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Riccardo Redaelli

Colonialismo e imperialismo. Note a margine

STORIA URBANA

Fascicolo: 97 / 2001

Today, "colonialism" and "imperialism" are terms with extremely strong negative connotations, and the tendency «to roam the wasteland of political polemics». They have also assumed a great number of meanings. The article briefly analyses different approaches to the problem of colonialism, imperialism and dependence before focus-ing on the British colonial period, the different patterns of its imperial government and its legacy. If there is no room for any doubt about the perverse nature of a policy which rest on conquest and domination and on a denial of basic political rights, such as self-determination, the question of how this domination affected those under its author-ity is more complex. From these considerations derive the present attempt to organize a disenchanted but not biased issue of «Storia urbana» on the colonial cultural, educational, institutional and technological economic legacy of the British imperial rule in Asia and Africa.

La Corona di Castiglia promosse diversi progetti di ripopolamento come una delle sue priorità nelle aree dell’antica frontiera dopo la fine della guerra contro il regno di Granada. L’obiettivo di questo articolo consiste nell’analizzare questo tema, prestando speciale attenzione al processo di fondazione di nuove città durante il regno di Carlo V (1517-1556). Nella penisola Iberica, questi programmi, tranne il ripopolamento di Vera, nel Sud della costa mediterranea, ebbero luogo nel regno di Jaén, lungo l’antica frontiera fra il regno di Castiglia e quello di Granada, attraverso la fondazione di quattro nuove città, che furono costruite tra il 1537 e il 1539. Particolare attenzione è stata dedicata alle modalità di attuazione dei processi di pianificazione urbana attraverso l’analisi dei «libros de fundación». Questo tipo di documentazione costituì il fondamento giuridico, di emanazione regia, dei nuovi spazi urbani. Nei libri di fondazione si trovano informazioni sulla consegna delle terre, sulla descrizione dei confini municipali, sull’arrivo dei nuovi abitanti, sulla loro collocazione sociale, sui loro luoghi di origine, etc., e dettagliati riferimenti ai tracciati urbani. In questo senso, si è posta la questione se le disposizioni contenute nei libri di fondazione abbiano guidato lo sviluppo dei nuovi insediamenti, oppure se esse si siano limitate a esprimere programmi ideali, il cui risultato fu lontano dai progetti originali

Il saggio prende in considerazione il piano di colonizzazione delle aree del latifondo siciliano e in particolare la realizzazione di villaggi rurali tra il 1939 e il 1943, a opera dell’Ente per la colonizzazione del latifondo siciliano. L’asse principale sul quale si articola l’analisi riguarda più il dibattito che si avvia in sede internazionale dopo la Grande Guerra sulla pianificazione e lo sviluppo territoriale, che la storia politica del Fascismo. La storia della realizzazione del piano di colonizzazione interna in Sicilia è interpretata come un precedente delle politiche di coesione territoriale che videro un più coerente compimento con l’avvio della riforma agraria del 1950. Il caso di studio contraddice la tesi evoluzionista, ripreso in ambito teorico dall’analisi di stampo marxista, che identifica le campagne come epicentro della resistenza alla rivoluzione industriale. Gli esempi di colonizzazione interna dimostrano, al contrario, come il mondo rurale partecipi anch’esso alla modernità.

Raffaele Mantegazza

Color di lontananza.

Educazione e utopia in Theodor W. Adorno

Il volume indaga l’opera di Adorno sotto un punto vista nuovo: l’educazione e l’utopia. Due concetti che si incrociano nell’educazione all’utopia.

cod. 250.11

Véronique Francis, Anna Pileri

Colori della pelle e differenze di genere negli albi illustrati

Ricerche e prospettive pedagogiche

Il volume ha voluto investigare in profondità le rappresentazioni delle diversità negli albi illustrati, considerati rilevanti mediatori nella trasmissione culturale durante l’età infantile nonché nella formazione dell’immaginario delle bambine e dei bambini. Quali rappresentazioni di diversità di genere, somatica, melaninica e culturale veicolano gli albi illustrati? E quali pratiche possono essere messe in atto in ambito educativo per stimolare una lettura critica di immagini stereotipate e discriminanti?

cod. 1115.28

In this study the question is addressed of the relation between sense perception and the memory of intelligibles in the experience of beauty as described by Plotinus in treatise 33 [Enn. II 9] 16. 39-56. Through an analysis of this passage, the Author compares the process of recollection to that of the ascension of the soul which, even in its embodied existence, can rise up to the intelligibles. This process may find a starting point in sense perception. However, sense perception can only exercise this function if it approaches sensible objects not in isolation, but in relation to the intelligible. When the soul grasps the presence of the intelligible in that which it perceives, it no longer sees the latter as merely a sensible object, but rather as an imitation of the intelligible. The soul thus establishes a link between the two levels: it is affected, experiences pleasure, and rises up to the intelligible. Reminiscence is therefore a complex process. It may be regarded as a circuit comprising three fundamental aspects: a) turning towards sensible objects; b) acknowledging sensible objects as imitations and, on account of the affection this engenders, transcending them; c) rising up to contemplation of the intelligible. These three aspects do not correspond to three successive moments, but rather to a single simultaneous movement. What the recollection of intelligibles implies, then, is not the complete rejection of the empirical perspective, but its transcendence through an affection that leads the soul to abandon its ordinary view of the world and recover the intelligibles buried within it.

