RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105744 titoli

Francesco Mancini, Guyonne Rogier

Le linee guida per il trattamento psicologico del disturbo da attacchi di panico e del disturbo d’ansia generalizzata: una panoramica

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 48 / 2021

Il disturbo d’ansia generalizzata e il disturbo da sttacchi dipanico sono due condizioni psicopatologiche che comportano spesso una notevole sofferenza soggettiva per chi ne è affetto nonché una significativa compromissione del funzionamento. La necessità di prendere in carico questi disturbi ha portato numerosi professionisti della salute mentale a sviluppare e/o perfezionare interventi efficaci. Di pari passo, la comunità scientifica si è impegnata nel testare empiricamente l’efficacia assoluta e relativa della maggior parte di questi interventi.Tuttavia, il clinico interessato all’argomento si trova facilmente disorientato in ragione della vastità e della complessità della letteratura specializzata sull’argomento. Ciò potrebbe essere considerato uno dei motivi che ha guidato lo sforzo di alcuni enti volto a sviluppare linee guida relative alla presa in carico dei pazienti affetti da questi due disturbi. Sebbene lo scopo di questi documenti non sia quello di sancire dogmaticamente uno standard della pratica clinica, costituiscono un materiale prezioso in grado di aiutare il clinico e il paziente a prendere decisioni informate. In questo contributo, viene fornito un riassunto delle linee guida sviluppate dal National Institute for Health and Clinical Excellence e dall’American Psychiatric Association. In seguito, vengono riassunti alcuni lavori ritenuti particolarmente rilevanti – rassegne sistematiche e meta-analisi – in modo da familiarizzare il lettore con laletteratura specializzata sull’argomento.

Consuelo Enzo, Emanuela Reda, Michele Procacci, Bruno G. Bara, Raffaella Visini

Recensioni

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 48 / 2021

Giuseppe Riefolo

Pornografia e dolore mentale

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2021

La pornografia in un film non attiene all’evidenza di sessualità estrema, ma concerne soprattutto la proposizione di scene di sessualità che cercano di ribadire eccitamenti attraverso una sessualità concreta. Il registro pornografico, quindi attiene alla impossibilità delle immagini di proporre la dimensione del sogno e di emanciparsi dallo statuto della concretezza. Attraverso l’analisi di tre film si cerca di ribadire come le scene di sessualità estrema e, inizialmente concreta, sia possibile, proprio attraverso la funzione iconica del cinema, trovare umanità e intimità in storie che inizialmente si presentano bloccate nel loro statuto di concretezza. Alla sessualità si coniuga la tenerezza; i paesaggi entrano gradualmente nel tono della storia; il dolore può essere non solo sentito, ma anche sofferto. La pornografia lascia il posto alla illusione, magari anche alla delusione.

Gabriele Marciano

La pornografia tra il mercato e la politica

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2021

Le immagini erotiche costituiscono uno stimolo particolarmente efficace nel suscitare interesse. Fanno parte di una categoria più vasta di espedienti per attirare l’attenzione su qualcuno o qualcosa, e si prestano ad un uso strumentale nella pubblicità e nella promozione. Nella specie umana il sesso diventa, per motivi evoluzionistici che sono brevemente indagati, un modulo funzionale di processi più complessi. Ciò spiega come diventi componente inestricabile di altri piani esistenziali e rende ragione, al netto di variabili culturali, di una differenza di genere nella fruizione del materiale pornografico. Tale complessità è osservabile nei film, dove il contenuto erotico può assumere un rilievo e una posizione diversa in relazione allo sfondo complessivo: per chiarire queste dinamiche sono prese in esame alcune pellicole accomunate da una fantasia cosiddetta slap and kiss, che afferisce alla categoria sado-maso. Il carattere della pornografia attuale è condizionato dai mezzi di produzione e di diffusione, da una parte, e dai tentativi di annullamento relativistico dei canoni, ad opera di movimenti ideologici, dall’altra. Ciò limita e appiattisce l’offerta pornografica che, nei decenni passati, sia nel cinema che nel fumetto, nonostante una limitata ambizione, aveva dato vita a prodotti più interessanti ed espressivamente liberi.

Luca Tornatola

Dipendenza sessuale nel DSM-5. Andrebbe riconsiderata la sua inclusione?

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2021

Pur non essendo stata inclusa nel DSM-5, la dipendenza sessuale è ritenuta da diversi autori un vero e proprio disturbo. Osservando la produzione scientifica degli ultimi dieci anni si riscontra una imponente ondata di articoli sulle nuove dipendenze e i comportamenti derivanti. Molte di queste ricerche si sono orientate verso lo studio della pornografia on-line e la fascia di età tra l’adolescenza e la prima età adulta. Tuttavia, ancora oggi risulta piuttosto complicato riuscire a delineare il profilo prototipico dell’individuo che mette in atto comportamenti, definibili patologici, legati alla dipendenza sessuale. Si tratta di una condizione che può comportare spesso delle conseguenze nella sfera relazionale, in quella professionale, in quella economica e, in casi particolarmente gravi, anche in quella legale. Alcuni rilievi indicano che tra il 3 ed il 6% della popolazione generale, in diversa misura, sarebbe dipendente dal sesso, una percentuale di per sé rilevante ma che risulterebbe essere una sottostima rispetto alla realtà non emersa. Tale percentuale arriva al 17% negli individui sotto i 25 anni. Si è potuta dimostrare l’efficacia di trattamenti di natura integrata, che contemplino sia una terapia psicofarmacologica che delle psicoterapie (individuali e di gruppo). Sono necessari ulteriori studi per poter delineare in modo più chiaro i criteri nosografici, i fattori di rischio più frequenti e la validazione di strumenti valutativi della dipendenza sessuale.

