RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105855 titoli

Il biennio 2021-2022 ha registrato un rilevante aumento della spesa sanitaria pubblica nominale, un incremento del
personale e una serie di misure per ridurre delle liste d’attesa.
Il presente contributo ha verificato, in primo luogo, come tali risorse aggiuntive e tali politiche non si siano tradotte in un aumento proporzionale del valore delle prestazioni specialistiche (ricoveri e ambulatoriali) effettivamente erogate.
In secondo luogo, il contributo ha approfondito l’andamento dei principali macroraggruppamenti di prestazioni (classi FA-RE) per individuare le differenze interne al settore della specialistica ambulatoriale: solo il laboratorio ha registrato significativi aumenti, mentre le branche maggiormente interessate da politiche di recupero delle attese hanno osservato, paradossalmente, le maggiori criticità. Tali evidenze segnalano l’importanza di alcuni fattori di tipo regolatorio, di accessibilità, di governo clinico e di organizzazione e rafforzano la necessità di implementare modelli fortemente basati sulla presa in carico.

Francesco d'Ovidio, Vincenzo Papa, Sabrina Spallini, Domenico Viola

Prevenzione del rischio cardio-vascolare e servizi di "Connected Health": interconnessione tra mercato tecnologico e salute pubblica

MECOSAN

Fascicolo: 133 / 2025

Le ICT vengono sempre più spesso utilizzate in ambito sanitario per migliorare l’efficienza dei servizi e della cura dei pazienti tramite la medicina digitale e strumenti sanitari connessi.
Ma qual è la percezione degli utenti? Conviene investire nei servizi sanitari digitali?
La presente ricerca ha voluto rispondere a queste e altre domande con un questionario rivolto a un ampio campione di potenziali utenti di un servizio di prevenzione del rischio cardiovascolare in “Connected Health”.
I risultati di questa ricerca possono costituire un punto di riferimento per chi è interessato a sviluppare modelli di business per i servizi sanitari digitali, sia nell’ambito dei servizi privati sia in quelli erogati dal Servizio Sanitario Nazionale. Essa sarà utile anche per valutare le priorità politiche ambito della M6C1 del PNRR per il miglioramento del sistema sanitario.

Luca Puccetti, Marco Betti, Irene Bargelli, Barbara Trambusti, Luciano Lippi

Le dimensioni rilevanti per la determinazione del fabbisogno di personale non sanitario nelle Società della Salute: un percorso partecipato

MECOSAN

Fascicolo: 133 / 2025

Considerato l’impatto significativo delle risorse umane e dei loro costi sulla spesa sanitaria e sulla qualità dei servizi, gli strumenti di pianificazione mirano a garantire un’erogazione ottimale attraverso un personale adeguato, evitando sprechi di risorse pubbliche.
La complessità di questo tema aumenta nel contesto socio-sanitario e socio-assistenziale, dove accanto a professionisti sanitari operano figure non sanitarie come assistenti sociali e personale amministrativo. L’articolo esamina un caso di studio regionale, concentrandosi sull’esperienza delle Società della Salute (SdS) in Toscana, ricostruendone lo sviluppo e l’attuale dotazione di personale. Viene quindi
presentato il percorso partecipato che ha portato a una prima stima del fabbisogno di personale non sanitario per il
funzionamento delle SdS.

Corrado Cuccurullo, Alessandra Belfiore, Massimo Aria, Gianpaolo Pennarola

Partenariato Pubblico-Privato in sanità: sfide normative e soluzioni metodologiche per una valutazione efficace

