Le piccole e medie imprese nell'economia italiana. Rapporto 2001. Il punto di osservazione delle Camere di Commercio
Contributi
Carlo Sangalli
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 272,   figg. 186,     1a edizione  2001   (Codice editore 1812.19)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 39,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846433244

Presentazione del volume

L'Unioncamere, con la collaborazione dell'Istituto G. Tagliacarne, realizza un'attività di monitoraggio permanente sulle tendenze evolutive dei sistemi imprenditoriali di piccole e medie dimensioni in Italia. La presente ricerca ne rappresenta il momento di sintesi, che, partendo dall'analisi dei percorsi di sviluppo intrapresi dalle Pmi, individua alcuni spazi per l'impostazione di politiche di intervento e possibili temi di riflessione per gli studiosi in materia.

Nella fase di ripresa economica che ha caratterizzato gli ultimi due anni, le Pmi hanno potuto contare sui vantaggi competitivi che ormai ne costituiscono un asset riconosciuto a livello internazionale: la qualità e l'immagine delle produzioni, la capacità di ammodernamento e di adattamento all'evoluzione della domanda, la propensione a fare rete. Si rilevano, tuttavia, alcuni sintomi di assestamento. Nasce un nuovo interesse verso i più sicuri mercati nazionali e, al contempo, si contrae lievemente la platea delle imprese operanti all'estero. Questo non comporta una minore presenza italiana su scala internazionale: le aziende export oriented sono ancora una quota decisamente consistente del nostro sistema produttivo e hanno visto di recente anche aumentare il proprio fatturato sui mercati stranieri.

La chiave del successo è vista nella diffusione di comportamenti innovativi, che nel prossimo futuro interesseranno molteplici aree aziendali. Agli interventi sul versante produttivo (il processo e il prodotto) si affiancano quelli sul marketing e la comunicazione, anche utilizzando le nuove tecnologie dell'informazione: il 56% delle Pmi manifatturiere ha un accesso ad Internet, il 19% ha già un proprio sito aziendale e un ulteriore 18% prevede di realizzarlo entro la fine del 2002.

Vanno ricostruendosi anche le reti imprenditoriali: crescono le aziende collocate in posizione intermedia della filiera produttiva e vengono sempre più affidate all'esterno alcune funzioni di servizio. Sembra profilarsi una riorganizzazione del sistema industriale italiano, che tende a collocarsi su fasi a maggior valore aggiunto e a portare all'esterno (e, in moltissimi casi, all'estero) le fasi produttive 'basiche'.

Ricomposizione e assestamento: sono le parole d'ordine che emergono anche dall'analisi dei comportamenti delle Pmi commerciali. La maggiore coerenza delle strategie adottate è frutto del ritrovato clima di fiducia scaturito dalle performance aziendali (fra le migliori dell'ultimo quinquennio) e segna il superamento della turbolenza che aveva accompagnato le prime fasi della riforma del commercio.

Indice


Carlo Sangalli , Introduzione
Parte I. I percorsi di crescita e i nuovi assetti organizzativi del settore manifatturiero
Il profilo delle imprese protagoniste della ripresa economica
(In chiusura del decennio, un generale slittamento verso l'alto; Le differenze nei percorsi seguiti tra il 1999 e il 2000)
La ricomposizione dei mercati di sbocco e i vantaggi competitivi in Italia e all'estero
(L'evoluzione e le determinanti delle vendite all'estero; Lo spessore della presenza internazionale e le iniziative con imprese estere; I fattori di competitività)
Verso il consolidamento delle posizioni acquisite: le strategie aziendali e i comportamenti innovativi
(L'autorappresentazione delle imprese; La faccia nascosta della ripresa: una strategia di assestamento)
L'impresa e l'ambiente esterno: collegamenti materiali e immateriali
(La diffusione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione; Opportunità e svantaggi legati alla diffusione di Internet e dell'e-commerce; Verso una nuova organizzazione delle reti imprenditoriali sulle funzioni produttive e terziarie; Il ricorso ai servizi del sistema camerale; Dotazione infrastrutturale e performance imprenditoriali)
Tendenze occupazionali e aspettative di cambiamento nel mercato del lavoro
(L'occupazione in movimento; L'incertezza sulle politiche del lavoro; La staticità dell'intervento formativo)
I chiaroscuri e le turbolenze dietro la ripresa: alcune considerazioni conclusive
Parte II. I fattori di competitività delle imprese commerciali nella modernizzazione della distribuzione italiana
Dinamiche congiunturali e strutturali del settore commerciale: bilancio di un anno di transizione
(Consumi delle famiglie e vendite al dettaglio: scarso dinamismo e crescente divario fra grande distribuzione e commercio tradizionale; Nuove dinamiche nell'evoluzione della struttura distributiva)
Risultati di vendita e fattori di competitività della piccola distribuzione commerciale
(Le caratteristiche del campione considerato; Le performance del 2000 all'impronta di un minore pessimismo; Le difficoltà incontrate: carico fiscale e costo del lavoro più importanti dei problemi di mercato; L'evoluzione della domanda e dei comportamenti di acquisto nelle percezioni dei commercianti; Le strategie adottate e l'attuale caratterizzazione di marketing per fronteggiare le nuove forme della concorrenza)
Gli orientamenti a medio termine: scelte strategiche e strutturali in funzione del rafforzamento della capacità competitiva
(Fattori di competitività fondati sulle scelte di assortimento; Interventi strutturali in crescita ma ancora scarsamente diffusi; Crescente attrattività della distribuzione organizzata)
Vecchi e nuovi vincoli allo sviluppo della distribuzione commerciale
(Nuove normative e tensioni sociali fra le principali cause di difficoltà; Le problematiche legate all'introduzione dell'Euro)
Internet e il commercio elettronico
(La presenza in rete delle imprese commerciali: un fenomeno ancora da scoprire; I rapporti verticali gestiti via Internet; Opportunità e minacce legate al commercio elettronico)
Le politiche per le risorse umane in risposta all'esigenza di riqualificazione delle imprese
(Moderati incrementi di personale nelle previsioni a medio termine e parziale riqualificazione delle competenze; Bisogni di formazione sempre meno sentiti dalle imprese)
Considerazioni conclusive: i fattori di criticità per le imprese commerciali
Appendice metodologica. Modalità di realizzazione dell'indagine campionaria.