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Domenico Fisichella

Il primato regolativo della politica e la sovranità della legge

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2003

Il primato della politica proprio di un sistema democratico è un primato regolativo, ispirato al principio della sovranità della legge, che conferisce alla molteplicità dei soggetti il proprio ruolo, al cui interno i diversi soggetti si possono e si debbono pacificamente confrontare.

Giuliano Amato

Il potere diviso e l'interpretazione della legge

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2003

Il peccato originale del nostro è l’idea che il potere è uno, è il potere politico, è il potere di chi è legittimato a governare e che gli altri poteri, conseguenti a vicende storiche successive, sono deroghe ed eccezioni più che poteri paralleli e parimenti legittimati ambiti di diverse funzioni pubbliche.

Franco Ippolito

Introduzione

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2003

Salvatore Senese

Il potere, la vita, la politica

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2003

C’è un lascito della Storia al quale rivolgersi per trarne indicazioni a fronte dei grandi ed inediti problemi posti dalla mondializzazione? E, in particolare, in questo lascito vi sono indicazioni per i problemi che riguardano temi fondamentali quali il rapporto tra la vita, il potere, la politica?

Emilio Gironi

Riflessioni sul delitto di guerra

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2003

Nel concludere queste note, in un sabato mattina sereno e silenzioso, sospeso nella luce e nel tepore della primavera incipiente, mentre volgo uno sguardo ed un pensiero alle case, ai palazzi, ai monumenti ed agli abitanti della mia città, compiacendomi di saperli integri ed immersi nell’ordine consueto, apprendo che una bomba “intelligente” si è democraticamente abbattuta su di un mercato di Bagdad, liberando definitivamente dalla dittatura svariate decine di persone: à la guerre comme à la guerre.

Gianfranco Gilardi

Quale futuro per la magistratura onoraria?

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2003

1. L’esigenza di una revisione organica della magistratura onoraria / 2. I punti di accordo / 3. La magistratura onoraria nel quadro complessivo delle funzioni di giustizia (3.1. Il giudice di pace 3.2 I giudici onorari di tribunale e i vice procuratori onorari 3.3. La partecipazione negli organi di autogoverno 3.4. La formazione professionale) / 4. L’associazionismo e l’impegno comune per l’effettività della giurisdizione e la soggezione del giudice solo alla legge.

Francesco Antonio Genovese

Ordinamento Giudiziario e diritto tabellare (dal 1865 ai giorni nostri)

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2003

1. Premessa. Nozione ed area di riferimento / 2. L’Ordinamento Cortese (rr.dd. 6 dicembre 1865, n. 2626 e 14 dicembre 1865, n. 2641) / 3. L’Ordinamento Rodinò (R.d. 14 dicembre 1921, n. 1978) e il Testo unico Oviglio (R.d. 30 dicembre 1923, n. 2786) / 4. L’Ordinamento Grandi (r.d. 30 gennaio 1941, n. 12) / 5. La legge sulle Guarentigie della Magistratura (Regio Decreto legislativo 31 maggio 1946, n. 511) / 6. La Costituzione / 7. La legge di attuazione del Csm (24 marzo 1958, n. 195) / 8. La legislazione successiva: dalla precostituzione del giudice all’efficienza del servizio giustizia (il giudice unico, le tabelle infradistrettuali, gli ultimi interventi sull’organico) / 9. Legislatore e normazione consiliare: una spirale in continua sperimentazione (ultimo approdo: la circolare n. 24710 del 2001, per la programmazione tabellare 2001-02).

Pietro Curzio

L'estenzione della precarietà: dai lavori ai diritti

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2003

La precarizzazione dei rapporti di lavoro si estende anche al settore di ceti professionali qualificati, quali medici, professori, giornalisti, dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Si tratta di settori cruciali della società, perché lo stato dei diritti di questi lavoratori si riflette sulla qualità delle garanzie e dei diritti dei cittadini.

Luigi Pagano

Il carcere e la giustizia negata

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2003

Diciamo la verità, la giustizia retributiva non è, non può essere (né potrà mai chiamarsi), giusta se prima non è giusta quella distributiva.