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La scoperta in una biblioteca statunitense del manoscritto Il carteggiatore di Nicolò Sagri (1538-1572), tra i più abili comandanti della flotta di Ragusa, assume grande importanza per lo studio della marineria mediterranea e per la comprensione degli elementi che caratterizzavano la gestione delle imprese armatoriali ragusee nella seconda metà del XVI secolo.

cod. 304.10

Costantino Cipolla

Darwin e Dunant.

Dalla vittoria del più forte alla sopravvivenza del più debole?

Il 1859 fu l’anno di due eventi che, pur completamente diversi e lontani fra loro, avrebbero dimostrato di essere intrecciati e cruciali per l’umanità: la pubblicazione de L’origine della specie di Charles Darwin e la battaglia di Solferino e San Martino, che fece sgorgare dalla mente di Jean Henry Dunant quell’acqua benedetta che avrebbe rappresentato la “sorgente delle sorgenti” della Croce Rossa Internazionale. Due accadimenti e due visioni molto lontane ma in realtà intrinsecamente legate.

cod. 1047.6

Liborio Dibattista

Storia della scienza e linguistica computazionale.

Sconfinamenti possibili

I risultati di un convegno tenutosi a Bari nel 2008, che ha visto protagonisti storici della scienza, informatici, linguisti e quei ricercatori che in Europa hanno già tentato l’incrocio fra discipline quali la scientometria, la linguistica computazionale e la storia della scienza. Scopo del volume è di fare il punto sui risultati raggiunti, sulle metodologie percorribili e sulle prospettive future di questi campi disciplinari.

cod. 291.68

Valentina Vaccari

Joseph Priestley e la Lunar Society

I laboratori e la pratica sperimentale

La Lunar Society di Birmingham costituisce un esempio significativo di accademia scientifica nata in un contesto di provincia. Il teologo e filosofo naturale Joseph Priestley è stato uno dei suoi più illustri membri e, contemporaneamente, una delle grandi figure dell’Illuminismo inglese. Il volume analizza la nascita della Lunar Society, come abbia coinvolto le più eminenti figure della comunità scientifica del tempo, e come Priestley ne abbia influenzato le attività…

cod. 871.11

Ivano Dal Prete

Scienza e società nel Settecento veneto.

Il caso veronese 1680-1796

Immergendo il lettore nella realtà della Verona del Settecento, questa monografia mette in primo piano gli intrecci tra attività scientifiche e tessuto vivo della società italiana. Attraverso un dettagliato studio di ambienti e contesti, il testo mostra come i dibattiti sulle scienze della vita si incarnino nelle diatribe tra medici galenici e neoterici, pronti a pubblicare libri e opsucoli, organizzare esperimenti per convincere i concittadini della bontà delle rispettive filosofie e terapie.

cod. 496.1.66

Bruno Silvestrini

Medicina naturale.

Analisi, riflessioni, prospettive

Il volume sviluppa la tesi che l’uomo è la manifestazione per certi aspetti più avanzata della vita, ma è anche soggetto alle sue leggi, che sono inviolabili. Il testo analizza le prerogative, le svolte, gli aspetti etici, il rapporto con le scienze, la centralità del malato, e traccia lo scontro tra diverse interpretazioni della medicina contemporanea.

cod. 2001.53

Ferdinando Abbri

Un dialogo dimenticato

Mondo nordico e cultura toscana nel Settecento

Il mondo scandinavo contribuì in misura rilevante allo sviluppo della scienza del Settecento, e instaurò rapporti storicamente significativi con il mondo mediterraneo. Il volume ricostruisce alcuni casi esemplari di dialogo scientifico tra il “freddo settentrione”, la Svezia soprattutto, e la cultura toscana nel corso del XVIII secolo. L’autore coglie aspetti differenti di questi intensi scambi, dalle questioni scientifiche a quelle istituzionali, dalla musica alla storia naturale, richiamando l’attenzione sul dialogo tra zone assai diverse dell’Europa.

cod. 871.7

Brunella Antomarini, Silvano Tagliagambe

La tecnica e il corpo

Riflessioni su uno scritto di Pavel Florenskij

cod. 312.2

Marta Nezzo, Francesco Piovan

La sala dei Quaranta

Il volume illustra la storia della Sala dei Quaranta dell’Università di Padova, che prese l’aspetto e il nome attuali nel 1942, quando tre delle sue pareti furono ricoperte con quaranta tele, opera di Gian Giacomo Dal Forno. Voluta da Carlo Anti, in sintonia con Gio Ponti, nell’ambito del grandioso progetto di riqualificazione e “nobilitazione” del palazzo del Bo, la Sala intendeva celebrare la durativa vocazione internazionale dell’Ateneo, nonché, secondo lo spirito del tempo, la funzione “civilizzatrice” della “romanità”.

cod. 234.4