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The paper assesses the existing spatial distribution locations of Mosul’s high schools respecting the local standards using QGIS. It evaluates the school area and capacity to determine the lack in its region; proposing additional school loca- tions to overcome the shortage concerning multiple criteria using City-Engine to represent mathematical and formal constraints through numerical code. Then, it evaluates the schools’ proposed locations to explore the solutions’ quality in compliance with the local standards.
The purpose of this paper is to propose a methodology for the assessment of a destination’s image on the web. The study builds up a picture of 26 Italian coastal destinations through indexes and highlighting the reputation of the tourism services (attractions, restaurants, and accommodation). This can be a useful tool for destination managers to help monitor their destination’s online reputation and support the brand-building and management through a co-creation.
Il presente contributo indaga il tema dei "vuoti domestici" nello spazio abitati- vo pubblico dell’ATER di Venezia attraverso una lettura dell’andamento storico del fenomeno delle abitazioni non occupate nel Comune di Venezia e la presa in esame del caso di Cannaregio ed il complesso delle case sane ed economiche ai Gesuiti. Le conclusioni cercano di tratteggiare un quadro delle risorse abitative pubbliche in disuso quale elemento di supporto nell’elaborazione di strategie abi- tative innovative di riuso.
La metodologia del Progetto Urbano Strategico (PUS) è strumento di elabo- razione di uno scenario architettonico complessivo per la città contemporanea, finalizzato ad attuare la rigenerazione urbana, e rappresenta una integrazione alla pianificazione convenzionale. Il PUS prova a interpretare le esigenze della società odierna attraverso il conseguimento di tre obiettivi: la definizione di un’idea di città, lo sviluppo di aree urbane verdi e accessibili e l’attuazione della città delle persone 4.0.
Un’esperienza di ricerca (2021) rivolta alla prefigurazione di scenari di valorizza- zione del centro storico di Giaveno (Torino), è l’occasione per valutare se, negli ultimi 30 anni, l’attività edilizia abbia garantito la sopravvivenza del genius loci. L’esposizione dei risultati riguarda il processo di trasformazione dell’aggregato storico e la descrizione evidenzia i principi e la metodologia adottata nel dichiara- re quali siano i contenuti che tengono saldo il rapporto fra storia e progetto.
A partire dagli apprendimenti derivanti dal lavoro su un Contratto di Fiume Lago e Costa, il saggio punta ad arricchire l’interpretazione dei "territori intermedi" con riferimento al contesto laziale analizzando le potenzialità dei CdF per l’inter- vento in aree sotto descritte e interpretate, oltre che poco presidiate dalle politiche territoriali.
Il paper restituisce i risultati di un’analisi sull’accessibilità ai servizi di prossimità nei comuni appenninici delle Valli Trebbia e Nure. Si propone la costruzione di due indici di accessibilità ai servizi di scala territoriale e locale, così da declinare il concetto di "accessibilità di prossimità" in un contesto montano a bassa densità insediativa, per garantire inclusività, offerta di servizi di prossimità e fronteggiare i processi di spopolamento che interessano questi territori.
Il saggio prende in esame i profili più rilevanti del rinnovo del contratto collettivo dei metal-meccanici del 2021, con particolare attenzione agli aspetti organizzativi e giuridici della riforma dell’inquadramento, nonché ai temi della formazione continua e dei diritti di partecipazione dei lavoratori. Uno specifico approfondimento viene, inoltre, dedicato - in virtù della possibilità di consultare la banca dati OCSEL (Osservatorio nazionale sulla Contrattazione di SEcondo Livello della Cisl) - alle tendenze della contrattazione aziendale nel periodo di ultrattività del ccnl 2016 e nel primo periodo di vigenza del ccnl 2021 attraverso un’analisi statistica e quantitativa degli accordi, nonché all’illustrazione di alcuni casi emblematici e di particolare rilievo. Il saggio si chiude con sintetiche riflessioni di carattere generale sulla portata del rinnovo contrattuale 2021 e, anche in ragione di tali riflessioni, pone problematicamente la questione della rile-vanza dei tempi e delle modalità di applicazione nelle singole realtà aziendali del ccnl medesi-mo.
