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A cura della Redazione

Ciao, Salvo

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2025

Diletta La Torre

Ciascuno cresce solo se sognato

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2024

Sognare il proprio figlio significa immaginarlo, tenerlo nella mente, accompagnarlo nella crescita oscillando tra mondo interno e mondo esterno, tra identificazioni e proiezioni. L’autrice riflette secondo l’ottica psicoanalitica sulla complessità dell’adozione messa a confronto con la genitorialità biologica. Entrambe sono simili nel bisogno/desiderio di avere un figlio e nel percorso trasformativo necessario per diventare genitori. Ciò che sostiene la crescita umana è la costruzione di sintonizzazioni il più possibile sane, sostenute da affetti caldi e profondi, germinativi di vita. È indispensabile nella fase di attesa creare uno spazio virtuale per il figlio, uno spazio psichico che sarà reso reale con la nascita o la presenza di “quel” bambino, diverso dal bambino ideale immaginato. La peculiarità dell’adozione che rende più problematica l’acquisizione della capacità genitoriale è un doppio lutto: la infertilità per la coppia e l’abbandono per il figlio. Le due ferite venendo a contatto producono difese rigide e turbolenze emotive con esiti diversi; la capacità di affrontare la rabbia, la delusione e la sofferenza narcisistica, di elaborarla, significa attraversare conflitti dolorosi ma evolutivi per tutti i protagonisti dell’avventura adottiva.

Una questione centrale, rispetto ai crimini su Internet e in generale alle condotte antisociali, è ricondurre l’azione informatica a un soggetto fisico, in un contesto dove appare molto semplice sostituirsi a un’altra persona o costruire false identità. Il contributo riflette sul rapporto tra identità e anonimato in situazioni di conflitto tra tutela delle libertà personali, sicurezza informatica e un’effettiva azione di prevenzione del crimine.

Tra i molteplici materiali che possono essere rinvenuti in uno scavo archeologico, i cosiddetti residui organici, ovverosia resti di materiali costituiti in prevalenza da composti del carbonio, rappresentano una classe di grande interesse per la ricostruzione delle conoscenze e delle usanze di una data popolazione, ma al tempo stesso una sfida per coloro che si occupano di analisi chimiche. Infatti, se grande è la varietà degli usi dei materiali in oggetto, potendo trattarsi di alimenti, balsami, adesivi e molto altro ancora, i residui stessi sono talora massivi, ma sovente presenti in tracce invisibili a occhio nudo, ad esempio assorbite nelle pareti di recipienti ceramici. Questo testo vuole offrire una rassegna delle principali classi di residui organici archeologici, mettendo in luce come le moderne tecniche di analisi chimica strumentale ne consentano l’identificazione con elevata sensibilità e specificità. 

Oscar Marchisio

Cibo come media

La rotta italiana tra la Scilla del McDonald's e le Cariddi della nouvelle cuisine

cod. 1820.34

Vanessa Dioguardi

Cibo e mass media.

Analisi delle rappresentazioni del cibo da agricoltura biologica

Considerata la rilevanza che il consumo di cibo proveniente da agricoltura biologica assume nella società contemporanea, il volume si concentra sull’analisi dell’universo simbolico relativo al cibo biologico rappresentato nei media. Quali sono le rappresentazioni del cibo da agricoltura biologica che circolano sui mezzi di comunicazione di massa? In che modo si parla del biologico, quali temi vengono trattati e quali “discorsi” vengono veicolati?

cod. 243.2.28

Sara Basso

Cibo e quartieri pubblici: spazi, diritti e giustizia

TERRITORIO

Fascicolo: 79 / 2016

Tornare ad osservare i quartieri della ‘città pubblica’ attraverso la lente del cibo può contribuire a metterne in luce inattese potenzialità per progetti originali e innovativi. Se il cibo è ormai riconosciuto come ‘questione urbana’, i quartieri diventano campo dove provare a ricomporre le sue relazioni con la città misurandosi, nei suoi spazi e con i suoi abitanti, attraverso esercizi di approssimazione sociale e di democrazia urbana. Spazi e processi del cibo possono funzionare da dispositivi per ridisegnare o rafforzare reti di relazioni, anche economiche, alla grande come alla piccola scala; possono riconfigurare e riattivare luoghi; possono, ancora, introdurre scarti nelle consuetudini degli abitanti, orientandoli al tempo stesso a pratiche consapevoli di uso o riuso dei propri spazi di vita, riadattati in chiave ecologica e resiliente

