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Valeria Piccone

Primato del diritto dell’Unione e responsabilità civile dei giudici nazionali

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 1 / 2012

Il saggio, muovendo da una prospettiva metodologica diretta a cogliere gli elementi caratterizzanti il processo di integrazione europea, mira ad offrire, alla luce delle novità introdotte dal Trattato di Lisbona, nonché tenuto conto della giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, un approccio sistematico al regime di responsabilità civile dei giudici nazionali nel quadro del principio di primazia del diritto dell’Unione, riguardato in connessione con l’obbligo di adeguamento del diritto interno al diritto sovranazionale.

Giulio Peroni

Risarcimento da inadempimento di direttiva comunitaria e dies a quo della prescrizione

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 1 / 2012

L’articolo, prendendo spunto da una sentenza della Corte di Cassazione sull’annoso caso della retribuzione dei medici specializzandi, intende, alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea relativa all’inadempimento dello Stato che non recepisce nei termini prescritti una direttiva non self executing che riconosce diritti ai singoli, sottolineare i criteri per definire i termini di prescrizione delle azioni di risarcimento dei danni promosse dalle parti interessate. La Cassazione, conformandosi a una sua precedente decisione, chiarisce che la prescrizione per queste azioni ha carattere decennale, precisando che il termine decorre dal momento in cui il legislatore adotta il provvedimento di recepimento. Nel caso in cui ciò non accada, il termine di prescrizione non opera affatto. Il tema non sembra, però, essere giunto ancora a una sua definitiva conclusione, in quanto una contestuale decisione dei Giudici di Lussemburgo intervenuta proprio in merito alla normativa sulla prescrizione sembra riaprire nuovamente la questione.

Giuseppina Passarelli

La protezione dei diritti fondamentali nello spazio giuridico europeo

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 1 / 2012

L’articolo propone una riflessione sulla tutela dei diritti fondamentali nello spazio giuridico europeo. Un peculiare riguardo è riservato all’analisi della condizione delle minoranze, dei minori, dei disabili e degli immigrati alla luce del Rapporto annuale pubblicato dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali. Le gravi forme di discriminazione che, ancora oggi, si consumano negli Stati membri, nonostante il rilievo giuridico assunto dalla Carta di Nizza - Strasburgo, denotano quanto sia profondo il gap tra enunciazione formale dei diritti e loro effettiva realizzazione in uno scenario futuro dai contorni scarsamente definiti.

Luigi Moccia

Diritto europeo, ordinamento aperto e formazione giuridica

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 1 / 2012

L’articolo sottolinea l’importanza di definire la nozione di ‘diritto europeo’ nella prospettiva dell’ordinamento giuridico ‘aperto’, visto sia come esperienza storica, sia come esigenza teorica di un modo d’intendere l’ordinamento giuridico all’insegna della extrastatualità e del pluralismo, sulla base di un patrimonio di valori comuni e dei connessi diritti fondamentali espressione della centralità della persona, in quanto paradigma di una rule of law europea, alla cui costruzione è chiamata la comunità dei giuristi, in un contesto di integrazione e comunicazione, dove spicca il ruolo della comparazione come principale strumento di una autentica formazione giuridica europea.

Micaela Lottini, Michele Giannino

L’istruzione come attività imprenditoriale? Scuola, Università e mercato europeo

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 1 / 2012

Il contributo affronta il tema relativo all’attività di istruzione, quale in se stessa non può sottrarsi all’applicazione del diritto europeo del mercato, ove la stessa configuri un servizio in senso comunitario, ossia venga svolta a fronte di un prezzo corrispondente. L’applicazione delle regole e dei principi del diritto europeo produce effetti evidenti sull’organizzazione del settore. Da una parte, viene infatti promosso lo sviluppo di un mercato europeo dell’istruzione in cui i soggetti (almeno privati) concorrono come prestatori di servizi. Dall’altra, le scelte pubblicistiche di finanziamento dell’istruzione vengono fortemente condizionate sia con riguardo, sia alla scuola privata, che all’Università, posto che è necessario che dette misure di finanziamento siano conformi alla normativa europea in materia di aiuti di stato. T

Sabrina Pisano, Loris Landriani

The determinants of segment disclosure: an empirical analysis on Italian listed companies

FINANCIAL REPORTING

Fascicolo: 1 / 2012

In November 2006 the International Accounting Standards Board issued IFRS 8, which replaced IAS 14-Revised and became effective for the fiscal year beginning on or after 2009. IFRS 8 changed the items of information that companies have to disclose for each segment. The aim of the research is to examine the determinants of segment disclosures provided by Italian companies in both 2008 and 2009 using the framework of the proprietary costs theory. Moreover, the research investigates whether the implementation of IFRS 8 has brought companies operating in less competitive industries to adopt some opportunistic behaviors, reducing the level of segment disclosure provided in 2009, compared to that disclosed the previous year under IAS 14-R. The results show that higher levels of industry competition are associated with higher levels of segment disclosure. Moreover, we find that firms operating in less competitive industries decreased the items of information provided for each segment under IFRS 8, compared to those released the previous year.

