LIBRI DI SARA MOLGORA

Marialuisa Gennari, Sara Molgora

La costruzione della domanda psicologica attraverso il colloquio clinico

I fondamenti, il metodo, i contesti

Il volume intende offrire una cornice di lettura e strumenti utili al professionista che, pur operando in vari contesti, deve “costruire” domande articolate, frutto di un processo dialogico e dinamico. Un testo per gli psicologi in formazione, ma anche per gli operatori dell’area psico-sociale che devono affrontare richieste di intervento psicologico spesso formulate in modo confuso.

cod. 1229.1

Martina Panzeri, Gaia Santarpia, Chiara Fusar Poli, Sara Molgora, Emanuela Saita, Federica Facchin

L’impatto psicologico a breve termine del Covid-19: una revisione sistematica della letteratura

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2021

Il Covid-19 è comparso a Wuhan, in Cina, nel dicembre del 2019. La malattia causa difficoltà respiratorie e numerose altre complicazioni quali stanchezza, febbre, dolori muscolari e, in alcuni casi, diarrea e vomito, e può essere fatale.La correlazione tra malattie infettive e disagio psicologico è già emersa durante altre epidemie, come quella di SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome) e di Ebola. Questa revisione sistematica della letteratura è volta ad indagare le ripercussioni psicologiche a breve termine che il Covid-19 può avere sulla popolazione generale. Mediante una procedura di analisi tematica sono stati individuati dei temi ricorrenti negli articoli selezionati. I risultati più significativi riguardano l’impatto dei social media e le ripercussioni a livello di ansia e depressione.In particolare, le notizie false trasmesse dai media alimentano ulteriormente l’ansia provata dalla maggior parte della popolazione e fattori quali l’essere giovani o anziani, l’essere studenti, poco istruiti, divorziati o vedovi contribuiscono ulteriormente a peggiorare la sintomatologia. Seguire, invece, le linee-guida proposte dal Governo e avere informazioni chiare e comprensibili si sono rivelati due fattori di protezione contro l’insorgenza di sintomi ansiosi. Dalla ricerca è emerso un bisogno di monitoraggio per le popolazioni più a rischio e la necessità di studiare questi fenomeni sul lungo periodo, replicando gli studi in Paesi occidentali.

Chiara Maiorani, Sara Molgora, Emanuela Saita

Affrontare la tocofobia: presentazione del modello di intervento ARTEMIS ed evidenze preliminari di utilità

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2021

La tocofobia, ovvero una paura intensa del parto si configura come disturbo clinico che ri-guarda all’incirca il 14% delle gestanti. Diversi fattori, medici, psicologici individuali e relazionali-sociali sono stati messi in relazione con tale disturbo. Inoltre, numerosi studi si sono oc-cupati di indagare il legame tra tocofobia e disturbi di natura ansiosa e depressiva, senza giun-gere ad oggi a risultati univoci. La letteratura ha però sottolienato come la tocofobia possa ave-re un effetto negativo sul benessere della madre e sullo sviluppo del bambino anche nel post-partum. Tale dato suggerisce l’importanza di interventi per la tocofobia al fine di prevenire le conseguenze negative mediche e psicologiche durante la gravidanza e nel post-partum. Il presente contributo presenta uno specifico modello di intervento, chiamato ARTEMIS, che integra il modello psicosomatico e il modello di elaborazione adattiva dell’informazione attraverso l’utilizzo di alcune tecniche terapeutiche specificatamente sviluppate entro tali model-li (EMDR, mindfulness, ipnosi). Gli effetti dell’intervento sono stati valutati su 10 donne che hanno ricevuto il trattamento. Tale studio mette in luce come vi sia un decremento statisticamente significativo a seguito del trattamento sia della paura del parto, sia dell’ansia di stato e di tratto. I risultati, seppur prelimi-nari, suggeriscono la potenzialità del protocollo proposto e incoraggiano a proseguire nella sua validazione, sia mediante studi di esito su campioni più ampi, sia attraverso studi di processo volti a comprenderne i meccanismi di funzionamento.

Emanuela Saita, Giulia Ferraris, Sara Molgora, Valentina Fenaroli, Massimo Grassi

L’immagine corporea in donne con tumore al seno. Una ricerca entro una prospettiva relazionale

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2018

Lo scopo principale di questo contributo è esplorare come variabili individuali e relazionali incidono sulla percezione corporea di pazienti con tumore al seno, contraddistinguendo diversi pattern personali e tipologie di legame. A tal fine è stato condotto uno studio esplorativo per delineare quali aspetti intrapsichici (an-sia, depressione, caratteristiche di personalità, stili di coping e flessibilità nel co-ping) e relazionali (coping diadico e vicinanza con il partner) incidono sulla im-magine corporea di donne operate di un tumore al seno. La ricerca ha incluso 30 soggetti (15 pazienti e 15 partner). Le analisi hanno evidenziato l’esistenza di due differenti profili: la maggioranza delle donne presenta una immagine corporea non alterata dalla malattia, che è inclusa in un pattern caratterizzato da un be-nessere globale della donna e da un migliore funzionamento di coppia, un nume-ro inferiore di pazienti presenta un’immagine corporea compromessa oltre che preoccupazione ansiosa e sintomatologia depressiva, si tratta in questo caso di donne in coppie che utilizzano strategie di coping diadico negativo. In conclusio-ne, i risultati evidenziano l’importanza delle componenti relazionali sull’immagine corporea di donne operate di tumore al seno, suggerendo l’utilità di implementare l’assunzione di una prospettiva diadicamente orientata.

