Direttore Alessandra Sannella
Comitato scientifico: Ali Aït Abdelmalek - Università di Renne 2; Fabio Berti - Università di Siena; Rossana Cecchi - Università di Modena e Reggio Emilia; Giuseppina Cersosimo – Università di Salerno; Carmine Clemente - Università di Bari; Luca Corchia - Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti-Pescara; Eliona Kulluri Bimbash -Università di Tirana; Antonio Maturo -AlmaMater Studiorum Bologna; Aldo Morrone - IISMAS; Mariella Nocenzi - LUMSA; Dario Padovan – Università di Torino; Andrea Pirni - Università di Genova; Stefano Tomelleri – Università di Bergamo.
Comitato Editoriale: Licinia Pascucci, Antonino Lavenia
Le società contemporanee attraversano una fase di trasformazione sistemica in cui la crisi climatica, la transizione ecologica ed energetica, l’innovazione tecnologica, i mutamenti demografici, le trasformazioni economiche e le nuove vulnerabilità sociali non costituiscono processi separati, ma dimensioni interdipendenti di un medesimo cambiamento. In questo scenario, lo sviluppo sostenibile non può essere inteso esclusivamente come obiettivo normativo o come campo di ricerca: esso interroga i fondamenti stessi attraverso cui interpretiamo il rapporto tra società, natura, salute, tecnologia ed economia. La collana Transizioni sociali e sviluppo sostenibile assume questa complessità quale spazio privilegiato per l’elaborazione teorica e la ricerca empirica. La sua prospettiva muove dalla necessità di superare le tradizionali separazioni tra scienze sociali, scienze naturali e saperi tecnologici, promuovendo la transdisciplinarità come modello capace non solo di accostare diverse conoscenze, ma anche di costruire nuovi oggetti, linguaggi e dispositivi interpretativi a partire dalle loro intersezioni. Le molteplici transizioni - ecologiche, energetiche, digitali, economiche, demografiche, sanitarie e sociali - vengono pertanto interpretate come processi simultanei e reciprocamente condizionati. Esse trasformano territori, istituzioni, sistemi produttivi, forme dell’abitare, pratiche quotidiane, corpi e relazioni sociali, distribuendo in modo diseguale opportunità, risorse, esposizioni e vulnerabilità. Una prospettiva intersezionale consente di cogliere come tali effetti non si distribuiscano lungo singoli assi di disuguaglianza, ma emergano dall’intreccio tra condizioni sociali, economiche, territoriali, generazionali, di genere e di salute, producendo configurazioni differenziate di vulnerabilità e di capacità di risposta. Il cambiamento climatico costituisce, in questa prospettiva, non soltanto una crisi ambientale, ma anche un acceleratore delle trasformazioni sociali e un moltiplicatore delle disuguaglianze esistenti. Comprendere le società future significa interrogare i meccanismi attraverso i quali i mutamenti ambientali, tecnologici ed economici vengono tradotti in differenti condizioni di vita e di salute, nell’accesso alle risorse, nelle capacità di adattamento e nelle possibilità di partecipazione. La riduzione delle disuguaglianze diviene così non soltanto il télos dello sviluppo sostenibile, ma anche una chiave analitica per valutarne le traiettorie, le contraddizioni e gli effetti. La collana intende quindi accogliere contributi teorici ed empirici capaci di esplorare le nuove configurazioni socio-ecologiche e di concorrere alla costruzione di un paradigma transdisciplinare e intersezionale delle transizioni, in cui l’ambiente naturale e l’ambiente sociale non siano più considerati domini distinti, bensì componenti interdipendenti di un medesimo sistema socio-ecologico. In questa prospettiva, la conoscenza sociologica assume una funzione di connessione tra scale, saperi e processi, contribuendo non soltanto a comprendere, ma anche a interpretare criticamente e orientare i mutamenti delle società contemporanee.
Tutti i volumi pubblicati in collana sono sottoposti a una peer review double blind.