MECOSAN

Fascicolo: 133 / 2025

La valutazione ex ante di fattibilità, convenienza e rischio rappresenta un passaggio cruciale per garantire l’efficacia dei Partenariati Pubblico-Privato (PPP), soprattutto in contesti complessi.
Questo contributo propone un framework operativo per supportare i decisori nella valutazione di fattibilità, convenienza e rischio dei PPP, combinando strumenti analitici con un approccio orientato alla pratica manageriale.
Ispirato alla prospettiva Strategy as Practice, il lavoro evidenzia come il processo valutativo non sia soltanto tecnico, ma anche relazionale e negoziale, influenzato dalle interazioni tra attori istituzionali e privati. In questo contesto, il modello finanziario viene reinterpretato come piattaforma di dialogo e co-produzione, capace di favorire
trasparenza, allineamento di interessi e costruzione di valore condiviso. La sostenibilità del partenariato emerge
così dall’integrazione tra razionalità economico-finanziaria e capacità collaborativa, rafforzando la legittimità e l’impatto delle decisioni pubbliche.

Vaccination hesitancy, i.e. the refusal or delay in being vaccinated, is a complex phenomenon influenced by numerous factors including the communicative messages to which individuals are exposed. Little is known about the impact that framing vaccination hesitancy as a problem and the vaccination hesitant as the responsible for such problem has on the propensity to vaccinate.
In the study we report the results of a survey experiment in which respondents were randomly exposed to three different frames of the vaccination hesitant (as misinformed, anti-scientific and socially dangerous) and the
impact of these frames on the intention to vaccinate girls against the human papilloma virus (HPV). The frames were derived from the press statements of the Italian Minister of
Health between 2015 and 2017, and contained, besides different characterizations of the vaccination hesitant, the correspondent policy solutions to counteract such vaccination hesitancy.
Findings show how framing the vaccination hesitant as anti-scientific or socially dangerous that, in turn, supports policies mandating vaccination and sanctioning the vaccination hesitant, tends to discourage vaccination.
These findings alert us to the importance of designing with great care the communication about vaccinations and vaccination hesitancy and avoid counterproductive effects.

Giovanni Guarducci, Antonio Romano, Andrea Urbani, Simona Carbone, Lorenzo Dionisi, Gabriele Messina, Nicola Nante

Analisi della mobilità sanitaria relativa alla Toscana Sud-Est con particolare riferimento alla riabilitazione intensiva ortopedica

MECOSAN

Fascicolo: 133 / 2025

L’uniforme accessibilità ai servizi sanitari, così come l’elevata qualità degli stessi, in termini di efficacia dei trattamenti e di gradimento da parte degli utenti, costituiscono obiettivi primari del Servizio Sanitario Nazionale italiano (SSN). Per mobilità sanitaria s’intende il fenomeno migratorio di pazienti che fruiscono di prestazioni sanitarie al di fuori della propria area di residenza.
L’analisi di tali flussi tocca aspetti riguardanti la qualità (reale/percepita) dei servizi, l’equità di accesso alle cure e ha importanti risvolti di natura economica.
Obiettivo del nostro studio è stata la valutazione, attraverso il criterio della mobilità sanitaria, di come l’Area Sud-Est della Toscana ha perseguito, nel periodo 2011-2019, l’equità di accesso alle prestazioni riabilitative ospedaliere (in particolare quelle intensive ortopediche) e, indirettamente, la qualità delle stesse.

Valentina Bianchi, Eleonora Rosi, Ilaria Baù, Rebecca Nuzzo, Stefania Valsecchi, Massimo Molteni, Paola Colombo

Utilizzo di dispositivi digitali in bambini con autismo: stato dell’arte e indagine conoscitiva

