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Il presente contributo ricostruisce il profilo teologico e la circolazione editoriale del De la santissima comunione di Tullio Crispoldi, figura sfuggente del circolo veronese gravitante attorno al vescovo Gian Matteo Giberti negli anni Trenta del Cinquecento. Nonostante la scarsità delle fonti biografiche, gli scritti di Crispoldi – in particolare quelli dedicati all’Eucaristia – testimoniano una stretta adesione agli orientamenti dell’evangelismo italiano e ai suoi principali ambiti di riflessione: la giustificazione, la grazia e il libero arbitrio. Profondamente influenzato dal pessimismo agostiniano e dagli scritti di autori come Tommaso da Kempis e Jan Van den Campen, Crispoldi promuoveva la comunione sacramentale frequente come strumento di unione intima con Cristo, insistendo sulla centralità della grazia divina rispetto al merito umano. Il saggio analizza le sfumature teologiche del trattato e segnala l’esistenza di una seconda edizione, finora non documentata, dell’opera, stampata da Stefano Nicolini da Sabbio nel novembre del 1535. Questa scoperta — fondata sull’identificazione di due esemplari conservati rispettivamente presso il Museo degli Stampatori “Da Sabbio” e la Bibliothèque nationale de France — offre nuovi elementi per comprendere la diffusione e la ricezione degli scritti di Crispoldi, e più in generale per indagare i canali editoriali attraverso cui si articolava la circolazione di testi spirituali ed eterodossi nell’Italia settentrionale della prima età moderna.

Il saggio riflette sul ruolo del monitoraggio civico delle politiche per la transizione ecologica, approfondendone il nesso con i conflitti ecologici distributivi e le lotte per la giustizia procedurale. Si propone, in particolare, un approfondimento empirico di 14 iniziative civiche mobilitate attorno alla richiesta di accesso e alla ridiscussione dei dati della missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” prevista nel Pnrr. Assumendo un’ottica di ecologia politica, il saggio decostruisce i discorsi che ispirano i percorsi di policy ambientale, descrive gli elementi salienti della trasparenza e del monitoraggio civico, precisando il community based monitory approach in materia ambientale e in rapporto alla citizen science. Quindi propone una modellizzazione delle iniziative locali, catalogandone obiettivi e strumenti e riflettendo sugli aspetti di inclusività e di politicità. L’ultimo paragrafo riflette sul presidio civico della transizione ecologica come forma di ecologia politica.

Laura Perini

Un’azione parlante per entrare in contatto con il mondo inaccessibile di Galatea

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2017

La terapeuta ripercorre il lavoro di psicoterapia psicoanalitica svolto con Caterina, una giovane ragazza, che non aveva mai rivelato il suo mondo interiore a nessuno. L’offerta di una tisana calda rappresenta una svolta nella terapia con questa ragazza, così coartata e raggelata internamente e costituisce ciò che Racamier definisce un "atto parlante", un messaggio agito fatto di gesti che sono capaci di assumere un significato non verbalizzabile e offrirsi come un elemento ponte che serve per creare un contatto che è prettamente simbolico.

Francesco Saverio Festa

Un’atipica "teologia politica" della speranza? Considerazioni sul pensiero di Ernst Bloch

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 44 / 2012

Nel suo celebre Principio speranza, Ernst Bloch interpreta il tema della speranza, autentico crocevia della modernità, in una prospettiva di continuità fra il cristianesimo ‘eretico’ e il materialismo storico, nella quale il primo, per così dire, trae legittimità dal secondo, come religione in eredità. Prendendo in considerazione le teorie di Metz e Moltmann, che disegnano una ‘nuova teologia politica’, si può rintracciare in Bloch un’atipica ‘teologia politica’della speranza volta al futuro, in evidente contrasto con la ‘teologia politica’ di Carl Schmitt e con tutte le altre formulazioni politiche della Konservative Revolution, ‘religiosamente’ volte al passato?

