LIBRI DI GIROLAMO LO VERSO

La ricerca ha estratto dal catalogo 70 titoli

Antonino Giorgi

Mai più nell'ombra

Vittime di mafia: dalla conoscenza all'intervento psicologico

Il primo testo che offre un contributo sistematico a supporto del lavoro professionale con le vittime di mafia. Dopo un’approfondita review degli studi condotti fino ad oggi, la fenomenologia mafiosa viene analizzata nella prospettiva della gruppoanalisi soggettuale e riletta entro le cornici della psicologia della convivenza, della vittimologia e della criminologia.

cod. 287.54

Filippo Pergola

PolisAnalisi

Per una clinica del sociale

La vita della polis è un insieme di fatti psichici, oggi sotto il dominio degli affetti, che costringono l’individuo nello schema “amico-nemico”, nella disperata ricerca di un significato stabile. Come cura il testo propone delle metodologie per ampliare le visioni e rieducarci ai limiti, così da ridurre la quota d’inquietudine nell’incontro con l’Altro, che deve essere invece vissuto come arricchimento e non come ostacolo. Un modo per mirare ad una cittadinanza vissuta in fiducia, reciprocità e cooperazione.

cod. 2001.146.1

Franco Del Corno, Margherita Lang

Elementi di psicologia clinica

A partire dai riferimenti storici e metodologici della psicologia clinica, questa nuova edizione del volume guida il lettore attraverso le varie fasi del processo diagnostico, le tecniche del colloquio clinico, gli strumenti della diagnosi testologica, fino alla trattazione dei principali approcci psicoterapeutici.

cod. 1226.17

La psicoterapia nasce con Sigmund Freud, ma in poco tempo la sua crescita concettuale, le diversificazioni applicative, la sua diffusione nel mondo hanno rappresentato uno dei grandi fenomeni del ‘900. Alla grandiosa opera di Freud si sono progressivamente associati i contributi di insigni ricercatori. Ne è derivata un’incredibile diversificazione di orientamenti e di modalità applicative che, allo stato attuale, fanno di questa disciplina una vera giungla – sia nel senso delle risorse che delle insidie – con conseguente difficoltà di orientarsi in un mondo incredibilmente complesso e diversificato. Questo volume si propone di raccogliere una sintesi sui diversi orientamenti nella psicoterapia che l’esperienza e la consistenza dei percorsi formativi ha accreditato come maggiormente validated, per usare il termine generalmente utilizzato a livello internazionale, nell’arduo compito di differenziare i diversi approcci almeno in una fase intermedia o quantomeno sino a quando non saranno applicabili, semmai lo saranno, criteri di valutazione “scientifica” in un ambito così complesso.
Scritti di: Cionini Lorenzo; Chiari Gabriele; Nuzzo Maria Laura; Lo Verso Girolamo; Pontalti Corrado; Ferrara Antonio; Rosselli Massimo; Russell Margo; Nguyen Tan; Giusti Edoardo; Zerbetto Riccardo.

cod. 1250.86

Maurizio Andolfi

Il padre ritrovato

Alla ricerca di nuove dimensioni paterne in una prospettiva sistemico-relazionale

cod. 1245.24

Girolamo Lo Verso

La mafia in psicoterapia

Basato sul racconto di casi clinici concreti seguiti sia nel privato che nel pubblico e narrati con piacevole fluidità, il lavoro entra nel mondo dello psichismo mafioso e spiega il fenomeno “mafia” da un punto di vista antropo-psichico. Un contributo di grande attualità in un momento in cui il dramma “mafie” è dilagato anche al nord squassando il nostro paese.

cod. 1250.207

Giuseppe Craparo, Anna Maria Ferraro

Mafia e psicopatologia.

Crimini, vittime e storie di straordinaria follia

La mafia è un’organizzazione psicopatologica oppure no? Articolandosi fra dati di ricerca, esemplificazioni cliniche e riflessioni teoriche sulle organizzazioni mafiose e sulle vittime di mafia, il volume si propone a un ampio pubblico di lettori, non solo specialisti, interessato a comprendere se e quali siano le dinamiche “psicopatologiche” che qualificano il fenomeno mafioso.

cod. 1250.282

Serena Giunta, Giuseppe Mannino

La dignità tradita

Uno studio psico-sociale sul crimine dei colletti bianchi

Il numero dei mafiosi “doc” in Sicilia sembra sia di poco più di cinquemila persone. Essi però possono godere della disponibilità di un numero di persone almeno dieci volte superiore: prevalentemente colletti bianchi. Medici e operatori sanitari, commercialisti, avvocati, amministratori, esperti nel campo dell’edilizia e dell’economia, professionisti che non si soffermano a considerare il rapporto con il particolare tipo di “cliente”, considerandolo esclusivamente un business di tipo economico.