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2025

Le nuove generazioni crescono in un mondo sempre più digitale, in cui strumenti tecnologici e ambienti virtuali sono ormai parte integrante della quotidianità. Questa realtà digitale ha un impatto su tutte le famiglie, incluse quelle di bambini e ragazzi con Disturbo dello Spettro Autistico (ASD). Il presente studio esplora l’utilizzo dei dispositivi digitali, in particolare tablet e smartphone, da parte di bambini e adolescenti con ASD, attraverso un’analisi della letteratura esistente e un’indagine condotta su un ampio campione di soggetti italiani. Si sono volute indagare le implicazioni e le problematiche legate all’uso di questi strumenti tramite un questionario online somministrato ai genitori. I risultati evidenziano una prevalenza significativa nell’utilizzo di device tra i bambini con ASD, con il 94,5% dei partecipanti che fa uso di almeno un dispositivo. Nonostante i benefici riscontrati in letteratura, i genitori hanno segnalato diverse criticità come la dipendenza dai dispositivi, l’isolamento sociale e i problemi comportamentali. La relazione tra tempo di utilizzo e problematiche emerse suggerisce la necessità di un approccio equilibrato e monitorato nell’uso delle tecnologie al fine di massimizzare i benefici educativi e terapeutici, minimizzando i rischi associati. A tal proposito si sottolinea quindi l’importanza di sviluppare linee guida per l’uso dei dispositivi nei bambini con ASD.

Federica Bonazza, Marta Ferrario, Emanuela Saita, Maurizio Barbieri Carones, Enrico Ferrazzi, Sara Molgora

Oltre la pandemia da COVID-19: uno studio qualitativo sull’esperienza delle neomamme

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2025

La pandemia globale di COVID-19 ha rimodellato drasticamente la nostra società, imponendo quarantene e restrizioni sociali e ha minacciato gravemente la salute fisica e psicologica, soprattutto dei segmenti di popolazione a rischio, tra cui le donne in gravidanza. Questo studio si propone di esplorare l’esperienza di transizione alla genitorialità tra le neomamme che hanno vissuto il concepimento e la gestazione durante la pandemia, al fine di delineare possibili percorsi di sostegno e cura a partire dai bisogni che durante l’emergenza sanitaria sono emersi in modo particolarmente evidente. Lo studio applica un approccio qualitativo e comprende 40 donne, intervistate durante il ricovero ospedaliero 24-48 ore dopo il parto. Le interviste sono state registrate e trascritte testualmente. È stata eseguita l’analisi tematica dei trascritti tramite software NVivo. Sono stati individuati sei temi, con relativi sottotemi: “Esperienze emotive”, “Cambiamenti pre-post gravidanza”, “Risorse”, “Limiti e difficoltà”, “Cambiamenti pre-post pandemia” e “Aspettative per il futuro”.

Alcuni vissuti riportati dalle donne sono sembrati essere universali, essendo tipici dell’esperienza di maternità, mentre altri sono stati specifici e contestualizzati nello scenario pandemico. Portare a termine una gravidanza e dare alla luce un bambino abbraccia l'intera gamma di esperienze, comprese quelle non pianificate in quanto dipendenti dal contesto. La paura di non farcela fisicamente e psicologicamente fa parte del processo di crescita normativo, tuttavia la pandemia ha plasmato in modo specifico questa esperienza. Gli operatori sanitari dovrebbero prestare attenzione alle esperienze delle donne che hanno affrontato la gravidanza e il parto durante la pandemia al fine di identificare i bisogni delle puerpere e delineare possibili prospettive per il miglioramento dell’attuale presa in carico.

Giulia Gasparotto, Silvia Maculotti, Alessandra Maietti, Alessandro Antonietti, Alice Cancer

Testing a rhythm-based intervention for dysarthria: Evidence from two case studies

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2025

Dysarthria is characterized by disruptions in motor control necessary for producing speech and other verbal sounds. These motor impairments often extend to reading, impacting both speed and accuracy due to the articulatory challenges inherent in speech production. Most dysarthria treatments traditionally focus on improving oral production. However, a novel approach involves targeting anticipatory processes through rhythmic stimulation combined with verbal fluency exercises. In this study, a remote intervention was delivered via an online platform, incorporating rhythm-based reading exercises for two patients (A and B) diagnosed with dysarthria. Following a two-week period of daily intervention, patients were assessed on reading and language fluency. Both patients showed considerable improvements in reading skills. Additionally, Patient B exhibited improvements in functions commonly impaired in dysarthria, including respiratory and articulatory abilities. In conclusion, this remote rhythm-based intervention resulted in notable enhancements in reading and language parameters in dysarthria. These preliminary findings suggest that this approach holds promise and warrants further investigation in future studies on dysarthria.

