RISULTATI RICERCA

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Pasquale Busso

Il counseling nella prospettiva del "metalogo"

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2015

Nell’articolo l’autore propone una metodologia utile al counselor per prendere consapevolezza del processo di riconoscimento dei reciproci ruoli che professionista e cliente cocostruiscono durante tutto il percorso di counseling. A partire dall’analisi di un metalogo di Bateson, viene illustrato come si guida una conversazione asimmetrica, nella quale il cliente chiede aiuto per costruire una risposta ad un suo problema. In questo modo la definizione di counseling si arricchisce nel considerare importante non soltanto l’asimmetria dei ruoli, ma anche la complementarietà dei dialoganti nei confronti del Linguaggio che parla attraverso di loro. L’analisi di un caso illustra la metodologia proposta.

Marco Silvaggi, Roberta Rossi

Il counseling psicosessuologico nell’intervento per l’impianto di protesi peniena

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2020

Nei casi di disfunzione erettile severa, qualora i trattamenti di prima e seconda linea si rivelassero inapplicabili o fallimentari o comunque non soddisfacenti, si può ricorrere all’opzione terapeutica di terza linea: l’impianto di protesi peniena. L’obiettivo del trattamento è quello di riportare il paziente o la coppia alla soddisfazione sessuale e migliorare la qualità della vita sulla base dei desideri e dei bisogni espressi dai pazienti. La maggior parte delle ricerche condotte su pazienti che hanno fatto ricorso ad un impianto di protesi peniena sono focalizzate sull’efficacia meccanica e chirurgica di questi trattamenti. È invece scarsa la letteratura sulle componenti emotive e relazionali relative all’impianto di una protesi. L’intervento di impianto protesico, infatti, può rendere possibili i rapporti ses-suali e ridurre la sofferenza del paziente rispetto alla sua vita sessuale in generale, ma nello stesso tempo, per le sue caratteristiche di irreversibilità, attivare delle di-namiche personali e di coppia relative alla perdita di una sessualità libera e spon-tanea. La protesi può, in alcuni casi, essere considerata il terzo incomodo che, ren-dendo possibile l’atto sessuale, rinnova ad ogni incontro il senso di inadeguatezza percepita prima dell’intervento. Il counseling psicosessuologico si è dimostrato un utile strumento sia nel miglio-rare la risposta sessuale del paziente, sia nel gestire le sue aspettative e quelle della partner se presente. In questo articolo sono per queste ragioni riportati i principi fondamentali di applicazione di un counseling psicosessuologico integrato e le fasi operative di realizzazione, come sintetizzate nell’algoritmo relativo al percorso in-tegrato di chirurgia di impianto di protesi peniena.

Silvana Quadrino

Il counseling, l’intervento che non cura

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2015

Il counseling fatica ad acquistare, in Italia, una immagine autonoma e ben definita fra le professioni di aiuto. Ripercorrendo gli sviluppi delle professioni di cura l’autrice mette in evidenza l’affermazione e poi la crisi di un modello di cura di tipo clinico basato sulla convinzione che ogni disagio richieda l’intervento di un terapeuta in grado di individuarne la causa e di proporre una cura, e lo sviluppo parallelo di un modello di tipo pedagogico, basato sulla fiducia nella capacità dell’individuo di provvedere al proprio benessere. Il counseling si colloca in questo spazio di attivazione delle risorse dell’individuo di fronte a difficoltà che nascono dalle crescente complessità della realtà in cui viviamo, e che non richiedono una cura ma un aiuto per esplorare, riprogettare, attivare risorse.

Ida Sirolli

Il counseling. Definizione, paradigmi e ambiti di applicazione

GROUNDING

Fascicolo: 1 / 2006

L’autrice fornisce una definizione del counselling, specifica la differenza tra questo tipo di intervento e la psicoterapia, presenta sommariamente le diverse teorie e tecniche utilizzate. Spiega inoltra, quali sono gli ambiti in cui può essere utilizzato, che sono: quello scolastico, aziendale, medico sanitario, delle problematiche sessuali, nell’orienta-mento o nelle situazioni in cui si verificano emergenze o è necessario confrontarsi con la devianza. L’articolo è corredato da una ricca bibliografia.