cod. 1240.412

Antonino Giorgi, Serena Giunta

Territori in controluce

Ricerche psicologiche sul fenomeno mafioso

Il testo, adottando un prospettiva gruppoanalitica soggettuale, si interroga sul fenomeno mafioso, servendosi della ricerca psicologica come prisma scientifico capace di porre in controluce alcuni territori siciliani, identificando i diversi fasci di luce e le particolari zone d’ombra attraverso le quali la mafia influenza le culture locali.

cod. 1240.336

Luciana Calvarese, Dominga Gullì, Girolamo Lo Verso

Excursus storico-bibliografico dello studio del fenomeno mafioso in psicologia clinica

SETTING

Fascicolo: 41-42 / 2016

Come l’articolo in discussione sottolinea, gli studi psicologico-clinici sulla mafia intrapresi dal gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Palermo coordinato dal prof. Lo Verso iniziano nel 1994 con uno studio sul caso Vitale (Lo Verso, 1995) e partono dalla visione del fenomeno mafioso come oggetto di studio e ricerca animate da tensione etica, ma anche scientifica, in una prospettiva interdisciplinare di dialogo tra approcci diversi: quello giuridico giudiziario e quello psicodinamico gruppo analitico. Ad oggi leggiamo nell’articolo il modello gruppo analitico soggettuale (Lo Verso, 1989, 1994; Giannone, Lo Verso, 1996; Fiore, 1997; Lo Verso, Di Blasi, 2012) rappresenta la chiave di lettura che più ha potuto comprendere e interpretare i processi mentali che caratterizzano la psiche mafiosa. Ciò in quanto le analisi psicodinamiche hanno trovato che la mafia è un sistema etnico, una modalità di essere delle famiglie, un’organizzazioneidentità che si interseca e si coniuga con la realtà locale, la cui configurazione antropopsichica si qualifica per la coincidenza tra derivate culturali, comunitarie, familiari ed individuali. Lo psichismo mafioso si svela come modalità organizzatrice delle relazioni tra il soggetto e la realtà, caratterizzate dal loro essere dogmatico e fondamentalista (Lo Verso, 1998), cioè strutturato su rigide fondamenta affettive dell’individualità, e come matrice inconscia di pensiero che ‘in-forma’ di sé molti aspetti della vita quotidiana. Nello studio delle peculiarità psicologiche che caratterizzano lo "psichismo mafioso", il fondamentalismo riveste un ruolo di primaria importanza. Insomma, la nascita psichica è un processo relazionale di identificazione che il nuovo nato ha con la realtà familiare, antropologica, biologica che lo concepisce ed alleva. Tale mondo gruppale esterno ed, insieme, interno è presente nell’inconscio di ogni uomo e contribuisce, insieme all’esperienza, a strutturarlo (Lo Verso, Di Blasi, 2012). La ricerca e la clinica supportano l’ipotesi della funzione, da parte della famiglia mafiosa, di saturazione del processo evolutivo della famiglia biologica e di condizionamento del processo evolutivo grazie al suo fondamentalismo psichico, che non riconosce e non incentiva nessun tipo di soggettività, generatività e autonomia di pensiero: "È... come se la psiche individuale fosse colonizzata dalla psiche collettiva del proprio familiare, che è transgenerazionale ed allargato sino a ricomprendere la famiglia mafiosa nella quale l’individuo si identifica pienamente". Il lavoro psicologico-clinico sulla mafia deve molto ai contributi di Giovanni Falcone, ideatore di un metodo d’indagine che, riconoscendo il valore della relazione ed alimentato dal bisogno autentico di comprensione del fenomeno da combattere, si fonda sul dialogo con l’altro come persona nella sua peculiarità e complessità, se vogliamo con una metodologia ed un atteggiamento clinici. La psicologia degli ex-mafiosi diventati collaboratori di giustizia conferma quanto ipotizzato sulla famiglia e sull'identità mafiosa: Un dato principale che emerge dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia è la differenziazione che essi operano tra gli aspetti ‘ideali’ di Cosa Nostra, che fondavano il senso della loro appartenenza individuale all’organizzazione, e quelli ‘reali’, lo stravolgimento cioè del ‘codice d’onore’, nei quali non si riconoscono più (Lo Verso, 1998). Gli studi si allargano, negli anni ’90 e 2000, a gruppi con magistrati mossi, all’analisi delle perizie psichiatriche e delle deposizioni giudiziarie, al lavoro clinico nei Servizi soprattutto con i figli di famiglie mafiose, contribuendo allo stu dio della psiche mafiosa come vero e proprio soggetto/oggetto della ricerca e della clinica e della mafia come vero e proprio organizzatore psichico. Nasceranno esperienze di setting e tecniche specifiche per la psicoterapia, ormai valutabili e codificabili, come il gruppo di elaborazione clinico-sociale, che permetteranno una sia pur provvisoria risposta alla domanda del clinico: che cosa significa per uno psicoterapeuta aiutare un paziente a svelare la propria storia quando questa è attraversata da omicidi, tradimenti, morti bianche, di uomini noti alla cronaca giudiziaria? Che cosa significa per la relazione clinica in atto, sentirsi osservati dalla mafia? (Giunta, Lo Verso, 2011). In La Mafia in Psicoterapia (Lo Verso, 2013) i casi clinici concreti riportati attestano che la mafia è psicopatologia nella misura in cui produce spersonalizzazione nei suoi membri, angoscia e paranoia nella polis in cui opera, crollo della stima di sé, ansia, paura nelle sue vittime e impossibilità di sviluppo psicosociale e politico-economico.

