LIBRI DI FABRIZIO MONTANARI

Fabrizio Montanari

Spazi collaborativi in azione

Creatività, innovazione e impatto sociale

Gli spazi collaborativi sono nuovi luoghi di lavoro, come coworking, incubatori o hub creativi. Questo libro raccoglie i contributi di studiosi che da anni si occupano del fenomeno degli spazi collaborativi, offrendo strumenti di analisi e di gestione che possono essere d’aiuto sia per i gestori di questi luoghi sia per gli amministratori locali che vogliono utilizzare tali spazi per l’implementazione di politiche di sviluppo territoriale e di sostegno al lavoro.

cod. 366.144

Matteo Rinaldini, Anna Chiara Scapolan, Stefano Rodighiero, Fabrizio Montanari

Il time crafting negli spazi di coworking

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 2 / 2021

Attingendo e contribuendo alla letteratura sulla accelerazione sociale, agli studi organizzativi sul job crafting e alla più recenti ricerche sui coworking, l’articolo indaga le forme di time crafting attivate dai mobile workers che frequen-tano gli spazi di coworking. I risultati riportati si basano su una ricerca empirica qualitativa esplorativa che ha coinvolto 126 frequentatori di 39 spazi di coworking nella Regione Emilia-Romagna. L'evidenza empirica suggerisce che i coworkers attivano due forme di time crafting per strutturare e gestire il loro tempo e la rela-zione tra il loro tempo di lavoro e di non lavoro: il time boundaries crafting e il re-lational time crafting. La prima forma si riferisce fondamentalmente a tutte quel-le azioni volte a separare o sovrapporre tempo di lavoro e tempo di non lavoro che vengono favorite dalla frequentazione dello spazio di coworking. La seconda for-ma include quelle azioni volte a concentrare all'interno dello spazio di coworking tutto il tempo dedicato alle relazioni professionali e a ritualizzare le relazioni extra-lavorative che si sviluppano spontaneamente nel coworking. In entrambe le forme di time crafting, lo spazio di coworking gioca un ruolo rilevante fornendo ai mobili workers che lo frequentano artefatti fisici, servizi e risorse immateriali (fondamen-talmente il senso di comunità) che li supportano nelle loro azioni volte a strutture e gestire la collocazione temporale (timing), l’estensione nel tempo (length) e l’intensità (intensity, pace) delle loro attività lavorative e non lavorative.

Ludovica Leone, Anna Chiara Scapolan, Fabrizio Montanari, Matteo Rinaldini, Damiano Razzoli

Gli spazi collaborativi in Emilia-Romagna: caratteristiche e ripresa post covid

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2021

La diffusione degli spazi collaborativi è un fenomeno che si è accentuato notevolmente nell’ultimo decennio sia come risposta alle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro (au-mento dei freelance e knowledge workers, digitalizzazione e remote working), sia come con-seguenza della forte spinta alla creatività e all’innovazione a livello individuale, aziendale e territoriale. Inoltre, gli spazi collaborativi sono il risultato di processi di rigenerazione urbana di edifici abbandonati e in disuso, che rappresentano l’eredità di un’economia industriale sop-piantata dall’economia della conoscenza e delle relazioni. Lo studio propone una panoramica degli spazi collaborativi in Emilia-Romagna, identificandone le caratteristiche principali e il ruolo che svolgono per le persone che li frequentano. Infine, lo studio si propone di illustrare gli impatti della pandemia sugli spazi collaborativi e le modalità con cui i gestori degli spazi stanno rispondendo alle sfide emergenti.

Damiano Razzoli, Stefano Rodighiero, Lorenzo Mizzau, Fabrizio Montanari

Need for space. How artists rely on space to face precarious work conditions

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 157 / 2020

Artistic labour markets present some features that can be considered paradigmatic of work in the contemporary gig economy. Extant literature identified these features by focusing on how artists can be deemed exemplars of new and more flexible ways of organising a workforce. While studies examined workers’ conditions in contemporary economy, the literature on artistic work has not delved into the role of space in artist’s work experience. Thus, this study aims to look at how space can be harnessed by artistic workers to respond to the most pressing needs they express. To this end, the paper presents the results of a qualitative study conducted on young artistic workers in the city of Reggio Emilia. The authors propose three mechanisms (anchoring, framing, belonging) through which space can serve as a personal compass that helps mitigate the effects of the precariousness of work.

Fabrizio Montanari, Damiano Razzoli

Creatività e senso del luogo: uno studio sulle dinamiche identitarie in un cluster creativo

