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L’articolo esamina le relazioni tra gli immigrati italiani e il movimento dei lavoratori a San Francisco al principio del Novecento. La "razza" costituisce la lente attraverso cui viene in-dagato il processo di integrazione degli italiani alla luce delle politiche razziste messe in atto dalle strutture sindacali, che ammettevano solo "bianchi" ed escludevano gli immigrati asia-tici. Intrecciando una varietà di fonti (stampa operaia, documentazione delle unioni, dati sta-tistici sulle occupazioni) si rileva come gli italiani, seppur marginalizzati e giudicati inferiori razzialmente, siano stati riconosciuti come "bianchi" e, pertanto, assimilati nel locale movi-mento dei lavoratori. Si sostiene che a favorire ciò sia stata la precoce costruzione di una co-mune identità "caucasica" tra i gruppi europei, modellata in contrapposizione all’immigra-zione asiatica, in grado di far passare in secondo piano le tensioni tra il "vecchio stock" e i "nuovi immigrati", come gli italiani, dominanti in altre città degli Stati Uniti.

Le esperienze di vita dei tre cantautori americani: Jim Croce, Paul Simon e James Taylor, sebbene piuttosto diverse tra loro, sono accomunate da fragilità psicologica e sofferenza interiore, così come da una rimarchevole capacità di reagire di fronte a traumi in modo resiliente per mezzo della propria arte. Il presente contributo, a partire dal racconto biografico dei tre artisti, intende for-nire alcune possibili chiavi di lettura, sul piano pedagogico ed evolutivo, di di-namiche relazionali familiari e sociali quali: il rapporto con le figure genitoria-li, parentali e gli adulti significativi; le differenze tra i background sociocultu-rali di provenienza e gli stili educativi familiari; i rischi dell’impatto di notorie-tà e successo sullo sviluppo della personalità in età adolescenziale, nonché il modo in cui suddette dinamiche possono influire sulle capacità creative, espressive e artistiche di giovani e adolescenti.

Paolo Acanfora

Un’utopia planetaria: l’Inter Press Service e il superamento della Guerra Fredda

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2022

Il saggio affronta un caso di studio decisamente peculiare: un’agenzia di stampa internazionale, nata nei primi anni Sessanta nei circoli e negli ambienti democratici cristiani giovanili, che mirava alla ridefinizione degli equilibri complessivi della Guerra Fredda attraverso la riforma radicale del sistema di informazione e di comunicazione mondiale. L’Inter Press Service, pensata inizialmente dentro la strategia di costruzione di una internazionale democristiana della stampa, si è affermata dapprima nel continente latino-americano, diventando progressivamente un punto di riferimento per i paesi del Terzo mondo e per il movimento dei non allineati. L’obiettivo del saggio è di ricostruire le vicende originarie dell’agenzia, i progetti e la mission, la rete di rapporti e la visione innovativa del metodo di lavoro giornalistico, caratterizzato da una forte politicizzazione e con finalità di trasformazione radicale degli equilibri mondiali esistenti per la costruzione di una futura società internazionale. Un progetto con tratti profondamente utopistici e radicato nelle dinamiche peculiari della Guerra Fredda.

L’articolo analizza alcuni recenti sviluppi delle "politiche del passato" italiane e tedesche riguardanti i crimini di guerra tedeschi perpetrati contro cittadini italiani, civili e militari, in Italia o all’estero. In particolare prende in esame la questione dell’esecuzione delle pene comminate in contumacia dai tribunali italiani e il recente dibattito parlamentare italiano su questo tema.

Nicola Canzian

Un’opera senza autore: l’abrogazione tacita

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2019

La facoltà di abrogare le leggi appartiene al soggetto che può porle; eppure è prevista la possibilità di un’abrogazione tacita, che non è dichiarata dal legislatore ma è rilevata dagli interpreti. L’abrogazione tacita si pone così a metà fra produzione e applicazione del diritto, ma proprio per questo può comportare il rischio di ledere la certezza del diritto. L’articolo tenta dunque di individuare quali sono i limiti al potere del giudice nel valutare la sussistenza dell’abrogazione tacita.

