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Chiara Biasin

La costruzione di partnership scuola-università per facilitare la transizione degli studenti

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2021

Questo contributo si propone di indagare modelli e forme relativi alla continuità tra scuola superiore e accademia a partire dal concetto di transizione, tematizzato non come il semplice iter che lo studente compie dalla secondaria all’università, né come quella serie di attività di preparazione, che iniziano l’ultimo anno della scuola secondaria e che terminano con l’inizio della prima annualità universitaria. A partire dall’esperienza del progetto SUPER - Piani di Orientamento e Tutorato, questo contributo evidenzia l’importanza della partnership scuola-università nella co-progettazione e realizzazione di attività di orientamento e di programmi di tutorato learner-centred rivolti agli studenti superiori e universitari. A partire dalla lesson learned del progetto POT, la transizione scuola-università è qui inquadrata come processo complesso e multiforme di sviluppo e trasformazione che riguarda la vita e l’identità dello studente ma pure le dimensioni istituzionali e pedagogiche che concernono le istituzioni scolastiche e accademiche.

Matteo Basso

La costruzione di Prosecco Town. Metamorfosi e inerzie di un modello di sviluppo territoriale

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 126 / 2019

Rifacendosi al concetto di planetary urbanization, il saggio esplora le forme di urbanità dei territori di produzione del Prosecco in Veneto. Immerso nei flussi globali di produzione del vino, il ritratto è quello di un territorio dinamico, tutt’altro che lento, remoto, a prevalente carattere rurale. L’obiettivo è indagare trasformazione e persistenza delle razionalità, dei valori e dei meccanismi del modello veneto di organizzazione economica e territoriale, qui travasati nel settore del vino.

Gianni Trimarchi

La costruzione di senso e il Leitmotiv. Nei drammi musicali di Richard Wagner

COSTRUZIONI PSICOANALITICHE

Fascicolo: 28 / 2014

La musica non è una pura forma e evoca le esperienze della vita prenatale, che sono in buona parte sonore; essa inoltre è capace di costituirsi come linguaggio, mettendo in atto delle costruzioni di senso. Nel caso di Wagner queste si fondano sul succedersi dinamico dei Leitmotive, che mutano di significato, a seconda di come si costituisce la loro sequenza e a seconda delle variazioni armoniche in cui si inseriscono. Il grande musicista (1813-1883) visse in un’epoca in cui la teoria psicoanalitica non era ancora stata formulata, tuttavia il dramma wagneriano esprime una compatta sintesi di linguaggi diversi, che riempie le lacune della parola e apre uno spazio significativo all’espressione del profondo.

Molti lasciano il paese d’origine come rifugiati dopo aver vissuto traumi gravi (torture, guerra, violenze di massa). In relazione a questi traumi, vi è la necessità di esplorare i fattori socio-culturali che, in fase di post-migrazione, non permettono la rielaborazione del trauma. I rifugiati, vittime di eventi estremi, guardano a distanza gli accadimenti del paese d’origine, che sono, però, spesso, fonte di ritraumatizzazione. Lo studio esplora in che modo rifugiati congolesi uomini, che vivono nel Regno Unito, interpretano e danno significato alla violenza sulle donne che continua a perpetrarsi nel paese d’origine. Si è utilizzato il metodo qualitativo dell’analisi fenomenologica-interpretativo. Quattro rifugiati sono stati intervistati seguendo una traccia di intervista semi-strutturata e le trascrizioni sono state analizzate secondo i principi dell’analisi fenomenologica-interpretativo. I quattro temi emersi dall’analisi sono stati etichettati: guerra e violenza, la figura della donna, violenza contro la donna e educazione. I partecipanti hanno descritto la violenza sulle donne in Congo come una ritraumatizzazione collettiva che si origina da una risoluzione della guerra non efficace e da una mancanza di educazione della popolazione locale. Nella valutazione degli effetti di traumi di massa occorre esplorare meglio in che modo i rifugiati interpretano la violenza attuale nel paese di origine come possibile fattore di rischio per un’eventuale ritraumatizzazione.

Applying the Benefit of the Doubt Approach for Indicators Aggregation. The Case of the Infrastructure Endowment in Italy - (Paper first received, October 2007; in final form, febbraio 2008) This paper provides a review of a methodology for constructing composite indicators who constitute the synthesis of a series of simple indicators and, above all, characterize a system of weights to use in the synthesis procedure. We apply the Benefit of the Doubt (BoD) approach, an application of the technique of linear programming Data Envelopment Analysis (DEA). In our formulation, however, weights constraints are endogenously determined, differently to BoD usual applications, analyzing variability of every simple indicator. Our methodology allows to find a matrix of the weights characterizing not only the simple indicators, but also the territorial units involved, obtaining, for every unit, the system of weights more favourable and, consequently, a composite indicator with maximum level. BoD approach has been applied to construction of a composite indicator of the Italian infrastructural endowment, whose elementary indicators were available to level of Italian province and infrastructural categories. Keywords: Composite Indicators; Data Envelopment Analysis; Infrastructure Endowment JEL classification: H54. C43. C61

