship with (and between) knowledge, have determined the need to experiment with new methodological approaches to innovate didactic action, respond to subjective training needs, satisfy the ever increasing requests coming from the job market. In this paper, we want to deepen a particular action of this process, preliminary to the implementation phase of each training intervention. We refer to the needs analysis (NA) aimed at identifying training needs and requirements of the participants with respect to which to organize and modulate the contents and the didactic action. In the opinion of the author, already the NA, if accompanied by specific actions, can constitute an intentionally structured moment to enhance the effectiveness of training feedback in a diagnostic and self-assessment function and in this work we will describe an automated system designed and developed specifically for this purpose. To examine the application opportunities and to show the potential of the automated system, an experience will be presented that involved students attending the specialization course for educational support activities for pupils with disabilities held at the University of Salerno in the A.Y. 2022/2023.