RISULTATI RICERCA

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La via simbolica ed estetica è per noi l’accesso al corpo che siamo, parte della natura e allo stesso tempo distinti. Il "corpo in sé" per noi esseri umani non esiste. Né pare vi sia per noi coincidenza fra natura e corpo umano, pur essendo quest’ultimo parte della natura. La bellezza del corpo può essere riconosciuta in quanto provvisoria manifestazione del vivente, in particolare grazie all’accessibilità che l’arte consente. Questa consapevolezza della contingenza del corpo, anziché essere vissuta solo come un problema è, alfine, l’effettiva opportunità di pienezza autofondativa, a saperla riconoscere. A partire dalla ricerca e dalla produzione artistica di Giuseppe Penone, questo contributo esplora le affinità e le distinzioni tra mente incarnata umana e natura

Stefano Masotti

Il corpo emotivo e poetico

GROUNDING

Fascicolo: 2 / 2012

L’insegnamento della bioenergetica presso due Accademie d’Arte Drammatica, diviene occasione per riflettere sulla possibile implementazione di conoscenze e pratiche delle psicoterapie a mediazione corporea nei contesti di formazione degli attori, per contribuire ad aumentare quella credibilità del teatro contemporaneo che si ritiene oggigiorno indebolita. Il teatro della rappresentazione dell’altro, del personaggio come soggetto altro da sé, per ottenere l’approvazione del pubblico, è ipotizzato come una reiterazione del meccanismo che ha prodotto il falso Sé nelle persone, per ricercare nell’infanzia l’approvazione familiare. È ritenuto una forma di resistenza al cambiamento, per la difficoltà di incontrare se stessi.

Marta Pettolino Valfrè

Il corpo emotivo nel public speaking

Manuale pratico tra mente, cuore e storytelling

Una delle cose che fa più paura è parlare in pubblico. Anche dopo aver avuto diverse esperienze, come mai non passa? Perché cambia in base a chi si ha di fronte? Il libro è rivolto a chi vuole sentirsi a proprio agio in situazioni pubbliche o private. A chi vuole parlare con mille persone o una sola. A chi vuole comunicare meglio, trasmettere idee e muovere opinioni. A chi vuole sapere come gestire le proprie emozioni, con un focus particolare sulla paura e sull’ansia.

cod. 1796.404

Matteo Candidi

Il corpo emozionale

DiPAV - QUADERNI

Fascicolo: 23 / 2008

Il corpo emozionale - The body and its movements are crucial means for emotion expression. Others’ emotion comprehension through their bodies’ posture and motion is essential to good social interactions as well as adaptive behaviour. The brain has indeed developed partially different neural systems specifically dedicated to body form and body action processing. The field of cognitive neuroscience has recently developed experimental research on the neural underpinnings of emotional body perception. In particular different results show the involvement of motor and occipitotemporal cortical areas during fearful body postures perception. Activation of these structures, besides the classical subcortical emotion-related network, highlights the functional relation between emotion and action. Here we discuss these findings in the context of embodied cognition theory which claims that the mental representation of emotions is grounded on reactivating brain structures that were active during the personal experience of the same emotions.

Andrea Giambartolomei

Il corpo familiare di Fabiola

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2009

Il modello d’intervento integrato risulta un fattore importante per affrontare problematiche complesse come i disturbi psicosomatici. Le lealtà invisibili, i legami affettivi, che sottendono il vissuto d’invischiamento e di triangolazione che la giovane mostra ai terapeuti, mettono Fabiola nelle condizioni di rivivere il terrore di essere di nuovo "fagocitata" dal suo "corpo familiare", dopo un ritorno a casa . Viene suggerita, nell’ottica sistemica, l’importanza di un’integrazione ulteriore, attraverso il coinvolgimento dei familiari , che permetta di esplorare i livelli profondi che abitano i legami, le relazioni e gli individui di questa famiglia.

Vittorio Cigoli

Il corpo familiare. Scenario rappresentazionale e azione generazionale

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2001

Il corpo familiare ( di Vittorio Cigoli ) - ABSTARCT: Il contributo prende l’avvio dalla delineazione delle fonti filosofico-storico-antropologiche che sostengono l’idea di corpo familiare. Passa poi a considerare il costrutto di corpo familiare cogliendone la doppia natura, una relativa alla dimensione rappresentazionale, l’altra relativa allo scambio tra le generazioni. In particolare vengono criticate concezioni del corpo di tipo isomorfico tra realtà interna ed esterna, così come di tipo organicistico-naturalista. Sulla base del lavoro di ricerca clinica compiuto nel corso degli anni, l’Autore presenta le categorie attraverso cui il corpo familiare prende forma e si rappresenta. A sua volta delinea le azioni specifiche che caratterizzano il corpo familiare agente nello scambio tra le generazioni (il trasmettere e il tramandare), portandone chiari esempi. La nozione di transfert e quella di inconscio sono così concepite all’interno di un modello inter e transgenerazionale.

Attilio Gardino, Freddy Torta

Il corpo in gioco

GROUNDING

Fascicolo: 2 / 2012

Gli autori esaminano la diffusione dei social network, individuandone le criticità e ipotizzano un lavoro di rialfabetizzazione corporeo-emotiva come antidoto verso gli effetti negativi di questo fenomeno.

Fabio D'Andrea

Il corpo in gioco.