Educare alla salute significa con Green (1990) "Ogni combinazione di esperienze di apprendimento che mira a predisporre, facilitare e rinforzare gli adattamenti volontari del comportamento di salute individuale". Gli Autori presentano il processo di costruzione e i dati preliminari del percorso educativo proposto a giovani diabetici insulinodipendenti di età compresa tra i 16 e i 26 anni afferenti al Servizio di Malattie del Metabolismo e Nutrizione dell’Ulss 9 di Treviso (MMN). L’approccio di cura al diabete viene rivisitato in un’ottica biopsicosociale e l’intervento educativo viene ristrutturato per passare da un modello di information giving e individuale ad un modello di empowering di gruppo con particolare attenzione allo sviluppo delle skills for life. Vengono presentate le fasi di trasformazione e costruzione del nuovo percorso educativo che ha coinvolto i diversi operatori del Servizio MMN. I dati clinici e comportamentali preliminari vengono discussi in funzione degli sviluppi futuri e della soddisfazione percepita.

Ausilia Sparano, Paola Epifani, Daniela de Berardinis, Rosa Ferri

La costruzione di un servizio per le famiglie dei bambini nati pretermine: un’esperienza di promozione della salute

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2011

La nascita pretermine è un evento che può compromettere sia la salute che lo sviluppo cognitivo ed affettivo del bambino ed incidere sulla relazione tra bambino e genitori. L’esperienza descritta riguarda la costruzione di un servizio di accoglienza e consulenza psicologica dedicato alle famiglie dei bambini nati con grave prematurità. Il servizio, nato dalla collaborazione tra psicologi e neonatologi dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma, è basato sul monitoraggio dello sviluppo globale dei nati con età gestazionale < 32 settimane fino ai 5 anni. Questo ha come obiettivi: valutare lo sviluppo del bambino, facilitare l’elaborazione dell’evento traumatico e fornire consulenza alla coppia genitoriale sulle problematiche legate allo sviluppo. I colloqui prevedono quattro fasi: a) Accoglienza dei vissuti e delle rappresentazioni dei genitori; b) Osservazione dell’interazione genitori-bambino; c) Interazione tra psicologo e bambino attraverso il gioco strutturato; d) Restituzione e confronto sulle risorse e le competenze del bambino e dei genitori. Nella nostra esperienza l’intervento precoce favorisce l’integrazione e il benessere globale del pretermine e della famiglia.

Simone Digennaro, William Gasparini

La costruzione di un’Europa sociale dello sport

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 1 / 2013

Il presente saggio descrive gli aspetti salienti delle trasformazioni delle politiche e delle strategie comunitarie che nel tempo sono passate dalla promozione dell’idea di Europa economica dello sport alla costruzione di un’Europa sociale dello sport attraverso passaggi intermedi che hanno progressivamente riconosciuto il valore sociale del movimento, conferendogli una dimensione sociale e un valore in termini di politiche di cittadinanza. All’uopo il saggio sviluppa un approfondito esame di documenti, progetti, indirizzi politici e discorsi sullo sport sociale avanzati di recente dalle istituzioni europee e dai paesi membri dell’Unione Europea. In particolare, sono oggetto di studio le tematiche, che più di altre, permettono di meglio illustrare il processo di europeizzazione sociale attraverso lo sport: il dialogo interculturale, la lotta contro le discriminazioni e lo sport per tutti.

Lorenzo Consalez

La costruzione di uno spazio ibrido: RAB-WeMi San Gottardo

TERRITORIO

Fascicolo: 83 / 2017

RAB-WeMi San Gottardo è un locale realizzato nell’ambito del programma Welfare di tutti promosso dal Comune di Milano. La sua progettazione si connota per la particolarità di combinare il servizio sociale a un’attività commerciale (un café letterario). L’ipotesi del progetto è la verifica del valore della commistione. Il saggio presenta e discute i passaggi chiave della sua costruzione: le soluzioni che hanno tradotto istanze (e potenziali conflitti) in forma fisica; gli elementi identitari delle due anime e la tassonomia degli elementi architettonici, il loro significato comunicativo ed espressivo; i limiti del progetto, vale a dire fino a dove arriva il progetto architettonico e quale spazio è attribuito all’appropriazione degli utenti già nel corso del disegno e della realizzazione

Francesco DiIacovo, Roberta Moruzzo, Cristiano Rossignoli, Paola Scarpellini, Alessandra Funghi, Cristiano Marini

La costruzione e la valutazione delle dinamiche di rete nei percorsi di inclusione sociale attiva: il caso di Orti E.T.I.C.I.

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 55 / 2013

The paper describes the process of participatory evaluation developed in the project "ORTI E.T.I.C.I.", a social farming project aiming to associate production and social inclusion through the employment of people from vulnerable groups of the population. The participatory evaluation responds to the need of understanding the content and the implications of the project within and outside the network of actors involved and to learn a lesson for planning and coordinating future projects.