Patrizia Parisi

Il counselling a mediazione corporea: una esperienza personale

GROUNDING

Fascicolo: 1 / 2006

Il counselling a mediazione corporea si differenzia dalle altre tipologie di counselling, perché oltre al rapporto verbale tra counsellor e cliente ha come supporto la conoscenza del corpo per accompagnare chi chiede aiuto alla scoperta o alla riscoperta delle proprie risorse. Il principio di base, per gli operatori corporei, è non perdere di vista il processo energetico e corporeo del cliente e non limitare l’osservazione ai soli aspetti mentali. La base del lavoro è costituita dalla conoscenza del linguaggio del corpo e dall’ascolto empatico. Il counsellor a mediazione corporea ha un ruolo definito: non fa psicoterapia e non opera cure di alcun genere, lavora sulla soluzione della crisi o del problema e aiuta la persona a prestare attenzione al proprio corpo.

Giorgio Rezzonico, Christine Meier

Il counselling cognitivo-relazionale

Un prezioso strumento sia per quanti (psicologi, educatori, operatori sociali) si stanno avvicinando al counselling sia per chi, già formato alla relazione d’aiuto, vuole acquisire nuove competenze spendibili in contesti differenti da quello tradizionalmente clinico.

cod. 1240.1.33

Eugenia Trotti, Marco L. Bellani, Giorgio G. Bellotti

Il counselling eclettico-integrato: principi teorici e criteri operativi

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2007

Il counselling eclettico-integrato: principi teorici e criteri operativi Since the late eighties, our group has had difficulty in clarifying counselling goals and methodology when applied to different sectors within clinical practice (health systems, schools, universities). These settings are somewhat varied, but they are all characterised by the need to provide help, via a clinical interview, to those who find themselves in a difficult situation, for whatever reason. This help needs to be concrete, specific and personalised, concentrated into a brief time frame and shaped by, and linked to, the demands of a practical, organisational, health-related or financial nature. The work here presented summarises a long period of reflection and review which has led to the definition of the theoretical principles and working criteria of a counselling model that we wanted to define as ‘eclectic-integrated’. ‘Eclectic’ since it refers to multiple theoretical influences and ‘integrated’ because it considers the person globally and aims to facilitate the re-activation of all the resources available, both personal and social. Furthermore, it is based on the counsellor’s capacities to guarantee an effective and prompt response to the user’s needs and to activate team work and to co-ordinate the various professional services and people involved. The eclectic-integrated approach offers workers in the social, health and educational sectors a flexible and dynamic work tool which is easy to adapt to the complexity of the situations which have to be tackled. It is well-structured and, at the same time, sufficiently elastic in its theoretical bases to allow for a good level of communication and pragmatic comparison between workers who have different training backgrounds and theoretical reference models. After a brief historical review of the origins of counselling and a presentation of the basic theoretical influences that the eclectic-integrated approach refers to, the work here presented tackles the methodological aspects, outlining the roles of the client and the counsellor and summarising the fundamental principles, the characteristics and the general goals of counselling. We then illustrate, in detail, the working strategies which, according to the specific objectives of each individual counselling session, determine the counsellor’s actions. The internal process that takes shape during counselling is described by means of a flow chart which proves useful when orienting the organisational services. The standard structure of a counselling session is also illustrated in its three stages: initial, intermediate and final. Each stage is defined on the basis of three components: the report, the content and the action. Furthermore, some indicators are suggested, regarding both the process and the result, not to be definitive as such, but with the aim of opening up dialogue between professionals about checking the effectiveness of counselling sessions.