Maoqin Wu, Saralah Devi A/P Mariamdaran

A study on the intervention of positive discipline on parenting self-efficacy and subjective well-being among Chinese parents

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2025

Background: In contemporary China, parenting is characterized by high stress and authoritarian practices, leading to negative impacts on self-efficacy and well-being. Positive Discipline provides an alternative to improve family dynamics that is more in harmony with Chinese culture. The positive discipline method is appropriate for the Chinese culture owing to its focus on self-discipline and high academic achievement. The idea of positive discipline in recent years has emerged as a new effective positive parenting approach supporting both kind and firm parenting styles, contributing positively to child development.

Aim: This study examines the impact of Positive Discipline on self-efficacy and subjective wellness of Chinese parents, focusing on culturally responsive psychological interventions.

Methodology: A six-week quasi-experimental intervention with 62 parents from Fujian Province, China, utilised the validated Subjective Well-being Scale and the brief-parental-self-efficacy-scale-interactive. Data was analysed quantitatively through SPSS pre- and post-intervention by analysing the two variables self-efficacy and well-being.

Results: Parents reported improved parenting self-efficacy, increased subjective well-being, therefore, a reduced stress post-intervention. There was a strong correlation showing the efficacy of the intervention in ensuring parental well-being in promoting a sense of parenting efficacy and subjective well-being.

Conclusion: Positive Discipline nurtures self-efficacy in parenting and psychological well-being among Chinese parents. This would empower the parents to adopt a modern parenting style in Chinese society and adapt to the current parenting pressure. Incorporating PD into family support services might reduce parenting stress and improve emotional health.

Sultan Karabalaev, Gulmira Karabalaeva, Janna Niyazova, Samara Nurbekova, Dinara Aytimbetova

Research on the socio-psychological adaptation of students with disabilities in higher education institutions

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2025

This study aimed to explore the characteristics of the adaptation process for students with disabilities and identify factors influencing the effectiveness of their adaptation. The research was conducted at the Kyrgyz National University “J. Balasagyn” and the Kyrgyz State Technical University “I. Razzakov” from September 2023 to March 2024. The study involved 120 students with various forms of disabilities, studying in different courses and departments. The methodology included a comprehensive approach using psychodiagnostic methods, questionnaires, and structured interviews. Data analysis revealed that 68% of respondents experience difficulties in interacting with their peers. The universities involved in the study are ready to interact with students with disabilities; However, 72% of participants pointed out the insufficient accessibility of the educational environment, which complicates their social and academic adaptation. Additionally, 45% of respondents reported issues with self-esteem and confidence, which negatively affects their social activity and academic performance. A correlation was found between the level of socio-psychological adaptation and the availability of specialised support programmes at universities. Students who had access to psychological support and participated in social integration programmes demonstrated higher adaptation scores (30% higher) compared to those without such support. The research indicates that addressing the socio-psychological adaptation of this group of students requires a comprehensive approach aimed at improving their integration into the educational environment.

