Pulp Fiction. Il cinema postmoderno di Quentin Tarantino

Titolo Rivista PSICOBIETTIVO
Autori/Curatori Caterina Selvaggi
Anno di pubblicazione 2012 Fascicolo 2012/1
Lingua Italiano Numero pagine 22 P. 151-172 Dimensione file 163 KB
DOI 10.3280/PSOB2012-001011
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L’Autore analizza "Pulp Fiction" di Tarantino (1994) che è il cineasta più significativo del gusto post-moderno; la relazione sistemica è protagonista del film e di altri dello stesso autore ed evidenzia come il singolo personaggio non abbia né coerenza né consistenza come individuo a se stante. Lo stile postmoderno è una delle forme culturali più proprie della cosiddetta "globalizzazione", cioè delle progressiva interdipendenza dei sistemi nel pianeta. Il film racconta 5 storie intrecciate, mettendo in crisi l’ordine causale lineare a favore di una concezione di causalità circolare espressa anche dalla regia stessa. Significativo è anche il gusto della citazione di altri testi e film di culture ed epoche diverse, proprio del postmoderno, e la mescolanza dei vari generi, dal thriller al western al musical ai cartoons" Ma questo gioco di citazioni per Tarantino esprime la condizione di intellegibilità psicologica e culturale di un sistema ormai globale.;

Keywords:Interdipendenza sistemica; relazione; causalità; circolarità; postmoderno; citazione; instabilità.

Caterina Selvaggi, Pulp Fiction. Il cinema postmoderno di Quentin Tarantino in "PSICOBIETTIVO" 1/2012, pp 151-172, DOI: 10.3280/PSOB2012-001011