RISULTATI RICERCA

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L’articolo illustra gli autori e le teorie che, nell’ambito della ricerca psicologica, hanno contribuito a dare forma a una concezione della mente "tecnologica", sempre mediata da artefatti, e della cognizione umana come storicoculturale, da interpretare in un contesto sempre storicamente connotato e marcato dalla cultura e dai suoi strumenti materiali e simbolici. All’interno di questa visione del funzionamento psichico, vengono descritti nell’articolo gli strumenti concettuali, quali i costrutti di "artefatto", "pratica", ‘cognizione-in-interazione’ con i quali la ricerca psicologica contribuisce all’impresa interdisciplinare di analisi della relazione fra tecnologie, fenomeni psicologico-sociali e comunità lavorative. Descriviamo di seguito brevemente tali costrutti. - Il costrutto di ‘artefatto’, nell’ambito della tradizione di ricerca della psicologia culturale, collega il livello del funzionamento cognitivo e quello storico, sociale e culturale:"i processi mentali umani acquisiscono una struttura necessariamente legata a strumenti e metodi storicamente formati e trasmessi loro da altri nei processi di interazione sociale e lavoro cooperativo" (Leont’ev, 1981:56). Tali artefatti vanno considerati "in modo situato", cioè non in modo isolato ma dentro i contesti in cui vengono usati e in connessione alle pratiche condivise dagli attori sociali. Un’attenzione particolare tra gli artefatti va dedicata al linguaggio, la cui potenza simbolica e di costruzione del mondo è stata sottolineata, anche in ambito psicologico, da diversi autori. I loro studi ci dicono che realtà sociale e linguaggio non sono dunque separati e che il linguaggio è uno degli strumenti più potenti attraverso cui le persone "fanno" cose nel mondo. - Il costrutto di ‘pratica’ è stato storicamente raramente considerato dalla psicologia che ha spiegato il comportamento umano o con fattori interni all’individuo (ad esempio tratti di personalità) o come prodotto di circostanze esterne (ad esempio un comportamento aggressivo in reazione ad altri comportamenti aggressivi). Studiare le pratiche in cui gli attori sociali sono quotidianamente coinvolti vuol dire invece considerare i processi psicologici come situati non ‘nella persona’ o ‘nella situazione’ ma nella loro relazione. - Nel costrutto di ‘cognizione-in-interazione’ un processo cognitivo è dato dalla relazione funzionale fra gli elementi che vi partecipano (le persone, gli artefatti culturali, gli oggetti, gli strumenti, la natura), non dal "luogo" dove questi elementi sono collocati (come nell’equivalenza cognitivo=mentale). L’enfasi storica sul trovare e descrivere "strutture di conoscenza" che sono da qualche parte "dentro" l’individuo ha spinto la ricerca cognitiva a trascurare il fatto che la cognizione umana è sempre situata in un complesso mondo socioculturale e non può non essere profondamente influenzata da esso.

Mario Soavi

Cognosco ergo valeo

Il capitale della conoscenza, strumento strategico per il progresso di organizzazioni e individui

Il libro percorre velocemente la teoria della gestione della conoscenza, illustra i più conosciuti sistemi di valutazione, per finire con la proposta di uno strumento capace di valutare la conoscenza di un’ organizzazione in maniera semplice, immediata, modulare e pratica.

cod. 1289.1.4

Francesca Mantovani

Cohousing e coworking: nuove modalità di condivisione degli spazi dell’abitare e dell’operare insieme

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 108 / 2015

L’articolo ha l’obbiettivo di illustrare le nuove pratiche dell’abitare e lavorare insieme, cohousing e coworking, modelli che con sempre maggiore evidenza stanno caratterizzando le modalità di sviluppo sociale ed economica dei centri urbani nazionali. Partendo da una rassegna delle due modalità citate, saranno delineate le caratteristiche generali per un successivo confronto rispetto ai tratti di similitudine e differenza, al fine di comprendere quali siano i possibili tratti di uniformità in prospettiva di strategie ed azioni indirizzate a contribuire allo sviluppo e riqualificazione socio-economico delle aree urbane.

Matteo Selvini

Coinvolgere adolescenti riluttanti: l’efficacia di un primo incontro familiare

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 105 / 2014

Con una ricerca su 179 casi visti negli ultimi otto anni l’autore discute l’efficacia di un primo incontro familiare per coinvolgere nel trattamento gli adolescenti non richiedenti, cioè la quasi totalità degli adolescenti che giungono a contatto di uno psicoterapeuta. Descritta una tipologia di nove tipi di adolescenti non collaboranti e di due tipi di collaboranti, vengono esposte le linee guida e le tecniche della presa in carico dell’adolescente, dal primo contatto fino al primo/secondo colloquio familiare: sicurezza nella seduta, coinvolgimento emotivo, autorevolezza del terapeuta, spiegazioni psicologiche, condivisione delle proprie storie, ricostruzione di appartenenza.