Nel commento vengono messi in evidenza diversi importanti elementi che emergono dalla narrazione e dalla descrizione del caso clinico prodotta dall’autore. In particolare la complessità e la importanza del dialogo tra modelli terapeutico psicodinamici e cognitivo-comportamentali in particolare in situazioni come quelle descritte, che hanno un impatto emotivo molto forte e riguardano la vita le relazioni più intime e profonde. La mentalizzazione, un concetto trasversale alle diverse forme di psicoterapia, potrebbe essere un importante terreno di incontro e di dialogo

Partendo da un resoconto clinico, relativo alla storia di M. ed al reato di revenge porn, che commette subito dopo la fine della relazione con la sua compagna, l’autrice propone una rilettura in un’ottica sistemico-relazionale della funzione dei sintomi ed un possibile scenario di intervento per il progetto terapeutico. Dopo una prima fase iniziale volta alla rilettura della vendetta come dolore estremo della perdita ed impossibilità ad affrontare il trauma separativo, si è ipotizzato un intervento che possa prevedere un allargamento delle convocazioni, coinvolgendo anche i genitori di Marco, sino ad arrivare al rituale dello zaino, al fine di accompagnarlo verso la strada della differenziazione.

Fabio Monticelli

Riflessioni cliniche su un caso di revenge porn

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2021

Il caso di M., condotto integrando più approcci terapeutici, offre lo spunto per una rilettura clinica che si avvale di una teoria unitaria di riferimento. Nella prospettiva cognitivista multi-motivazionale si può considerare la vergogna come principale elemento patoplastico da cui originano sia le condotte autoconsolatorie di M., sia l’aggressività distruttiva che esita nel revenge porn.

Marco Silvaggi

Caso clinico di utilizzo problematico della pornografia e revenge porn

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2021

Il paziente, un uomo di 44 anni, si presenta in consultazione quando sta affrontando le conseguenze legali di una denuncia, sporta dalla sua ex compagna, per aver diffuso dei video in cui facevano sesso. Riferisce inoltre di avere una vita sociale molto ridotta e di fare uso massiccio di pornografia con conseguenze sociali rilevanti. Il paziente riferisce che le sue difficoltà sono emerse a seguito della rottura della relazione con la sua precedente fidanzata. Dopo una fase di approfondimento diagnostico, il trattamento è stato combinato, con approccio psicodinamico per analizzare le esperienze infantili e la strutturazione dei modelli operativi interni e cognitivo-comportamentale per lavorare sugli agiti e lavorare sui fattori di mantenimento della problematica.

Matteo G.P. Flora, Edel Margherita Beckman

Non-consensual pornography e victim blaming. Ruolo e responsabilità sociale

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2021

Il confine che separa la vita reale da quella virtuale dipende principalmente da quanto una riesce ad influenzare l’altra. Difatti, quanto più le due dimensioni si influenzano tra loro, diventando una la longa manus dell’altra, tanto più sarà difficile tenerle separate. E come sempre accade ed è ora più evidente, ciò che accade on-line ha conseguenze anche off-line per gli individui. E tra i diversi reati che possono essere commessi on-line si annovera anche la nonconsensual pornography (o pornografia non-consensuale), una delle peggiori forme di sfruttamento sessuale e violazione della privacy (nonché dell’intimità) perpetrata in rete, con conseguenze che si estendono anche all’off-line andando a colpire la vittima a 360 gradi. Il termine non-consensual pornography viene utilizzato da parte della comunità scientifica per indicare l’illecita condivisione di immagini o video sessualmente espliciti, destinati a rimanere privati, senza il consenso della persona rappresentata, al fine di arrecare un danno alla vittima. In questo articolo vengono elencate le principali problematiche rilevate in oltre 18 mesi di lavoro costante sul campo del contrasto alla pornografia non-consensuale, affrontate nell’esperienza di PermessoNegato APS, una no-profit di promozione sociale che offre supporto tecnologico e legale alle vittime, elaborando non solo le statistiche delle tipologie di intervento, ma anche le principali conseguenze psicologiche del fenomeno sulle vittime.