Vanessa Russo

Un’applicazione empirica dei big data allo studio del mediattivismo civico

SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE

Fascicolo: 109 / 2016

Social Cyberspace, in the 3.0 era, reconfigures social intelligence as an effect of a new perception of shared knowledge. This virtuous circle, increased by the event of the Web «at the tip on your fingers», influences users’ behavior between virtual and real dimensions, and determines the development of new spaces and digital bodies. The phenomenon of Civic Mediactivism is born and is played in this context. The purpose of this essya is to investigate the values underlying the phenomenon, and understand how the social sciences can study its form, content and social function, in relation to the ontological, ethical and methodological dimensions

Francesco Asdrubali, Lucia Busa, Cristina Carrus, Sergio Luzzi, Paola Pulella

Un’applicazione di design acustico all’interno di ambienti scolastici

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 2 / 2025

L’esposizione al rumore in ambito scolastico può incidere sull’apprendimento e sulle capacità di ascolto e concentrazione da parte degli studenti. Tali effetti extra-uditivi da esposizione al rumore sono stati confermati da numerosi studi di settore e analizzati nell’ambito del progetto BRIC INAIL 2019 ID14. Il presente elaborato riporta i risultati dell’analisi acustica condotta in un’aula scolastica prima e dopo un intervento di riqualificazione acustica. L’intervento ha previsto l’installazione di un controsoffitto e di pannelli a parete, realizzati con materiale fonoassorbente. I parametri acustici analizzati sono stati il tempo di riverberazione e la chiarezza C50. Dal confronto dei risultati delle misure effettuate nella configurazione ante-operam e post-operam è possibile osservare come l’intervento di correzione acustica abbia portato alla riduzione del tempo di riverberazione a tutte le frequenze, rientrando nell’intervallo di conformità che la norma UNI 11532-2 prevede per gli ambienti di categoria A.2, e i valori della chiarezza C50, nel campo di frequenze tra 500 e 2000 Hz, risultino ampiamente conformi al valore di riferimento.

Giovanna Petrillo, Daniela Caso, Vincenza Capone

Un’applicazione del Mental Health Continuum di Keyes al contesto italiano: benessere e malessere in giovani, adulti e anziani

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2014

Secondo il Mental Health Continuum (MHC) di Keyes le persone si collocano lungo un continuum che va da presenza (Flourishing) ad assenza di benessere (Languishing). Numerosi studi hanno identificato il posizionamento sul MHC di adulti e adolescenti (americani, africani, nord europei). L’obiettivo principale di questo studio è stato di verificare l’applicabilità del MHC nel contesto italiano e di indagare le relazioni tra Salute Mentale Positiva e Malessere Psicologico (Two Continua Model). Hanno partecipato alla ricerca 1.438 persone con un’età tra i 18 e gli 89 anni (M = 47.12 anni, DS = 19.9; suddivise per fasce d’età in giovani, adulti e anziani), equamente distribuite per genere. Ai partecipanti è stato somministrato un questionario self-report che comprendeva, oltre all’Italian Mental Health Continuum-Short Form, altre scale volte a rilevare le variabili psicosociali oggetto di studio. Dai risultati è emerso che il 31% dei partecipanti ha una salute mentale positiva (Flourishing), l’11% dei partecipanti non ha una salute mentale positiva (Languishing), la maggioranza (58%) possiede una moderata salute mentale. In linea con quanto suggerito dalla letteratura, i flourishing (e coloro che hanno una moderata salute mentale) presentano bassi livelli di malessere psicologico, non sono depressi e non denunciano disturbi psicofisici. Lo studio evidenzia anche differenze significative per genere e per età. Tali risultati comprovano l’applicabilità del Mental Health Continuum anche nel contesto italiano e forniscono elementi utili alla messa a punto di programmi di promozione della salute per quelle fasce della popolazione - donne, giovani e anziani - in cui la salute mentale è più compromessa.

Un’applicazione avanzata in Lombardia: il piano di governo del territorio di Giussano - It is now a few years since the enactment of the Lombard Regional Law n. 12/2005 «for urban and regional governance of the area» and many municipalities have commenced procedures (but not many have completed them, despite the threat of Art 25, letter C.1, according to which «municipal urban planning regulations in force remain valid [...] for not longer than four years following the entry into force of this law)» to replace the now old municipal general plans which nevertheless represented «the only true form of planning in Italy for almost 40 years» (Oliva, 2005). The time has now come to examine the value in practice of this ‘consolidated law’, enacted by the Lombard legislature in 2005, in order to understand if it has succeeded, according to the aspirations of the initial intentions, in governing the urban complexity of such a complex region. The Giussano (a large municipality located in the Brianza Milanese area) general plan and its environmental assessment is set in this context and both were completed by the Department of Planning and Architecture of the Polytechnic of Milan well ahead of the deadlines set by the Regional Law n. 12/2005.

