Le prove della vita. Promuovere la resilienza nella relazione educativa
Autori e curatori
Collana
Livello
Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati
pp. 150,   3a ristampa 2017,    1a edizione  2016   (Codice editore 637.5)
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In breve
Ripensare l’educazione dal punto di vista della resilienza, intesa come complesso di capacità che hanno il sapore di vita e di saperi carichi di esistenza, significa avvicinarsi a una riflessione pedagogica che invita, ancora una volta, alla “sosta”, al discernimento, alla responsabilità della scelta, alla significazione dell’agire nella relazione formativa, alla riscoperta dei luoghi, dei soggetti, dei tempi dell’educazione.
Presentazione del volume

Volume in formato piccolo (cm 13 x 19)

Il mito dell'efficienza ha pervaso ormai tutti gli aspetti della vita degli individui, Alessandro Vaccarelli dei processi sociali e, dunque, dei processi formativi. Tutto deve "funzionare": deve funzionare il soggetto educativo quando apprende, quando gioca, quando socializza; deve funzionare il soggetto educativo visto questa volta nel ruolo di guida, maestro, insegnante, genitore, educatore. Dietro le quinte, spesso, un'idea di bene del bambino orientata dal mercato, diventato il grande imprenditore educativo, che costruisce i desideri, detta all'immaginario le norme.
In questo scenario il colpo di scena, il mutamento di rotta, la catastrofe nella sua accezione legata all'etimo della parola, ci aiutano spesso a ritrovare il senso, i nessi, il valore essenziale dell'essenzialità delle cose.
Ripensare l'educazione dal punto di vista della resilienza, intesa come complesso di capacità che hanno il sapore di vita e di saperi carichi di esistenza, significa avvicinarsi ad una riflessione pedagogica che invita, ancora una volta, alla "sosta", al discernimento, alla responsabilità della scelta, alla significazione dell'agire nella relazione formativa, alla riscoperta dei luoghi, dei soggetti, dei tempi dell'educazione.
L'attenzione pedagogica alla resilienza ci aiuta ad affrontare le situazioni, ordinarie e straordinarie, in cui siamo chiamati, come educatori, a supportare l'infanzia, le infanzie, l'adolescenza, le adolescenze, nei loro mai lineari percorsi di crescita; ma potrà fertilizzare anche tutte quelle educazioni che permettono di lavorare sulla prevenzione delle discriminazioni, legate alla provenienza sociale e culturale, al genere, alla condizione psicofisica, all'orientamento sessuale, alla famiglia di provenienza.
Vista nell'ottica della prevenzione e dell'educazione al rischio, l'educazione alla resilienza ricongiunge alla vita reale, esplora le risorse, ascolta i soggetti, promuove la creatività, combatte i determinismi. E, quando si fa anche educazione alla resistenza, aiuta a riconciliarci con le tracce utopiche della pedagogia.

Alessandro Vaccarelli è professore associato di Pedagogia generale e interculturale presso il Dipartimento di Scienze Umane dell'Aquila e presidente del Corso di laurea in Scienze della Formazione e del Servizio sociale. Da sempre impegnato nel lavoro di ricerca sul fronte delle questioni interculturali, a partire dal 2009 si occupa anche di problemi legati all'educazione nei contesti emergenziali e post-emergenziali. Tra i suoi ultimi lavori al riguardo, Pedagogia dell'emergenza, didattica nell'emergenza. I processi formativi nelle situazioni di criticità individuali e collettive (con M.V. Isidori, FrancoAngeli 2013).

Indice
Dediche, avvertenze e ringraziamenti
Tempi di crisi: un bivio per i modelli educativi
(L'incertezza nell'educare; Inquietudini pedagogiche; La Storia non è finita: educare al rischio e alla catastrofe; Educare alla resilienza nella società del rischio)
Stress, trauma e resilienza: il ruolo dell'educazione
(Affrontare le piccole e grandi prove della vita; Stress e trauma; Il costrutto della resilienza; Le dimensioni della resilienza e l'intervento pedagogico; Il coping e l'appraisal: dove osano Hänsel e Gretel; Mi accetti, dunque sono: la base sicura; La rivincita di Calimero: l'autostima; Con le redini in mano: il locus of control)
Una mappa della resilienza nella relazione educativa
(La resilienza va educata; Una mappa della resilienza nei processi educativi; "Tutori di resilienza")
"La vita è come un'alga": la relazione educativa e gli eventi che ci cambiamo la vita
(L'infanzia e la morte: la morte oscena e la morte negata; Gambe corte e naso lungo: le bugie degli adulti e le emozioni dei bambini; Sincerità ed emozioni: la malattia e il lutto)
Le bambine, i bambini e le catastrofi
(La vulnerabilità dell'infanzia e la pedagogia nelle emergenze; La catastrofe e la pedagogia; L'infanzia, la guerra, il "sonno della ragione": Montessori, Korczak, Feuerstein; La guerra e la sua ombra: oggi)
Un'insostenibile leggerezza: proposte per l'educazione alla resilienza
(L'insostenibile leggerezza dell'educare; La forza della parola/la forza del disegno: raccontare e raccontarsi; "Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso": ITACA, un gioco narrativo per riflettere sulla resilienza; Emozioni e pronto soccorso emotivo: chi ha paura della paura?; Piangere e ridere: l'humor e la forza dell'ironia; La scuola e l'educazione in tenda e nella strada: "la bellezza salverà il mondo"; Gioco, sport ed educazione motoria; I saperi resilienti; Lo studio e i progetti futuri; Giocare con il terremoto: il ruolo della prevenzione e i progetti Edurisk; La scuola resiliente: un decalogo in caso di catastrofe)
Conclusioni e suggestioni pedagogiche: educare alla resilienza, educare alla felicità
(Curare e curarsi attraverso l'educazione; "Fermarsi": l'etica della resilienza e la provocazione pedagogica; La perla e il granello di sabbia: metafore di resilienza ed educazione alla felicità)
Bibliografia.