RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105481 titoli

Massimo Baioni

The ancient world. Interpretations and public uses of antiquity in Fascist Italy

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 309 Suppl. / 2025

This review of recent Italian publications on the public use of antiquity in post-unification Italy pays particular attention to the myths of romanità during the Fascist era. Significant changes in the historiographical debate in recent decades are highlighted, including the fact that the study of antiquity has become a privileged means of understanding broader political, cultural and social processes relating to the legitimisation of power, the role of images and exhibitions, urban space and the importance attributed to architecture, archaeology and art. The discussion on the public uses of antiquity and the myths of romanità reveals the many
complexities of this issue, from the protagonists via the tools used to transmit history to the lines of continuity and rupture between liberal Italy, Fascist Italy and republican Italy.

Enrica Asquer

The Blinderman case. Naturalisation, denaturalisation and anti- Semitism in Fascist Italy

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 309 Suppl. / 2025

This article presents an analysis of a file concerning the racial assessment and contestation of a denaturalisation proceeding held in the Demorazza collection at the Central State Archive in Rome. The file relates to the naturalisation and subsequent denaturalisation of Giuseppe Blinderman, a ‘stateless’ individual of Jewish origin (first formerly Russian and then formerly Italian) in Fascist Italy. Focusing on Blinderman’s actions and skills in shaping his public identity according to the authorities’ criteria, the article aims to reconstruct Fascist denaturalisation policies and assess the relationship between the event triggered by the anti-Semitic denaturalisation measure and the previous naturalisation process. As with most cases of denaturalisation due to anti-Semitic legislation, the latter also occurred under the Fascist regime, but before the turning point of 1936–38. Adopting a bottom-up perspective, the article thus raises questions about the continuities and discontinuities represented by Fascism and, particularly, with regard to Fascist anti-Semitic policies on citizenship, revealing the interplay between ‘race’ and ‘nativeness’.

Remigio Petrocelli

‘The mark of subversion’: an analysis of Italian anti-fascism in inter-war Scotland

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 309 Suppl. / 2025

This article describes the history of Italian anti-fascism in Scotland between the two world wars. Drawing extensively on unique archival sources such as files of emigrants registered in the Central Political Register, consular reports, British naturalisation records and contemporary press, it highlights the peculiarity of the Italian Scottish case. Unlike other cases examined by historians, this one is characterised by a ‘silent’ anti-fascism. Accordingly, the article analyses the reasons for the absence of overt opposition to the Fascist regime and its local branches in Scotland. The article thus contributes to broadening the horizon and the debate on anti-fascism in Great Britain, which has so far focused on London and prominent antifascists and exiles residing in the metropolis. Furthermore, by shedding light on the experiences of ordinary ‘subversives’ in Scotland, it reveals internal community dynamics and the relationship between the centre and the periphery, reflecting the contradictions of the Fascist totalitarian system.

This article examines the cultural policies developed by the Federal Republic of Germany (FRG) and the German Democratic Republic (GDR) in Italy during the Cold War, from the initial contact established after the Second World War until the end of the 1960s. An important transformation occurred during this period. Although initial exchanges were limited, both states began to actively pursue cultural policies in the mid-1950s. This gradually turned into open competition, particularly during the 1960s, which is reflected in the relationship between the two most influential German institutions based in Rome: the Deutsche Bibliothek, overseen by the West German embassy and the West German Ministry of Foreign Affairs; and the Thomas Mann Centre, led by Italian intellectuals and supported by the GDR and the Italian Communist Party. The article will focus on the activities of the two institutions, drawing on a variety of German and Italian sources, ranging from the respective foreign ministries to those of the institutions themselves.

Gianluca Bei, Barbara Brollo, Filippo Celata, Ernesto d'Albergo, Cesare Di Feliciantonio, Edoardo Esposito, Giorgio Giovanelli, Giulio Moini, Tiziana Nupieri, Barbara Pizzo, Giacomo Spanu

Cultural Political Economy ed ecosistemi locali di innovazione: un forum per Tommaso Fasciani

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2025

Gianluca Bei, Giacomo Spanu
Seguire le tracce: nuove prospettive geografiche tra cultural political eco-nomy e social fix

Edoardo Esposto, Giulio Moini, Barbara Pizzo
Il regime urbano di Roma alla prova della knowledge economy: rifles-sioni a partire dalla ricerca di Tommaso Fasciani sul Rome Technopole

Barbara Brollo
La conoscenza dell’economia della conoscenza: percorsi critici per Roma

Cesare Di Feliciantonio
Un’incursione femminista nel lavoro di Tommaso

Ernesto d’Albergo, Giorgio Giovanelli, Tiziana Nupieri
Dentro l’ecosistema dell’innovazione: proseguire l’analisi sociologica del Rome Technopole

Daniel A. Finch-Race, Davide Papotti, Giada Peterle, Gaetano Sabato, Lorenzo Bagnoli, Roberta Giulia Floris, Maria Luisa Mura, Valentina Capocefalo, Justyna Hanna Orzel

La geografia letteraria all’italiana?

