Gibellina, la città che visse due volte

Terremoto e ricostruzione nella Valle del Belice

Autori e curatori
Collana
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 322,      1a edizione  2019   (Codice editore 1862.215)

Gibellina, la città che visse due volte. Terremoto e ricostruzione nella Valle del Belice
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 28,50
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788891790248

In breve

Il dopo-terremoto del Belice è stato il banco di prova della Prima Repubblica di fronte alle calamità naturali. La scelta di narrare il modus operandi adottato attraverso Gibellina offre l’occasione di ripercorrere il processo di costruzione di una città dalle caratteristiche uniche e contraddittorie. Contrapponendo una ricostruzione filologica di Gibellina Vecchia alla breve storia urbanistica di Gibellina Nuova, il volume mostra le distanze spaziali, temporali e culturali che le separano e offre una chiave di lettura per ripensare in modo critico i principi guida dell’urbanistica.

Presentazione del volume


Il passato di Gibellina Nuova non è Gibellina Vecchia.
Le storie delle due città sono profondamente diverse: il terremoto del 1968, che colpì con un'intensità del IX grado della scala Mercalli la Valle del Belice, è stato additato come causa della loro soluzione di continuità, ma i veri fattori che hanno determinato una frattura nella continuità storica vanno ricercati nelle politiche di intervento e nelle utopie urbanistiche che hanno orientato la ricostruzione.
Il dopo-terremoto del Belice è stato il banco di prova della Prima Repubblica di fronte alle calamità naturali; dal fallimento delle sperimentazioni urbanistiche operate in vivo nel tessuto sociale, dalla dicotomia tra ricostruzione di Stato e iniziative locali di pianificazione dal basso, dall'attivismo sociale e dall'azione/rivoluzione nonviolenta promossa da Danilo Dolci e Lorenzo Barbera, si trarranno importanti insegnamenti destinati a riorientare, nel futuro, le politiche di ricostruzione post-sismica.
La scelta di narrare il modus operandi della ricostruzione adottato attraverso il caso di Gibellina offre l'occasione di ripercorrere le tappe della fondazione di una nuova città dalle caratteristiche al contempo uniche e contraddittorie, forgiata dalla potente visione di Ludovico Corrao di un esaltante connubio tra arte e città da contrapporre al monotono squallore di un insediamento pseudo-industriale, costruito ex novo in base a modelli astratti desunti da una manualistica teorica di derivazione nordeuropea. Per tentare di riannodare i fili della storia, è stata operata una ricostruzione dell'immagine di Gibellina Vecchia, i cui ultimi resti, ormai inglobati nel cemento del Grande Cretto, hanno subìto una simbolica trasposizione da ruderi a monumento commemorativo del disastroso evento. Alla ricostruzione dell'antico insediamento è stata contrapposta la breve, seppur intensa, storia urbanistica di Gibellina Nuova, costellata di centinaia di interventi architettonici ed artistici. Dal confronto emergono le distanze spaziali, temporali e culturali che le separano, offrendo una chiave di lettura per interpretare gli esiti raggiunti e per riconsiderare una nuova alleanza tra passato e futuro delle due città.

Alessandra Badami, architetto e PhD, è professore associato di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Palermo. Svolge attività di ricerca sulla valorizzazione del patrimonio culturale come risorsa per uno sviluppo sostenibile e sui temi della salvaguardia del patrimonio archeologico territoriale in relazione ai rischi naturali e ai processi di trasformazione del territorio.

Indice

Indice
Introduzione
(Il terremoto come frattura nella continuità storica)
Parte I. Gibellina cosiddetta Vecchia
La restituzione dell'immagine di una città scomparsa
(Gibellina insediamento agricolo della Valle del Belice; Composizione sociale e struttura economica; Forma e struttura del paesaggio urbano; Restituzione topografica di una città cancellata dal suolo)
Parte II. Il terremoto della Valle del Belice del 1968
Il terremoto della Valle del Belice e gli interventi delle istituzioni statali e regionali
(Le cifre reali del terremoto del '68; La risposta allo stato di emergenza: favorire l'emigrazione; I primi soccorsi ai terremotati: tendopoli e baraccopoli)
La partecipazione popolare
(La vitalità del tessuto socio-culturale locale; Danilo Dolci e Lorenzo Barbera: l'animazione della partecipazione dal basso)
Le forme di attivismo per il soccorso ai terremotati
(La marcia su Roma del marzo 1968; La marcia su Palermo del luglio 1968; Il giudizio popolare di Roccamena dell'ottobre 1969; 1970: l'anno dei tre chiodi; Il Comitato antileva e l'istituzione del servizio civile)
Il Piano di sviluppo democratico per le valli del Belice, del Carboj e dello Jato
(Il Piano di sviluppo agricolo; Il Piano di sviluppo urbanistico; I cinquanta giorni di pressione; La proposta della conurbazione)
I provvedimenti legislativi nazionali e regionali per la ricostruzione
(I primi provvedimenti approntati per fronteggiare l'emergenza; L'attività della Regione siciliana nella pianificazione di area vasta: il tentato avvio della pianificazione comprensoriale e di coordinamento; L'attribuzione delle competenze al Ministero dei lavori pubblici; Il cortocircuito tra Stato e Regione sulle competenze urbanistiche; Le previsioni per lo sviluppo economico)
La gestione del processo di ricostruzione
(La ricostruzione atto primo: l'accentramento degli interventi nelle mani dello Stato; L'Ispettorato Generale per le zone colpite dai terremoti del gennaio 1968; L'Ises; I Piani di trasferimento; La ricostruzione atto secondo: il passaggio di consegna agli Enti locali; L'inchiesta parlamentare del 1981)
Parte III. Gibellina cosiddetta Nuova
Il progetto per la città nuova e i piani di variante
(Strategie di localizzazione per l'impianto della nuova città; Lo Schema planimetrico indicativo del Piano di trasferimento; Il Piano di trasferimento totale redatto dall'Ises per Gibellina; Il Piano di verifica globale del nuovo centro urbano; Proposta per lo sviluppo del centro urbano; Il Piano di completamento del centro abitato; Le varianti per comparti edificatori)
Verso una nuova idea di città: l'investimento in arte e cultura
(Ludovico Corrao sindaco di Gibellina: la città rinasce dal "soffio creativo dell'arte"; La "carica dei 500"; Le opere e gli autori; La poetica del frammento: ricomposizione di brani della memoria attraverso i reperti urbani)
Produzione, valorizzazione e promozione dell'arte contemporanea
(Gli Istituti culturali di Gibellina Nuova; Museo Civico di Arte Contemporanea "Ludovico Corrao"; Fondazione Orestiadi; Museo etno-antropologico; Belice/EpiCentro della Memoria Viva)
Il memoriale di Gibellina Vecchia: il Grande Cretto
(Forma di un epilogo urbano; La riscoperta della topografia antica di Gibellina Vecchia nelle trame del Grande Cretto; Museo del Grande Cretto)
Conclusioni
(Imparare da Gibellina)
Ringraziamenti
Bibliografia.