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L’articolo analizza il ruolo che i voti vennero ad assumere nelle corte sabauda di età moderna. Nella "società dei principi", caratterizzata da un frequente e costante uso (privato e pubblico) della religiosità e delle espressioni di fede, era normale il ricorso all’intercessione celeste per ottenere grazie personali (in caso di malattia, pericolo, infertilità ecc.) o pubbliche (in caso di guerra, pestilenza, carestia ecc.). I Savoia fecero ricorso a questa pratica devozionale privilegiando i riferimenti cultuali propri della loro tradizione.

Paola Bianchi

L’elemento militare nella rappresentazione della regalità sabauda.

CHEIRON

Fascicolo: 1-2 / 2022

Ogni dinastia ha costruito la propria immagine sfruttando alcuni ele-menti retorici. Nel caso dei Savoia l’elemento militare fu uno dei più duraturi strumenti di auto-rappresentazione e di promozione a livello non solo italiano, ma europeo. L’esercito dei Savoia reclutato nei terri-tori dei propri domini, in realtà, non bastò mai, né l’aristocrazia sabau-da manifestò in maniera uniforme e continuativa la vocazione alle armi. I Savoia ebbero, infatti, sempre bisogno del mercato del mercena-riato, che diventò una delle forme di nobilitazione più sicure, ma anche uno strumento di periodica ricomposizione dei ranghi della nobiltà. Una tale retorica del potere fondata sul "militare" si rafforzò nell’Ottocento approdando a un autentico canone, destinato a trovar fortuna nell’amplificazione di una storiografia a uso pubblico.

Dopo il 1946 gli studi sulla monarchia in Italia hanno scontato una damnatio memoriae scientifica. Venticinque anni fa Filippo Mazzonis inaugurava una nuova storia della monarchia sabauda in epoca contemporanea, lanciando un manifesto programmatico attraverso le pagine della rivista «Cheiron». Da allora, molti storici, a livello nazionale e internazionale, si sono confrontati sul tema con libri, articoli, convegni, mostre. Il saggio presenta il punto aggiornato della situazione.

Andrea Merlotti, Matthew Vester

Introduzione

CHEIRON

Fascicolo: 1-2 / 2022

Latent constructs measured at multiple points in time are frequently used in social and evaluation research to assess the impact of interven-tions or relevant phenomena on individuals and groups (e.g. training programs, policies, exogenous events, etc.). However, researchers of-ten do not consider the accuracy of such models depends on the as-sumption of longitudinal measurement invariance (LMI), which states that repeatedly measured latent variables should effectively represent the same construct in the same metric over time. Non-invariance can incur when individuals recalibrate their standards of measurement, reprioritize their values or reconceptualize the target construct as a di-rect consequence of the intervention or the phenomena under study. Such response shifts may obfuscate true changes in the latent means of the construct, thus leading to inaccurate inferences. The present study aims to explore this issue by first offering a detailed description of the potential sources of response shifts and the general procedures used for LMI testing in a structural equation modelling framework. An em-pirical application is then carried out on a sample of Italian respond-ents interviewed before and immediately after the COVID-19 lock-down and, based on the results of the analysis, practical implications for evaluation research using latent outcome variables in a longitudinal setting are discussed.

Davide Azzolini, Alberto Martini, Barbara Romano, Loris Vergolini

Design, implementation and assessment of a targeting mechanism in a college savings program

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 82 / 2022

Percorsi is a matched savings program aimed at helping students from low-income households attend college. Previous experimental re-search has demonstrated the positive effects of the program on college enrollment and persistence. This paper investigates the extent to which these experimental results are attributable to the applied targeting strategy: students were admitted to the study through a targeting mechanism based on household income and on a predictive model of university enrollment probability. Applicants with a very high predicted universi-ty enrollment probability and those who revealed no intention of going to university were excluded from the program. The authors assess the performance of this approach by comparing cost-effectiveness esti-mates against simulated scenarios, showing that both the implemented and a simplified targeting yield a cost-effectiveness gain over a no tar-geting scenario. The study makes the case for an increased use of prior knowledge and collaboration between researchers and program manag-ers to enhance programs’ cost-effectiveness.

