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Roberto Di Quirico

La crisi valutaria del 1935 e la politica economica dell'Italia fascista

PASSATO E PRESENTE

Fascicolo: 53 / 2001

Roberto Di Quirico analizza la politica economica dell’Italia fascista, soffermandosi sulla crisi valutaria del 1935 e sottolineando l’importanza del fattore valutario nel limitare le potenzialità economiche del paese. Sono inoltre illustrate le novità introdotte nei primi anni Trenta nel settore bancario.

Donata Gottardi

La crisi, il diritto del lavoro e le relazioni sindacali: una panoramica con tante ombre e poche luci

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2014

L’A. ricostruisce il quadro degli interventi normativi che si sono succeduti negli ultimi anni sia nella legislazione del lavoro sia nel sistema delle relazioni sindacali. Per quanto riguarda la legislazione del lavoro, il quadro che emerge mette in evidenza la crescente interferenza delle istituzioni europee sulle regole nazionali, che produce un effetto di appiattimento "a senso unico" e una uniformità degli assi portanti degli interventi in tutti i Paesi sottoposti a vigilanza. Inoltre, l’Italia appare alle prese con una vera e propria frenesia riformatrice, che non è riuscita, almeno finora, ad aggredire i punti nodali della crisi di sistema e ha finito per congestionare alcuni istituti. Il giudizio negativa trova temperamento guardando a cosa accade nel campo delle relazioni industriali, in cui le parti sociali hanno deciso di intervenire nella difficile questione della rappresentanza e dell’efficacia soggettiva della contrattazione collettiva di livello nazionale e aziendale. La ripresa di intervento delle parti sociali riuscirà, però, ad attenuare solo in parte le difficoltà incontrate nella realtà.

Marìa José Farinas Dulce

La crisis del compromiso ético y polìtico con el Derecho moderno

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 2 / 2004

This article discusses the social tension provoked by what is known as the new fundamentalisms. In particular, political fundamentalism, market fundamentalism, cultural fundamentalism and religious fundamentalism, which, curiously enough, sometimes unite against the social compact of modernity. The breach of the social compact or commitment brings about a lack of submissiveness of the political power and the of economic power to the law. It is at this point in time that fundamentalist tendencies become more radical in their interpretation of political action and of economic action for example, dogmatic interpretations of democratic procedures or the totalitarian interpretation of the functioning of the capitalist free market, which go to the extreme of equating democracy ideologically with the market or, also, democracy with political and economic neo-liberalism. Moreover, there is a need to consider the increasing interference of religion and its churches in these secular fields, radicalising its religious message and bringing about severe ethical and religious clashes. This in turn reverses the very process of secularisation of the modern Western world, converting it into a new move towards religious confession abroad in the world.

Barbara Gaudenzi, Antonio Borghesi

La criticità delle relazioni con i clienti-committenti nell'analisi dei rischi nei progetti industriali

MERCATI E COMPETITIVITÀ

Fascicolo: 3 / 2009

The critical role of customer relationships in the project risk analysis - The present paper describes a risk analysis approach within industrial projects, showing the evidences from a case study. The method is ‘customer centric’ analyzing how project management and project risk may be influenced, or driven, by the customer himself. This approach comprises project portfolio mapping, objectives’ definition and hence measurement and evaluation of a panel of indicators devoted to address the capability to achieve project objectives as expected by the customer. The method leads also to the analysis of critical obstacles that stand in the way of effective customer relationships.

Keywords: project management, risk management, relationship management

Parole chiave: project management, risk management, relationship management

Paolo Vanni, Fabio Bertini

La Croce Rossa dalla Grande Guerra al fascismo

Informazione, propaganda, arti e società civile (1915-1926)

Legatissima ai corpi militari, la Croce Rossa fu anche espressione della società civile, nei modi che, seguendo l’intuizione di Paolo Vanni, il volume esplora nei rapporti con il volontariato, con i soggetti di rilievo politico-sociale, compresa la Massoneria, con gli organismi internazionali. Tutto questo intorno alla rappresentazione che, della Croce Rossa, dette la stampa, qui ricostruita in modo tale da illustrarne la storia nel periodo 1915-1926, fino a quando la fine del regime liberale si riverberò anche sull’Ente.

cod. 1053.13

Cittadinanzattiva, Tonino Aceti

La cronicità e l'arte di arrangiarsi.

