RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 106415 titoli

Chiara Petrocchi, Gaetano Maria Sciabica, Roberto Baiocco, Anna Maria Speranza, Silvia Andreassi, Mara Morelli, Silvia Cerolini, Alexandro Fortunato, Fiorenzo Laghi

Motivations for requesting counselling before and during the COVID-19 pandemic of Italian university students

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2026

Several studies have shown how the impact of the pandemic and restriction measures have negatively affected the mental health of university students. The effects of the restrictions have led to an increase in students’ requests to access college counselling, driven by the need to manage their difficulties. The aim of this study was to investigate how students’ motivations for accessing university counseling changed between the pre-lockdown period (TIME-A) and the lockdown period (TIME-B), also assessing differences dictated by gender and membership in different faculties. Through analyzing the access motivations of a sample of university students at an Italian institution, significant differences emerged between two time periods. Moreover, significant differences were observed concerning gender and affiliation with distinct disciplinary fields. This work helps shed light on the long-term effects of the pandemic on college students’ mental health, suggesting the need to implement strategies to monitor college students’ mental health that take into account their needs and context.

Sofia Pavanello-Decaro, Elisabetta Vanzini, Annalisa Anzani, Antonio Prunas

Medicalizzazione, relazione con il corpo e sessualità nelle persone intersex: un’indagine qualitativa

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2026

Sebbene in letteratura siano presenti studi riguardanti la popolazione Intersex, ovvero su quegli individui il cui sesso cromosomico, gonadico e genitale esterno non possono essere categorizzati all’interno del dualismo uomo-donna, la maggior parte di questi non ha indagato i vissuti soggettivi dei pazienti. Quindi, l’obiettivo del presente studio è quello di indagare le esperienze soggettive delle persone Intersex circa la medicalizzazione e il rapporto con il personale sanitario, la rappresentazione corporea e la sfera sessuale. Allo scopo, è stata condotta un’analisi tematica con l’ausilio del software NVivo 12 sulle interviste semi-strutturate di cinque partecipanti Intersex. I risultati ottenuti sono stati analizzati e discussi alla luce di quelli presenti in letteratura. L’indagine ha permesso di evidenziare l’esigenza del perfezionamento del Patient Centered Care Model, il quale prende in carico il paziente Intersex su più livelli, tra cui quello psichico, emotivo, fisico, sessuale e sociale. In termini generali, la ricerca condotta ha sottolineato la necessità di un processo di revisione culturale dell’insoddisfacente modello binario di genere.

Sofia Falaschi, Paolo Antonelli, Gioele Salvatori, Daniel Giunti, Davide Dèttore

Conoscenze a riguardo di HIV/AIDS e abitudini rispetto ai comportamenti a rischio di trasmissione: un’indagine su un campione italiano

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2026

Dagli anni ’80 sono stati fatti enormi passi avanti nella comprensione e nel trattamento dell’AIDS, oltre che nella sensibilizzazione del pubblico. Ciononostante, tutt’ora sono presenti significative lacune di conoscenza e falsi miti sul tema, che favoriscono la messa in atto di comportamenti a rischio, dissuadono le persone dal sottoporsi a test di screening e favoriscono la stigmatizzazione nei confronti delle persone sieropositive. Il nostro studio ha coinvolto un campione di 5310 persone, alle quali è stato fatto compilare un questionario volto a indagare il loro livello di conoscenza in materia di HIV e AIDS, e le loro abitudini sessuali in relazione ai comportamenti a rischio di trasmissione. Il campione mostrato un buon livello di conoscenza in materia di HIV/AIDS. Ciononostante, i risultati hanno messo in evidenza una scarsa conoscenza delle modalità di trasmissione dell’HIV e dei comportamenti considerati a rischio, oltre a uno scarso uso del preservativo durante i rapporti sessuali e un basso ricorso ai test di screening. Sebbene il campione abbia dimostrato una buona conoscenza sul tema, i risultati hanno mostrato che alcune aree richiedono attenzione e dovrebbero diventare il target di future campagne di sensibilizzazione.