Antonello Fresu, Pani Galeazzi, Anna Maria Sassone

In ricordo di

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 62 / 2025

Giancarlo Costanza, Costanza Jesurum, Anna Mendicini

Recensioni

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 62 / 2025

Gli autori analizzano Adolescence (Netflix, 2025), miniserie britannica in quattro episodi che propone la vicenda del tredicenne Jamie Miller, accusato dell’uccisione di Katie, una sua compagna di scuola. La serie alterna diversi scenari: la stazione di polizia, a cui è condotto il protagonista; i corridoi scolastici, dove due detective si recano in cerca dell’arma del delitto e del movente; il centro di formazione minorile, nel quale il sospettato è temporaneamente recluso; la casa della famiglia Miller, che, a distanza di 13 mesi dal crimine, riflette sull’evento e sulle sue vicissitudini.), Il racconto mantiene una tensione costante che interroga lo spettatore sull’angoscia e sul dolore di tutte le figure principali. Un momento importante, che occupa l’intero terzo episodio, è il colloquio peritale di Jamie con la psicologa Briony Ariston: un dialogo serrato e drammatico, in cui rigide stereotipie ed esplosioni di collera lasciano filtrare brevi ma preziose aperture emotive. Nella dialettica junghiana fra Ombra e possibilità di integrazione, gli autori cercano di far emergere come, anche nelle circostanze più inquietanti, possa germogliare una speranza di crescita interiore.

Valentino Franchitti

XXIII Congresso Internazionale dell’IAAP, Zurigo

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 62 / 2025

Il XXIII Congresso Internazionale di Psicologia Analitica si è tenuto a Zurigo dal 24 al 29 agosto 2025, nel 150º anniversario della nascita di Carl Gustav Jung, sul tema “Esperienze dell’incomprensibile: esplorazioni e contributi junghiani”. Con quasi 1900 partecipanti, il Congresso ha rappresentato un momento di forte rigenerazione dell’identità della comunità junghiana internazionale, mettendo al centro il ruolo della psicologia analitica in una società segnata da urgenza, polarizzazione e illusione di controllo. Attraverso plenarie e numerose sessioni parallele, sono stati affrontati, da relatori di rilievo mondiale, temi legati a trauma, simbolo, immaginazione attiva, ecologia della mente, prospettiva estetica e pratica analitica. Ampia la presenza italiana, con laboratori precongressuali e molteplici contributi su sogno, Sé, linguaggio poetico e letture storiche interculturali del pensiero Junghiano.

Riccardo Gramantieri

Proposta per un inconscio collettivo artificiale

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 62 / 2025

Il dibattito sempre più vasto e scientificamente rilevate sulla definizione di intelligenza Artificiale nel campo dell'ingegneria e della psicologia dell'Intelligenza Artificiale, ha prodotto negli ultimi anni un'ampia letteratura, a favore e contro, l'utilizzo appropriato del termine intelligenza riferito ai computer, che potremmo definire speculativa in quanto ancora teorica. Seguendo lo stesso intento, e considerando l'intelligenza un aspetto del più ampio campo dello studio della psicologia, ci si può porre, con lo stesso spirito speculativo, se è possibile applicare all'IA i concetti di inconscio.
Questione già dibattuta da qualche anno, in questo intervento teorico si propone di definire l'enorme mole di dati immagazzinati nella rete come inconscio (o meglio, subconscio) e la psicologia analitica risulta particolarmente adatta a definire tale proposta speculativa grazie ad alcune definizioni di inconscio collettivo date da Jung nella sua opera.

The dissolution of Yugoslavia was not only a geopolitical collapse but also a psychic drama, a struggle between archetypal forces of unity and fragmentation. This paper approaches the legacy of Yugoslavia as a symbolic container for projections of the Self, where the dream of wholeness coexisted with unintegrated shadows of grievance, shame, and trauma. Using Jungian concepts such as the Self, shadow, cultural complexes, and the transcendent function, this paper interprets Yugonostalgia and post-Yugoslav disorientation as emotional fields where memory, mourning, and identity intertwine. Recent memory studies and post-Jungian perspectives deepen this analysis, situating the Yugoslav case within broader debates on collective individuation, polycentric identity, and the dialectics of historical negation. The argument suggests that Yugoslavia’s psychic afterlife is best understood not as the failure of a national project but as an unfinished individuation: a demand to hold multiplicity without regression, to transform nostalgia into symbolic creativity. The Yugoslav legacy thus illuminates a wider human challenge – how to imagine wholeness without erasing difference, and how to live with plurality without collapse.