Le più diffuse forme di visualizzazione del suono digitale comprendono gli Inviluppi Tempo/Pressione (TPE, anche detti “oscillogrammi”), le Analisi Frequenza/Pressione (FPA), e le Immagini Spettrografiche Tempo/Frequenza (TFSI, spesso citate come “spettrogrammi”). Solo queste ultime, grazie alla mappatura a colori dei valori di pressione, sono in grado di fornire simultaneamente informazioni visuali sui tre domini numerici (tempo, asse orizzontale; frequenza, asse verticale; pressione: colore) che definiscono digitalmente il fenomeno acustico. Qui viene proposto il Colour Enhanced Time/ Pressure Envelope (CETPE), una forma mappata su colore RGB a 24-bit RGB del comune TPE disponibile a schermo in qualsiasi software per l’audio digitale: questa nuova rappresentazione basata sulle Fast Fourier Transform (FFT), controllata da parametri definiti dall’utente, è capace di fornire informazioni parziali ma potenzialmente rilevanti sulla presenza e sull’intensità di interessanti bande di frequenza in un file audio. Un dimostratore proof-of-concept è stato sviluppato in linguaggio Python, e un esempio di schermo di output, coerente con l’aspetto atteso della rappresentazione, è incluso in questo articolo.

Colpa e depressione nel Genji Monogatari. Verso la lettura psicoanalitica di un romanzo giapponese del secolo XI ABSTRACT: The author reflects about a psychoanalytical interpretation of The Tale 0/ Genji (Genji monogatari), considered by many to be the greatest novel of the ancient ]apanese literature. It was composed by Murasaki Shikibu (about 1000 A.D.), a lady-in-waiting for the Empress Akiko at the imperial court in Heian, now Kyoto. The tale is mostly full of poetical explorations about themes of love, affection, friendship, loyalty, into the social political Heian's world and in conformity with Buddhist convictioJ;l in the vanity of the world. A comprehensive reading of the text including Murasaki's life and her background, gives us the possibility to catch the human attempt to cure depression through narration.

Maurizio Catino, Sara Albolino

Colpa ed errore. Logiche d’analisi in aeronautica e in medicina

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2008

The aim of our paper is to explore the cultural factors which encourage learning from failures and from anomalies in two different organizational contexts: the Italian Military Aviation System and the Italian Healthcare System. We used the two different cases to focus on the relationship between organizational learning from error and the role of blame culture. In the Military Aviation System, learning from errors is based on some socio-technical factors which favour the diffusion of a no blame culture. As result the accident’s number is decreased. In the Italian Healthcare System, there is a consolidated traditional safety culture based on, when an accident happens, the blame and the sanction falls on the single operator. This organization is characterized by many different social, cultural and organizational factors which inhibit the diffusion of a no blame safety culture. The analyzed cases show two ways of looking at errors and accidents: the healthcare system is still characterized by the person approach, where errors and accidents are caused by negligence of people working at the sharp end; the aviation is characterized by a system approach where accidents are socially and organizationally constructed. The analysis of the two different experiences show that in order to learn from errors it is necessary to adopt a system approach based on the development of a reporting systems and on the promotion of a no blame culture where the errors are not punished. A reliable safety culture requires: a strong commitment of the management; preoccupation with failure and a social awareness; norms and rules for safety which are feasible and flexible; a continuos monitoring of the working practices and the implementation of systems for feedbacks.

L’articolo prende in considerazione il senso di colpa e quello di vergogna in una cornice relazionale, individuando la loro differenza e talvolta il loro intreccio. L’origine del senso di colpa viene rintracciata nell’angoscia primaria percepita nel trauma della nascita, la separazione/morte dalla madre. L’angoscia dell’infante può trovare successivamente, in una mancanza o fragilità di contenimento materno, una rappresentazione nel senso di colpa. Questa sensazione può permettere la strutturazione di un Sé soggetto capace di mantenere la relazione oggettuale, anche se l’oggetto è assente/distrutto, evitando la disintegrazione del Sé. Il senso di vergogna viene analizzato, nella cornice di diverse teorie, come legato ad un trauma precoce, un atto, uno sguardo umiliante, che ha interrotto lo sviluppo di un Sé ancora indifferenziato, lasciando una parte dissociata del Sé che rimane sconosciuta. Questa dissociazione del Sé rende la persona isolata emotivamente impedendole ogni relazione con l’altro. Vengono riportati alcuni esempi clinici insieme ad una rilettura del romanzo di Hawthorne "La lettera scarlatta", in cui la vergogna e la colpa trovano una rappresentazione letteraria.

Paolo Veronesi

Colpe di stato.