Vincenzo Bellia

Se la cura è una danza

La metodologia espressivo-relazionale nella danzaterapia

Il volume presenta la danzaterapia espressivo-relazionale (Dmt-ER), un modello teorico e metodologico elaborato nell’ultimo decennio in Italia dall’autore e dalla sua scuola. La Dmt-ER è oggi diffusamente utilizzata nel trattamento dei disturbi psichiatrici, nella prevenzione del disagio in età evolutiva e nei più svariati contesti sociali, nel lavoro interculturale, nella formazione e nello sviluppo delle risorse umane. Un contributo di Benoit Lesage infine illustra le strutture e le funzioni psico-corporee alla base della danzaterapia.

cod. 1250.83

Girolamo Lo Verso, Gianluca Lo Coco

La psiche mafiosa.

Storie di casi clinici e collaboratori di giustizia

cod. 1420.1.37

Giuseppe Mannino

Anima, Cultura, Psiche

Relazioni generative

Anima, mente, psiche, sé, cultura, individuo, società, gruppo, interiorità, spiritualità… tutte declinazioni complesse della diversità e molteplicità che danno forma al sentimento di felicità. Il volume intende rigenerare e risignificare nell’orizzonte scientifico e psicologico un termine desueto: anima. E una declinazione: collettiva, culturale, plurale, relazionale. Verso la costruzione di un codice culturale ermeneutico insaturo, eudaimonico, rigenerante!

cod. 1240.393

Giorgio Cavicchioli

Io-Tu-Noi

L'intersoggettività duale e gruppale in psicoanalisi

Il testo si rivolge ai professionisti della salute mentale che vogliano approfondire i modelli teorico-clinici intersoggettivisti, ponendosi come strumento per la loro azione clinica professionale.

cod. 1219.4

Maurizio Gasseau, Silvana Michelini

L'incontro terapeutico con il paziente psicotico

Nello spazio intersoggettivo del gruppo

Un testo di riflessione sui nodi principali della psicoterapia di gruppo a orientamento psicodinamico con gli psicotici. Il volume affronta in modo profondo e originale le tematiche relative alla costruzione del setting e del campo gruppale e quelle della conduzione.

cod. 1250.188

Girolamo Lo Verso

La mafia dentro

Psicologia e psicopatologia di un fondamentalismo

cod. 1420.1.9

Maria Teresa Gargano, Emanuela Coppola, Girolamo Lo Verso

Il DAP nella mente relazionale. Chiavi di lettura gruppoanalitiche

GRUPPI

Fascicolo: 3 / 2011

Il disturbo da attacchi di panico, di cui, ancora oggi, è dibattuta l’autonomia clinica, nel contributo degli autori, viene esplorato da un vertice gruppo analitico soggettuale. L’eziopatogenesi è interconnessa all’ammonimento delle gruppalità interne che coarta le spinte progettuali dell’individuo. Il piacere, sperimentato dal paziente, per la conquista dello spazio libero è intercettato dalle voci familiari e trasfigurato in un’inquietudine vertiginosa (panico), intenzionando il soggetto alla cattività psichica (dipendenza). La contaminazione tra riflessione teorica e pratica clinica permette di visualizzare specifiche tecniche di regolazione emotiva e di conoscenza implicita. Le modulazioni dell’alleanza terapeutica, interpuntata di rotture e riparazioni, permettono al paziente d’interiorizzare un intestino/funzione mentale capace di trattenere, digerire e assimilare le interpretazioni del terapeuta e sviluppare fiducia nel legame.