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The physiological epiphenomena and the concurrent and altered emotional and cognitive states exhibit themselves in the brain and peripherally as well. Depres- sion also carries allostatic changes related to inflammation and hormonal imba- lances, the same applies to anxiety and cognitive impairments. After examining alterations in scientific literature, we proceed with a cross-sectional study consi- dering a sample made of a group of elderly people from Northern Italy, in order to highlight potentially altered hematic levels of inflammatory markers in the serum in combination with depression, anxiety, and cognitive impairment me- asurements. As far as we know, inflammatory markers such as PLR and MLR have never been studied for this purpose in the elderly. Results exhibit differen- ces in the PLR between people with and without depression, differences in the NLR, PLR, and MLR between people with anxiety, and a predictive value in the WBC parameter, PLR, and TSH related to the cognitive state. The data suggest that, in given circumstances, inflammatory markers taken from plasma could help diagnose mental disorders and develop targeted treatments.
Nell’ultimo decennio la ricerca sull’utilizzo terapeutico degli psichedelici ha subito un’impennata, soprattutto per quanto riguarda la loro poten- ziale applicazione nel trattamento dei disturbi psichiatrici. In questi studi è stata indagata la sicurezza e l’efficacia delle varie sostanze psichedeliche, come gli psichedelici classici (psilocibina, ayahuasca e LSD) la ketamina e l’MDMA. Gli studi si sono focalizzati nel trattamento di diversi disturbi psi- chiatrici come la depressione, le dipendenze da sostanza e la sindrome da stress post-traumatico (PTSD). Inoltre, grazie allo sviluppo delle tecniche di neuroimaging è possibile indagare come queste sostanze modulino i di- versi network cerebrali, e come esse sembrino effettuare i loro meccanismi terapeutici. In questo articolo, verranno descritti gli aspetti generali delle diverse sostanze psichedeliche, dalla classificazione ai diversi meccanismi farmacologici sottolineando le differenze tra psichedelici classici e non. Inol- tre, verranno analizzate le diverse componenti della psicoterapia assistita da psichedelici con particolare riguardo alle variabili del set e del setting. Infi- ne, verrà effettuata una revisione della letteratura riguardante gli studi più importanti dell’ultimo decennio sul tema del trattamento di ansia e depres- sione con psichedelici classici e ketamina, dipendenze da sostanze trattate con psichedelici classici e ketamina e trattamento della sindrome da stress post-traumatico con MDMA.
Negli ultimi anni vi è stato un incremento dell’incidenza e della prevalen- za del tumore in Italia e nel mondo. Anche il tasso di mortalità post-pan- demico è in aumento rispetto agli anni precedenti. La CoViD-19 ha, infatti, creato un ritardo diagnostico e un inizio di cura tardivo, riducendo così in molti casi la probabilità di guarigione. Nei siti ufficiali dedicati all’informazione sul cancro in Italia (Aimac, Airc), nei report di associazioni nazionali come l’Associazione Italiana Oncologia Medica (Aiom) e nella pagina "prevenzione dei tumori" del Ministero della Salute sono ri- portati i fattori di rischio della malattia oncologica, ma non sono citati gli aspetti psicologici nonostante le evidenze sempre più numerose sul loro significativo contributo. La seguente revisione narrativa ha lo scopo di evidenziare, grazie ai complessi meccanismi epigenetici, l’influenza sulla carcinogenesi dei fattori di rischio più noti e condivisi come gli stili di vita e l’ambiente, ma anche di quelli meno pubblicizzati, come il contesto sociale e la percezione del sé. Questa complessa multifattorialità della malattia oncologica può rappresentare per i professionisti sanitari l’op- portunità di riorientare lo sguardo di cura in ottica Pnei promuovendo un approccio integrato.