I crimini di guerra e contro l'umanità davanti alla Corte costituzionale

La sentenza costituzionale n. 238/2014 afferma che non può avere applicazione in Italia la consuetudine internazionale che esclude la responsabilità civile degli Stati per i danni derivanti dai crimini di guerra e contro l’umanità dei loro funzionari. In Italia è dunque possibile convenire in giudizio gli Stati stranieri responsabili di simili violazioni dei diritti fondamentali. Tante sono però le perplessità che la sentenza ha suscitato, e che il libro prova ad affrontare nella sua trattazione.

cod. 893.3

Paola Giulia Belloli

Colpevolezza senza colpa (schuldlose schuld) psicoanalisi, diritto penale, biologia del cervello

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 3 / 2013

Nel 1895, quando Röntgen realizzava le prime immagini radiografiche, antesignane delle neuroimmagini, Freud scriveva il Progetto di una psicologia con cui intendeva rendere la psicologia una "scienza naturale", capace di rappresentare i processi psichici come stati quantitativamente determinati di particelle. Nel 1920, nel pur mutato scenario, auspicava le stupefacenti rivelazioni dei metodi di indagine biologica a sostegno/ verifica delle sue ipotesi. Con riguardo alle intuizioni psicoanalitiche rilevanti per il diritto penale, quali la teoria dei delinquenti per senso di colpa, la questione oggi è se le attuali neuroscienze cognitive costituiscano quei nuovi metodi d’indagine prefigurati da Freud per offrire il fondamento biologico alle sue teorie. Nell’articolo si fa riferimento a recenti studi di biologia del cervello che indagano le basi della moralità e ad altri che tentano di capire dove risieda, se esiste, l’inconscio freudiano e quali siano le sue proprietà neurobiologiche.

Isabella Merzagora, Guido Travaini

Colpevoli della crisi?

Psicologia e psicopatologia del criminale dal colletto bianco

Il mondo dell’economia e della finanza è frequentato anche da persone egocentriche, spregiudicate, machiavelliche, narcisiste. In pratica, psicopatici di successo. I saperi della criminologia e della psicopatologia possono costituire quindi un’interessante chiave di lettura delle vicende di questi ultimi anni, caratterizzati da un’economia in difficoltà e da tanti dannosi crack finanziari.

cod. 1420.1.177

Andrea Laudadio, Javier Fiz Pérez

Colpire lo stress: il coping

Teorie, ricerche, strumenti

Presentando la più recente letteratura scientifica in materia, il volume vuole introdurre il lettore alla conoscenza del costrutto del coping, ovvero il complesso processo che gli individui mettono in atto con lo scopo di fronteggiare e ridurre lo stress.

cod. 1240.2.9

Marina Bernasconi

Coltiva le tue passioni

Dalla narrazione autobiografica ai progetti formativi per riscoprire il piacere di imparare e di educare

Un testo che invita a parlare di passioni nei luoghi della relazione educativa e della relazione di cura. Il volume dà voce ad “autorevoli autori” sull’elaborazione teorica di ampio respiro, mette l’accento su alcuni concetti chiave che sorreggono le esperienze formative, presenta un modulo formativo innovativo, sperimentato nella formazione degli operatori sociali e degli insegnanti in Svizzera e degli educatori professionali a Milano.

cod. 292.3.20

Melissa Morello

Coltivando Diritti. Agricoltrici in Burkina Faso, Italia e Senegal

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2025

L’autrice analizza il ruolo delle donne agricoltrici in Italia, Burkina Faso e Senegal, evidenziando le differenze socioeconomiche e culturali che influenzano le loro condizioni di lavoro e il loro contributo allo sviluppo agricolo e sociale. Attraverso il capability approach e un approccio intersezionale, la ricerca esplora le disuguaglianze di genere nell’accesso a risorse, formazione e microcredito, sottolineando la marginalizzazione e l’invisibilità del lavoro agricolo femminile. Basandosi su ventuno interviste qualitative e dati quantitativi, l’autrice mette in luce la resilienza e le strategie di empowerment adottate dalle agricoltrici per superare le difficoltà, conciliare lavoro e vita privata e promuovere innovazione e sostenibilità. I risultati indicano che, nonostante i progressi, persistono sfide legate alle norme patriarcali e alla mancanza di supporto istituzionale, ma l’agricoltura resta un settore cruciale per il miglioramento delle condizioni di vita e l’emancipazione delle donne.

Alessandra Olivi

Coltivando lo spazio pubblico: l'orto in città come forma di resistenza urbana

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 92-93 / 2010

Partendo da una riflessione sull'importanza di analizzare i processi di costruzione della località, rompendo l'asimmetria tra dinamiche locali e globali e ricollocando la centralità del luogo nei processi di costruzione identitaria, il presente articolo analizza l'evoluzione del movimento urbano del Huerto del Rey Moro nella città di Siviglia. Nel caso proposto, l'azione di resistenza urbana organizzata, diretta a contrastare lo sviluppo urbanistico di un'area abbandonata ubicata nel centro storico della città, si coniuga con una progettualità concreta che prende la forma di orti comunitari autogestiti. L'analisi del conflitto sociale consente di far emergere significati latenti nella città contemporanea, che rimandano alla centralità dello spazio pubblico e delle aree verdi, in particolare, come laboratori che consentono di riattivare la facoltà creativa dell'abitare urbano.