Panos Bourlessas, Mirella Loda, Matteo Puttilli

Cibo e trasformazioni urbane. Varianti di foodification

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 4 / 2022

A partire da casi di studio contestualizzati in diverse città italiane, il concetto di foodification è emerso negli ultimi anni come una chiave di lettura utile per rendere conto dell’estrema rilevanza del cibo (in termini di offerta gastronomica e di discorsi e immaginari creati attorno ad essa) nell’ambito di più ampi processi di riconfigurazione della base economica e della cultura urbana. Il presente contributo ha un duplice obiettivo: in primo luogo, ricostruire la genesi della foodification, anche nei suoi legami con il dibattito internazionale sul rapporto tra città e cibo; in secondo luogo, illustrare come i contributi raccolti in questo numero monografico contribuiscano a strutturare e ad ampliare il dibattito sulla foodification e le sue implicazioni urbane.

Questa rassegna storiografica prende in considerazione alcune delle opere più innovative e influenti pubblicate nell’ultimo decennio nel campo crescente e dinamico della storia dell’alimentazione durante il fascismo. Delinea quattro importanti tendenze e sviluppi tematici nell’ambito della storia dell’alimentazione e della storia del fascismo a cui queste opere hanno contribuito. In particolare, la rassegna sottolinea: 1) l’enfasi posta da queste opere sulla natura e l’importanza politica del cibo e della sua produzione, del suo approvvigionamento, della sua preparazione e del suo consumo; 2) l’enfasi sull’analisi delle traiettorie storiche di particolari prodotti alimentari, aziende e marchi durante il periodo del dominio fascista; 3) l’attenzione all’intersezione di questione di genere e razza (insieme ad altre categorie) nelle storie del cibo; e infine, 4), unificando gli altri tre punti, la chiara comprensione, all’interno della storiografia recente, della centralità del cibo, e delle politiche del cibo, per la negoziazione e l’esercizio del potere all’interno dello Stato e della società fascista.

Andrea Errera

Cibo e/è religione

Diritto, spiritualità e alimentazione tra Oriente e Occidente

Tutte le religioni hanno affrontato nel corso della loro storia la questione dell’assunzione del cibo, inteso come strumento per agevolare il cammino mistico. Questo volume affronta la complessa questione passando in rassegna le regole in tema di cibo contenute nelle diverse esperienze spirituali del passato e del presente.

cod. 20213.1

Michela Badii

Cibo in festa fra tradizione e trasformazioni.

Pratiche e rappresentazioni alimentari in un contesto mezzadrile

Il volume offre una lettura delle pratiche alimentari festive ‘tradizionali’, e ricostruisce il valore funzionale e simbolico del cibo nella comunità. Le trasformazioni diacroniche e la comparazione sincronica delle pratiche, rilevate nelle occasioni di consumo cerimoniale, fanno emergere il valore storico-antropologico che assume il cibo nel tempo festivo, nel suo uso costante, come norma, e in relazione ai mutamenti che il contesto subisce nel quarantennio preso in esame (1930-1970).

cod. 871.22

Giovanni Mauro

Cibo in terra di lavoro

Questo volume propone una lettura articolata del rapporto tra alimentazione e territorio, superando l’idea del cibo come semplice bene nutrizionale per restituirne la dimensione culturale e sociale. Mostra come, attraverso la lente del cibo, sia possibile ricostruire connessioni concrete tra ambiente, filiere agroalimentari, politiche pubbliche, saperi locali e pratiche di cittadinanza attiva.

cod. 11810.2.7

Renata Borgato, Massimiliano Moscarda

Cibo per draghi

Come progettare i giochi d'aula e condurre il debriefing nella formazione esperienziale

Questo libro è rivolto a tutti coloro che si occupano di formazione o vogliano approfondire l’approccio esperienziale della formazione in aula per adulti. Il volume offre strumenti pratici e concreti per scegliere consapevolmente il gioco d’aula in funzione agli obiettivi, progettarlo per rispondere alle esigenze formative e utilizzarlo in modo appropriato per contestualizzare l’esperienza vissuta.

cod. 1060.293

Maria Giovanna Onorati

Cibo per l'inclusione

Pratiche di gastronomia per l'accoglienza

Può il cibo diventare un motore di inclusione sociale per i rifugiati? Partendo dalla consapevolezza, centrale nella (co)scienza gastronomica, dello stretto legame che intercorre tra sostenibilità, cibo e salvaguardia della diversità umana, questo volume propone una riflessione interdisciplinare sul potenziale inclusivo di una formazione al cibo e alla gastronomia nei percorsi di accoglienza dei rifugiati.

cod. 1144.1.43