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Maria Livia Alga, Chiara Sità

Riflessività ed ecologia formativa: linguaggi e processi embodied in una ricerca sul tirocinio universitario

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

La pratica riflessiva costituisce una risorsa chiave per l’apprendimento permanente e per la possibilità di realizzare azioni situate di fronte a situazioni problematiche aperte. L’articolo centra l’attenzione in particolare sulle forme della riflessività emergenti dall’esperienza di studenti che stanno facendo il tirocinio come educatrici/educatori e sullo spazio che le pratiche riflessive trovano nella complessa ecologia del tirocinio universitario. A partire da una ricerca con studenti L19 che ha usato in modo combinato questionario, interviste, focus group e analisi di situazioni dialogiche in un contesto di elaborazione del tirocinio, l’articolo esamina l’esperienza di pratica riflessiva emergente dall’esperienza degli studenti del secondo e terzo anno di Scienze dell’educazione, mettendo in luce in particolare la ricerca di spazi di pratica riflessiva e l’uso di una pluralità di canali e di linguaggi che la accompagnano. La ricerca fa emergere le pratiche, gli strumenti, la comunità di riferimento propri delle pratiche riflessive sperimentate durante il tirocinio universitario e all’interno delle sue condizioni organizzative. Dalla ricerca emerge un utilizzo della riflessività perlopiù legato a spazi di confronto informale; la ricerca di linguaggi e canali espressivi diversi per delineare e condividere con altri i pensieri che emergono nella pratica; la difficoltà a trovare, negli attraversamenti tra vita universitaria e tirocinio nei servizi, un’ecologia formativa capace di valorizzare le connessioni, la corporeità e la pluralità dei linguaggi come parte integrante di una formazione riflessiva.

In questo saggio ci concentriamo sul dialogo filosofico di comunità di matrice lipmaniana come strumento per la costruzione di una relazione riflessiva collegiale. Dopo aver approfondito il costrutto di riflessività e la dimensione della collegialità, avendo esplorato i nessi tra le due categorie, vedremo perché il dialogo filosofico di comunità è un approccio funzionale per lavorare su questi aspetti fondamentali per la professionalità docente. Analizzeremo poi un’esperienza formativa condotta con insegnanti di una scuola primaria in cui questo approccio è stato utilizzato per la costruzione di una relazione collegiale riflessiva.

Chiara Biasin, Elisa Albertini

Riflettere e scrivere nelle pratiche professionali: un percorso autoetnografico di narrazione di sé

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Il presente contributo si propone di indagare il tema della scrittura di sé come strumento autoformativo e di autoaiuto. L’obiettivo è quello di esplorare l’utilizzo della riflessività in ambito professionale quale possibile risorsa strategica di autoaccompagnamento del professionista nell’esercizio delle pratiche lavorative. Lo scrivere di sé viene proposto come strumento di apprendimento autodiretto e come mezzo di educazione interiore, emozionale e del pensiero per stimolare un’autoanaliticità riflessiva capace di estendere l’orizzonte narrativo e riflessivo dalla dimensione personale alla prospettiva sociale, professionale, organizzativa. La letteratura sul tema viene confrontata con un’esperienza di ricerca empirica qualitativa di stampo autoetnografico dove, attraverso la scrittura, viene sperimentato il fare ricerca su di sé a partire dal proprio sentire e dal proprio operare professionale.

Antonia Chiara Scardicchio

Ri-Scritture. Riflessività Bio-Professionale nei Contesti della Cura

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Il contributo presenta uno studio di caso relativo all’utilizzo del Bio Curriculum quale strumento formativo parte del Portfolio d’esame di Pedagogia Generale ed Educazione degli Adulti nei cdl della Scuola di Medicina dell’Università Aldo Moro di Bari. La sperimentazione dei Task riflessivi muove dalla letteratura scientifica che incrocia reflective practices, apprendimento trasformativo e scienze della complessità, soffermandosi sulla promozione delle soft skills dei professionisti della cura come correlate al pensiero sistemico inteso come “meta-disciplina”.