Francesco Aiello, Valeria Pupo, Fernanda Ricotta

Un’analisi territoriale della produttività totale dei fattori in Italia

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 2 / 2012

Questo lavoro presenta un’analisi territoriale della produttività totale dei fattori (PTF) in Italia dal 1998 al 2006, utilizzando dati di impresa. L’aspetto territoriale è approfondito scomponendo la PTF negli effetti within-firms e between-firms, calcolati per l’intero campione e per sottogruppi di imprese secondo l’appartenenza settoriale, il contenuto innovativo delle produzioni e la loro internazionalizzazione. I risultati sono tre. Il primo conferma il ruolo della PTF quale fattore esplicativo dell’andamento della produttività del lavoro. Il secondo indica l’avvio di un ammodernamento del sistema industriale che ha consentito di ridurre gli effetti del rallentamento della produttività. Infine, questo processo di ristrutturazione ha avuto esiti differenti nelle diverse aree del paese, senza modificare il dualismo tecnologico dell’economia italiana.

Maria Felice Arezzo, Giorgio Alleva

Un’analisi territoriale del lavoro sommerso nel settore delle costruzioni in Italia

RIVISTA DI ECONOMIA E STATISTICA DEL TERRITORIO

Fascicolo: 1 / 2013

L’obiettivo principale del presente lavoro è la valutazione del contributo informativo allo studio del fenomeno del sommerso nel territorio nazionale fornito dall’integrazione di archivi amministrativi. In particolare il lavoro si basa sull’abbinamento delle imprese presenti nell’archivio delle ispezioni condotte dall’INPS e le imprese attive presenti nell’Archivio ASIA dell’ISTAT. Tale integrazione ha consentito di valutare l’attività ispettiva e l’esito di tale attività in relazione alle caratteristiche economiche e produttive delle imprese. Attraverso l’analisi statistica dei micro-dati sugli esiti delle ispezioni effettuate dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS) nel biennio 2005-2006 presso le imprese del settore edile italiano, emerge un quadro piuttosto completo del ricorso al lavoro irregolare in un comparto fondamentale per la nostra economia. I risultati ottenuti mostrano che i fenomeni del lavoro nero e dell’evasione contributiva risultano diffusi sull’intero territorio nazionale e non si evidenzia l’usuale dualismo tra il centro nord e il sud del Paese. Le categorie di attività economica caratterizzate da maggiore intensità del ricorso a manodopera in nero risultano quelle dei lavori di completamento degli edifici e dell’edilizia e genio civile. L’impiego di lavoro in nero si concentra in misura più evidente nelle imprese individuali e nelle imprese con fatturato inferiore ai 50.000 euro annui. Infine un’analisi della distribuzione spaziale delle imprese con manodopera in nero, ha mostrato che la distribuzione territoriale delle imprese irregolari è fortemente clusterizzata e che sono predominanti comportamenti di tipo emulativo. Complessivamente si evidenzia una parziale efficienza dell’attività ispettiva, che soprattutto nel Mezzogiorno si concentra nelle aree nelle quali il fenomeno appare più concentrato L’utilizzo di archivi amministrativi di dati e la loro integrazione con altre fonti informative, ha permesso di evidenziare alcuni comportamenti delle imprese edili italiane riguardo all’utilizzo di manodopera irregolare. L’integrazione di fonti informative è però una sfida complessa sia perché gli enti proprietari dei dati non necessariamente sono favorevoli a cedere il proprio patrimonio informativo sia perché presenta elementi di complessità tecnica non indifferenti. Si tratta, però, di un approccio i cui vantaggi riteniamo superino di gran lunga gli aspetti negativi.

Roberto Gismondi

Un’analisi statistica sulle tendenze del turismo internazionale negli stati dell’Unione Europea

RIVISTA DI ECONOMIA E STATISTICA DEL TERRITORIO

Fascicolo: 1 / 2013

Il lavoro propone una selezione organica di dati statistici relativi agli spostamenti internazionali di viaggiatori da e verso stati aderenti all’Unione Europea, derivata dalla fonte EUROSTAT. Con riferimento al periodo 1995-2010 e ad aspetti quali la propensione turistica, il grado d’internazionalizzazione, la pressione turistica, l’utilizzo della capacità produttiva e la stagionalità, sono stati quantificati livelli e variazioni di indicatori propri della statistica del turismo. La principale conclusione dell’analisi, condotta in chiave comparativa sulla base di raggruppamenti tipologico-geografici degli stati UE, è che è in atto un processo di convergenza verso standard comuni, ostacolato però dall’estrema eterogeneità dei profili turistici dei singoli stati.

