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Nell’articolo si esamina e si discute l’approccio sociologico al diritto che Jacques Commaille espone nel suo recente libro À quoi nous sert le droit. L’autore si prefigge, da un lato, di rinnovare il legame con le grandi tradizioni sociologiche che consideravano il diritto come lo strumento privilegiato per spiegare l’organizzazione delle società e, dall’altro lato, di stimolare una visione interdisciplinare, attraverso la collaborazione fra scienziati sociali e giuristi, da lui ritenuta indispensabile per comprendere i mutamenti del diritto nelle società contemporanee. Più specificamente, con grande apertura a differenti paradigmi interpretativi, elabora uno specifico quadro analitico, che pone in primo piano la connessione fra il diritto e la politica: la legalità duale e le sue due facce del droit référence e del droit ressource. Esprime anche la convinzione che il diritto sia anche una indispensabile risorsa per opporre resistenza all’affermarsi di una nuova razionalità giuridica tecnico-gestionale e promuovere i diritti delle minoranze e dei soggetti più vulnerabili.
Il presente contributo partendo dalle ricerche di diversi organismi internazionali (Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, United Nations Office on Drugs and Crime, International Drug Policy Consortium) affronta il tema del ritorno, su larga scala, dell’eroina in Italia. Produttori, trafficanti e consumatori si muovono e agiscono secondo le dinamiche della società dei consumi. I produttori, desiderosi di aumentare i propri guadagni, dopo aver saturato il mercato della cocaina, decidono di pubblicizzare e vendere eroina, abbassandone il prezzo, per costruire un parco clienti vasto ma soprattutto duraturo. Anche in questo momento di profonda crisi economica e sociale dove le risorse economiche sono sempre meno, i consumatori non rinunciano al piacere e cercano di raggiungerlo ricorrendo anche all’eroina. È questo lo scenario con cui i servizi sociali potrebbero doversi confrontare a breve ed è a questo che dovrebbero rispondere adeguatamente per far sì che il ritorno dell’eroina non si trasformi in un’emergenza eroina.
La globalizzazione e l’industrializzazione dell’agricoltura, accompagnate dall’urbanizzazione imponente delle aree metropolitane, hanno reso i contesti di vita sempre più fragili. La pandemia attuale non è che l’esito potente di un modello urbano insostenibile. Uno dei nessi più critici è quello del metabolismo del cibo, retto da reti lunghe legate alla grande distribuzione. Le forme di pianificazione resiliente del XXI secolo dovranno prevedere modalità capaci di reintrodurre il tema della produzione alimentare sana e di prossimità nelle proprie strategie e azioni. L’articolo illustra il progetto "Coltivare con l’Arno. Parco agricolo perifluviale" nei Comuni di Firenze, Scandicci e Lastra a Signa. Tramite un intenso processo partecipativo il progetto ha delineato i contorni di un parco agricolo multifunzionale, per dare risposta al bisogno di prossimità di una nuova ruralità periurbana, contribuendo a tempo stesso a individuare modalità di risoluzione delle criticità di un contesto fortemente urbanizzato. Parole chiave: bioregione urbana, ruralizzazione, parco agricolo, periurbano, prossimità, partecipazione.
A new social question? A few questions on the territorialisation of policies - This paper addresses two fields of observation that are quite different from each other. In the first, the spatial metaphor of a network emphasises the horizontal dimension: according to Castells, spatialisation is in some ways the basic constituent of the network society. Spatialisation highlights those features which are expressed in extreme images of segregation, which include the multiplication of the ‘wall’ prototype. The second field of observation consists of territorialised policies and the territories that they form. Although very far apart, what the fields have in common is the reference to space and in particular to space as a device for government. Put briefly, the territorialisation of policies must be investigated with account taken of the spatialisation and of territory as a technology of power which accompanies the formation of the network society.
A new prospective of treatment in Mental Health Center: theorical reflections - The present work is a result of a reflection on the impact that the Multi Family Groups experience had on the workers on educational and professional levels, as well as on working level. It shows how it is possible to share such experience despite the differences in the professional formation of the workers and how close the theory behind the psychotherapeutically work of the MFG is to the practical work. With the emotional state called surprise (the leitmotiv of this work) comes a synthesis of important emotional moments that have been present in all the meetings and that provoked in the workers a copernian revolution of attitudes and perspectives. It brought us to focus on some crucial points that changed our habitual ways of thinking and working: 1. the educational experience: you can actually start from the practice and consequently get close to the theory; 2. the therapeutic experience: you can get into touch with yourself only after getting into touch with others; 3. the working experience: you can make a diagnosis starting from the evaluation of the sane parts; 4. the professional experience: you can place less emphasis on the therapy techniques and therefore use the therapists personality as the main or fundamental therapeutic instrument. To conclude, we can say that this experience solved some of the doubts and at the same time, offered others followed by mind opening and by a certain relief that brought the possibility of using also our subjectivity in a course of therapy.
A new prospective of treatment in Mental Health Center: clinical experience - The Multi-Familiar Therapy (MFG) group in Via Palestro – Rome, met twice a month, in the last two years. The experience is described through the evolution of a specific family, mother and son, present in the MFG since the beginning. The report examines the clinical and emotional connection between the mother and son and the approach and communication changes among the MFG operators towards the family. This therapy evidences the most theoretical interferences within the family and the MFG's components. The therapy describes and defines the most important theoretical MFG's elements and its practice in the medical structure, as well.
Il nuovo Accordo Collettivo Nazionale presenta numerosi elementi di innovazione e cambiamento del ruolo della Medicina Generale e del suo posizionamento nel “sistema delle cure” dell’assistenza territoriale. Tre aspetti chiave mirano a una migliore connessione e integrazione della Medicina Generale con l’intera rete dei servizi rappresentando elementi cruciali per la riuscita del percorso trasformativo: (i) forme organizzative della Medicina Generale (Unità Complesse di Cura Primarie e Aggregazioni Funzionali Territoriali); (ii) connessione/integrazione con le Case di Comunità; (iii) istituzione del Ruolo Unico di Assistenza Primaria.Questi aspetti di riorganizzazione andranno coordinati con le previsioni del PNRR e DM 77/22 e la necessaria costruzione di nuovi assetti che coinvolgeranno anche il Distretto.Gli Autori, anche in base alla loro esperienza e conoscenza del settore, esaminano questi temi per definire i “nodi cruciali” di questo processo di rigenerazione organizzativa e professionale che disancorandosi da schemi e modelli ideologici (dipendenza, presenza fisica ecc.) individui un percorso di costruzione di un nuovo network per l’assistenza territoriale.È anche difficile poter dire al momento quanto dell’ipotesi di un approccio “sistemico” della Medicina Generale potrà essere realizzato, stante il recente avvio di questo percorso innovativo.Negoziazione Collaborativa, corrispondenza delle Case di Comunità (CdC) Hub e Spoke con UCCP e AFT, Formazione Specifica per Referenti e Coordinatori UCCP, politiche regionali condivise con gli assetti e bisogni territoriali, potrebbero in questa fase avviare e favorire questo processo virtuoso di chanching management per la costruzione di un nuovo network dell’assistenza territoriale e con esso della Medicina Generale italiana.Al contrario una negoziazione regionale autoreferenziale, differenziazione CdC Hub e Spoke con UCCP e AFT, individuazione di Referenti/Coordinatori per solo ruolo “rappresentativo”, politiche regionali su CdC direzionale e/o non coerenti con assetti ed esigenze territoriali, potrebbero introdurre rigidità tali da impedire o rallentare lo sviluppo di questo processo.