RISULTATI RICERCA

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L’autore focalizza l’attenzione sulla particolare modalità di presa in carico di pazienti con disturbo borderline di personalità in un Centro di Salute Mentale. A partire da tre diverse storie cliniche viene sottolineata l’importanza di alcune "azioni" che spesso possono apparire come una "fuoriuscita dal setting istituzionale" ma che si rendono necessarie per la presa in carico di questi pazienti: portatori di storie "traumatiche" nelle loro relazioni primarie, instancabili, faticosi, in una parola "stabili nella loro instabilità". Queste azioni costituiscono il sale - inteso come ingrediente necessario nella relazione terapeutica - e rispondono alla necessità, insita nell’organizzazione borderline, di sperimentare sia in modo ambivalente e contradditorio la "presenza concreta e agita" del terapeuta e la "prova" della fiducia nei suoi confronti. Questa particolare modalità di relazione richiama il concetto di "now moment" che Stern individua come "elementi" indispensabili di "svolta" nella relazione terapeutica, co-creati e co-vissuti e che aprono ad un nuovo orizzonte terapeutico perché contengono implicitamente l’esperienza della "fiducia" e della "comprensione empatica" da parte del terapeuta. Questa modalità di presa in carico che pone al centro la "ricerca attiva di questo tipo di esperienza" si realizza non solo attraverso una relazione individuale ma richiede un Gruppo multidisciplinare che operi pur nelle diversi funzioni in modo analogo e condivida una idea comune del paziente e del modo di prenderlo in cura: il "sale" viene contenuto in ogni tipo di relazione e pone l’operatore e i servizi davanti al problema sia delle caratteristiche della sua persona che dell’organizzazione dei Servizi come elementi indispensabili per poter realizzare una siffatta presa in carico.

Paola Foggetti

Come in una bolla. La complessità di un disturbo borderline

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2013

Con riferimento ai recenti studi sul trauma complesso ed alle patologie dello spettro traumatico-dissociativo, presentiamo il percorso terapeutico di una paziente borderline con sintomi dissociativi di distacco e compartimentazione. All’interno di una cornice integrata cognitiva-relazionale, un particolare accento viene dato alle prime fasi della terapia, in cui le dinamiche dell’attaccamento disorganizzato e delle strategie controllanti, contrastano fortemente la costruzione di un contesto terapeutico protettivo e cooperativo.

Terry Gillen

Come influenzare positivamente gli altri.

I nuovi skill manageriali

I vecchi sistemi di comando non funzionano più. L'unico modo in cui è possibile ottenere che gli altri facciano quanto richiesto è coinvolgendoli positivamente. Un nuovo e stimolante manuale curato dall'Institute of Personnel and Development inglese per imparare a vendere le proprie idee.

cod. 561.160

Lando Landi

Come insegnare storia a bambini e adolescenti. Qualche modesta proposta

HISTORIA MAGISTRA

Fascicolo: 18 / 2015

We appreciate the methodological characteristics of the new guidelines that are inspired to constructivism and activism. We also agree with the attention on prehistory, a transversal age useful to highlight the main basic social structures. On the other hand we do not agree with the proposed study plan: Greek and Roman cultures are studied only one time at the age (and attitude) of ten years. We suggest a different organization of the curriculum were each historical period is repeated in different ages focusing the attention on different aspects and progressively increasing the complexity of the cognitive process. As an example, during the primary school, history could be presented from a cultural point of view delineating a gallery of "civility pictures". The main political and economic events could be added during the first grade secondary school, enhancing the complexity of history knowledge. Finally during the second grade secondary school the panel could be completed with a critical review of the different historiographic points of view. .

Laurandrea Giorgia Capecci

Come l’incanto diventa incastro. La storia di G.: dalla collusione allo stalking. Una storia di violenza psicologica

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 60 / 2024

Viene narrata la storia di G., una donna di 50 anni, attualmente in cura psichiatrica a seguito di un gesto autolesivo. In terapia, G. esprime il desiderio di rielaborare la sua storia con il suo ex marito A., caratterizzata da cicli di violenza psicologica e vicende giudiziarie. Durante le sedute terapeutiche, G. cerca di rielaborare la complessità della sua relazione con A., focalizzando l’attenzione sulle modalità affettive e relazionali che l’hanno condotta verso di lui. L’articolo approfondisce i bisogni inespressi e insoddisfatti di G., risalendo all’infanzia, segnata da eventi impattanti che hanno compromesso la sua regolazione affettiva ed emotiva ed esplorando come questi abbiano contribuito alla creazione di un legame collusivo. La narrazione, letta attraverso la teoria delle polarità semantiche, rivela un intricato intreccio di esigenze emotive, vulnerabilità e una costante ricerca di appartenenza, sottolineando la complessità dell’esperienza di G. e la necessità di affrontare tali aspetti in terapia.

Stefano Machera

Come l’Intelligenza Artificiale cambia il mondo

Le promesse, i pericoli, le scelte che dobbiamo fare

Cosa dobbiamo davvero sapere, come cittadini, sull’Intelligenza Artificiale? Quali sono le sue promesse credibili e quali i rischi che comporta? E, soprattutto, cosa si può e si deve fare per far sì che l’IA, alla fine, non sia solo un mezzo per produrre un maggior profitto per pochi?

cod. 1420.1.229

Team reflexivity is a learning process that supports change and promotes organizational innovativeness. It enhances the adoption of forms of creative thinking, reducing internal conflicts and improving the teamwork climate. This research aims to examine the relationship between the use of knowledge management practices oriented toward reflexivity and openness to innovation, considering also the mediation role of two team climate variables: the participative safety and the support for innovation. The results of structural equation model, tested on 411 workers, confirm the role of reflexivity in promoting innovation, both directly and through the support for innovation. The participative safety, although it is influenced by the reflexivity, does not affect openness toward innovation.

Rocco Di Santo, Guido Giarelli

Come l'araba fenice?

I sociologi nel Servizio Sanitario Nazionale

Il volume raccoglie i migliori contributi del convegno “Mission e competenze dei sociologi della salute: una risorsa strategica per la governance del Servizio Sanitario Nazionale” tenutosi a Matera presso l’Università della Basilicata il 28 e 29 ottobre 2022 come evento congiunto organizzato dalla Società Italiana di Sociologia della Salute (SISS) e dalla sezione di Sociologia della Salute e della Medicina dell’AIS.

cod. 11341.5

Forti Dario, Laura Mazzolari

Come lavora il formatore clinico

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 24 / 2015

Il formatore a orientamento clinico riconosce la presenza dei processi inconsci di relazione e comunicazione che si stabiliscono in aula tra partecipanti e formatore, è in grado di coglierne l’impatto su di sé, sul gruppo e sull’apprendimento individuale e gruppale, utilizzandoli e orientandoli, nei limiti del possibile, al fine di migliorare l’apprendimento, nella costante consapevolezza delle differenze tra formazione e analisi. Il contributo prende in esame alcuni dei principali fattori strutturali (relativi al "contenitore") e metodologici considerati e utilizzati dagli psicosocioanalisti