Dario Cafagna, Roberta Cherubini, Barbara Chirico

Il lato oscuro del revenge porn

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2021

In questo articolo viene presentato un lavoro di ricerca focalizzato sui fattori che favoriscono la diffusione non consensuale d’immagini intime: questo fenomeno è conosciuto con il nome di revenge porn. Le ricerche hanno messo in evidenza il ruolo giocato in questo contesto dalla Dark Triad, tuttavia, vista la compatibilità dei tratti psicopatici, machiavellici e narcisistici con gli atteggiamenti di deumanizzazione nelle relazioni romantiche abbiamo ritenuto che tali tratti giochino un ruolo importante nella propensione al revenge porn. Obiettivo: abbiamo ipotizzato che la deumanizzazione nelle relazioni romantiche possa essere correlata con i tratti della Dark Triad e con la propensione al revenge porn, e che la deumanizzazione possa essere un fattore di mediazione tra i tratti di personalità della Triade Oscura e la propensione al revenge porn. Metodo: è stato reclutato un campione sessualmente attivo di 213 soggetti, dai 18 ai 66 anni di età (M = 33.08, SD = 9.87). Risultati: I risultati evidenziano una correlazione tra il fattore deumanizzazione con i tratti di personalità della Dark Triad e con la scala del revenge porn proclivity. Il revenge porn proclivity mostra correlazioni con tutte le variabili precedenti tranne che con il tratto di personalità narcisistico. La deumanizzazione si conferma come mediatore tra i tratti della Dark Triad e la propensione al revenge porn.

Fabrizio Alfani, Giorgio Tricarico

Lost goddesses. In dialogo con Giorgio Tricarico

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2021

Il porno in Internet è diventato, nelle ultime due decadi, uno dei più floridi business al mondo, fondato sulla presenza in rete di decine di migliaia di pagine che ricevono milioni e milioni di visualizzazioni ogni giorno. Di conseguenza, nello stesso lasso di tempo, pubblicazioni e saggi riguardo l’argomento sono aumentati esponenzialmente, e molti sono gli autori che hanno cercato di illuminare vari aspetti di questo fenomeno. Nel panorama junghiano, il libro di Giorgio Tricarico Lost Goddesses: a Kaleidoscope on Porn, rappresenta un unicum, poiché ad oggi non vi si trovano lavori direttamente dedicati all’argomento. Ma anche nel contesto più allargato del crescente numero di pubblicazioni sul tema, Lost Goddesses si pone in una posizione raramente occupata da altri autori: quella di considerare il fenomeno del porno di massa non come un fenomeno strettamente clinico, ma come un simbolo complesso della nostra epoca, e un fenomeno emblematico della postmodernità.

Francesca Fadda

Il porno che cura. Una prospettiva ecologica

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2021

La pornografia è un sistema complesso che risponde a specifiche logiche di produzione, distribuzione e consumo. Leggerlo in un’ottica sistemica richiede di osservarne la multidimensionalità e i molteplici compiti ecologici che può assumere, dal livello sociale a quello individuale. Nella sua funzione omeostatica impersonifica il ruolo di paziente designato che canalizza quella tensione tra pulsione e repressione, tra ossessione e moralizzazione di un sistema culturale incapace di riportare la sessualità ad uno stato fluido e diffuso in tutte le aree della vita e del sapere. Contemporaneamente il paziente designato di una famiglia consuma il porno per legittimare il suo isolamento sociale e mantenersi eternamente vincolato al mito di inseparabilità.

Francesco Castellet y Ballarà

Pornografia, masturbazione e trauma relazionale precoce

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2021

L’Autore, dopo una ampia introduzione sulle basi neurobiologiche ed evolutive della sessualità e dell’autoerotismo, si occupa del fenomeno odierno della pornografia in rete e del sesso virtuale, evidenziando come essi siano ormai parte della nostra sessualità a tutte le età e come essi influenzino e siano influenzati dalle nostre fantasie erotiche. Nella relazione analitica con persone inibite e ritirate, può essere cruciale riuscire a fare in modo che gli stati dissociati della mente tipici dell’autoerotismo possano essere nominati e condivisi. Tale condivisione può essere un mezzo per esplorare il mondo degli oggetti interni del paziente in generale e in particolare nei disturbi correlati ai traumi relazionali precoci.

Roberta Rossi, Stefano Eleuteri

L’utilizzo della pornografia. Diffusione, uso problematico e possibili interventi

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2021

Grazie ad Internet, la pornografia è accessibile dovunque, l’anonimato è garantito e si possono trovare diverse varietà di contenuto. Inoltre, molti siti offrono la possibilità di usufruire del materiale in maniera gratuita. Gli aspetti negativi e positivi della pornografia dipendono dall’uso che se ne fa. La pornografia ha subito un’evoluzione nel tempo e ora si trova a confrontarsi con il Covid-19; infatti anche i contenuti hanno subito un cambiamento. Affrontare l’uso problematico della pornografia on-line è un problema complesso: il modello biopsicosociale ci aiuta a tenere in considerazione i diversi aspetti della questione sia nella lettura che nel possibile intervento clinico.

Massimo Pelli

Editoriale

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2021

Leo Romeo Marino, Pietrina Bianco, Luca Gaburri, Mariangela Villa

Recensioni

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2021