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Il libro percorre e mostra i complessi significati dei colori in Cina e si propone come una chiave di lettura per conoscere i valori, le credenze e i comportamenti a loro connessi. I racconti di professionisti e aziende, che arricchiscono il testo, aiutano a comprendere come rispetto al colore la Cina sia ancora un territorio da scoprire e come la scelta cromatica sia una delle strategie di marketing da utilizzare.
cod. 244.67
Il servizio raccoglie temi e questioni aperte sulle salecinematografiche a Milano con l’obiettivo di rilanciareun dialogo interdisciplinare, approfondire la loro storiae discuterne il ruolo nella connotazione dello spaziourbano.Oggi che la fruizione cinematografica avviene conmodalità assai diverse da quelle che hanno visto nascerecinematografi in tutti i quartieri cittadini, è infattinecessario riformulare le pratiche d’uso degli spazidella visione collettiva e ripensare le potenzialità dellesale storiche ancora esistenti. Soprattutto dopo che lapandemia da Coronavirus ne ha potenziato le criticità,ma ne ha anche ribadito il valore di luoghi urbanirappresentativi.
L’articolo affronta il tema degli aiuti di Stato alle opere cinematografiche, che sono una forma di incentivazione ad un’industria e di promozione della diversità culturale. Esso confronta l’influenza del concetto di diversità culturale nell’orientamento della Commissione europea nei negoziati internazionali sull’audiovisivo e nella prassi in materia di aiuti di Stato alle opere cinematografiche. Analizza l’impatto su quest’ultima dell’Articolo 167(4) del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e della Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali. Utilizza i risultati di una ricerca sulla prassi della Commissione in materia di aiuti di Stato alle opere cinematografiche e di uno studio sull’attuazione della suddetta convenzione, commissionato dal Parlamento europeo. Conclude l’analisi con alcune considerazioni concernenti l’influenza di un ipotetico approccio della DG Concorrenza sulle politiche degli Stati Membri e, quindi, dell’Italia.
L'esperienza filmica senza colore
Nella storia del cinema, le pellicole a colori e quelle in bianco e nero sono state usate per esprimere significati diversi. Oggi il colore ha assunto un ruolo tanto importante da essere protagonista anche quando è assente. Il gioco dei contrasti, la saturazione, la quantità e la qualità della luce divengono portanti nel racconto filmico e nella definizione del ritmo narrativo. Ma come si esprime questo racconto nell’esperienza di chi quei colori, quella luce, quei contrasti non riesce a percepire?
cod. 2000.1275
L’incontro con Marina Spada, regista del cinema milanese e docente da 20 anni presso la Civica Scuola di Cinema di Milano, ci conduce con felice immediatezza nella tensione creativa di un set cinematografico, consentendo di approfondire alcuni tratti specifici dell’industria culturale contemporanea interconnessi con l’espressione dei valori della femminilità. Donna e cinema nella testimonianza di Marina Spada è un’equazione con più significati, dei quali, con alta probabilità, il più rilevante per la nostra ospite è una sorta di circolo virtuoso tra l’amore per il proprio lavoro di quest’artista e l’amore per i collaboratori con i quali condivide la gioia profonda di fare cinema.
I grandi temi della filosofia “visti” sullo schermo
Partendo dall’assunto che se il mito – in quanto tende a rappresentare l’universale – è filosofico, allora anche il cinema – moderna reincarnazione del mito – dev’essere filosofico, l’autore ci presenta 45 film raggruppati in 12 grandi tematiche filosofiche. Spaziando nei circa 80 anni della settima arte, si incontrano i grandi temi dell’uomo di fronte alla morte, del suo rapporto con la tecnica, della conoscenza e dei meccanismi della mente, del bene e del male, del destino e della libertà, del potere, dei rapporti tra linguaggio e mondo, tra memoria e identità, tra l’Io e l’Altro.
cod. 495.260
Incontri con gli autori
Grandi autori come Andrea Camilleri, Paolo e Vittorio Taviani, Francesco Rosi, Marco Bellocchio affrontano il tema del rapporto tra cinema e letteratura, dialogando con critici letterari e cinematografici. Una riflessione sui diversi modi in cui si configura il rapporto tra pagina letteraria e film, con riferimento alle diverse forme di adattamento del testo letterario e al processo dialettico tra fedeltà e libera creazione.
cod. 799.20
The aim of the article is to investigate the interpretation given by four contemporary movies about the decade from 1968 to 1978 through the analysis of their soundtracks. The movies are The dreamers (2003, by Bertolucci), La meglio gioventù (2003, by Giordana), Après Mai (2012, by Assayas) and Il grande sogno (2009, by Placido). The analysis concerns specific scenes and their background music. It shows what has remained in the collective imagination of the so-called "Sessantotto". Therefore, the movies propose only the more "romantic" aspects of "Sessantotto", a season where it was still possible to imagine one owns future and society’s, barely hinting at terrorism and disenchantment that shortly would have followed.
Dispositivi, spettatori, montaggi
Ricostruendo l’archeologia e la genealogia di termini come ‘dispositivo’, ‘spettatore’ e ‘montaggio’, che provengono dal linguaggio e dalla teoria filmica ma che, da qualche decennio, sono migrati nel vocabolario di alcune teorie del diritto, il volume intende mostrare come il cinema non sia soltanto uno dei più potenti metalinguaggi per raccontare il variegato universo della normatività, ma sia diventato anche un linguaggio prezioso per immaginare nuovi modelli di costruzione dell’ordine sociale.
cod. 503.29
L’Autrice focalizza l’importanza dell’elemento intersoggettivo nella capacità relazionale degli autori di cinema nel costruire situazioni filmiche in cui gli stessi comportamenti siano espressione di momenti di intersoggettività. Registi come Gianni Amelio e Matteo Garrone sono esempi di ciò che Daniel Sterm chiamava "Now moments" in quanto fenomeni di coscienza e di esperienza condivisa, in cui non solo le parole ma l’intera corporeità diventa veicolo di intersoggettività. Questo incoraggia il livello emergente inteso come esperienza di acquisizione di novità che diviene protagonista sia della ricerca sul funzionamento della mente sia nelle recenti scoperte neuroscientifiche ("neuroni specchio", scoperti da Rizzolatti e Gallese). Tutto ciò valorizza l’epistemologia della complessità avviata da Gregory Bateson. Persino autori di cinema postmoderno (Tarantino) sono ottimi esempi della "instabilità sistemica" di Prigogine.
Il ciclo di vita della famiglia attraverso la cinepresa. Con le schede dei film più significativi
Un’immagine vale più di mille parole… Da qui la proposta di utilizzare i film nella clinica individuale, di coppia, familiare e gruppale e per la formazione degli psicoterapeuti, dei counsellor, dei mediatori e di altri operatori del campo psicosociale e non solo. Un materiale dunque utilissimo nella clinica e nella formazione.
cod. 1250.181