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Il nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) rende definitivo il regime emergenziale dell’affidamento dei contratti pubblici sotto soglia, con vistose limi- tazioni alla concorrenza. Da una disamina che muove da dati certi, emerge che la lunghezza dell’affidamento e della esecuzione dei contratti pubblici in Italia non dipende dalla durata delle gare, né dal contenzioso in materia, bensì da lentezze nel passaggio da una fase all’altra, soprattutto nella progettazione. In tal quadro, il Codice sacrifica la concorrenza per perseguire una celerità procedimentale negli affidamenti che non rappresenta un reale fattore; con possibili scompensi di si- stema, anche in termini di (dis-)incentivi agli investimenti.

Il nuovo codice dei contratti pubblici presenta elementi di novità nella sua stessa impostazione, non facendo seguito a nuove normative comunitarie ma all’esigenza di dare attuazione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In quest’ottica uno dei cardini della delega legislativa per la redazione del nuovo Codice è stata la ricerca di ulteriori forme di semplificazione. La semplificazione è un’esigenza da sempre presente nella normativa sulla committenza pubblica, intesa nel senso tra- dizionale dell’alleggerimento e riduzione degli adempimenti procedurali. Il nuovo Codice presenta aspetti di novità sotto questo profilo, sia per la sua impostazione, sia nei contenuti. Nello specifico, si tratta di un codice che vuole essere completo e autoesecutivo. Quanto poi agli istituti che segnano questa nuova forma di sem- plificazione, il contributo ritiene di richiamare: il ruolo dei principi, in quanto guida dell’agire dell’amministrazione al di fuori di una rigida regolazione; la disciplina sull’affidamento diretto, dove viene dato spazio alla scelta discrezionale delle am- ministrazioni; il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti. Quest’ultimo assume un ruolo di chiusura del sistema poiché intende implementare la professio- nalizzazione degli acquisti, con una valenza semplificante perché consente di spe- cializzare gli operatori.

Raffaele Manfrellotti

Profili ricostruttivi della nuova disciplina dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 36/2023)

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 2 / 2023

Il lavoro esprime alcune riflessioni sul nuovo codice dei contratti pubblici. Pre- messa una considerazione generale del sistema delle fonti instauratosi a seguito dell’entrata in vigore del d. lgs. n. 36 del 2003, il lavoro si sofferma sulle finalità dell’atto quali desumibili dai principi generali posti da esso, anche in rapporto alla problematica della causa contrattuale, per soffermarsi poi su alcuni ambiti nei quali è apparsa particolarmente significativa la novità rispetto al codice previgente: ci si è soffermati, in particolare, sul ruolo del RUP e della digitalizzazione. L’analisi si conclude con una disamina del possibile impatto della nuova disciplina nell’ambito del processo amministrativo.

L’articolo si propone di indagare non tanto le declinazioni possibili dei principi di buona amministrazione e di concorrenza singolarmente considerati, quanto il gra- duale mutamento del loro modo di stare insieme, lungo un tragitto che consente di arrivare ad esaminare anche la pertinente disciplina del nuovo codice dei contratti pubblici. Nell’analizzare l’evoluzione di questo fenomeno si riflette sulle funzioni delle gare nel loro succedersi nel tempo e sulla progressiva trasformazione delle loro forme di coesistenza. Questi i passaggi illustrati: una schematica ricognizione delle finalità possibili delle procedure di formazione dei contratti; l’analisi critica della logica “additiva” con cui queste funzioni sono state talora aggregate nel no- stro ordinamento, sino al più recente passato; la costatazione che il diritto europeo è viceversa attento all’antagonismo delle funzioni e non avalla massimalismi; il riconoscimento del passaggio, nel nuovo codice, dalla logica della giustapposi- zione a quella del bilanciamento dei principi. Fino a giungere, nella parte conclu- siva, ad esporre alcuni cenni di taglio costruttivo e problematico. Appoggiandosi alla logica di fondo del diritto europeo ed alle scelte maturate in quella sede a fa- vore di negoziazioni più libere con i candidati e gli offerenti, il saggio sostiene che per perseguire la meta dell’efficienza, superando gli stereotipi formali, è necessario adattare le procedure di scelta dei contraenti duttilmente alla natura delle sotto- stanti transazioni economiche, alle caratteristiche dei candidati ed alle peculiarità del mercato e dell’ambiente competitivo. Tutto ciò incrementa il livello di rischio connesso all’intensificazione della discrezionalità, sul versante della prevenzione degli illeciti, ma il rischio può essere mitigato facendo ricorso ai principi, senza pensare, però, di estremizzarne la valenza, a seconda delle diverse contingenze, bensì componendoli attraverso opportune operazioni di bilanciamento. Ed è in sif- fatta prospettiva che l’articolo, nella parte conclusiva, esamina il rapporto tra i principi come previsto nel nuovo codice dei contratti, soffermandosi, in particolare sul principio del “risultato”, di cui illustra la portata feconda anche come criterio di verifica della responsabilità dei funzionari pubblici.

Massimiliano Agovino, Antonio Garofalo, Katia Marchesano, Pier Luigi Sacco

Unmet needs of tourists with disability: The role of public intervention

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 2 / 2023

Since leisure tourism is both a social need as well as a human right, its accessibility is essential for full social integration, especially for people with disabilities who often struggle against exclusion. Accessibility, in the sense considered here, refers to the design of products, amenities, services in a tourism destination that meet the access needs of individuals with disabilities so as to make tourism not risky and usable by them. These individuals, however, are often not adequately served by tourism suppliers, with their unmet needs constituting a crucial issue that deserve special attention by policy makers. As suggested by UNWTO, accessibility should be a central part of any responsible and sustainable tourist policy. The aim of the study is evaluate (both conceptually and empirically) the role of public intervention in enhancing accessibility in the tourism context.

La misura dei benefici degli utenti è un fondamentale ingrediente della valutazione economica di progetti e politiche nel settore dei trasporti. La regola della metà si è affermata nella pratica applicativa a livello internazionale. Tuttavia, la giustifica- zione intuitiva e il fondamento microeconomico non sono stati ancora declinati nella loro completezza. L’articolo è finalizzato a colmare questa lacuna. Per la giu- stificazione intuitiva, forniamo lo sviluppo matematico che conduce alla regola a partire dai valori medi del beneficio per la domanda che resta e per la domanda che si trasferisce. Per il fondamento teorico si danno due casi. Quello della teoria clas- sica della domanda, e quello delle scelte discrete con utilità aleatoria. Per entrambi, la letteratura deriva la regola della metà come approssimazione dell’integrale di linea del surplus. Per il primo caso, formuliamo un modello di comportamento del consumatore con numerario e preferenze quasi-lineari con utilità quadratica che consentono di esprimere la domanda e l’utilità indiretta in funzione dei costi gene- ralizzati. Dimostriamo che la regola fornisce il valore approssimato del surplus Marshalliano, della variazione compensativa e della variazione equivalente del consumatore rappresentativo. Per il secondo caso, consideriamo un modello con reddito ininfluente sulle scelte e termini aleatori additivi. Dimostriamo che la re- gola fornisce la misura approssimata del valore atteso della variazione compensa- tiva e della variazione equivalente

A cura della Redazione

Abstract

SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE

Fascicolo: 131 / 2023