Titolo Rivista STORIA URBANA
Autori/Curatori Melania Nucifora
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2025/182
Lingua Italiano Numero pagine 30 P. 107-136 Dimensione file 1518 KB
DOI 10.3280/SU2025-182006
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L’articolo esplora alcuni aspetti di una possibile storia ambientale dei quartieri 167 italiani, considerando le città come agenti primari di trasformazione ecologica. L’analisi si concentra sull’impatto dei quartieri pubblici di grandi dimensioni sul consumo e sul degrado del suolo, sulla rete ecologica, sulla biodiversità e sulla capacità attuale di fornire i cosiddetti servizi ecosistemici. Il caso studio è Librino, Catania, un quartiere Peep progettato da Kenzo Tange all’inizio degli anni Settanta concepito per riequilibrare la crescita urbana con ampi spazi verdi, in coerenza con il Prg di Luigi Piccinato per il capoluogo etneo entrato in vigore nel 1968. Nonostante le sfide iniziali e le lentezze attuative, Librino mostra oggi un notevole processo di rinaturalizzazione, supportato dall’ampiezza degli spazi e dalla qualità del suolo, frutto dell’intreccio tra interventi progettuali e trasformazioni naturali. Il saggio mette a confronto Librino con la periferia nord di Catania, sviluppatasi secondo logiche di mercato e in assenza di adeguati strumenti di governo urbanistico. Questa “villettopoli”, che ha prodotto nel tempo un consumo di suolo significativamente maggiore (42.12 Kmq contro 4.2 Kmq di Librino per popolazione simile), è oggi causa di forte frammentazione degli habitat con effetti di larga scala sul più ampio sistema ecologico EtnaIonio. La comparazione tra diverse logiche di produzione urbana rivela impatti ecologici distinti.
Parole chiave:Quartieri 167 Storia urbana ambientale Urban Environmental History Librino Consumo di suolo Servizi ecosistemici
Melania Nucifora, Per una storia ambientale dei quartieri 167. Il caso di Librino (Catania 1968--2023) in "STORIA URBANA " 182/2025, pp 107-136, DOI: 10.3280/SU2025-182006