Cinzia Zadra, Stephanie Mian

Catturare esperienze, sviluppare riflessione: la vignetta ad orientamento fenomenologico come pratica riflessiva

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Questo contributo presenta uno strumento di ricerca che può essere implementato come risorsa formativa e professionalizzante e che, allo stesso tempo, rappresenta un nuovo strumento per la promozione di pratiche riflessive nei contesti delle scienze sociali e della formazione. Il dispositivo nasce da un approccio pedagogico fenomenologico e i fondamenti teorici su cui si fonda permettono di portare alla luce il ruolo centrale della riflessione nell’impegno con il mondo e contribuire allo sviluppo di un ethos pedagogico sempre aperto alle reti di significato che i professionisti della formazione e del sociale distinguono nell’esperienza. Dopo una breve introduzione in cui si accenna alle sfide poste a studenti e studentesse negli ambiti sociali, vengono presentati diversi costrutti di riflessione, per poi recuperare il valore originario della riflessione alla luce della cornice epistemologica della fenomenologia. Viene quindi presentato lo strumento di ricerca e di formazione ad orientamento fenomenologico, la vignetta, e la sua potenzialità come mezzo per confrontarsi con l’alterità. Ne viene illustrato il valore aggiunto come strumento di pratica riflessiva e il significato nel contesto delle scienze della formazione. L’articolo si concentra quindi sulle cornici teoriche e sui processi di scrittura e analisi della vignetta come pratica riflessiva e sul suo utilizzo come esercizio percettivo e riflessivo nelle comunità di apprendimento e nei processi di professionalizzazione.

Nella diffusione alle professioni educative, formative e di cura, il concetto di ‘riflessività’ proposto da D.A. Schön negli anni Ottanta del Novecento rimase il medesimo? Per rispondere a tale quesito l’articolo prende in considerazione a titolo esemplificativo la professione dell’insegnante e la sua formazione focalizzandosi, ancor più specificamente, sulla modalità formativa del service learning, considerando infine le pratiche riflessive che ad essa tutt’oggi si accompagnano. Ampliando lo sguardo ad altre professioni di cura, e tornando poi al concetto di riflessività proposto da Schön e alle sue radici in John Dewey, l’articolo riconosce due generi di riflessività: solution-oriented e humanity-oriented. Fortemente connessi, questi due generi di riflessività potrebbero essere visti come focus differenti di un’unica attività. Nondimeno, riconoscerli può essere utile per organizzare i percorsi di formazione e affiancamento professionale del futuro.

Sergio Bellantonio, Anna Dipace

Fostering Growth Mindset at University: Working on Feedback, Guiding Reflexivity?

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Growth mindset denotes a personal point of view that is typical of subjects that consider the intelligence such something dynamic and to improve over the time (Dweck, 2006). Being successful and reaching important goals in one’s life thus implies an effort, a commitment to learn something new and, consequently, grow. Although failure can be considered painful, it is not intended as a defeat, but something to cope with and educationally learn. This paper, starting from an analysis of the literature, offers a reflection that highlights the value of a didactic communication that uses feedback as an effective strategy. Feedback, when used at enhancing the effort, rather than the qualities possessed, would seem to positively guide the development of a growth and reflective mindset (Dweck, Walton, & Cohen, 2014). It opens the way for interesting didactic interventions that can keep together guidance, the theory of feedback and the promotion of a growth-oriented mindset in formal training contexts, including university.

Davide Zoletto

Riflessività postcoloniale e ricerca pedagogica nei contesti ad alta complessità socioculturale

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Il contributo si sofferma inizialmente sulla rilevanza di un approccio riflessivo nella ricerca pedagogica in contesti educativi ad alta complessità socioculturale. Ci si focalizza poi su alcuni aspetti centrali di una prospettiva critica di tipo postcoloniale, cercando di evidenziare l’importanza che una riflessività postcoloniale può assumere oggi nell’ambito della pedagogia interculturale. Infine, il contributo evidenzia brevemente le sfide che, in questa prospettiva, un approccio intersezionale pone alla ricerca pedagogica in contesti ad alta complessità socioculturale.

