I rifiuti in edilizia

Riuso e riciclo nell'industria 4.0

Autori e curatori
Contributi
Fabrizio Cumo
Collana
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 174,      1a edizione  2018   (Codice editore 445.27)

I rifiuti in edilizia. Riuso e riciclo nell'industria 4.0
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In breve

Secondo stime non ufficiali, in Italia quasi il 90% dei rifiuti prodotti da attività di costruzione e demolizione finisce in discariche illegali. Alla luce di ciò, il volume sostiene la necessità di ripensare tutto il processo edilizio, cominciando dagli appalti verdi, dai criteri ambientali minimi, dalla progettazione dei componenti, facilitandone riutilizzo e riciclo all’interno dello stesso comparto delle costruzioni secondo i dettami dell’economia circolare.

Presentazione del volume

L'utilizzo (distorto) delle risorse naturali è la causa principale dell'inquinamento di aria, acqua e suolo; i rifiuti invece sono la testimonianza tangibile del degrado e dello spreco. Ogni giorno tonnellate di questi, peraltro ingombranti, vengono abbandonati di fianco ai cassonetti; ogni mese altri, tossici, vengono interrati; ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare.
Il problema si pone anche per il settore edilizio: in Italia, addirittura, non si ha neppure certezza di quanto viene scartato nelle attività di costruzione e demolizione; secondo stime non ufficiali quasi il 90% finisce in discariche illegali. Si aggiungano poi l'abusivismo, i crolli, le opere incompiute.
È necessario quindi ripensare l'intero processo edilizio, a cominciare dalla programmazione, per garantire la gestione sostenibile dei rifiuti, attraverso anche la demolizione selettiva; per passare poi alla progettazione di componenti facilitandone il riutilizzo, agli appalti verdi, alla realizzazione di edifici con certificati ambientali e con soluzioni impiantistiche integrate, fino alla gestione (facility management) ed alla dismissione del bene in una logica di ciclo di vita.
In questo testo si esaminano le nuove opportunità oggi a nostra disposizione: l'economia circolare, che consiste nell'utilizzare gli scarti dell'edilizia all'interno dello stesso comparto delle costruzioni; l'industria 4.0, che permette di trasformare i rifiuti da problema a risorsa; la digitalizzazione funzionale all'ottimizzazione dei processi ed al controllo degli sprechi; i componenti prefabbricati, disassemblabili, il cui riuso e riciclo è oggettivamente maggiore soprattutto se inseriti in un ciclo produttivo para-industriale.
Ma non basta intervenire tecnicamente: green economy, eco-design, economia circolare, riciclo, sostenibilità, efficienza energetica, fonti rinnovabili sono enunciati vuoti, dichiarazioni sterili di principio, se non vengono applicati nella realtà dei fatti.
Il problema è quindi culturale e richiede un'educazione più capillare e attenta. Motivo per cui in questo testo si analizza anche il ruolo della attuale comunicazione ambientale, con le sue modalità, i suoi contenuti (che dovrebbero passare dal catastrofismo a concrete proposte di costruzione di alternative) e la sua reale efficacia per creare una sensibilità ambientale diffusa, sottolineando che la sostenibilità coinvolge tutti indistintamente. Adesso.

Adriana S. Sferra, architetto, DdR, ricercatore presso il Dipartimento di Pianificazione, design e tecnologia dell'architettura, Sapienza, Università di Ro-ma, insegna Tecnologia dell'architettura. Svolge attività di ricerca incentrando prevalente-mente i propri interessi sul controllo della qualità della progettazione analizzando il processo edilizio nella fase di passaggio del comparto edile verso industria 4.0. Per garantire la rispondenza tecnica delle soluzioni progettuali, nella logica del ciclo di vita utile di un edificio e della sostenibilità ambientale, impiega specifici strumenti quali Life cycle assessment (LCA) e Life cycle cost (LCC), attraverso supporti come il E, H e Green BIM. Particolare attenzione, in quanto socio della Federazione italiana media ambientali (FIMA), pone alle modalità di comunicazione e, nello specifico, della didattica. Ha pubblicato numerosi saggi su riviste nazionali ed internazionali ed è autore di eCO2 edilizia. La misura del danno da inquinamento (2010) e, per FrancoAngeli, di Processo edilizio & sostenibilità ambientale (2016; 2a ed. 2017); Ultima chiamata: uscita 2020. La scadenza europea per la sostenibilità ambientale (2015); Uso disuso riuso. Criteri e modalità per il riuso dei rifiuti come materiale per l'edilizia (con Fabrizio Cumo ed Elisa Pennacchia, 2015); Obiettivo "quasi zero". Un percorso verso la sostenibilità ambientale (2013).

Indice

Fabrizio Cumo, Presentazione
L'attuale contesto
(Un bollettino di guerra: le aggressioni all'ambiente; La battaglia contro l'abitudine agli sprechi; Come vincere lo scontro)
Il comparto edile
(Il rapporto con l'ambiente; I riflessi sull'economia; Il passaggio verso "industria 4.0"; Procedure di controllo)
I rifiuti in edilizia
(Le politiche e gli strumenti; L'inosservanza delle regole; Un corretto utilizzo dei rifiuti; La riqualificazione e la realizzazione ex novo; Il processo edilizio; Le esperienze iniziali)
Creare una sensibilità ambientale diffusa
(Attraverso i media; Attraverso la didattica)
Gli impegni da portare avanti
(Per capire: la ricerca; Per verificare: la sperimentazione; Per comunicare: la didattica)
Bibliografia
Sitografia
Allegato. Delibera giunta regionale del Veneto n. 439/2018. Norme tecniche e ambientali per la produzione e l'utilizzo nel settore delle costruzioni di "prodotti di recupero" e di "rifiuti tal quali" (estratto).