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Gian Guido Nobili, Tommaso Giupponi

La sicurezza delle città

La sicurezza urbana e integrata

Con il recente decreto legge n. 14/2017 si afferma a livello nazionale un modello di sicurezza delle città che non si esaurisce nella prevenzione e repressione dei reati, ma si estende alla promozione e alla garanzia di migliori condizioni di vivibilità. Mutano di conseguenza anche i soggetti chiamati a dare risposte alla domanda di sicurezza: all’amministrazione statale e alle forze di polizia si affiancano le regioni, i sindaci, le amministrazioni comunali e persino i privati.

cod. 2000.1523

Andrea Antonilli, Antonio Assirelli

L'Unione dei Comuni delle Terre d'Argine.

La prima esperienza unionale di un osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata

Indagine sull’entità e l’intensità delle infiltrazioni mafiose nel territorio regionale emiliano-romagnolo, con particolare riferimento ai comuni dell’Unione delle Terre d’Argine (Campogalliano, Carpi, Novi di Modena e Soliera). Un’analisi quantitativa sulla percezione del fenomeno dei cittadini dell’Unione, e una qualitativa sulla percezione degli stakeholder e dei commercianti nel medesimo contesto.

cod. 1049.27

Stefano Benvenuti, Paolo Di Fonzo

Sicurezza pubblica e sicurezza urbana.

Il limite del potere di ordinanza dei sindaci stabilito dalla Corte costituzionale

Una serie di contributi di esperti e studiosi volti a promuovere una riflessione congiunta, dopo la sentenza 115 della Corte costituzionale del 2011, su alcuni aspetti della sicurezza, sulla necessità di coordinamento delle forze di polizia nazionali e locali e, in particolare, sul ridimensionamento del potere di ordinanza dei sindaci.

cod. 1424.6

Roberto Massucci, Nicola Gallo

La sicurezza negli stadi.

Profili giuridici e risvolti sociali

Il volume analizza gli aspetti normativi legati ai fenomeni di violenza negli stadi, e presenta una ricerca ,svolta su un campione di circa 2.000 studenti delle scuole medie superiori, da cui emerge come i giovani che si trovano ad assistere a scene di violenza tendono a non parlarne con nessuno se non a scuola, molto probabilmente trovando nel corpo insegnante l’interlocutore privilegiato.

cod. 1424.2