A partire dal 2008 il tema delle crisi d’impresa è divenuto centrale nel dibattito politico e ac-cademico. L’analisi dei verbali dei tavoli istituiti presso il Ministero dello Sviluppo economico evidenzia che la maggior parte di esse è imputabile ad aspetti strutturali del sistema economico-produttivo italiano. Occorre quindi una politica industriale adeguata ad affrontare questi feno-meni in chiave di salvaguardia occupazionale e rafforzamento del tessuto produttivo attraverso strumenti di intervento pubblico. Mentre la mancanza di politiche industriali sta determinando buona parte delle crisi d’impresa, gli strumenti di intervento pubblico esistenti (Fondo di sal-vaguardia e Fondo grandi imprese), seppur gravati da limiti e criticità, si sono rivelati in alcuni casi utili. Il potere di intervento delle organizzazioni sindacali appare limitato alla sola informa-zione e consultazione, senza possibilità di incidere sulle scelte unilaterali delle imprese.
La recente proposta di direttiva dell’Unione europea che introduce una forma di presunzione di subordinazione del rapporto di lavoro di quanti svolgono la loro attività per il tramite di piatta-forme digitali ha riacceso i riflettori sul mondo dei rider e sulla necessità di regolamentare la diversificata platea dei lavoratori della gig economy. L’articolo presenta i risultati di una ricerca che combina l’approccio giuridico - attraverso l’analisi delle principali pronunce giurispruden-ziali e interventi legislativi - e l’approccio sociologico, che si traduce in una ricerca sul campo indirizzata ai rider delle principali piattaforme di food delivery. Dalla ricerca emerge come la resistenza degli intervistati rispetto all’idea di una subordinazione forzata sia motivata dalla non negozialità dei valori identitari alla base del proprio lavoro, che si traducono in una perfetta alchimia tra tempo e guadagno, e che chiamano in causa un necessario cambiamento, in primis culturale, funzionale a decretare il decisivo passaggio dal fear of changing al concern about changing.
Il saggio principia, da un lato, mostrando attraverso i dati l’importanza crescente nel nostro Paese del tema delle discriminazioni religiose e, dall’altro, dando conto, attraverso una rapida panoramica della casistica giurisprudenziale proveniente da "ambienti" per tradizione mag-giormente multietnici rispetto al nostro, di quanto sia ampio il ventaglio di situazioni di poten-ziale "frizione" religiosa sui luoghi di lavoro, per poi soffermarsi sull’originale operazione recentemente posta in essere dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione italiana. Prendendo spunto - per ammissione della stessa Corte - dalla giurisprudenza straniera, le Sezioni Unite hanno infatti "traslato" nell’ambito delle discriminazioni religiose uno strumento sinora accor-dato dal legislatore solo alle discriminazioni per ragioni di disabilità e, cioè, quello dei c.d. ac-comodamenti ragionevoli. Dopo una panoramica della giurisprudenza straniera (e, in particola-re, nord-americana) che ha influito sulla decisione in parola, nell’ultima parte del lavoro, le Autrici si interrogano sulla correttezza dal punto di vista giuridico di tale operazione interpretativa.
Da una prospettiva socioeconomica, l’articolo affronta il tema del lavoro verde, della sua defi-nizione concettuale, dei sistemi di misurazione e di classificazione adottati e del ruolo che ad esso è attribuito nel processo di trasformazione ambientale, visto in particolare dal lato dell’offerta di lavoro. Il dibattito sugli effetti della transizione ecologica e delle politiche am-bientali sul mercato del lavoro si è indirizzato sulla distruzione e creazione di occupazione. Ca-rente è invece, specie nella reportistica internazionale, un approccio più mirato e sistematico sul fabbisogno di profili professionali specifici, in grado di fare previsioni sul processo di ricollo-cazione. Manca una visione d’insieme che connetta il lavoro associato alla transizione, generi-camente indicato come un lavoro di qualità, con i sistemi di formazione e la domanda settoriale di lavoro da parte delle imprese, che si allontani dalla concezione di un mercato delle compe-tenze. Dopo aver analizzato criticamente la letteratura, l’articolo, di carattere esplorativo, mette in luce la mancanza di una teoria selettiva del mercato del lavoro verde, da cui emerga che il lavoro-ecosostenibile possa considerarsi il fattore chiave della giusta transizione ecologica.