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2025

Che cosa c’è di italiano nell’ambito della geografia letteraria? Si possono immaginare parametri linguistici, posizionali o socioculturali per classificare l’italianità di una pubblicazione? Quali attributi sono rilevanti in tale senso: il fatto che una pubblicazione «sia uscita in Italia», «sia scritta in italiano», «abbia un’autorialità italiana»? I limiti di tali categorie sono evidenti, soprattutto nell’epoca della glocalizzazione. In questo commentario, diversi autori e autrici si confrontano su questo tema, proponendo riflessioni sia su una determinata tematica, sia sulla condizione della geografia letteraria nella sfera italofona, individuando sfide e punti di forza.

Francesco Chiodelli, Elisa La Boria, Luka Bagnoli

Hackerare m0n0p0l1: un serious game sulla questione abitativa e le trasformazioni urbane

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2025

Il contributo analizza hackerare m0n0p0l1, un progetto che ha portato alla realizzazione di un’espansione che, modificando alcuni elementi della versione classica di Monopoli, trasforma quest’ultimo in un gioco educativo relativo alla crisi abitativa e alle trasformazioni urbane. Dopo aver introdotto il tema dei serious game (ossia dei giochi che assolvono intenzionalmente a scopi diversi da quelli puramente ludici e ricreativi) e dei suoi utilizzi in ambito geografico, il testo esamina diversi aspetti di hackerare m0n0p0l1: le origini dell’idea e la sua connessione con la storia di Monopoli, le finalità educative e sociali del progetto, le diverse operazioni di ‘hackeraggio’ (ossia, di modifica) di Monopoli che caratterizzano hackerare m0n0p0l1, le linee guida artistiche ed etiche del prodotto.

Andrea Pase

Mon-di in-cli-na-ti. Pensare collettivamente un’altra montagna

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2025

Un libro diverso per un’idea alternativa di montagna. Questa è la cifra fondamentale del volume “La montagna con altri occhi: ridisegnare le terre alte”, del collettivo ‘Altramontagna’, dal quale prende spunto questo commentario. Un libro diverso perché programmaticamente collettivo; diverso perché il “ridisegnare” del sottotitolo si esplica anche negli schizzi che sintetizzano graficamente e con efficacia il senso dei capitoli; diverso perché è parte di un “movimento”, ha uno scopo, indica un percorso, espone una proposta. L’obiettivo è la divergenza più ampia possibile rispetto agli stereotipi sulla montagna e, insieme, la moltiplicazione degli sguardi, in un processo di complessificazione che si oppone alle diffuse banalizzazioni.

Teresa Isenburg

Milano: capacità di rigenerarsi

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2025

Nel rendere conto del saggio di Giorgio Bigatti “Milano. Matrici e metamorfosi di una capitale industriale” (Mimesis, 2024), il contributo organizza l’esposizione in due parti: la prima volta a esporre il contenuto e l’impianto del lavoro, la seconda indirizzata a riflettere su geografia e città, sulla città di Milano in particolare, e più in generale sul ruolo della geografia urbana in Italia e delle monografie di singole grandi città del paese.

Stefano Menegat

Il metabolismo nel pensiero geografico: il suo sviluppo e le prospettive future

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2025

Il concetto di metabolismo è utilizzato in geografia da diversi decenni, anche se con significato mutevole. Il presente contributo propone una rassegna critica della letteratura geografica che ha impiegato il metabolismo come elemento chiave nello sviluppo di teorie, discorsi e pratiche. Dall’analisi emergono tre principali correnti, caratterizzate da differenti posture ontologiche: due di esse adottano il metabolismo come metafora, interpretativa o generativa, mentre la terza gli attribuisce un valore epistemico. Partendo da quest’ultima prospettiva, il lavoro mette in dialogo l’approccio epistemico con la definizione di metabolismo sviluppata nell’ambito della biologia relazionale. In conclusione, si evidenzia come tre concetti fondamentali – multiscalarità, impredicatività e anticipazione – possano contribuire a delineare un nuovo modello di “geografie metaboliche” per l’analisi qualitativa e quantitativa del territorio.