Alessia Emanueli, Silvia Iacomini, Francesca Cavallini

Interventi per supportare le persone ADHD nei contesti lavorativi: scoping review

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2026

Il Disturbo da Deficit di Attenzione e/o Iperattività (ADHD) è caratterizzato da sintomi quali disattenzione, disorganizzazione e/o iperattività-impulsività che influenzano il funzionamento personale, lavorativo e sociale. Gli studi presenti in letteratura si concentrano principalmente sullo sviluppo di bambini e adolescenti ADHD, valutando le difficoltà nel percorso scolastico, la presenza di comorbidità psichiatriche e l’utilità di vari interventi farmacologici, psicologici ed educativi; mentre, rispetto all’età adulta, la letteratura si focalizza prevalentemente sulle difficoltà che l’ADHD può comportare sul lavoro, senza individuare interventi utili a farvi fronte. È stata condotta una scoping review per individuare gli studi più recenti relativi alle strategie e agli interventi per agevolare le persone ADHD nel contesto lavorativo, identificando quelli più efficaci. La ricerca ha identificato 62 articoli pertinenti, di cui 12 ritenuti validi per la revisione che hanno permesso di indentificare tre tipologie di interventi: sulla persona, sull’ambiente o su entrambi. I limiti della ricerca riguardano la quantità degli articoli e l’ampiezza ridotta, l’eterogeneità e la generalizzabilità del campione, per questo motivo le ricerche future dovrebbero utilizzare metodologie etnografiche e coinvolgere maggiormente i manager delle organizzazioni e i lavoratori stessi per sviluppare interventi basati sulle loro necessità. In conclusione, la scoping review ha identificato interventi efficaci per migliorare le condizioni dei lavoratori ADHD e aumentare il loro benessere psicosociale.

Andrea Costa, Chiara Magri, Giulia Zane, Cristina Maurelli

L’impiego dello Storytelling Thinking® nel trattamento dei pazienti affetti da Disturbo da Gioco d’Azzardo

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2026

Gli obiettivi di questo studio erano di verificare l’efficacia dello Storytelling Thinking® nel trattamento dei pazienti con Disturbo da Gioco d’Azzardo e specificatamente come questo strumento possa migliorare il loro processo decisionale, sostenendo comportamenti adattivi e di autocontrollo che favoriscano l’individuazione di obiettivi che consentano loro di proiettarsi nel futuro in maniera più realistica. Lo studio ha coinvolto 30 soggetti, suddivisi in un gruppo di trattamento – cui è stato somministrato lo strumento – e in un gruppo di controllo; tutti hanno compilato il questionario di autovalutazione per il gioco d’azzardo (SOGS), il questionario per la valutazione dei tratti di impulsività (BIS-11) e il questionario per la considerazione delle conseguenze future (CFC-14) al baseline e a conclusione del trattamento stesso. I risultati hanno dimostrato che i pazienti sottoposti a trattamento evidenziano – a distanza di una settimana dall’ultima seduta – un incremento medio nella scala CFC-14 suggestivo, anche se non statisticamente significativo, mentre una correlazione debolmente positiva tra gravità del DGA e il ?T della scala CFC-14 porta ad affermare che il trattamento proposto è più efficace tanto più è grave il disturbo da gioco d’azzardo. L’utilizzo di tecniche narrative centrate sulla dimensione futura e sulla consapevolezza circa le proprie modalità nell’assunzione di scelte, sembra mostrare possibili potenzialità nel trattamento del DGA.

Cristiana Punzi, Paola Corsano

Sibling relationships and pediatric cancer: A systematic review

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2025

In the literature, the experience of siblings of children and adolescents with cancer has been extensively explored, mainly along two lines of research: the psychological impact of the illness on the typically developing siblings, and the support interventions designed for them. Instead, the effect of cancer on the sibling relationship itself has received comparatively little attention. This systematic integrative review aims to identify studies specifically focused on sibling relationships, to understand whether and how these relationships change during the illness, and what impact these changes may have on broader family dynamics. The review follows the PRISMA guidelines and includes seven studies identified through a comprehensive literature search. The findings were analyzed according to the research methods used and the themes investigated. Most studies employed quantitative methods, such as questionnaires, while only two used qualitative approaches, including interviews and focus groups, primarily with typically developing siblings. The studies reveal that siblings perceive changes in their relationship in ambivalent ways reporting both a general deterioration and an increased sense of closeness. These changes are also linked to their perceptions of the parental relationship. The results highlight a clear need for further research into the specific effects of cancer on sibling relationships and suggest indications for the psychological support to the whole family. More qualitative studies are recommended to explore the nuanced nature of these changes, with attention to the perspectives of both typically developing and siblings with cancer.