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2019

Come l’identità organizzativa, anche l’identità di un territorio può essere intesa come l’insieme dei tratti centrali, unici e distintivi che lo contraddistinguono in modo duraturo. Sebbene le dinamiche identitarie di un territorio possano svolgere un ruolo importante per il funzionamento delle diverse forme di agglomerazione territoriale di attori e attività economiche (distretti, cluster, reti, ecc.), ad oggi non sono state ancora approfondite le modalità con cui tali dinamiche possono impattare sulle attività creative che hanno luogo all’interno di una clusterizzazione di tipo creativo. Questo articolo, dunque, si propone di colmare questo gap focalizzandosi, in particolare, su come le percezioni da parte dei membri di un cluster creativo di quelle che sono le caratteristiche centrali, uniche e distintive del territorio di riferimento possono influenzare le loro attività creative. Dal punto di vista empirico, lo studio presenta un’indagine condotta con metodologie di tipo qualitativo sul caso di una città di medie dimensioni dell’Italia settentrionale. Nello specifico, sono state condotte 167 interviste semi-strutturate a giovani creativi per valutare come questi sviluppano le immagini interne ed esterne dell’identità del luogo dove operano e quali effetti esse esercitano sul loro lavoro. I risultati evidenziano l’importanza delle immagini percepite del territorio attraverso le dimensioni delle attività e delle relazioni, suggerendo come la definizione delle percezioni dell’identità e del senso di un luogo impattino sul funzionamento di un cluster creativo. L’articolo offre anche alcune possibili linee future di ricerca che, prendendo spunto dai risultati presentati, possono ulteriormente approfondire i diversi effetti generati dall’identità di un territorio e dal senso del luogo che si viene a creare tra le persone che vi operano.

Fabrizio Montanari

Ecosistema creativo.

Organizzazione della creatività in una prospettiva di network

Adottando il punto di vista della dimensione sociale, questo libro cerca di contribuire a una più profonda comprensione delle dinamiche con cui i network possono oggi influenzare la creatività.

cod. 366.129

Anna Chiara Scapolan, Lorenzo Mizzau, Fabrizio Montanari

Una proposta di dialogo tra studi organizzativi e geografico-economici sul tema dell’employee retention

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2017

L’articolo si focalizza sulla capacità delle organizzazioni di trattenere le risorse umane grazie a fattori che non riguardano solamente le caratteristiche del lavoro e i tratti distintivi dell’organizzazione, ma anche il più ampio contesto nel quale i lavoratori, entrando in relazione con le organizzazioni, sono inseriti. Recentemente alcuni studi hanno proposto di spostare il focus delle ricerche sul turnover volontario dal perché i lavoratori decidono di abbandonare un’organizzazione ai motivi per cui le persone decidono di rimanervi. Prendendo spunto da tali ricerche, l’articolo propone un dialogo tra studi organizzativi e ricerche di geografia economica, suggerendo aree di convergenza e complementarità. Più specificamente, l’articolo illustra il concetto di community embeddedness elaborato dagli studi organizzativi e relativo all’insieme dei fattori extra-lavorativi (coerenza con le caratteristiche del contesto extra-lavorativo, legami con la comunità e percezione di sacrificio legato all’abbandono del luogo in cui si vive e lavora) che contribuiscono a trattenere le persone nella loro attuale organizzazione. Secondo gli autori, tale concetto richiama le ricerche di geografia economica focalizzate sulle locational choices dei lavoratori che hanno rilevato l’importanza che le caratteristiche del territorio, in termini di amenities, opportunità professionali e di carriera e possibilità di sviluppo di network personali e professionali, assumono nei processi di mobilità geografica del talento. In sintesi, l’articolo evidenzia una sostanziale convergenza degli studi organizzativi e geografico-economici nel sottolineare la rilevanza di fattori extra-lavorativi legati alle caratteristiche del contesto urbano e al senso di radicamento nella comunità nello spiegare la capacità di retention delle organizzazioni. Inoltre, gli studi sviluppati all’interno delle due discipline risultano complementari nel suggerire come l’interazione positiva tra il radicamento nell’organizzazione (organizational embeddeness) e la community embeddedness possa fornire interessanti spunti per la ricerca futura e utili implicazioni manageriali per aziende e policy makers. In particolare, indagare il ruolo svolto dai fattori extra-lavorativi e in particolare di relazioni e "spazi" nella comunità, che influenzano la community embeddedness sembra costituire una promettente linea di ricerca futura per gli studi organizzativi sulla retention. Le principali implicazioni manageriali riguardano come le aziende e le istituzioni locali possano dialogare, interagire e collaborare per aumentare il livello di radicamento delle persone sia dentro che fuori le organizzazioni, con benefici in termini di maggiore soddisfazione dei lavoratori e dei cittadini, e conseguentemente minore turnover e maggiore capacità di retention, per organizzazioni e città.

Antonio Taormina

La formazione al management culturale.

Scenari, pratiche, nuove sfide

Il volume rappresenta lo stato dell’arte nel nostro paese di un’area della formazione fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione dei settori della cultura e della creatività. La sua finalità è proporre elementi di riflessione per le istituzioni culturali, le università e gli altri enti che progettano e realizzano percorsi formativi, per i docenti e soprattutto per i futuri manager della cultura.

cod. 1257.51

Francesco Bof, Fabrizio Montanari

Il management del calcio.

La partita più lunga

Una pubblicazione sui temi manageriali legati al mondo del calcio, un sistema che, con un volume d’affari annuo pari a 5 miliardi di euro, è una delle principali attività del Paese. Il testo tenta di creare una cultura manageriale tra quanti sono deputati a gestire le dinamiche del sistema calcio e le attività dei club, presentando alcuni case-studies ed esempi, oltre al parere critico dell’“esperto in campo”.

cod. 100.689

Massimo Aielli, Manuela De Carlo

Talenti si diventa.

Esperienze aziendali per costruire le persone di valore

cod. 365.420