Questo saggio propone un’analisi esplorativa dell’interconnessione tra il turismo di prossimità, il nesso cambiamento climatico/turismo, il pensiero critico sulla decrescita del turismo. Viene anzitutto introdotta una concettualizzazione spaziale ed epistemologica sul turismo di prossimità, alla luce del cambiamento climatico, cui segue una ricostruzione del dibattito critico sulla decrescita turistica. Infine, si propone una riflessione sull’incrocio tra queste prospettive di studio, arrivando a interrogarsi sull’effettiva possibilità che il turismo di prossimità possa divenire uno strumento di contrasto al capitalismo fossile, portando alla luce alcune criticità che attengono all’equo accesso alla mobilità turistica e alla giustizia socio-ambientale.

Sulla scorta dei recenti contributi teorici sulla geografia giuridica in Italia, questo articolo ne propone un’applicazione pratica volta ad analizzare gli attori coinvolti nella produzione del diritto. A partire dal caso studio dei luoghi di culto islamici in Italia, e attraverso un’analisi sistematica dei contenziosi amministrativi sul tema dal 2009 al 2024 in Lombardia, lo studio rileva l’atteggiamento prolungato di accettazione acritica da parte dei giudici dei verbali di polizia durante i processi. L’uso, spesso banalizzato, di questi documenti – prodotti da agenti il cui operato è fortemente discrezionale e condizionato da pressioni gerarchiche, aspettative dei cittadini e senso del dovere – attribuisce un potere rilevante alla polizia locale. Ne risulta che quest’ultima emerge talvolta come un attore centrale nel processo giuridico e, di conseguenza, nella trasformazione dello spazio urbano.

Beatrice Ruggeri, Alice Salimbeni, Stefano Malatesta, Marcella Schmidt di Friedberg

Atterrare in un mangrovieto. L’impatto di un aeroporto sulla vita delle fabbricanti di corde di cocco alle Maldive

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2025

In questo articolo analizziamo il caso della costruzione di un aeroporto sull’isola di Kulhudhuffushi, nel nord delle Maldive, e la conseguente distruzione di una delle più grandi foreste di mangrovie del paese come esempio emblematico degli effetti diseguali e genderizzati delle politiche infrastrutturali. La sostituzione del mangrovieto con l’aeroporto, infatti, ha compromesso le vite delle fabbricanti di corde di cocco dell’isola che lavoravano nell’area umida, ha prodotto danni economici importanti e destabilizzato la loro infrastruttura sociale. Attraverso un approccio femminista e un focus sull’esperienza quotidiana, evidenziamo come, nel caso specifico, uno sviluppo infrastrutturale miope abbia trasformato in modo profondo le ecologie e le dinamiche socio-economiche dell’isola, accentuando le vulnerabilità preesistenti.

This article explores factors driving collaboration between biotechnology firms and higher education institutions, emphasizing various proximity dimensions (geographic, cognitive, social, organizational, institutional). Through interviews within Norway’s Heidner Biocluster, we found geographic proximity matters more for larger, established firms collaborating with local higher education institutions, compared to smaller, internationally oriented firms. Our findings highlight differences in firms’ innovation modes (doing, using, and interacting vs. science, technology and innovation) and underscore the roles of informal institutions, embeddedness, and alternative proximities beyond geography.

Isabella M. Caldirola, Camilla Giacomini, Concetta Viviana Cona

Recensioni

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 56 / 2025

Massimo Eposito, Fabiola Pisciotta, Gaia Tourjansky, Maurizio Gorgoni

Ricostruzione Sequenzializzata Integrata (RSI): sequenzializzare come metodo di auto-osservazione in psicoterapia per un’applicazione efficace delle tecniche