Aleksander (Olek) Mincer

Il counselling nell’intercultura

GROUNDING

Fascicolo: 1 / 2014

Nell’articolo l’autore, partendo da un fatto di cronaca, presenta vari argomenti legati al counselling nell’Intercultura sottolineando l’aspetto etico nella relazione empatica. In primo luogo ricorda i bisogni fondamentali comuni a tutti gli esseri umani. Presenta inoltre alcuni modelli di comportamento che aiutano nella comprensione dell’Altro, sottolineando le diffe renze tra le culture. Viene descritta un’esperienza personale dell’autore che ha recitato con un gruppo di stranieri in attesa dell’asilo politico in Italia. Alla fine l’autore presenta l’utilità del focusing all’interno del colloquio di counselling a mediazione corporea nell’ambito interculturale.

Cristiano Scandurra

Il counselling psicodinamico con i giovani adulti. L’intervento clinico sulle impasse evolutive

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2016

Nello scritto si illustra la teoria e la tecnica del counselling psicodinamico rivolto a giovani adulti in un setting istituzionale con l’obiettivo fondamentale di aiutarli a superare delle crisi evolutive attuali. Nello specifico si fa riferimento al modello teorizzato dagli psicoterapeuti della Tavistock Clinic di Londra. Attraverso alcuni casi clinici, si discute come l’identificazione proiettiva, il transfert, il controtransfert ed il setting istituzionale possono rappresentare utili strumenti clinici del counsellor. Infine viene mostrata una possibile modalità di trattamento del sintomo e di utilizzo del sogno.

Michele Giovanni Laquale, Amedeo Stella, Alessandro Taurino

Il counselling psicodinamico per studenti universitari. Una ricerca empirica di valutazione dell’efficacia

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2015

Il presente contributo rende noti i risultati di una ricerca condotta con l’obiettivo di valutare l’efficacia del counselling psicodinamico rivolto a studenti universitari. Il gruppo clinico è costituito da 79 studenti che si sono rivolti al Servizio di Consultazione Psicologica dell’Università di Bari e che hanno svolto un ciclo di 5 colloqui a cadenza settimanale con un terapeuta di formazione psicodinamica. Il gruppo non clinico (gruppo di controllo) è costituito da 79 studenti, appaiati ai soggetti del gruppo clinico per sesso, età e facoltà di provenienza, i quali non si sono mai sottoposti ad alcun trattamento psicologico. Agli studenti di entrambi i gruppi è stato somministrato l’Adjective Check List (ACL: Gough, Heilbrun e Fioravanti, 1980), per due volte, a 5 settimane di distanza l’una dall’altra, ovvero prima e dopo il trattamento per i soggetti del gruppo clinico. L’analisi dei risultati mostra che, mentre gli studenti del gruppo non clinico non riportano alcuna variazione significativa sulle dimensioni misurate dalla checklist, i soggetti del gruppo clinico, dopo il trattamento, migliorano il proprio stato di benessere, pur mostrando una riduzione della propria creatività.

Stefano Eleuteri, Cinzia Silvaggi, Filippo Nimbi, Chiara Simonelli

Il counselling psicosessuologico nelle coppie hiv-

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2013

I più recenti dati epidemiologici sull’infezione da HIV confermano l’aumento del numero di coppie con stato sierologico discordante. Dal punto di vista psicosociale ci sono molti fattori che possono destabilizzare o rompere l’equilibrio della coppia: difficoltà ad affrontare argomenti legati alla sfera sessuale, preoccupazioni circa l’intimità, smarrimento, paura, sensi di colpa o di responsabilità, inadeguatezza, esclusione, incomunicabilità e fallimento. Questi ostacoli possono necessitare di un supporto psicologico "di coppia", soprattutto nel momento della scoperta dell’infezione, per sviluppare strategie relazionali utili. Lo scopo di questo contributo è quello di analizzare attraverso la letteratura di riferimento gli aspetti psicosessuologici nelle coppie sierodiscordanti e il ruolo che il counselling di coppia può avere, sia come strategia di prevenzione dell’HIV che come strumento di promozione del benessere relazionale e psicologico.

Igino Bozzeto

Il counselling sistemico e il contesto sociale

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2015

Dopo aver definito in generale la struttura e la funzione del counselling sistemicorelazionale, con una particolare attenzione all’interpretazione che ne dà il Milan Approach, l’Autore descrive, attraverso il racconto di un caso, un’esperienza applicativa nel contesto del Servizio Sociale: lo sportello di counselling familiare nel Centro per le Famiglie.