Gianluca Argentin, Rosaria Lumino

Editoriale

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 82 / 2022

Il presente lavoro mira a individuare i prodromi di una ricerca sul tema della Al-ternative Accounting (AA) per le Organizzazioni Non Profit (ONP) con particolare riguardo al significato che assumono in tali aziende il valore creato e il rischio. Il perseguimento di obiettivi sociali e l’assenza del profitto quale principale driver di gestione rende la misurazione delle loro performance difficile e spesso imprecisa, in alcuni casi fuorviante. Lo studio di modelli alternativi di misurazione e valutazione dei risultati va svolto considerando la soggettività economica e le relazioni di potere che si sviluppano, sia nella gestione sia nella rendicontazione: ciò determina il rischio di dover assecondare interessi non istituzionali, sna-turando le finalità di fondo. La elaborazione di un modello di AA rappresenta il tentativo di superare sia i limiti delle misurazioni tradizionali sia quelli della non-financial disclosure, consentendo la lettura delle diverse dimensioni del valore creato dalle ONP, migliorando il loro livello di accountability verso i vari stakeholder e potendo giungere a una più efficace comprensione dei processi di creazione di valore.

Alexa Pantanella

Il potere curativo delle parole

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

L’articolo affronta il tema del linguaggio e di come, più spesso di quanto imma-giniamo, possa veicolare stereotipi e pregiudizi. Nell’affrontare alcuni esempi legati al genere, alla genitorialità e all’età, l’articolo fornisce elementi di rifles-sione per far evolvere il proprio linguaggio verso forme più consapevoli e rispet-tose di comunicazione.

Luca Poma

La comunicazione come strumento (non) ancillare ai progetti di Welfare culturale

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

La comunicazione dei progetti di welfare culturale - che con la sempre maggior diffusione delle piattaforme digitali 2.0 deve includere preoccupazioni inedite, e richiede padronanza e specializzazione su specifici linguaggi - perde quindi il proprio carattere "ancillare" al contenuto dei progetti stessi (un "di cui" della progettazione), ed assume invece un ruolo centrale, sostanziale e indifferibile, funzionale a garantire il buon fine degli stessi attraverso un adeguato coinvol-gimento della cittadinanza, che è poi lo scopo ultimo della progettazione culturale.

Franca Maino, Graziano Maino

Welfare culturale e biblioteche: quando territorio e innovazione generano sinergie tra sociale e cultura

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

Il welfare culturale si produce per effetto delle collaborazioni tra attività cultu-rali e azioni di tutela del benessere individuale e collettivo. Il welfare culturale è una forma di "secondo welfare" che si sviluppa nei contesti di vita e di socialità comunitari grazie alla collaborazione tra attori istituzionali, organizzazioni di terzo settore, soggetti privati e cittadini. Tra le istituzioni culturali che contribuiscono alla diffusione del welfare culturale, le biblioteche sono infrastrutture impegnate a ripensare la loro offerta, costituendosi progressivamente in agenzie di promozione del welfare sociale e culturale diffuso e locale. Il welfare culturale costituisce dunque una risposta a domande sociali di accesso, di inclusione e di partecipazione espresse a livello di comunità locali, attraverso la riprogettazione degli spazi, l’estensione delle proposte culturali, il coinvolgimento nella produ-zione diretta di eventi, attività, iniziative.

L’obiettivo di questo articolo vuole essere quello di raccontare come il mondo della ricerca può contribuire allo sviluppo delle comunità cooperando con chi è coinvolto in attività di intervento sociale. Nello specifico viene trattato del numero monografico della rivista Welfare & Ergonomia (1/2020, curato dall’autore), e del percorso di ricerca del quale è un’emanazione. Un percorso ancora attivo, iniziato quattro anni fa, composto da diverse fasi legate tra loro da un approccio unico, quello della ricerca-azione, che ha permesso di realizzare questo legame tra teoria e prassi. Il numero monografico è stato preceduto da due anni d’indagine, descritti nel volume Diritto alla crescita. Povertà educativa e Comunità educante: un’inda-gine sul campo (2020) e da un convegno partecipato da tutti gli attori della comunità che in quegli anni hanno contributo a promuovere. Nell’ottica di stimolare coesione e riflessione tramite la valorizzazione del punto di vista dei soggetti coinvolti, è stata costruita una call for papers della monografia e l’autore ha elaborato un questionario per valutare l’impatto della partecipazione al numero sull’operato dei progetti aderenti.