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 56 / 2025

L’incremento della capacità di auto-osservazione ha un ruolo centrale in diversi modelli di psicoterapia. Il presente lavoro ha lo scopo di proporre la procedura che abbiamo definito Ricostruzione Sequenzializzata Integrata (RSI), metodo finalizzato allo sviluppo delle capacità di auto-osservazione, come “piattaforma” entro cui integrare le tecniche a disposizione del professionista per l’impostazione del lavoro psicoterapeutico. La RSI mantiene i concetti cardine della Moviola, metodo proposto da Vittorio Guidano (1991) in ambito post-razionalista, tentando una sistematizzazione della procedura e una maggiore focalizzazione su corporeità, aspetti sensoriali, percettivi ed emozionali, che possa permettere un approfondimento del processo di organizzazione dell’esperienza sia top-down che bottom-up. Dopo aver definito la rilevanza di un metodo di auto-osservazione in psicoterapia e aver delineato i principi di base della Moviola, descriveremo nel dettaglio obiettivi e aspetti metodologici specifici delle procedure che caratterizzano la RSI. Successivamente, definiremo le possibilità di integrazioni metodologiche offerte dalla RSI e rileveremo vantaggi e limiti di tale metodo. Pur essendo necessario un progetto di ricerca che permetta di avvalorare i benefici dell’utilizzo della RSI in psicoterapia, riteniamo tale procedura un metodo trasversale, utile a molteplici orientamenti, in grado di favorire un’integrazione metodologica strutturale che permetta di far emergere diverse componenti dell’esperienza umana nella loro complessità al servizio del lavoro psicoterapeutico.

Antonella Esposito, Giuseppe Caliccia, Roberto Paparella, Luigi Tarani

Modello della Comunicazione Integrata e Trasformativa del Sé (CITS) e qualità della vita nelle malattie rare: uno studio pilota su pazienti e caregiver

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 56 / 2025

Il contributo presenta il Modello della Comunicazione Integrata e Trasformativa del Sé (CITS) applicato alla consegna della diagnosi nelle malattie rare e alle terapie di accompagnamento psicologico di pazienti e caregiver. Viene descritto uno studio pilota condotto dall’Équipe Thélema – Psicoterapia e Riabilitazione e dal Policlinico Universitario Umberto I di Roma con il supporto di OMaR – Osservatorio Malattie Rare, su un campione di 844 persone (437 pazienti e 407 caregiver), volto a esplorare la relazione tra modalità di comunicazione della diagnosi, sostegno psicologico e qualità della vita. I risultati confermano la rilevanza di un approccio multidisciplinare che includa stabilmente la figura dello psicoterapeuta esperto in malattie rare e supportano l’efficacia clinica del modello CITS, in particolare nelle fasi di consegna e rielaborazione della diagnosi.
Questo studio pilota, basato su un questionario online, ha coinvolto 844 partecipanti, di cui 437 persone con diagnosi di malattia rara o sindrome genetica e 407 caregiver, con un campionamento stratificato per patologia, genere e area geografica. L’obiettivo è esplorare la relazione tra modalità di comunicazione della diagnosi, sostegno psicologico e qualità della vita, alla luce del Modello della Comunicazione Integrata e Trasformativa del Sé (CITS), fondato su teoria post-razionalista, teoria dell’attaccamento e schema delle 5W.
Le analisi (descrittive, inferenziali, fattoriali, path analysis e SEM) evidenziano che il sostegno psicologico è significativamente associato a una migliore qualità della vita nei pazienti, mentre per i caregiver emergono livelli elevati di turbamento emotivo pur in presenza di una valutazione mediamente più positiva della qualità di vita dei loro assistiti. Sia pazienti sia caregiver tendono a preferire una comunicazione precoce della diagnosi, con una quota crescente che indica la modalità graduale (“seed planting”) come preferibile, soprattutto quando è presente un supporto psicoterapeutico.
I risultati validano il modello CITS come cornice clinica utile a guidare la consegna della diagnosi e gli interventi di accompagnamento, confermando la centralità dello psicoterapeuta all’interno di un’équipe multidisciplinare dedicata alle malattie rare.