Sara Molgora, Arianna De Donno, Valentina Fenaroli, Maria Pia Baldini, Emanuela Saita, Edgardo Somigliana

Infertilità e procedure di procreazione medicalmente assistita: adattamento di coppia e stile di attaccamento romantico

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2018

L’infertilità costituisce un problema che oggigiorno affligge numerose coppie, configurandosi come un’esperienza stressante, dolorosa e potenzialmente trau-matica. In seguito alla diagnosi di infertilità molte coppie decidono di sottoporsi alle procedure di procreazione medicalmente assistita per avere un figlio. Sia la diagnosi di infertilità, sia il successivo ricorso a tali procedure rappresentano una fonte di stress non solo per ciascun partner, ma anche per la coppia in quanto ta-le. Diversi studi hanno indagato il ruolo di alcune variabili nel modulare tale im-patto stressante e i suoi effetti sul benessere individuale e relazionale. Il presente contributo intende esplorare in un campione di coppie che si sta sottoponendo a tecniche di procreazione medicalmente assistita la rappresentazione che i singoli partner hanno della qualità della relazione di coppia, alla luce di variabili: (1) so-cio-demografiche, ovvero l’età dei partner e la durata della relazione di coppia; (2) mediche, quali la causa dell’infertilità ed un’eventuale storia pregressa di ten-tativi di procreazione non andati a buon fine; (3) intrapsichiche, ovvero lo stile di "attaccamento romantico" di ciascun partner. A 167 coppie, all’inizio di un percorso di procreazione medicalmente assistita, sono stati somministrate i seguenti strumenti: Dyadic Adjustment Scale; Experience in Close Relationship Que-stionnaire; scheda per la raccolta di dati socio-anagrafici e informazioni medi-che. I risultati indicano che né le variabili socio-anagrafiche (età dei partner e du-rata della relazione), né le variabili mediche (diagnosi, numero dei tentativi e tipo-logia di trattamento) sembrano avere alcun effetto sull'adattamento di coppia, sia nel campione delle donne che in quello degli uomini. Di contro, emerge un ef-fetto significativo dell’ansia di abbandono e dell’evitamento sull’adattamento di coppia nelle donne, mentre solo dell’evitamento sull’adattamento di coppia negli uomini. Tali risultati mostrano la presenza di differenze di genere, connesse con le specifiche modalità di vivere ed affrontare l’esperienza dell’infertilità negli uomi-ni e nelle donne. Inoltre, mettono in luce come la coppia sembra in questa fase specifica configurarsi come un contenitore di alcune fatiche che risultano essere più di natura individuale, interrogando clinici ed operatori sociali sul tipo di inter-vento psicologico più adatto in questa delicata fase.

Sara Molgora, Valentina Fenaroli, Emanuela Saita

La paura del parto: quali profili psicologici?

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2018

La paura del parto rappresenta un sentimento sperimentato da circa il 20-25% delle future madri. Essa può essere distinta in base al suo grado di intensità: se una paura lieve o moderata esprime una preoccupazione adattiva, una paura intensa si configura come un disturbo vero e proprio, che interferisce con la vita quotidiana della donna e che può ostacolare la sua capacità di affrontare il travaglio ed il parto. Numerosi studi hanno indagato il costrutto di paura del parto, non raggiungendo, tuttavia, un consenso unanime sulla sua definizione, in particolare circa il legame con ansia e depressione. Il presente contributo intende esplorare l’esistenza di differenti "profili di donne", sulla base dell’intensità di paura del parto e della presenza di sintomi ansiosi e/o depressivi durante la gravidanza. 198 nullipare tra il 7° e l’8° mese di gravidanza hanno compilato i seguenti questionari: Wijma Delivery Expectancy Questionnaire, Edinburgh Postnatal Depression Scale e State-Trait Anxiety Inventory. I risultati indicano la presenza di tre differenti cluster: il primo (benessere) è composto da donne con punteggi medi inferiori ai valori soglia in tutte e tre le scale; il secondo (ansia gestazionale) raggruppa le gestanti con ansia di stato superiore al cut-off; al terzo cluster (sintomatologia ansioso-depressiva), infine, appartengono le future madri che presentano punteggi medi elevati in tutte le scale (valori clinici o sub-clinici). L’esistenza di distinti profili di gestanti porta ad ipotizzare che la paura del parto possa assumere significati specifici all’interno di ciascun pattern e che sia possibile individuare "paure" del parto.