Roberta Cucca, Enrico Maria Tacchi

Coinvolgimento e vivibilità urbana

Il caso di Limbiate

L’esperienza di Limbiate, una città della futura provincia di Monza e Brianza che ha sperimentato diverse forme di progettazione partecipata per: il Piano dei Servizi, il programma di Contratto di Quartiere II, la certificazione EMAS, l’Agenda 21, accompagnate da interventi sociali, fra cui la sperimentazione del Reddito Minimo di Inserimento.

cod. 1520.596

L’autore traccia un profilo storico dei modelli di ricerca presenti nella Coirag e che hanno collaborato allo sviluppo della sua cultura analitico gruppale. Nell’intreccio tra i diversi orientamenti gruppali viene individuata la particolare matrice comune (o mentalità) che ne ha permesso la convivenza

Annalisa Metta, Maria Livia Olivetti

Col-azioni. Pratiche di convivialità per la rigenerazione degli spazi pubblici

TERRITORIO

Fascicolo: 79 / 2016

Nel 1995 la fao individua la città come territorio per la produzione di cibo. Da allora, la tendenza a integrarvi lo spazio tenue, necessario per il pascolo animale e la coltivazione, ha prodotto un sostanzioso e valido corpus di strategie, metodi, realizzazioni. Di pari passo, in Europa, la ricerca sulla rigenerazione degli insediamenti residenziali pubblici si è intensificata, secondo un significativo parallelo storico/tematico. Le implicazioni reciproche tra spazi aperti urbani e alimentazione sono pertinenti non solo in termini di produzione, ma anche di preparazione e consumo di cibo. Condividere negli spazi pubblici la più domestica delle azioni, mangiare insieme all’aperto, può trasformare il significato e il valore di luoghi compromessi, svelandone il potenziale di accoglienza e convivialità. Con Col-azioni chiamiamo le esperienze di rigenerazione degli spazi pubblici in contesti urbani fragili, che trovano comune strumento nella condivisione del cibo

Ulrico Bardari, Raffaella Brighi, Caterina Cazzola

Cold cases e persone scomparse nell’era dei social media: il contributo dell’informatica forense

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2017

Il contributo, esito anche di analisi e esperienze sul campo, analizza come i metodi e gli strumenti dell’informatica forense, uniti alle tecnologie disponibili oggi, possano trarre da reperti informatici relativi a casi rimasti insoluti (cold cases), anche risalenti nel tempo, nuovi elementi probatori.

Matteo Ametis, Paolo Gubitta

Collaborare per competere.

Modelli di apprendimento in rete e forme di organizzazione del lavoro web based. Il progetto Veneto Net Eltw di Veneto Innovazione

cod. 365.414

Questo progetto nasce da una riflessione gruppale ed interprofessionale conseguente al verificarsi di alcune favorevoli circostanze: una serie di interventi di prevenzione all’uso di sostanze e un corso di formazione per gli insegnanti di un Istituto Tecnico Agrario, tenuti da operatori Ser.T., che permettono nel corso di diversi anni di attività di creare un clima di stabile e reciproca fiducia; la costituzione di un gruppo di lavoro trasversale all’interno dell’ASL 13 che , partendo da una cultura di promozione alla salute, cerca di focalizzarsi su interventi rivolti al disagio adolescenziale ed ai comportamenti a rischio; un corso di formazione, promosso dal Gruppo di Educazione alla Salute dell’ASL 13 per migliorare le conoscenze e le competenze in questo settore, che stimola a mettersi alla prova con interventi meno garibaldini e più meditati; e non ultimo l’interesse e l’entusiasmo ad investire nella scuola come luogo privilegiato dove vengono giocate le capacità relazionali degli adolescenti in maturazione. La sfida è allora quella di coinvolgere l’intero corpo insegnante ed i ragazzi stessi nel realizzare un loro progetto e nell’innescare processi di salute.

Gianluca Elia, Gianluca Murgia

Collaborative Learning.

Sistemi P2P, tecnologie open source e virtual learning community

Il volume propone il paradigma del “Collaborative Learning”, fondato su caratteri quali tecnologie Open Source, sistemi Peer-to-Peer e Virtual Learning Community, e concepito come un modello olistico che privilegia l’integrazione tra gli aspetti formativi, organizzativi e tecnologici, per trasformare i semplici partecipanti in protagonisti attivi del processo di apprendimento.

cod. 720.1.22

Nadia Sansone, Ilaria Bortolotti, Manuela Fabbri

Collaborative peer-feedback practices in hybrid learning environments

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2023

The article describes a technology-mediated collaborative peer-feedback experience. 125 students took part into the activity during the delivery of a 3-months teaching in “Methodology of Action Research”, within a 3-year Degree Course in Psychological, Social and Occupational Sciences. The activity was based on a 4-phases cycle of collaborative output production, structured peer-feedback, collaborative output improvement, individual reflection. The aim of the exploratory case-study here presented is to observe if and how the peer-feedback activity supported the development of collaborative, meta-cognitive and digital skills, other than knowledge acquisition. To answer our research questions, we used a mixed system, able to provide both objective data with respect to the activity carried out and the skills put in place, and subjective data related to the students' personal experience and the perceived impact on their learning. Results show a good appropriation of metacognitive skills and offer numerous hints on the design aspects which have been found to be effective in supporting students’ learning.

The article summarizes the methodological key-issues and the salient learning features of a training path designed to support special needs preservice teachers in their professional learning (Kennedy, Billett, Gherardi & Grealish, 2015). A qualitative case study was conducted to identify the collaborative intervention frames that contributed to fostering critical reflections that are considered transformational. The experience was conducted in an Italian university and involved the big classes of preservice teachers that, in the academic year 2016-2017, were engaged into mandatory laboratories within the Training Path for Qualifications as Special Needs Teachers. One hundred and forty preservice teachers participated in the laboratories. They were divided in groups and each laboratory included approximately forty-five participants. The laboratories aimed to leverage collaborative methodologies through the use of practice-based learning methods (Billett, 2015). Data were collected through in-depth interviews, questionnaire, informal observations and content analysis of narrative journals produced by participants during and at the end of the laboratories. Findings describe the preservice teachers-perceived transformations in their attitudes and beliefs about being inclusive teachers and change agents in schools, as well as collaborative methods they identified as key for development of inclusive mindsets.