Antonella Cuppari, Laura Formenti

Dai casi alle storie in movimento: un approccio sistemico-riflessivo alla formazione nei servizi per la disabilità

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

L’approccio sistemico è riconosciuto come cornice utile nel lavoro con le famiglie di persone con disabilità. La letteratura mostra però una tendenza ad appiattire il modello sistemico sulla terapia familiare e lascia sullo sfondo la dimensione più epistemologica e pedagogica. L’articolo propone una riflessione critica su come la formazione in servizio possa sostenere gli operatori nel lavoro con le famiglie di persone con disabilità. Dopo un’approfondita revisione della letteratura, viene presentato un modello operativo di ricerca partecipata, di carattere narrativo, sistemico e riflessivo, successivamente esemplificato tramite l’analisi di un processo di ricerca-formazione che ha coinvolto 10 coordinatrici di servizi per la disabilità. Le trasformazioni delle loro storie di relazione con le famiglie illustrano come, in ottica sistemica, si possa sostenere il passaggio dalla narrativa dominante, centrata sui casi e sui problemi, a un modo di lavorare aperto alla complessità e alle possibilità delle “storie in movimento”.

Concetta La Rocca, Massimo Margottini

Il Quaderno per riflettere sul Senso della Vita. Orientamento e valori nel progetto di vita di giovani con background migratorio

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Questo lavoro presenta l’uso del Quaderno per riflettere sul Senso della Vita nei CPIA 2 e 3 (Centri Provinciali per l’Educazione degli Adulti) di Roma. L'esperienza è stata effettuata nell’ambito del Progetto FARO (FAre Reti e Orientare), cofinanziato dall’UE e dal Ministero dell’Interno. Obiettivo del progetto è la costruzione di una rete integrata per rispondere ai bisogni formativi e lavorativi dei cittadini di Paesi Terzi residenti in alcuni territori italiani. Attraverso l’applicazione di strumenti e metodologie educative, è stato progettato e applicato un modello orientativo nel quale si realizzasse una connessione tra conoscenze, abilità e competenze metacognitive. Il Quaderno per riflettere sul Senso della Vita (QSV) si inserisce in questo quadro e pone il tema della riflessione come elemento chiave per aiutare i giovani migranti a sviluppare la consapevolezza di essere protagonisti del proprio percorso formativo e professionale. Il QSV è compilato su file word ed è pubblicato online in una presentazione Google. Si compone di sei pagine, ognuna delle quali contiene esercizi specifici per riflettere sui valori e sul senso della vita. Nella esperienza sono stati coinvolti 50 giovani studenti con background migratorio che hanno frequentato i corsi CPIA. L’analisi quantitativa, relativa alla rilevazione dei dati sulla compilazione del Quaderno, ha mostrato che la maggior parte dei ragazzi ha partecipato con interesse alle attività. Per mostrare le caratteristiche specifiche dei lavori eseguiti, come esempio, viene riportato il riassunto del lavoro svolto da Bah, una giovane donna del Congo emigrata in Italia un anno fa; il QSV compilato da Bah è disponibile anche al link https://express.adobe.com/page/10r73yENfRHP0/.

Daniele Bullegas, Antonello Mura

ADHD in famiglia: pratiche riflessive a supporto della genitorialità

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

L’ADHD è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da deficit dell’attenzione, impulsività e iperattività che, a seconda della gravita`, può incidere sul funzionamento della persona e modificare profondamente l’assetto familiare in termini relazionali e affettivi, influendo significativamente sulle capacita` e sulle risorse genitoriali. Di fronte alle difficoltà e alle sfide che le famiglie sono chiamate ad affrontare per gestire i processi di crescita di un figlio con ADHD diviene importante predisporre interventi efficaci per supportarle. A tal proposito, l’articolo verifica in che termini sia possibile realizzare un ampliamento del paradigma riflessivo nella formazione genitoriale. Attraverso un percorso di parent education, che ha coinvolto sei famiglie, lo studio prende in considerazione ed analizza le conversazioni riflessive svolte dai partecipanti su tematiche per loro rilevanti. I risultati lasciano emergere le potenzialità delle pratiche riflessive nel supporto dei familiari, sostenendoli nel percorso di crescita ed emancipazione.

