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Cultura scritta d’élite, biblioteche e circolazione del sapere a Bergamo (1480-1600)
L’opera colma un vuoto nella storiografia della cultura bergamasca tra Medioevo e prima età Moderna. I risultati di questa ricerca smentiscono lo stereotipo della Bergamo rinascimentale come area culturalmente arretrata, proponendo la tesi di una cultura di confine in grado di assimilare una molteplicità di correnti culturali e di rielaborarle in una sorta di sperimentazione sincretica.
cod. 1792.272
Solferino: oltre
Il volume, realizzato a più voci, interpreta in chiave storica e soprattutto sociologica lo stile alimentare di un territorio collinare compreso fra il Garda e la Pianura Padana, sull’asse Nord-Sud, e fra il Mincio e il Chiese, su quello Est-Ovest. La ricerca riassume lo stile alimentare dei territori in questione lungo alcune direttrici peculiari, fra le quali emerge l’essenzialità come una delle sue caratteristiche fondamentali.
cod. 278.2.7
È ragionevole far leva, enfatizzandola, su una pretesa centralità degli impianti della responsabilità disciplinare del magistrato e dell’avvocato o dei congegni della responsabilità per danni allo scopo di cautelare il sistema da possibili abusi interpretativi perpetrabili dai protagonisti della procedura giudiziaria? O non occorre, piuttosto, riaffermare allo scopo la centralità dei meccanismi autoregolativi del processo, della metodologia del contraddittorio, della successione dei gradi di giudizio, dell’obbligo di motivazione imposto al giudice e del controllo sulla ragionevolezza della stessa, rinvenendo qui gli strumenti chiave per la verifica e la metabolizzazione fisiologica di una possibile culpa in interpretando?
Il contributo discute criticamente la capacità dell’interpretazione in positivo del concetto di salute, di porsi a fondamento scientifico della psicologia della salute. La critica si poggia su tre argomenti: il carattere ideale e asintotico della definizione in positivo, la sua dipendenza dalle contingenze storico-culturali, la mancanza di riferimento ad una classe specifica di fenomeni. Due alternative sono richiamate: il recupero della concezione in negativo - la salute come as-senza di malattia - e la concezione metodologica: la salute come dinamica istituzionale che sostanzia l’agire sanitario.
Viene criticato l’articolo di Manfred Pohlen (2005) "Il potere d’influenzamento dell’analista e la verità del suo metodo", pubblicato nel numero scorso di Psicoterapia e Scienze Umane (2010, XLIV, 3: 345-364). Alcune critiche sono le seguenti: il potere suggestivo della psicoanalisi, dimostrato anche empiricamente, era già discusso da Freud e da autori successivi (si pensi ai fattori relazionali e identificatori, o al "transfert positivo irreprensibile"); una dicotomizzazione netta tra scienze naturali e scienze umane può considerarsi datata; l’influenza del terapeuta nel guidare il paziente in senso prospettico era presente in Jung ed è stata ripresa dall’ermeneutica; la psicoanalisi come capace di attivare potenzialità inespresse si sovrappone al concetto di autorealizzazione (self-actualizazion) di Rogers e in generale della psicoterapia umanistica; nella teoria dell’attaccamento di Bowlby non vi è un riduzionismo biologico ma un’enfasi sulle relazioni oggettuali; e così via.
This article presents the main results of a PhD thesis on the transformations of political journalism in France and Italy since the 80s. My case study on political journalism and its possible crisis since the last 20 years puts into question the hypothesis of convergence or homogenisation of the European and North- American media systems. Firstly, I present the theoretical and methodological frame of international comparison which permits to test the possible convergence of media systems. Secondly, I propose a synthesis of the results of my field research on the recent evolutions of the place of the political section in the newsrooms of the French and Italian national daily newspapers. This research highlights contrasting results between the two countries. In Italy, the political journalism remains a prestigious section, while, in France, the decline of political journalism in the professional hierarchies has occurred at many levels (exposure in the newspapers’ pages, decisional power, etc.). This analysis, which sheds light on divergences between the two countries, although they belong to the same Mediterranean ideal-type of media system, contrasts with the hypothesis of convergence. Finally, the notion of hybridisation seems to be more appropriate to describe the recent transformations of journalism in Italy.
During recent years the relationship between Italian journalists and politicians has gone through deep changes, from an almost paradigmatic example of parallelism to a frequently open conflict. The interpretative hypothesis put suggested in this article is that Italian political journalism is still suffering from a lack, more than from an excess, of autonomy in linking politics and citizens. And that under the more adversarial relationship with political actors there is a difficulty finding less self-referential forms of political communication because of the never ended transition of the Italian democracy towards a majoritarian model. In order to document this hypothesis, the article is divided into two complementary parts. The first considers the phenomenon within the theoretical framework centered on a systemic analysis and documents the main features of the structure of Italian political communication. The second part reconstructs the most important changes in the relationship between journalists and politicians, focusing on continuities and discontinuities among different phases and exploring the representation of the crisis proposed in the press and public debates.
L’autrice analizza le difficoltà che si riscontrano di fronte alla scena primaria nell’analisi dei pazienti non nevrotici. Dal filo delle sue riflessioni emerge che la scena primaria non è una realtà psichica iscritta come un fattore pre-organizzato ma piuttosto una pre-concezione che deve incontrare determinate condizioni preliminari, legate allo psichismo dell’oggetto, per poter avere un valore strutturante.