Sergio Pistone

Un’Italia federale in un’Europa federale

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 2 / 2011

L’unificazione italiana su base federale è una idea che fu presente in modo significativo nel dibattito politico-culturale del Risorgimento. Ma la situazione internazionale caratterizzata da una strutturale lotta per la potenza fra gli stati europei e la arretratezza complessiva dell’Italia imposero una scelta rigidamente centralistica. Un’evoluzione in senso federale dello stato italiano è diventata possibile dopo il 1945, perché il processo di integrazione europea ha comportato il superamento dei rapporti di potenza fra gli stati europei e permesso una decisiva attenuazione (se non ancora il pieno superamento) dei divari economico-sociali, territoriali e ideologici presenti in Italia. Il completamento dell’unificazione europea in termini federali è la condizione ineludibile perché l’Italia continui a progredire e per impedire che la spinta alla trasformazione in senso federale del paese diventi un fattore di crisi dell’unità statale invece che di una sua modernizzazione.

Alcuni casi concreti relativi a difficoltà comunicative della PA, tratti dall'esperienza del difensore civico regionale del Friuli-Venezia Giulia, evidenziano come anche la comunicazione pubblica debba essere strumento di relazione interpersonale. Se "comunicazione", dall'etimo della parola, diviene comune azione alla ricerca di un comune giudizio e di una comune esperienza del diritto, essa è strumento che può rinsaldare lo "stato di diritto democratico" perché il cittadino, messo in grado di comprendere e partecipare "il giuridico", è stimolato a superare una visione dei diritti in termini individualistici. Il difensore civico, favorendo e promuovendo la comprensione reciproca, agevola la PA a svolgere un servizio partecipato, superando il tradizionale schema "verticale" di amministrazione come imperio e diviene anche strumento di sussidiarietà, intesa come recupero della privata autonomia e della privata responsabilità per il perseguimento, da parte dei soggetti privati (singoli o associati), di interessi di rilevanza pubblica, come tratteggiato dal IV comma dell’articolo 118 della Costituzione.

Ilaria La Fata

Un’istituzione da negare? Il manicomio di Colorno

STORIA E PROBLEMI CONTEMPORANEI

Fascicolo: 70 / 2015

The article focuses on the history of the asylum of Colorno in the province of Parma - from a material point of view. It describes the place where doctors, nurses and patients had lived or worked since 1873. Bars and buildings in the structure were assembled without a logical order, and deeply conditioned everyone who had been living there for over 100 years. Over the years, many directors leading the structure agreed that such an inhospitable place surely amplified the bad quality of the treatments reserved to patients. However, until the Sixties nobody would have considered closing the asylum, but just tried to make it more comfortable, modern and efficient

Olga Spagnuolo

Un’ipotesi sul Doppio nell’ottica della complessità

RICERCA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2014

Il tema del Doppio affonda le sue radici nella mitologia e nella filosofia antica e accompagna passaggi e mutamenti epistemologici fino al pensiero contemporaneo. La psicoanalisi, figlia di un’epistemologia positivista, pur essendosene occupata fin dalle origini, limitava il suo sguardo a una visione rigidamente monopersonale. Più di un secolo è passato e adesso possiamo tentare di accostarci al tema del doppio con uno sguardo che sia coerente con i modelli attuali. Alla luce della complessità i punti cardinali della psicoanalisi hanno subito degli aggiustamenti, mentre hanno assunto sempre più importanza e attualità le questioni relative all’identità e alla relazione, temi questi che ci conducono al centro del problema del doppio. In un’ottica che vede il soggetto d’esperienza al centro del suo mondo ed emergente dalle relazioni, questa figura può diventare la metafora del modo in cui noi entriamo in contatto, distinguiamo e conosciamo noi stessi e l’altro. Potrebbe cioè esprimere lo specifico modo che abbiamo per definire l’ambiente e definirci rispetto ad esso (interpretazione del mondo esterno e costruzione del mondo interno), in una condizione di perfetta reciprocità e senza soluzione di continuità.

Robert R. Holt

Un’introduzione autobiografica al libro Ripensare Freud.

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2024

In occasione della morte di Robert R. Holt (1917-2024), viene ripubblicata la “introduzione auto-biografica” al suo libro del 1989 Ripensare Freud (Torino: Bollati Boringhieri, 1994), in cui ri-percorre le tappe della sua vita di studioso e ricercatore. Tra i maestri di Holt vi furono, tra gli al-tri, Gordon Allport, Henry A. Murray e David Rapaport, e si può dire che sia stato un importante testimone della storia della psicologia e della psicoanalisi del Novecento in America. Holt faceva parte della redazione di Psicoterapia e Scienze Umane, su cui ha pubblicato vari contributi, ed è venuto più volte a tenere seminari in Italia.