RISULTATI RICERCA

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Le campagne di abolizione dei regolamenti di prostituzione costituiscono un terreno di formazione della prima generazione di femministe italiane: esse guardavano in particolare alle inglesi che guidate da J. Butler fondavano nel 1869 la prima associazione abolizionista. Nei regolamenti esse individuano un attacco alla libertà femminile e un rafforzamento della supremazia maschile. Nel 1864 Anna Maria Mozzoni indica i regolamenti di prostituzione tra le forme di sottomissione contro cui battersi. Il primo abolizionismo italiano si diffonde tra le donne che avevano Mazzini tra i loro maestri e con il sostegno degli ambienti democratici, che posero la questione femminile nel contesto della rinascita nazionale.

L’articolo affronta il tema dell’anticlericalismo nell’Italia risorgimentale a partire da un episodio riguardante la Repubblica romana del 1849, ovvero l’uccisione di ecclesiastici da parte dei finanzieri stanziati a San Calisto. Nonostante la vicenda sia nota alla storiografia sul 1848-49 romano, la ricerca intende rileggere questo episodio di violenza anticlericale attraverso fonti archivistiche rimaste fino ad ora inutilizzate (atti processuali, memorialistica, carteggi, stampa periodica), cercando così di restituire una lettura degli eventi da più punti di vista e indagando anche in che modo la memoria degli eventi venne rielaborata negli anni successivi e quale uso propagandistico se ne fece.

Giacomo Carmagnini

Le traduzioni dell’Essai sur les garanties individuelles: una storia atlantica

IL RISORGIMENTO

Fascicolo: 1 / 2023

La vicenda dell’Essai sur les garanties individuelles (1818) testimonia la trasformazione di un’opera di teoria politica in uno strumento di azione. Il suo autore, P.-C.-F. Daunou, assume una rilevanza internazionale grazie alla proposta di un modello di stato capace di garantire ovunque le libertà individuali. Le traduzioni, situate in momenti cruciali delle rispettive storie nazionali, sono legate da un uso politico del Saggio, che diveniva la bussola ideologica con cui legittimare le rivendicazioni patriottiche. L’esame delle fonti dimostra l’apertura allo scenario atlantico nella riflessione dell’autore, che individua oltreoceano il terreno dove impiantare quei principi libertari e repubblicani divenuti ormai inattuali sul continente.

Vittorio Criscuolo

In difesa della lingua e del teatro italiani: Francesco Salfi e Mademoiselle Raucourt

IL RISORGIMENTO

Fascicolo: 1 / 2023

Nel novembre 1798 la celebre attrice francese Mademoiselle Raucourt, nota per le sue convinzioni legittimiste, recitò per alcune sere al Teatro alla Scala di Milano. La rappresentazione della Merope di Voltaire fu annullata per le contestazioni del pubblico verso un’opera ritenuta non repubblicana. L’episodio, finora mai preso in esame dagli studiosi, è interessante soprattutto per l’articolo pubblicato nel "Termometro politico" da Francesco Salfi, il quale, in linea con i programmi del giacobinismo italiano, riaffermò il valore della tradizione teatrale nazionale e sostenne la necessità di difendere dalla egemonia del francese la lingua italiana, principale fondamento della coscienza nazionale, in vista di una estensione del suo uso nelle classi popolari in sostituzione dei dialetti.

Giorgio De Michelis

C’è una rivoluzione in corso e il lavoro ne è pienamente investito

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2023

Il lavoro è oggi al centro di una crisi irreversibile causata dalla convergere di due fenomeni epocali: l’esaurissi definitivo del Taylor-fordismo, ormai incapace di dare senso alla vita degli uomini e l’esplosione della rivoluzione digitale. Questa, come affermato dal Michel Serres, è la terza rivoluzione soft, antropologica e sta mutando in modo irreversibile i rapporti tra le persone e tra loro e la conoscenza. Il lavoro umano ne è investito in modo radicale e si trova oggi tra il pericolo di una sua progressiva marginalizzazione a favore del lavoro standardizzato delle mac-chine (robot e Intelligenza Artificiale), e l’opportunità di fare un salto di qualità verso la professionalizzazione di tutti. Ma questo richiede consapevoli ed efficaci interventi sulle politiche nazionali e sovra-nazionali.

Maddalena Gambirasio, Silvia Ivaldi, Emanuele Testa

Il processo di selezione del personale come possibilità di apprendimento: il caso della Cooperativa Sociale Aeper

