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Francesco De Leo

Quale legge per Eurojust?

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2003

1. La dimensione sopranazionale della cooperazione giudiziaria / 2. Eurojust: organo giudiziario o amministrativo? / 3. I corrispondenti nazionali di Eurojust. Rapporto con la Rete Giudiziaria Europea / 4. I poteri giudiziari di Eurojust.

Tra l’estate 2001 e l’estate 2002 si è consumato tra il Consiglio superiore della magistratura e il Ministro della giustizia un conflitto istituzionale incomprensibilmente sottovalutato dai commentatori. Si è trattato del «caso OLAF», cioè della vicenda concernente l’assunzione degli incarichi di «direttore delle investigazioni e operazioni» e di «agenti temporanei» presso l’Ufficio europeo per la lotta antifrode da parte dei tre magistrati italiani (i dr. Perduca, Piacente e Vaudano) che avevano superato la relativa selezione. L’autorizzazione, deliberata dal Consiglio, non ha avuto il necessario seguito amministrativo da parte del Ministro sì che (allo stato e salvi ulteriori sviluppi) il dr. Piacente ha ripreso servizio in Italia mentre i dr. Perduca e Vaudano hanno assunto l’incarico presso l’OLAF lasciando la magistratura italiana. La vicenda è esemplare sotto molti aspetti: non ultimo la timidezza della maggioranza del Csm che ha rinunciato a sollevare, sul punto, conflitto di attribuzioni avanti alla Corte costituzionale.

Giovanni Berti Arnoaldi Veli

La legge Pinto e l'Europa tradita (Riflessioni di un avvocato dalla parte del cittadino)

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2003

L’approvazione della legge Pinto ha realizzato un singolare gioco delle parti: da un lato, per sottrarre alla giurisdizione europea i nuovi ricorsi, l’Italia non ha esitato ad approvare una legge che invece di risolvere il problema lo aggrava; dall’altro, per liberarsi del pesante fardello costituito dalle migliaia di vecchi ricorsi, l’autorità europea non ha esitato a dichiarare irricevibili i ricorsi già depositati. Niente più ricorsi, per la Corte di Strasburgo; niente più sanzioni, per l’Italia: il conto di chi ci ha guadagnato è presto fatto. Chi ci ha perso è però ancora il cittadino, giacché lo Stato italiano, mentre continua oggi esattamente come prima a non assicurare la ragionevole durata dei processi, ha precluso il ricorso diretto alla Corte europea, offrendo per giunta, quale risarcimento un piatto di lenticchie.

Angelo Caputo

Prime applicazioni delle norme penali della legge Bossi-Fini

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2003

1. L’ordinamento penale al servizio dell’allontanamento dello straniero / 2. L’ingiustificata inosservanza dell’ordine di allontanamento: la nuova figura di reato _ / 3. _ e le questioni relative all’arresto obbligatorio / 4. Il reato di illecito reingresso / 5. Espulsione e procedimento penale.

La piena ed efficace applicazione dell’art. 47 quater ordinamento giudiziario è, presso il Tribunale di Milano, una necessità particolarmente avvertita anche per ragioni legate al rilevante numero delle sezioni civili (tredici sezioni oltre a quella preposta al settore lavoro) e dei componenti di ciascuna di esse (variabile fino a una massimo di nove giudici togati). Molto è stato fatto ma si è ancora a mezza strada.

Giuseppina Luciana Barreca

Un questionario per misurare l'organizzazione dei tribunali nel settore civile

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2003

C’è una norma recente, l’art. 47 quater dell’ordinamento giudiziario, che fissa le attribuzioni dei magistrati con incarichi semidirettivi dirette a realizzare un miglioramento, quantitativo e qualitativo, del servizio giustizia. Una prima verifica della sua attuazione è stata realizzata mediante un questionario diffuso negli uffici giudiziari dagli Osservatori per la giustizia in occasione del convegno nazionale «Giustizia civile tra legalità ed efficienza» svoltosi a Reggio Calabria nei giorni 15 e 16 novembre 2002.

La violazione dell’art. 11 della Costituzione, occultata in occasione dei più recenti conflitti internazionali da uno scoperto fariseismo verbale (che ha visto sostituire il termine «guerra» con espressioni quali «operazione di polizia internazionale»,«intervento militare umanitario» o «azione di contrasto al terrorismo internazionale»), è diventata oggi, a fronte della aperta proclamazione delle virtù della «guerra preventiva» contro l’Iraq, uno dei nodi essenziali del confronto politico.

La proposta di legge Burani-Procaccini di modifica della legge n. 180/1878 è, in sintesi, la riproposizione del manicomio e dell’idea (tecnicamente pericolosa e praticamente fallimentare) che curare sia sinonimo di costringere. Essa è figlia delle semplificazioni. La salute mentale è invece fatica, ricerca, creatività, integrazione, scambio; è capacità di rinnovarsi, di condividere. Non si esprime, di certo, con la custodia, addirittura in strutture residenziali.

Antonio Lamorgese

Proposte di razionalizzazione del processo civile in primo grado

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2003

1. La rigidità del modello di processo ordinario di cognizione in primo grado / 2. Opinioni a confronto / 3. La pendenza del processo e i poteri del giudice / 4. Il principio di oralità e la ragionevole durata del processo regolato dalla legge / 5. La discrezionalità del giudice / 6. Per una nuova organizzazione del processo civile / 7. L’assunzione delle prove / 8. Altre proposte.

Roberto Olivieri del Castillo

L'articolo 25 Costituzione tra (pre)giudizi della Consulta e legittimi sospetti del legislatore

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2003

1. Premessa. / 2. Le problematiche di fondo dell’art. 25 Cost. tra legalità e opportunità / 3. La Corte costituzionale e l’art. 34 cpp: la sentenza n. 432/1995 e il suo approccio epistemologico / 4. La conoscenza giudiziaria come tipo di conoscenza umana / 5. Il principio della “forza della prevenzione” e la natura umana / 6. La temporalizzazione del diritto.

Massimo Roccella

Lavoro e costituzione nelle politiche del governo Berlusconi

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2003

1. Premessa / 2. Le violazioni della prassi costituzionale / 3. Le violazioni delle forme costituzionali / 4. Le violazioni della sostanza costituzionale / 5. Le politiche della destra, il lavoro e l’Europa.

Perfecto Andrès Ibanez

I diritti, la nostra forza

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2003

L’esistenza di una giurisdizione che occupi in modo pieno il suo spazio costituzionale è condizione sine qua non di democrazia. Perché non ci sono cittadini con diritti, vera democrazia, dove non ci sono veri limiti di diritto di fronte alle più gravi deviazioni del potere politico. Sta qui la nostra forza. Per questo l’unica strategia praticabile di risposta agli attacchi alla giurisdizione è convincere con la qualità del nostro lavoro, con la razionalità della denuncia e con la autenticità della nostra militanza culturale.