Nel presente lavoro ci si propone di analizzare empiricamente il livello di disclosure integrativa presentata nei bilanci infrannuali conformi allo IAS 34. In particolare, si cerca di capire in primis se, data la crescente complessità aziendale, sia riscontrabile un incremento del grado di dettaglio delle informazioni integrative pur nel rispetto dei requisiti minimi indicati dallo standard. Successivamente, si provvede a verificare se il diverso livello della disclosure rappresentata sia imputabile a talune caratteristiche specifiche delle imprese quali la dimensione aziendale, la redditività, la struttura finanziaria, il rischio di mercato ed il rischio d’impresa. Il campione utilizzato per l’indagine empirica include i bilanci semestrali di 64 imprese italiane quotate pubblicati nel periodo 2005-2009. I principali risultati dimostrano che a livello infrannuale non si rileva un significativo incremento del grado di dettaglio informativo e che variabili come un’ampia dimensione nonché una più elevata redditività giocano un ruolo determinante nelle politiche di disclosure.

Marco Bisogno, Gaetano Matonti

La disclosure del bilancio in forma abbreviata delle piccole imprese

FINANCIAL REPORTING

Fascicolo: 1 / 2012

La letteratura che si è occupata di disclosure da un lato ha analizzato il comportamento dei redattori del bilancio rispetto al grado di dettaglio delle informazioni in esso incluse (cd. disclosure level evaluation), dall’altro ha tentato di individuare le motivazioni che spingono talune imprese a fornire maggiori informazioni rispetto ad altre (cd. disclosure determinants analysis). Mentre la letteratura si è occupata prevalentemente di imprese quotate, il lavoro intende esaminare il livello di disclosure e le sue determinanti rispetto alle piccole imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata. Inoltre, il lavoro intende valutare la differenza esistente tra piccole imprese in crisi e "sane" riguardo al livello di disclosure, ipotizzando un’incidenza dello stato di crisi su tale livello.

Antonio Fabio Di Narzo, Marzia Freo, Marco Maria Mattei

Un nuovo approccio statistico per l’individuazione delle manipolazioni degli utili: evidenze empiriche dal mercato italiano

FINANCIAL REPORTING

Fascicolo: 1 / 2012

Mediante uno studio di simulazione, questo articolo si propone di valutare l’efficacia nel mercato italiano dei metodi comunemente utilizzati nella letteratura nord-americana per individuare le manipolazioni di bilancio. Inoltre, viene proposta una nuova metodologia di stima degli accrual model - il modello delle misture - che non si basa su nessuna classificazione industriale e risolve alcuni dei problemi che questi metodi di indagine manifestano nei paesi con mercati finanziari di minori dimensioni. Dalle analisi svolte emerge che le tecniche d’indagine ampiamente utilizzate a livello internazionale sono efficaci anche nel nostro Paese e che il modello delle misture aumenta significativamente la potenza del test più efficace per ricercare la presenza di manipolazioni di bilancio. Complessivamente questi risultati indurrebbero a concludere che gli accrual model potrebbero essere utilizzati maggiormente dai ricercatori interessati ad investigare la presenza di politiche di bilancio in Italia.

Caterina Selvaggi

Pulp Fiction. Il cinema postmoderno di Quentin Tarantino

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2012

L’Autore analizza "Pulp Fiction" di Tarantino (1994) che è il cineasta più significativo del gusto post-moderno; la relazione sistemica è protagonista del film e di altri dello stesso autore ed evidenzia come il singolo personaggio non abbia né coerenza né consistenza come individuo a se stante. Lo stile postmoderno è una delle forme culturali più proprie della cosiddetta "globalizzazione", cioè delle progressiva interdipendenza dei sistemi nel pianeta. Il film racconta 5 storie intrecciate, mettendo in crisi l’ordine causale lineare a favore di una concezione di causalità circolare espressa anche dalla regia stessa. Significativo è anche il gusto della citazione di altri testi e film di culture ed epoche diverse, proprio del postmoderno, e la mescolanza dei vari generi, dal thriller al western al musical ai cartoons" Ma questo gioco di citazioni per Tarantino esprime la condizione di intellegibilità psicologica e culturale di un sistema ormai globale.