Vittorio Cigoli, Davide Margola

Terapie di coppia

L'approccio integrativo e l'approccio relazionale-simbolico

Il testo presenta due approcci terapeutici ai disturbi e ai problemi di coppia, ciascuno dei quali ha sue matrici di pensiero, tecniche di intervento e misure di efficacia che vengono definite con cura.

cod. 1245.41

Uno strumento innovativo, con forte valenza preventiva: il Gruppo di parola. Una “buona prassi” introdotta nel nostro Paese dal Canada, e oggi diffusa in servizi pubblici, privati e di terzo settore, per affiancare le famiglie in difficoltà e permettere ai figli di esprimere ciò che stanno vivendo attraverso la parola, il disegno, i giochi di ruolo, la scrittura.

cod. 1245.42

Marina Mombelli, Sara Molgora

La CTU: come promuovere una genitorialità condivisa? Il punto di vista dei genitori

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2012

L’evidenza clinica circa l’importanza di una "buona prassi" delle funzioni genitoriali nelle situazioni di separazione e divorzio non trova un corrispettivo a livello delle ricerche empiriche sul tema, specie se si considera la capacità genitoriale a livello relazionale e non solo individuale. A partire dall’ipotesi che un percorso di Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) possa favorire tale pratica, l’obiettivo del presente contributo è quello di indagare l’utilità ed il valore di questa tipologia di interventi nel promuovere e nel sostenere una genitorialità condivisa. A sedici genitori che hanno concluso un percorso di CTU da almeno un anno è stata somministrata un’intervista clinica semi-strutturata costituita ad hoc per la presente ricerca. Le interviste, interamente audio registrate, sono state analizzate con il software di analisi testuale T-LAB. Nello specifico, il contributo si focalizza sulle analisi condotte sull’intero corpus a partire dalla variabile di disegno "domanda". I risultati indicano che il percorso di CTU favorisce un cambiamento sia sul piano personale, sia a livello interpersonale-relazionale. In particolare, il consulente sembra assumere il ruolo di "timoniere", anche se risulta cruciale la posizione personale di impegno e fiducia di ciascuno dei protagonisti coinvolti.

Emanuela Saita, Sara Molgora, Giorgia Vacchini

Il fenomeno del drop-out nella ricerca: riflessioni e appunti di metodo

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2011

Il drop-out nella ricerca in ambito psicologico costituisce un fenomeno diffuso e consistente, sebbene risulti difficile darne una stima esatta e considerarne le implicazioni, con effetti negativi per la ricerca stessa soprattutto nei termini della sua validita. In questa prospettiva, scopo del presente contributo e quello di portare una riflessione sul tema del drop-out nella ricerca clinica al fine di sviluppare una teoria della tecnica del campionamento in grado di considerare quegli aspetti che, ad oggi, vengono per lo piu scarsamente valutati. In particolare, verranno trattate le principali questioni, di paradigma e di metodo, relative al campionamento nelle pratiche di ricerca per poi focalizzare l’attenzione sulle possibili variabili predittive ed esplicative del fenomeno in oggetto. Infine, verra presentata, a titolo di esemplificazione, una ricerca longitudinale centrata sul tema della transizione alla genitorialita in coppie primipare, ricerca che ha registrato un elevato numero di drop-out dopo la prima fase.

Donatella Cavanna, Alessandro Salvini

Per una psicologia dell'agire umano.

Scritti in onore di Erminio Gius

Il volume traccia una linea di lettura di fenomeni e problemi socialmente rilevanti, considerati nel loro rapporto con il soggettivo, ma visti anche in stretta relazione con la dimensione storica e sociale. La consapevolezza che nessuna disciplina, per quanto evoluta, può vantare un sapere prevalente ed esaustivo, né imporre le proprie teorie e metodi come unici ed esclusivi, ripropone le attese del grande umanesimo moderno, insieme agli insegnamenti della migliore filosofia mitteleuropea.

cod. 1243.56

I risultati di un progetto di ricerca internazionale coordinato dalla Postgraduate School of Psychology dell’Università Cattolica di Milano e dalla Regione Lombardia. Gli autori sono psicologi clinici e sociali di diversa provenienza e i contributi sono offerti nelle lingue originali con un ampio riassunto in italiano.

cod. 1245.36

Davide Margola

Tecniche psicologiche d'indagine clinica

Sceno-Test, FLS, La doppia luna, TAT

Alcune tecniche d’indagine capaci di combinare rilevanza clinica e praticabilità empirica, ossia di supportare l’evidenza del caso clinico attraverso norme standardizzate e condivise di analisi dei risultati. Scopo fondamentale è quello di consentire un confronto dei risultati al variare dei soggetti e delle condizioni.

cod. 1305.95

Tiziana Alioto, Ivana Comelli, Virginia Federico, Monica mandalà, Anna Milio, Sara Molgora, Maura Pozzi, Floriana Romano

Schede bibliografiche

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2007