Giovannella Giorgetti

Il counselor espressivo

Definizioni, metodi, esperienze

La formazione in counseling offre numerose specializzazioni: tra queste, quella del counselor espressivo propone interventi attraverso l’uso di strumenti creativi nella scuola, nella rieducazione sanitaria, nella riabilitazione e nel vasto panorama della relazione d’aiuto. Il volume offre una descrizione esaustiva di questo particolare professionista che collega le competenze e le abilità di counseling con il variegato mondo dell’arte e della creatività.

cod. 216.9

Mario Trampetti

Il Country risk

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2003

Donata Francescato

Il Covid-19 ci aiuterà a promuovere un senso di comunità planetario?

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 129 / 2022

In questo articolo sostengo che, dopo il Covid-19, abbiamo una grande op- portunità, come psicologi e psicoterapeuti, di contribuire a promuovere un sen- so di comunità planetario, che ci aiuterà ad affrontare i problemi sistemici del cambiamento climatico, dell’aumento del disagio mentale, del razzismo, del sessismo, e delle crescenti disuguaglianze socioeconomiche e di potere. Dappri- ma, documento come il cambiamento climatico abbia reso urgente affrontare i problemi a livello planetario, poi descrivo come ricercatori di differenti campi si siano impegnati a formulare concetti che sottolineano il bisogno di aumentare la nostra consapevolezza di appartenenza al pianeta Terra. Terzo, discuto perché è essenziale eleggere politici che ci aiutino a innescare le complesse transizioni culturali, economiche e sociali richieste e che sostengano i movimenti giovanili globali come i Fridays For Future. Nella quarta sezione, descrivo quali contributi potrebbero offrire gli psicologi e gli psicoterapeuti come professionisti e attivisti.

Silvano Tagliagambe

Il Covid19.Tra la zona grigia e lo spazio intermedio

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 33 / 2020

La "zona grigia" è un termine coniato da Primo Levi nella sua raccolta di saggi I sommersi e i salvati, l’ultimo libro che ha completato prima della sua morte. Nel secondo capitolo, il più lungo del libro, Levi riconosce la necessità umana di dividere il campo sociale in "noi" e "loro", due gruppi chiaramente distinti e identificabili, ma sottolinea che questa coppia opposizionale del pensiero è inadeguata di fronte alla complessità della vita nei campi. La rete di relazioni umane all’interno dei Lagers non era semplice e non poteva essere ridotta ai due estremi di vittime e persecutori. Lo "spazio intermedio" è un termine coniato dal filosofo, teologo e matematico russo, in un’epoca di culto della razionalità, per indicare che ci sono altri percorsi più alti verso la verità e che quando l’intelletto rifiuta le emozioni e i sentimenti non può riuscire a conoscere la verità. È lo spazio dell’invisibile che il progetto rende visibile, cioè un mondo intermedio tra soggettivo e oggettivo. È un’unità binomica, unità nella diversi-tà, che è inseparabile dalla presenza dello skacok, la zona intermedia, cioè dove si dovrebbe realizzare la concettualizzazione del mistero dell’invisibile. Il riferimento a questa "zona" rappresenta una delle questioni più problematiche, in quanto difficile da definire con gli strumenti razionali a nostra disposizione. Tuttavia, abbiamo a che fare con un’entità essenziale per l’interazione tra le due dimensioni, apparentemente inconciliabili, dell’esistenza dell’uomo, il visibile e l’invisibile. Il Covid19 è un test per la società, i governi, le comunità e gli individui. È tempo di solidarietà e cooperazione per combattere il virus e mitigare gli effetti, spesso involontari, di misure volte a fermare la diffusione di questa pandemia globale. Il presente articolo utilizza i concetti di "zona grigia" e di "spazio intermedio" come chiavi per analizzare l’impatto improvviso e sostanziale di Covid19 sulla cultura e sulla società.