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L’articolo propone una riflessione sulruolo fondamentale delle aziende sanitarie e del management nel fronteggiare l’emergenza Covid-19. In particolare intende sottolineare il forte impatto organizzativo delle misure adottate, che hanno costituito una sfida straordinaria per il management, e quanto sia stata importante l’autonomia operativa delle aziende sanitarie, costruita progressivamente negli ultimi due decenni, per garantire elevata flessibilita nella risposta e una grande capacita di adattamento. La riflessione parte da una breve descrizione di quanto avvenuto nella Regione Lazio. Una delle lezioni imparate in quasi tre mesi di emergenza Covid e l’importanza del management nella gestione del cambiamento e la necessita di rafforzare un "management di sistema", inteso come la capacita del livello regionale di condividere con le aziende sanitarie strategie e azioni da implementare a livello locale, e di agire pertanto in modo piu coeso e coerente.

Le situazioni eccezionali sembrano innescare meccanismi particolari tesi a salvaguardare la sopravvivenza delle organizzazioni e delle persone che divergono dalle tradizionali teorie manageriali. L’emergenza Covid-19 ci consente di osservare questo fenomeno sia a livello di istituzioni sia a livello di persone. Nelle prime, a livello dirigenziale, sembra riscontrarsi un superamento della "trappola della burocrazia", prodotta dalla combinazione di automatismo e oggettivita delle procedure. I lavoratori, invece, in situazioni di emergenza sembrano attivare processi di motivazione diversi rispetto a quanto contemplato nei modelli teorici. Tali motivazioni sembrano discendere da fattori personali, quali l’altruismo, rafforzati dal perseguimento di un interesse chiaramente percepito come comune. Tutto cio lascia intravedere l’esistenza di notevoli spazi di gestione delle risorse umane nei quali i dirigenti pubblici possono esprimere la loro capacita di leadership.

Attilio Gugiatti

Disuguaglianze della salute e conseguenze della pandemia

MECOSAN

Fascicolo: 113 / 2020

La pandemia di Covid-19 mette in discussione e fino a che punto gli orientamenti delle organizzazioni internazionali sul ruolo dei determinanti non sanitari sullo stato di salute dei cittadini e sull’importanza delle politiche di riduzione delle diseguaglianze nella salute e nell’accesso ai servizi sanitari? Riprendere il tema delle diseguaglianze della salute appare una strada obbligata per affrontare con risposte adeguate le lezioni di questa drammatica emergenza.

Le problematiche d’intervento pubblico legate alla diffusione del Covid- 19 hanno definito spazi di applicazione del modello di network anche nel contesto della reattivita strategica emergenziale. In questa particolare condizione, il modello di network deve essere considerato in ragione del capitale relazionale inteso come determinante condizione di effettivita degli interventi messi in campo. L’accordo quadro tra AIOP (Associazione Italiana Ospedalita Privata) e Regione siciliana, nato per coinvolgere le case di cura nella rete per la gestione emergenziale, appare coerente con l’intenzione di rafforzare e valorizzare un complesso di legami interaziendali che gia in precedenza potevano essere interpretati e gestiti di fatto in una logica di rete. Una prima analisi della struttura dell’accordo in un’ottica di piu ampia portata sembra essere utile alla verifica empirica della congruita delle interazioni tra modello di network e capitale relazionale.

Luca Anselmi, Simone Lazzini

Sanità ancora regionalizzata o si cambia?

MECOSAN

Fascicolo: 113 / 2020

Il contributo trae spunto dalla situazione emergenziale che si e venuta a determinare a seguito della pandemia di Covid-19, per riflettere sulle caratteristiche della sanita italiana e in particolare sul modello di ripartizione delle competenze in materia sanitaria tra Stato ed enti regionali. Ogni emergenza, in quanto tale, richiede interventi eccezionali o comunque genera situazioni che si discostano dall’ordinaria amministrazione. In un’emergenza sanitaria come quella attuale e naturale che si costituiscano task force, che si intervenga con decreti di urgenza o che si agisca sulla contingenza. Il problema di fondo e se la regionalizzazione della sanita, cosi come e venuta a formarsi dal lontano 1992, sia in effetti l’assetto istituzionale migliore per rispondere in modo unitario e omogeneo alle esigenze sanitarie degli italiani. La relazione propone e argomenta l’ipotesi di riportare l’assistenza ospedaliera a livello centrale circoscrivendo le competenze delle Regioni all’assistenza territoriale e alla degenza di bassa e media intensita. Di fronte a criticita sarebbe gia pronta la catena di comando, l’organizzazione, l’attribuzione dei poteri normativi in maniera chiara ed efficace a livello Paese.

Il Pandemic Influenza Preparedness (PIP) Framework rappresenta il primo - e finora unico - modello teorico di riferimento, sviluppato dall’Organizzazione Mondiale della Sanita, per fronteggiare una crisi pandemica su scala globale. L’obiettivo e quello di definire una linea di azione comune, che superi le peculiarita legate ai meccanismi di funzionamento di ciascun sistema sanitario, e garantire la condivisione dei risultati nella ricerca di un vaccino e di altri benefici. Ricostruendone la genesi e l’evoluzione, il presente articolo mira mettere in luce il potenziale contributo del PIP nella fase post-contenimento del Covid-19, quando il disordine interessera soprattutto la dimensione politico-economica. In assenza di un nuovo patto mondiale, il PIP potrebbe rappresentare una base di partenza da potenziare per affrontare le sfide future.

Grazia Romanazzi

Book reviews

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2020

Grazia Romanazzi

Piccole “femmine” crescono. La donna nella pop-modernità

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2020

A partire dai pesanti condizionamenti culturali che gravavano sull’educazione dei bambini e delle bambine nella società patriarcale, fortemente ancorata alle differenze di genere, l’autore si chiede se e in quale misura persistano, oggi, tali stereotipi. A tal fine, viene analizzata, e, talvolta, smascherata, la logica subliminale sottesa alla pubblicità, ai giocattoli, ai cartoni animati: dai classici ai più recenti, e, finanche, ai libri di testo scolastici. In molti casi, emerge un vero e proprio processo di induzione e allenamento dei più piccoli ad assumere, nel futuro, i tradizionali ruoli stereotipati. Seppure non trascurabili sono i danni causati ai bambini, castrati soprattutto nell’emotività, il bilancio risulta nettamente a sfavore delle bambine. Queste, infatti, vengono avviate a una precoce iperfemminilizzazione e persuase che la seduttività sia l’unico potere di cui dispongano. In chiave pedagogica, questo fenomeno viene colto anche come conseguenza dell’assenza o carenza della figura paterna, in quanto luogo di promozione della differenza. Pertanto, l’apertura progettuale si dà in una inedita paternità tenera. La riflessione si conclude nel segno della speranza, testimoniata da alcune principesse pop-moderne che, emancipandosi, si sono salvate da sole.