L’articolo parte dalla domanda se sia possibile adottare oggi una prospettiva generazionale rispetto ai diritti sociali dei giovani, in particolare quello di citta-dinanza. Se per i diritti civili, che riguardano le libertà individuali, molto si è fat-to e oggi i giovani non sembrano essere particolarmente discriminati, per quelli politici i dati indicano invece una condizione di sostanziale marginalità come indicano diversi fenomeni legati alla crisi della partecipazione politica giovani-le. Ma l’aspetto paradossale riguarda soprattutto i diritti sociali. Infatti da una parte si impone una narrazione che pone le nuove generazioni al centro del di-battito (con un’enfasi sui «giovani come futuro»), dall’altra vi è una realtà so-stanziale che emargina i giovani e che ne disattende i diritti sociali, da quelli formativi a quelli del lavoro, da quelli per la casa a quelli a supporto dei nuovi nuclei familiari. Questo fenomeno si riscontra soprattutto in Italia, rispetto agli altri Paesi europei. Per affrontare adeguatamente la questione appare necessario assumere i differenti bisogni e le diverse situazioni dei giovani attraverso politi-che di tipo trasversale e intersettoriale in grado di superare approcci di tipo emergenziale.

Nel sistema dell’antiviolenza italiano, le associazioni femminili e femministe hanno ricoperto un ruolo centrale stimolando a diversi livelli un’azione di pre-venzione e contrasto alla violenza contro le donne, ma anche fornendo una rispo-sta concreta ai bisogni delle vittime, mediante la creazione dei primi centri e ri-fugi antiviolenza. Partendo dalla descrizione di alcuni dei principali cambiamenti introdotti a li-vello normativo negli ultimi anni, l’articolo si interroga sugli effetti prodotti dai finanziamenti pubblici non solo sulla distribuzione territoriale dei centri antivio-lenza, ma anche sul ruolo che le associazioni femminili e femministe hanno avuto nel recente sviluppo dei Cav e sulle concrete pratiche di intervento che mettono in atto per supportare le donne vittime di violenza.

Antonio Maturo

Tre nuove sfide per la sociologia della salute: esposoma, sociomarker e polysocial risk score

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

La quantificazione della salute attraverso dispositivi digitali e intelligenza arti-ficiale ha aperto nuove prospettive di prevenzione e promozione della salute. I big data sono infatti alla base della medicina predittiva. In particolare, vengono presentati e analizzati sociologicamente alcuni concetti che hanno una crescente importanza per le politiche della salute: esposoma, sociomarker e polysocial risk score. Su queste basi, mostriamo come la sociologia della salute, nell’ambito dei big data sanitari e dell’intelligenza artificiale, possa avere un importante ruolo di governance e di giustizia sociale.

Stefano Neri

Regioni e servizi sanitari regionali dopo la pandemia da Covid-19

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 Suppl. / 2022

L’articolo analizza il ruolo delle Regioni e dei Servizi Sanitari Regionali (Ssr) durante e dopo la pandemia, concentrandosi su due questioni: i rapporti tra Stato e Regioni; i processi di convergenza e di divergenza nelle risposte fornite dai Ssr all’emergenza. Prima di tutto, l’autore identifica tre fasi nelle relazioni tra Stato e Regioni tra il 2020 e il 2022. Queste sfociano in un rafforzamento istitu-zionale sia delle Regioni sia dello Stato, ponendo problemi non semplici nella governance del Ssn. Nella prima ondata della pandemia le risposte degli Ssr sono distinte e coerenti con i diversi modelli di sistema sanitario regionale. Seguo-no però fenomeni di parziale convergenza delle soluzioni adottate, che sembrano proseguire anche oggi nella riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera e, soprattutto, nella riforma delle cure primarie. Nel tempo, ciò potrebbe portare ad una revisione profonda dei modelli regolativi di alcune importanti Regioni italiane, come la Lombardia.