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2023

Il paper presenta un caso di ricerca relativo al processo di selezione del perso-nale di una cooperativa sociale operante sul territorio bergamasco. Il tema della valutazione è qui inteso come processo situato, strettamente connesso al contesto in cui viene applicato, anziché come procedura standard e universalmente appli-cabile. Obiettivo dell’articolo è evidenziare come la costruzione di pratiche a parti-re da una conoscenza situata, considerata come esito di un processo di costruzione sociale, sia una condizione necessaria affinché si produca una valutazione genera-trice di cambiamento. Il presente contributo propone un approccio creativo, conte-stuale e generativo, con l’intento di mostrare come la selezione del personale possa configurarsi come momento di ascolto interlocutorio. Per mezzo di tale processo di interlocuzione, da una parte, il neoassunto è in grado di venire in contatto con gli elementi della cultura organizzativa, valutandone la sintonizzazione su di essa, e, dall’altra, l’organizzazione può riconoscere le diversità, aprendosi alla negoziazione. Per questo motivo la fase di valutazione e selezione del personale può divenire occasione di cambiamento, trasformazione e, di conseguenza, apprendimento or-ganizzativo. Il paper si sofferma inizialmente sulla prospettiva epistemologica adottata, proponendo la sfida di una valutazione context driven, intesa come esito di un processo di negoziazione tra gli attori sociali che appartengono a una specifi-ca organizzazione. Successivamente l’articolo descrive il contesto di riferimento e la metodologia utilizzata la quale, in accordo con l’approccio proposto, ha consen-tito di raccogliere i dati a partire da un lavoro con i soggetti che abitano il contesto studiato. I principali esiti del presente studio sembrerebbero supportare una sinto-nizzazione dei lavoratori con la cultura organizzativa, sia in termini di identifica-zione, che di interpretazione operativa dei valori di riferimento, facendo supporre un’azione trasformativa del processo di selezione. In questo senso, quest’ultimo non solo diverrebbe strumento utile di individuazione di lavoratori idonei per la cooperativa, ma si configurerebbe come momento di apprendimento per il candidato e per l’organizzazione stessa, aprendo nuove direzioni per la ricerca sul tema della valutazione.

Negli ultimi anni, la Social Network Analysis (SNA) è stata impie-gata in modo sempre più frequente nella ricerca sulla criminalità orga-nizzata. Ciò si deve a diversi fattori, tra i quali: l’affermarsi di prospet-tive teoriche che enfatizzano la rilevanza della dimensione relazionale dei fenomeni criminali; lo sviluppo di software specifici che non ri-chiedono all’utente conoscenze specialistiche; la raccolta di dati rela-zionali da fonti elettroniche fino a pochi decenni fa non disponibili come le intercettazioni telefoniche. L’impiego di queste evidenze em-piriche in particolare ha dischiuso nuove dimensioni di analisi e inedite piste di ricerca, ma ha anche sollecitato una riflessione sull’affidabilità e la validità di questi dati, raccolti dalle forze dell’ordine con ben altri obiettivi rispetto a quelli della ricerca scientifica. Questo articolo ana-lizza l’impatto dell’analisi di rete sulla ricerca sulla criminalità organiz-zata fornendo, da un lato, uno stato dell’arte aggiornato sul contributo di questo modello di ricerca alla conoscenza dei fenomeni criminali e, dall’altro, sottolineando i principali aspetti problematici emersi dall’utilizzo della SNA. Nel testo si sottolinea come le sole misure reti-colari non siano sufficienti per cogliere appieno la complessità di un fenomeno come quello della criminalità organizzata. Ricorrere all’approccio combinato di diverse tecniche di analisi qualitativa e quantitativa (mixed methods re-search) costituisce un passaggio cruciale per superare i limiti della ri-cerca di rete e ottenere evidenze più solide grazie alla convergenza e alla corroborazione dei risultati.

Alberto Zanutto, Diego Ponte

Practising institutional logics: arranging digitalization in cardiology

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2023

Institutional logics literature has made an important contribution in understanding non-linear processes of innovation. While some works insist on the importance of considering how the different institutional logics follow each other, and thus on the concepts of power and organisational field, others indicate that in general, theories on innovation management need new theoretical support. One aspect that needs to be considered further is the way in which organisations adopt innovations in the face of institutional ambiguity. This is the case with digitalization and its impact on organisations. Scholars state that digitalization, being an institutional logic by itself, is increasingly being adopted by organisations that struggle to accommodate new belief systems and arrangements with ‘legacy’ practices. In this sense, less addressed in this literature is the understanding of the work that organisations need to perform to adopt a new institutional logic. Starting with a case study in a cardiology department in Northern Italy, this paper analyses how a digital health institutional logic is adopted in cardiology by trying to identify the different arrangements constructed by the different organisational and field actors. The work confirms the importance of the institutional logic approach, offering a contribution to highlight how digital transformation in the health sector is mainly characterised by local responses to the challenges faced.

Sara Lombardi, Sara Sassetti, Rosmeri Matturro

Uno studio esplorativo sull’esperienza gamificata di successo: la prospettiva dei provider

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2023

L’adozione di esperienze gamificate nelle aziende sta assumendo rilevanza crescente, trovando applicazione in ambiti diversificati quali la sanità, il marke-ting, il turismo, il reclutamento del personale. La sua diffusione è confermata da dati recenti secondo cui, nel 2019, il mercato globale della gamification ha registrato un business di 7,98 miliardi di dollari, con una previsione di crescita del 25% nel 2020-2025. Definita come l’uso di elementi di game design in contesti non di gioco, la gamification diventa quindi un supporto di grande valore per il benessere e la performance delle organizzazioni. Tuttavia, mentre la letteratura offre nume-rosi contributi sull’impatto che l’impiego di strumenti gamificati ha sugli utenti fi-nali, la prospettiva di coloro chiamati a progettare e sviluppare tali strumenti sem-bra essere pressoché trascurata. Per colmare questo gap, questo studio presenta un’analisi qualitativa condotta mediante interviste somministrate a sette aziende provider di gamification. I dati emersi evidenziano l’esistenza di un circolo del valore, comprendente quattro aspetti essenziali (il business, le componenti, le meccaniche e le dinamiche del gio-co) la cui relazione virtuosa è tale da generare un’esperienza gamificata efficace, al cui centro si pone il cliente. In qualità sia di partecipante al processo di design sia di utilizzatore finale, questi esercita infatti un ruolo chiave nell’assicurare il succes-so della gamification.

A cura della Redazione

Abstracts

SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE

Fascicolo: 130 / 2023