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L’ Autore svolge una serie di considerazioni sulle forme individuali e collettive di previdenza complementare, alla luce dei problemi di uniformazione alle prescrizioni delle direttive comunitarie, delle normative della legge 3 dell’ottobre 2001, che ha riformato il Titolo quinto della Costituzione agli artt. 117 e 118, e propone una analisi critica delle grandi linee della riforma di sistema prefigurata dalle "norme in materia pensionistica" e dalle "deleghe al Governo" per "il sostegno alla previdenza complementare" stabilite con le disposizioni della legge 243 del 23 agosto 2004. In particolare, l’ Autore segnala le policies che con maggior incidenza interessano il comparto della previdenza privata con finalità pensionistica, con particolare riguardo: alla istituzione di forme pensionistiche complementari per le professioni libere; al criterio di asset allocation inteso a prescrivere che i fondi pensione provvedano a dotarsi di linee d’investimento tali da garantire rendimenti comparabili "al tasso di rivalutazione del trattamento di fine rapporto"; all’"assoggettamento delle prestazioni di previdenza complementare a vincoli in tema di cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità", e più in generale alla policy di tutela del risparmio con finalità pensionistica che caratterizza l‘intera normativa di riforma. L’ Autore riferisce infine dei problemi riguardanti la trasparenza delle condizioni contrattuali, le modalità di offerta al pubblico degli strumenti previdenziali e la libertà di adesione svolgendo anche circostanziata analisi della nuova disciplina di conferimento del Tfr a fondi pensione negoziali, fondi pensione aperti e piani pensionistici individuali dell’impresa assicurativa.

Guido Alpa

Note sulla proposta di direttiva sui servizi nel mercato interno

ECONOMIA E DIRITTO DEL TERZIARIO

Fascicolo: 3 / 2004

Il mercato dei servizi è caratterizzato da enormi dimensioni: si stima che i servizi si estendano per i due terzi dell’economia mondiale, che costituiscano la risorsa principale dello sviluppo economico e che il loro volume sia in costante espansione. Si riscontrano tuttavia notevoli barriere nel mercato interno comunitario, che ostacolano sia la libertà di fornitura sia la libertà di stabilimento dei produttori di servizi. L’organizzazione delle regole destinate a rimuovere le barriere e quindi i fenomeni di discriminazione nei confronti dei prestatori di servizi ha seguito l’ordinario corso di produzione normativa proprio degli organi comunitari. Tra i documenti più rilevanti si segnala, oltre alla Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo su Lo stato del mercato interno dei servizi (del 30.7.2002, COM (2002) 441 def.), il testo di una proposta di direttiva, predisposto dalla Commissione, relativa ai servizi del mercato interno (25.2.2004, COM (2004) 2 def.). L’intervento comunitario in materia di servizi, con una direttiva avente tenore generale, è rilevante non solo per la disciplina comunitaria, ma anche per il diritto interno, perché assume il significato di ordinamento di settore al quale si riconducono tutti i servizi Si è in presenza di una direttiva quadro che, per esplicito assunto del legislatore, non intende fissare norme dettagliate e neppure armonizzare compiutamente il complesso delle norme degli Stati membri applicabili alle attività di servizi. Piuttosto la direttiva proposta intende affrontare le questioni fondamentali dalla cui soluzione dipende il regolare funzionamento del mercato interno dei servizi.

Documenti

QT Quaderni di Tecnostruttura

Fascicolo: 15-16 / 2004