XIV Rapporto sulle Politiche della Cronicità 2015

Il Rapporto annuale sulle politiche della cronicità è uno strumento che accende i riflettori sulle numerose criticità che caratterizzano l’assistenza sanitaria e sociale delle persone con patologie croniche e rare e l’impatto di queste sulle famiglie. Il Rapporto rappresenta inoltre una vera e propria piattaforma politica basata su richieste, aspettative e proposte delle Associazioni che aderiscono al Coordinamento per superare le difficoltà rilevate.

cod. 224.5

Enzo M. Napolitano, M. Luca Visconti

La cross generation: seconde generazioni di migranti a confronto con il mercato

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2008

The cross generation: migrant second generations comparing with the market - This paper analyses an emerging target in the Italian market: the so-called "second generations". The authors first illustrate the socio-cultural traits of this segment, and then show the role and peculiarities of consumption read as an identity signifier. The discussion is based on both secondary and primary data, collected across Milan, Turin and Biella. Results document various consumer profiles of second generation migrants and multiple marketing approaches to target this market.

Keywords Second generations; ethnic marketing; intercultural marketing; cross generation marketing.

Marina Mombelli, Sara Molgora

La CTU: come promuovere una genitorialità condivisa? Il punto di vista dei genitori

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2012

L’evidenza clinica circa l’importanza di una "buona prassi" delle funzioni genitoriali nelle situazioni di separazione e divorzio non trova un corrispettivo a livello delle ricerche empiriche sul tema, specie se si considera la capacità genitoriale a livello relazionale e non solo individuale. A partire dall’ipotesi che un percorso di Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) possa favorire tale pratica, l’obiettivo del presente contributo è quello di indagare l’utilità ed il valore di questa tipologia di interventi nel promuovere e nel sostenere una genitorialità condivisa. A sedici genitori che hanno concluso un percorso di CTU da almeno un anno è stata somministrata un’intervista clinica semi-strutturata costituita ad hoc per la presente ricerca. Le interviste, interamente audio registrate, sono state analizzate con il software di analisi testuale T-LAB. Nello specifico, il contributo si focalizza sulle analisi condotte sull’intero corpus a partire dalla variabile di disegno "domanda". I risultati indicano che il percorso di CTU favorisce un cambiamento sia sul piano personale, sia a livello interpersonale-relazionale. In particolare, il consulente sembra assumere il ruolo di "timoniere", anche se risulta cruciale la posizione personale di impegno e fiducia di ciascuno dei protagonisti coinvolti.

Daniela Adorni, Stefano Magagnoli

La cucina italiana. Modelli di femminilità fascista

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 286 / 2018

"Non esistono, dunque, soltanto una fisiologia, una estetica e una dinamica: esiste anche una politica della cucina; una politica sociale ed economica". Così recitava il Programma, a firma del direttore Umberto Notari, apparso sul primo numero de "La cucina italiana". Ma esisteva anche una politica di genere della cucina. E del suo mutare nel corso del tempo, la rivista milanese dà fedele testimonianza, restituendo, accanto alle ricette, le ambiguità del fascismo nei confronti della donna. Allo stesso tempo, dalle rubriche filtrano modelli familiari, culture del corpo e gerarchie sociali, lasciando tuttavia intravedere la pervasività delle pratiche femminili del "familismo oppositivo" I graduali mutamenti che nel primo decennio accompagnano le due direzioni, ambedue al femminile, consentono poi di riflettere sull’esistenza e sui contenuti di un "femminismo fascista". Non è possibile ragionare sulla reale identità delle lettrici. Non bastano le poche righe - selezionate dalla redazione! - delle rubriche della "Piccola posta" o de "La collaborazione delle abbonate" o di "Corrispondenza tra le abbonate" per tratteggiarne un quadro esaustivo, né per dare conto del loro pensiero e delle eventuali forme di "resistenza" o negoziazione rispetto alle ambiguità del modello fascista. Tutt’al più è possibile intuire quale fosse la "lettrice modello" immaginata dal periodico o provare a tracciare un profilo delle lettrici attraverso i pochi dati offerti dalle lettere inviate. Questo articolo è la prima formalizzazione di un percorso di ricerca più ampio in via di trasformazione in un lavoro monografico che permetterà una migliore valorizzare delle fonti.