Anna D’ascenzio, Stefani Ferraro

Un’analisi sociologica delle pratiche di medicalizzazione del disagio minorile nella scuola dell’obbligo

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 2 / 2022

Questo saggio restituisce un’analisi sociologica relativa ai rischi di accentuazione delle prassi di medicalizzazione dei disagi minorili, soprattutto nei contesti scolastici, riferendosi in particolare al contesto post-pandemico. Nella prima parte del saggio le autrici ripercorrono le fasi di sviluppo della medicina come strategia biopolitica e i processi di definizione dell’infanzia come condizione sociale, che si sono determinati alla fine del XIX secolo. Nei successivi pa-ragrafi sono analizzate le logiche di contaminazione esercitate dal neoliberismo sulle politiche sociali e scolastiche, esaminando le conseguenze di ciò rispetto alla percezione del corpo, tanto umano quanto sociale. Nell’ultima parte sono indagate le conseguenze della sussunzione della prassi di medicalizzazione e, a chiusura, è proposta una riflessione sul concetto di coscientizzazione.

La globalizzazione e l’iper-connessione perenne ad opera della diffusione di tecnologie per le comunicazioni, apparentemente sempre piu in grado di annichilire la prossimita geografica, hanno riacceso il recente dibattito scientifico sul tema delle esternalita di rete, soprattutto quando queste riguardano il nesso relativo ad attivita di ricerca tra universita ed imprese localizzate nel territorio di afferenza. Ha senso, pertanto, interrogarsi circa la valenza di configurazione di cluster spaziali dei soggetti che intrattengono tali relazioni, investigandone la loro natura e intensita. Tale contributo, attraverso la sintesi di una attivita di ricerca sviluppata nell’ambito di un progetto pluriennale finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico italiano, propone un approccio induttivo a partire da un caso studio concreto che e stato oggetto di analisi. L’approccio metodologico induttivo proposto, basato sulla determinazione di cluster tematici e sulla successiva analisi della natura e della tipologia delle relazioni scambiate, pur nella consapevolezza della complessita concettuale relativa alla enorme varieta di configurazioni che il sistema di relazioni universita-impresa ed intra-imprese e le relative modellazioni assumono, si rivela funzionale ad argomentare una risposta critica all’interrogativo posto.

Stefano De Falco

Un’analisi geografica dei determinanti insediativi delle imprese a Napoli

TERRITORIO

Fascicolo: 95 / 2020

Il contributo riporta la sintesi di un’attività di ricerca triennale svolta nell’ambito di un progetto finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico. L’obiettivo del lavoro è verificare l’influenza di configurazioni topologiche delle imprese, in forma clusterizzata o indipendente, e tipologiche in termini di diverso settore industriale di loro afferenza, sui determinanti di scelta localizzativa in ambito urbano. L’analisi empirica ha riguardato l’area urbana di Napoli e il campione di imprese analizzate è stato selezionato in ottica della strategia regionale di sviluppo aziendale RIS3 (Research Innovation Smart Specialization Strategy) della Regione Campania per la piena conformità tra le linee di intervento ministeriali e quelle regionali.

Romano Piras, Anass Bensaid

Un’analisi empirica del brain drain per i paesi del Nord Africa verso i principali paesi Europei

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 1 / 2011

L’obiettivo principale di questo lavoro è quello di capire quali siano i principali fattori che determinano le migrazioni degli individui maggiormente istruiti da alcuni paesi della sponda Sud del Mediterraneo, verso i principali paesi europei. I nostri risultati confermano le conclusioni raggiunte dai piu recenti lavori empirici sulle migrazioni qualificate internazionali. In particolare viene evidenziato che i differenziali di reddito, i tassi di disoccupazione, i precedenti legami coloniali e la lingua comune, nonché la spesa sociale e la popolazione nei paesi di destinazione influenzano in maniera decisiva il tasso migratorio degli individui altamente qualificati. Contrariamente alle aspettative, né la distanza geografica, né gli effetti di network appaiono influenzare i flussi migratori qualificati.