Anna Grazia Lopez

Il ruolo della riflessività nell’educazione alle STEM tra le ragazze

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Da anni l’Unione Europea monitora il numero delle donne che lavorano nell’ambito delle STEM e nonostante le linee di indirizzo e le strategie proposte, le professioni scientifiche continuano a rimanere prerogativa degli uomini. Un impulso alla diffusione delle STEM tra gli studenti e in particolare tra le ragazze è stato dato senza dubbio dal PNRR Italia e, nello specifico, dall’iniziativa “Futura: la scuola per l’Italia di domani” che prevede tra le linee di investimento per le competenze la promozione delle STEM. Il PNRR ha previsto come obiettivo trasversale alle sei Missioni una maggiore inclusione delle donne in tutti i settori della società e in modo particolare in quello della ricerca scientifica. L’orientamento di genere alle discipline scientifiche tuttavia deve fare i conti con la presenza di una cultura che non riesce a immaginare per le donne professioni diverse da quelle appartenenti al mondo della cura, con delle ricadute nelle scelte delle studentesse. Pertanto, ogni azione volta a orientare le ragazze alle STEM deve partire da una riflessione volta a decostruire gli stereotipi legati alle professioni scientifiche e a prefigurare nuovi  percorsi di vita. La riflessione attraverso il dispositivo narrativo consente alle ragazze di “dare voce” alle rappresentazioni sociali che condizionano le loro scelte e a svelare, attraverso queste, i condizionamenti culturali che impediscono di realizzare i propri desideri professionali. All’individuazione di queste rappresentazioni sociali si aggiunge la scoperta di sé e della capacità di essere resiliente e dunque capace di resistere agli ostacoli che si frappongono tra desiderio di affermazione di sé e vincoli culturali.

Alessandro Romano, Marinella Muscarà

Pensarsi professionista. Esperienze narrative riflessive e ricognitive tra alcuni insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Il contributo propone una riflessione sul profilo professionale del docente in Italia e individua nella prospettiva bio-sistemica un’opportunità euristica per svelare – attraverso pratiche narrative – gli esiti dei processi di auto-rappresentazione da parte degli insegnanti. I cambiamenti socio-culturali, la variabilità normativa che caratterizza la scuola, le nuove strategie e proposte didattiche pongono i docenti dinanzi alla necessità di misurarsi direttamente con le pratiche riflessive per confermarsi nel ruolo. A partire dagli esiti di un’esplorativa indagine qualitativa su un campione di insegnanti delle scuole siciliane, il contributo propone alcune considerazioni sull’autobiografia come strumento formativo e auto-riflessivo che favorisce la ricognizione delle competenze possedute e sostiene il personale senso di auto-efficacia.

Iolanda Zollo, Fausta Sabatano, Maurizio Sibilio

L’alleanza tra scuola e famiglia come dispositivo pedagogico inclusivo: dalla riflessione all’azione?

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Decenni di ricerche dimostrano che una relazione positiva tra insegnanti e famiglie rappresenta non solo una componente sostanziale per una scuola efficace, ma anche una variabile fondamentale per il successo formativo del bambino, in particolar modo in situazioni di svantaggio, di difficoltà e di disabilità. Muovendo, dunque, da tali premesse, l’obiettivo del presente contributo è quello di condividere i risultati di un’esperienza di ricerca volta a indagare, attraverso lo sviluppo di pratiche riflessive, la significatività dell’alleanza tra istituzioni scolastiche e famiglia sì da individuare, fin dalla scuola dell’infanzia, itinerari possibili orientati alla realizzazione di una piena inclusione.

