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Dove stanno andando i distretti industriali? Un tentativo di risposta a partire da un’indagine in Veneto
Titolo Rivista: STUDI ORGANIZZATIVI  
Autori/Curatori: Roberto Grandinetti, Valentina De Marchi 
Anno di pubblicazione:  2012 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  34 P. 142-175 Dimensione file:  550 KB
DOI:  10.3280/SO2012-002006
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Nel lontano 1989, con grande lucidità e lungimiranza, Giacomo Becattini invitava a concepire il distretto industriale marshalliano "come una fase evolutiva lungo uno fra i diversi, possibili, sentieri di industrializzazione" (Becattini, 1989c, p. 409). Oggi numerosi osservatori qualificati della articolata realtà distrettuale italiana, accademici e non, affermano che quella fase si è definitivamente conclusa. L’obiettivo di questo lavoro è argomentare la progressiva dissoluzione della configurazione marshalliana di distretto analizzando una serie di fenomeni dei quali esiste riscontro nella letteratura empirica: l’incremento della concentrazione, all’interno delle popolazioni di imprese distrettuali, degli occupati e di altre variabili indicative della produzione di valore; il venire meno del fattore "filiera localizzata", ossia di quell’insieme di mercati di input intermedi che distingue un distretto industriale (non solo di tipo marshalliano) da una semplice area di specializzazione produttiva; la crescita relazionale delle imprese più dinamiche di un distretto oltre i suoi confini; l’emergere nei distretti di una società multietnica; la disomogeneità socio-culturale della struttura sociale dei distretti introdotta dal cambio generazionale; l’accresciuta eterogeneità settoriale dei territori distrettuali. Ciascuno dei fenomeni citati viene approfondito nell’ampia sezione 2 del lavoro. Questa analisi è preceduta da una sezione "propedeutica" dedicata a delineare in modo preciso i contorni distintivi dell’unità di indagine, il distretto industriale marshalliano, un termine che in letteratura viene spesso considerato erroneamente sinonimo di cluster oppure di distretto industriale (genericamente inteso). L’insieme dei fenomeni presi in considerazione ha profondamente modificato i sistemi distrettuali, determinando la fuoriuscita dalla fase o dal modello marshalliano. A questo punto si pone la domanda contenuta nel titolo del nostro contributo, che abbiamo ripreso da un recente lavoro di Rabellotti, Carabelli e Hirsch (2009): dove stanno andando i distretti industriali (non più marshalliani)? Abbiamo cercato di avviare un filone di ricerca empirica su questo tema partendo da tre dei maggiori distretti presenti in Veneto: il calzaturiero della Riviera del Brenta, l’occhialeria di Belluno e l’orafo di Vicenza (sezione 4). A tal fine sono state individuate alcune variabili, misurabili sulla base delle fonti informative disponibili, capaci di segnalare un aspetto importante della "vita" di un distretto industriale. I risultati ottenuti da questa analisi comparata di tipo quantitativo - integrati da quelli desumibili da altri lavori, anche qualitativi, prodotti su ciascuno dei tre distretti indagati - porta a confermare le tre traiettorie evolutive ipotizzate in un nostro precedente contributo (De Marchi e Grandinetti, 2012): il declino del distretto industriale in quanto tale, la "gerarchizzazione" dello stesso in poche imprese di grandi dimensioni, e infine la riproduzione evolutiva del distretto. Questi modelli vengono illustrati nella sezione 5, mentre la sezione conclusiva ricorda la domanda di ricerca e riassume il nostro tentativo di risposta, sottolineando le implicazioni di politica industriale che ne derivano.


Keywords: Distretto industriale marshalliano, cluster, atmosfera industriale, globalizzazione, catena globale del valore.

Roberto Grandinetti, Valentina De Marchi, in "STUDI ORGANIZZATIVI " 2/2012, pp. 142-175, DOI:10.3280/SO2012-002006

   

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