La sfida di un sapere interdisciplinare

In un’epoca ammaliata dall’immateriale, dove il primato indiscusso della vista tra i sensi rende sempre più complesso il problema dell’apparire, il corpo è l’ultimo memento della fisicità e limitatezza dell’essere umano. Dalla sociologia alla psicologia, dalla pedagogia alla farmacologia, il volume indaga i versanti frastagliati della contemporaneità: le difficoltà dell’intimità, il fascino di Second Life, il crescente ricorso alla medicina e le strategie di decorazione e individualizzazione del sé...

cod. 1520.621

Partendo dal lavoro di Todesco vengono proposte riflessioni riguardo al problema dell’interazione tra mente e corpo. Più il bambino è piccolo, più i suoi sintomi avranno un’espressione prevalentemente, se non esclusivamente, somatica. Spesso il corpo e gli affetti ci parlano più di quanto riescano le parole. Persino le interpretazioni in analisi sono e restano caratterizzate da una componente corporea che si intreccia con un significato affettivo, oltre che cognitivo, sia nel paziente che nell’analista. Gli affetti sono una possibile chiave di volta tra mente e corpo, costituiscono il terreno nel quale una materia sconfina e si sovrappone con l’altra. L’analista necessita di una teoria metapsicologica per potersi orientare rispetto a quan-do, come e cosa interpretare. Il sintomo somatico non necessita peraltro sempre di un’interpretazione, questa può essere in alcune circostanze anche inutile o dannosa. Nel testo si riflette sulla necessità di prendere in considerazione i livelli profondi del funzionamento umano in analisi come in psichiatria. Spesso la frammentazione del sé del paziente si esprime con ma-nifestazioni somatiche che, se interpretate scorrettamente, possono determinare conseguenze non indifferenti sul piano clinico.

Luciano Rispoli

Il corpo in psicoterapia oggi

Neo-Funzionalismo e Sistemi integrati

Le conoscenze e le interconnessioni tra i vari Sistemi Integrati (neurologico, neurovegetativo, emotivo, cognitivo, endocrino, immunitario, senso-motorio) e le modalità di intervento per ottenere i cambiamenti voluti in modo efficace e profondo.

cod. 1250.266

La recente pandemia ha comportato un improvviso mutamento del confine tra il familiare e l’estraneo a partire dalla percezione/rappresentazione del proprio stesso corpo, il quale da "più naturale e fidato strumento dell’uomo", come lo descrive l’antropologo Marcel Mauss, diventa invece luogo imprevedibile e angoscioso in cui il contatto può diventare contagio, modificando completamente il campo delle relazioni. Verrà analizzato, anche attraverso esperienze tratte dal lavoro psicoanalitico, come specifico della pandemia nell’era della digitalizzazione l’intreccio col corpo "tecnologico", ibridato con la macchina a molteplici livelli, ulteriore livello di trasformazione del confine tra proprio e estraneo.

Roberta Spiniello, Antonio Piotti

Il corpo in una stanza

Adolescenti ritirati che vivono di computer

Negli ultimi anni è aumentato a dismisura il numero di genitori che chiedono aiuto, sgomenti di fronte all’isolamento sociale e al ritiro domestico del proprio figlio. Il fenomeno degli “hikikomori” viene da anni studiato in Giappone. In Italia, invece, è ancora poco conosciuto, ma sempre più diffuso. Il volume per la prima volta ne fornisce una panoramica completa ed esaustiva. Uno strumento indispensabile per psicologi, psichiatri, insegnanti e genitori.

cod. 8.49

Rossella Torretta

Il corpo interrotto

RICERCA PSICOANALITICA

Fascicolo: 2 / 2016

Partendo dal corpo individuale visto come tramite di relazione e di esplorazione del mondo e di sviluppo dell’identità, l’A. prosegue nella lettura del corpo come metafora del gruppo per arrivare poi a parlare della propria esperienza nella conduzione di un gruppo di adulti che avevano subito importanti lesioni fisiche. L’A. ipotizza che queste lesioni possano determinare una frattura nel riconoscimento di sé e che il lavoro col gruppo abbia permesso di elaborare il passaggio dal "non sono più", avvertito nel dopo incidente, al "sono sempre, posso essere in un altro modo", ripartendo proprio dal corpo per ritrovarsi. La mancanza di una parte di sé (un arto) ha potuto, nel gruppo, essere elaborata in un lutto per ciò che si era, pre-requisito indispensabile per poter andare oltre e aprirsi al nuovo. L’A. nel suo articolo fa riferimento a Merleau-Ponty, Bion, Anzieu, Kaës e Le Breton.

Narrare storie di incontri con donne e uomini italiani e stranieri, nel contesto di uno studio di medicina generale è lo spunto per una riflessione sul corpo e sul dualismo mente corpo che a volte può sostenere disagi e sofferenze o addirittura essere foriero di malattia. La complessità della relazione medico paziente si gioca in tutte le storie concretizzandosi con aspetti diversi quanto diversi sono i protagonisti. Chi "porta" al medico un corpo come se non gli appartenesse, e chi percepisce la propria malattia in anticipo e quasi oltrepassando le possibilità di vedere e comprendere della scienza. Energiche e delicate donne di altri mondi e i loro figli e mariti, ospiti stranieri produttori di ricchezza per la nostra terra, si consultano, interagiscono, ridono, piangono, apprendono e insegnano mentre srotolano la loro sofferenza e cercano senso ai loro malanni. Si disvelano e vengono proposti a riflessione, la frustrazione prodotta dall’impotenza della scienza medica, l’elaborazione del conflitto implicito tra medico e paziente, le implicazioni di apprendimento silenzioso e ricorsivo dalla prassi, generate dal confronto culturale e dalla specificità di genere che spesso si declina in modi diversi a seconda dei contesti sociali e culturali. Emergono riflessioni sulla medicina generale e sulle sue specificità come disciplina fondata sulla relazione di lunga durata e sull’approccio olistico alla persona, prima che al paziente. Come disciplina che incarna il genere femminile della pratica medica occidentale