Gli autori riferiscono come il lavoro clinico nell’ambito psicosomatico li abbia posti di fronte ad una relativa inefficacia dei trattamenti basati esclusivamente sulla terapia biologica (farmaco) o su quella esclusivamente verbale. Da qui, l’esigenza di elaborare una modalità di approccio terapeutico fondato su di una articolata integrazione di tecniche diverse, ma tra loro compatibili, con ciò trovando corrispondenza con il "Movimento per l’integrazione" sorto negli anni ’70 negli Stati Uniti.Il tipo di approccio elaborato viene indicato con l’acronimo PIIEC (Psicoterapia Integrata Immaginativa ad Espressione Corporea) che comporta appunto il ricorso integrato a diverse tecniche, con la finalità di ampliare le possibilità di intervento terapeutico in un’ottica psicosomatica.

Rosa Celeste Dentale

La solitudine di un corpo privato dei sensi

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2012

Il rapporto madre-figlia. La complessità e l’ambivalenza dei segni intricati, a volte brucianti, a volte lievi, dell’intenso e conflittuale processo che conduce la figlia dal massimo di prossimità e specularità con la madre alla costruzione della propria personale identità femminile.

Michele Procacci

Le conseguenze dell'amore. Distacco e solitudine

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2012

Il caso di G. permette di fare alcune osservazioni sulla psicopatologia e sulle strategie terapeutiche utilizzabili in un caso del genere. G. viene inquadrata come un individuo con sintomi di compartimentazione dissociativa emersi in seguito ad una relazione affettiva avvenuta in età matura. Le modalità descritte della relazione, così come precedenti situazioni relazionali vissute da G. in famiglia, portano all’ipotesi di una co-presenza di un tratto dipendente di personalità. Vengono analizzate le due condizioni di sofferenza psicopatologica e di eventuale co-esistenza nel descrivere le dinamiche di mantenimento e poi di scompenso psicopatologiche del caso. Alcune brevi note sulle strategie terapeutiche da adottare in una prospettiva cognitiva vengono aggiunte a conclusione del commento.

Franco Bellotti

Il corpo nelle parole

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2012

L’autore propone, attraverso la descrizione del caso, un particolare atteggiamento analitico rivolto a far emergere un flusso della coscienza in cui si annullano le classiche dicotomie di interno ed esterno, conscio e inconscio, memoria semantica e memoria procedurale. Una conoscenza sensibile, fondata sulla sensazione e l’immaginazione, che permetta nell’incontro analitico l’apertura ad un nuovo ordine di senso per mezzo del valore sensibile del linguaggio e della possibilità figurale delle immagini. In altre parole, viene proposto un percorso analitico che vada al di là di percorsi evolutivamente predefiniti, ma particolarmente attento invece ad un processo individuativo che valorizzi le attitudini e la singolarità del paziente.

Maurizio Gasseau, Marina Brinchi

Soccorritori e trauma. Funzioni terapeutiche dello psicodramma analitico junghiano nell’emergenza

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2012

Gli operatori che svolgono funzioni di soccorso nelle emergenze sono esposti a situazioni drammatiche e subiscono una sorta di "contagio psichico" causato dal dolore prodotto da quanto osservato. L’immagine dell’evento si fissa con forza nella psiche e lì può permanere "muta", ma attiva anche per molti anni. Lo psicodramma permette di liberare le emozioni, favorisce il processo di elaborazione dei vissuti più dolorosi collegati alle esperienze traumatiche e dunque permette di reagire allo stress e di prevenire comportamenti potenzialmente autodistruttivi.

Rowling Louise, Victoria Kasunic. Tradotto da Benedetta Menenti, Talamanca Lavinia Figà

Prevenzione della depressione nei giovani. Una prospettiva australiana

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2012

La prevenzione della depressione nei giovani ha bisogno di adottare un duplice approccio, la prevenzione della malattia sulla base dei fattori di rischio e la promozione della salute mentale concentrata sul benessere sociale ed emotivo. Questo articolo descrive il contesto politico di sostegno e le risorse di base presenti in Australia e il concetto esistente di salute pubblica. All’interno di questo approccio l’intervento prevede sensibilizzazione e pre- venzione per i giovani, nonché un focus sulle risorse, sulla resilienza e sulla capacità costruttiva delle istituzioni di lavorare in modo da favorire i giovani. Vengono descritti sia interventi di prevenzione universale sia interventi mirati tra cui Mind Matters, un programma nazionale di promozione della salute mentale per le scuole secondarie e anche strategie innovative basate su internet. Questi studi dimostrano che la prevenzione della depressione nei giovani richiede strategie complesse e multi-livello.