Stefano Oliverio

Riflessività e pratiche del sé professionale

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Dopo aver delineato l’importanza epocale della figura del professionista riflessivo, in questo articolo si rivolge l’attenzione alle critiche che la nozione ha sollevato. In particolare si discute l’accusa secondo la quale la professionalità riflessiva sarebbe complice della contemporanea tesi culturale del cosmopolitismo incompleto e della logica del lifelong learning. In questo orizzonte, da un lato si indicano le ragioni per le quali l’autointerpretazione costruttivista che Donald Schön ha dato alle sue idee possa aver contribuito al loro fraintendimento e appropriazione lungo una traiettoria strumentalistica, operazionalizzata e intellettualista; dall’altro, si rivendica l’intreccio creativo di dimensioni sperimentali ed esistenziali che è presente nel congegno concettuale di Schön. Proprio per rafforzare tale legame di dimensioni e per scongiurare adulterazioni della nozione del professionista riflessivo in senso strumentalista e orientato alla learnification, si invoca la tradizione degli esercizi spirituali su sé stessi, teorizzata da Foucault, come possibile alleato per pensare la riflessività (anche) in termini di soggettivazione e senza cedimenti alle indesiderate derive del discorso dell’apprendimento.

A cura della Redazione

Autori

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Fausto Pagnotta

Le ICT nei contesti di fragilità e ageing: la sfida relazionale

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2023

I più recenti dati Eurostat e Istat evidenziano il costante aumento della popolazione anziana in Europa e, nello specifico, in Italia. Questo fenomeno inciderà in profondità sul sistema di welfare. In tale contesto, la governance europea promuove l’impiego delle tecnologie digitali, con un particolare riferimento alle ICT (Information and Communication Technologies), nei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari, per fornire soluzioni più mirate sui bisogni delle persone ed efficaci per ridurre il divario tra domanda e offerta di assistenza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Commissione Europea hanno individuato le ICT come strumenti che possono incrementare la qualità di vita nei contesti caratterizzati da fragilità e ageing. Tutto questo contribuisce alla promozione e alla realizzazione dell’idea di un welfare comunitario digitale. Il contributo problematizza l’utilizzo delle ICT nei contesti di fragilità e di ageing, evidenziando le potenzialità ma anche i limiti e i rischi di questa prospettiva. L’autore sottolinea la necessità che le nuove politiche di welfare, caratterizzate dall’introduzione delle ICT nei contesti di care, conservino come obiettivo prioritario la valorizzazione della dimensione relazio-nale, fatta di atti in presenza, dove il capitale sociale e i beni relazionali devono sempre essere i protagonisti rispetto alle ICT.

Il binomio povertà economica/povertà educativa si è palesato con forza nel periodo pandemico ma già in precedenza risultava ampiamente studiato e conosciuto (Sen, 1994; 2000). Le due condizioni spesso si combinano andando a creare e alimentare dinamiche di povertà e marginalizzazione spazialmente definite: questione urbana e questione sociale tendono infatti a sovrapporsi soprattutto nei cosiddetti luoghi della “relegazione sociale” (Donzelot, 2009) che diventano spazi di potenziale esclusione e al contempo potenzialmente “escludenti”. I quartieri di edilizia residenziale pubblica (ERP), quali “eredità problematica di una politica del passato” (Cellamare, 2008), rappresentano oggi quelle porzioni di città in cui il connubio povertà economica/povertà educativa tende ad accentuarsi. Basandosi su queste premesse, il Progetto quadriennale “Rapporti Corti” insiste su uno dei territori di Bologna a maggiore rischio di fragilità economica e sociale, l’area statistica “Piazza dell’Unità”. Il presente contributo intende presentare il progetto enfatizzandone gli aspetti positivi e le potenzialità di replicabilità.