Le persone con disabilità intellettiva (DI) sono frequentemente escluse dai percorsi di psicoterapia, in particolare dagli approcci cognitivo-comportamentali (CBT), sulla base del pregiudizio che le loro difficoltà cognitive rendano difficile l’accesso ai processi di insight e di autoriflessione richiesti da tali modelli. Tuttavia, la crescente attenzione ai modelli di psicoterapia adattata (adapted CBT) e ai programmi evidence-based per disturbi del neurosviluppo e le condizioni genetiche rare suggeriscw che, con opportuni adattamenti metodologici, la CBT possa rappresentare un intervento efficace anche in questa popolazione.
Il presente studio esplorativo si propone di valutare la fattibilità e gli effetti preliminari di un percorso di terapia cognitivo-comportamentale-neuropsicologico integrata (nCBT), rivolto a giovani adulti con Sindrome X Fragile (FXS), nota come principale causa di DI legata a mutazione di un singolo gene.
Lo studio, condotto su dieci giovani adulti pugliesi con FXS, valuta la fattibilità di un anno di percorso nCBT chiamato “Corp-Osa-Mente” (CoM), ed è stato ideato dalla dott.ssa Federica Alice Maria Montanaro. Il modello CoM integra tecniche neuropsicologiche, cognitive, comportamentali e occupazionali, combinando incontri di gruppo in presenza e online, in collaborazione con educatori, per favorire la generalizzazione delle competenze alla vita quotidiana. I risultati evidenziano un miglioramento significativo nelle capacità comunicative, socio-pragmatiche, adattive e nel funzionamento emotivo, insieme a una riduzione dei sintomi ansiosi e depressivi dopo un anno di lavoro. Le analisi statistiche hanno altresì evidenziato un incremento nei punteggi delle scale ABAS-II (funzionamento adattivo), CCC-2 (abilità comunicative) e BRIEF-2 (controllo emotivo). È stata infine rilevata una crescita nella qualità della vita familiare.
Il lavoro suggerisce che la psicoterapia sia possibile anche nelle persone con DI, purché adattata alle loro capacità cognitive e supportata da un contesto educativo. Pur con limiti legati alla piccola dimensione del campione e all’assenza di un gruppo di controllo, CoM rappresenta un intervento innovativo e replicabile, attualmente in estensione in altre popolazioni con condizioni genetiche rare/semirare e DI. I risultati sostengono la validità clinica e la fattibilità della CBT di gruppo per l’FXS, promuovendo un approccio integrato e multidisciplinare alla salute mentale nelle disabilità intellettive.

Stefania Ferrante, Grazia Tiziana Vitale, Michele Simeone, Maria Grazia Foschino Barbaro

Il viaggio di Sara e del suo Pac-Man: il contributo della CBT tra sfide evolutive, setting complessi e interventi integrati multilivello

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 56 / 2025

Viene presentato il caso clinico di Sara, 17 anni, affetta da malattia rara multisistemica e insufficienza renale cronica, seguita dall’UOSD Psicologia presso l’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari.
L’intervento, in linea con le più recenti raccomandazioni in tema di assistenza globale nella patologia organica complessa (CNOP, 2019; PNMR, 2023; PNC, 2016; 2025; PANSM, 2025), ha previsto l’integrazione di diversi livelli: assessment, psicoeducazione con l’équipe medica, parent training, patient engagement, psicoterapia CBT e tecniche di terza generazione (ACT e Mindfulness), valutazione degli esiti psicologici.
Gli obiettivi della psicoterapia hanno riguardato la promozione dell’accettazione e dell’autoregolazione della malattia, la gestione del dolore, il supporto alla fine di vita. L’uso della metafora Pac-Man ha favorito la rappresentazione della malattia promuovendo accettazione, regolazione emotiva e resilienza. Il caso mostra come la psicoterapia, all’interno di un approccio integrato, possa aiutare a rinegoziare il senso e i compiti evolutivi anche di fronte a prognosi severe.

Lo stress percepito dai caregiver di pazienti con RASopatie rappresenta una sfida clinica rilevante, soprattutto in contesti complessi come quelli ospedalieri, dove il carico emotivo e assistenziale si intensifica. Il focus di studio è stato valutare i livelli di stress genitoriale in famiglie con bambini affetti da sindrome cardio-facio-cutanea (CFC) e sindrome di Costello (CS). Il campione di studio comprende 39 bambini (22 CFC, 17 CS) e 53 genitori; questi hanno completato la versione italiana del Parenting Stress Index-Short Form. I risultati evidenziano che i caregiver del gruppo CFC riportano livelli significativamente più elevati di stress totale e nelle sottoscale “Parental Distress”, “Parent-Child Dysfunctional Interaction” e “Difficult Child” rispetto al gruppo CS. Una quota maggiore di genitori CFC presenta punteggi clinicamente rilevanti (=85° percentile). L’analisi multivariata, ponderata per il ruolo genitoriale, conferma che l’appartenenza al gruppo CFC si associa a un aumento medio di ~18-25 punti percentile (p < 0.05) nello stress percepito. I dati raccolti confermano che il supporto psicologico ai caregiver rappresenta un elemento chiave negli interventi centrati sulla famiglia, soprattutto in presenza di quadri clinici complessi e ricoveri prolungati, contribuendo a ridurre il carico emotivo e a migliorare la qualità della vita sia dei pazienti che dei loro familiari.