La malattia di Alzheimer (AD) è prevalentemente sporadica e dovuta ad inte- razione tra fattori di natura genetica e ambientale. Molti dei potenziali fattori ambientali di rischio per l’AD sono in grado di indurre modificazioni epigene tiche, un aspetto a lungo tempo ignorato negli studi atti a valutare le interazioni geni-ambiente in questa malattia. In questo articolo l’autore descrive i fattori genetici e ambientali di rischio per l’AD e come le loro interazioni potrebbero in parte essere mediate da meccanismi epigenetici
Il latte materno viene riconosciuto dalle più importanti società scientifiche come alimento benefico per il bambino e la nutrice sia a breve che lungo termine e l’al- lattamento al seno esclusivo viene dalle stesse consigliato per almeno i primi sei mesi di vita. Se i benefici a breve termine possono essere ricondotti alla azione di- retta di sostanze (nutrienti e non) presenti nel latte materno, quelli a lungo termine hanno radici più complesse di natura epigenetica. I meccanismi attraverso i quali il latte materno agisce epigeneticamente sono essenzialmente tre; attivazione degli enzimi che producono le marcature, attivazione di recettori nucleari, produzione di metaboliti epigeneticamente attivi da parte del microbiota. È recente la scoperta di esosomi del latte materno contenenti microRNA differenti da donna a donna. Tali esosomi hanno il potere di attraversare l’epitelio intestinale ed arrivare intatti, con il loro carico informazionale, a tutti gli organi del lattante. Il MOM (Milk Oriented Microbiota) contribuisce a produrre acidi grassi a catena corta (SCFA) capaci di condizionare il "programma epigenetico" del lattante
Gli ultimi dieci anni di ricerca epigenetica possono essere sintetizzati in tre filoni principali. Abbiamo avanzamenti nella conoscenza: 1) dei meccanismi epigenetici, soprattutto dell’immenso mondo degli RNA non codificanti; 2) dell’epigenetica delle prime fasi della vita, inclusa l’epige- netica transgenerazionale; 3) degli effetti molecolari degli stati mentali e delle terapie non farmacologiche (come la psicoterapia e le tecniche di gestione dello stress) e dei comportamenti (nutrizione e attività fisica). L’articolo, che si basa sulla seconda edizione del libro Epigenetica e Psi- coneuroendocrinoimmunologia, scritto dagli Autori, passerà in rassegna questi argomenti con lo scopo di fornire una visione d’assieme dello stato della ricerca nel campo dell’epigenetica.
Il lavoro dello psicologo per la tutela dei minori comporta problemi di formazione tecnica e professionale specifica, che può essere acquisita prevalentemente dopo la laurea e la abilita-zione, anche se la consapevolezza deontologica della specificità del settore giuridico -specie quando si interviene su maltrattamenti e abusi - andrebbe formata già nei percorsi di base. Necessaria è altresì la formazione transdisciplinare alla gestione delle relazioni tra i professionisti che collaborano per la tutela dei minori, specie nei contesti giudiziari. Su questi aspetti si auspica l’apertura di un dibattito che porti a proposte di rinnovo delle procedure di intervento sulla tutela dei minori, e della relativa formazione.
Il lavoro clinico con adolescenti figli di genitori separati costituisce il nucleo di queste ri-flessioni, dedicate alla delusione affettiva vissuta a seguito di tale evento familiare. Questa attività, riferita ad un ambulatorio territoriale (in due comuni dell’area fiorentina Nord-Ovest) del Servizio di Salute Mentale Infanzia e Adolescenza dell’Azienda USL Toscana centro, si inserisce nel contesto del mandato istituzionale di tutela del minore e di sostegno alla famiglia che il Servizio sanitario riceve dai tribunali nei casi di separazione conflittuale. A partire dai risultati delle ricerche recenti sull’argomento vengono presentate alcune considerazioni teoriche di carattere evolutivo-intersoggettivo e esperienziale-affettivo. Infine sono proposte alcune considerazioni riguardo all’intervento clinico.
In Italia oltre 77.000 bambini e adolescenti sono presi in carico dai servizi sociali perché vittime di una qualche forma di maltrattamento. In particolare, la patologia delle cure (incu-ria, discuria e ipercura) seguita dalla violenza assistita, risultano essere la prima forma di maltrattamento nel Paese. Nonostante sempre più persone siano a conoscenza della sua dif-fusione, il maltrattamento infantile rimane ancora oggi un fenomeno nascosto, non denun-ciato e sottostimato. CESVI, da sempre impegnato nel contrasto alla violenza su bambini e adolescenti attraverso progetti di protezione dell’infanzia, dal 2017 interviene in Italia atti-vando un programma multiregionale volto alla prevenzione del maltrattamento infantile.
Over the last decades, EU institutions have pushed Member States towards substantial review of National child protection systems along the interdisciplinary and multi-agency collaboration between key actors in the child protection system and the capacity building of professionals on effective actions to prevent, identify and respond to violence against children. Resilience is the process of multiple biological, psychological, social, and ecological systems interacting in ways that help individuals to regain, sustain, or improve their mental wellbeing when challenged by one or more risk factors. Based on these assumptions, the Tutor of Resilience (ToR) training program was delivered within the European program against child maltreatment "PEARLS for Children", to build up a multisectoral network of professionals - medical care practitioners, educators, social services providers and police officers - trained to build resilience in children and families dealing with the critical developmental milestones for the onset of adverse childhood experiences (ACEs), in Italy, Lithuania, and Poland. The ToR included 6 phases: needs assessment to identify each professional category’s educational gaps in ACEs; the ToR initial training and the action plan design based on the resilience-enabling principles delivered during the training; the ToR program implementation professionals conduct on the field; the follow-up after 5/6 months of program implementation, followed by a set of cascade trainings based on the ToR model, delivered by the 70 trained professionals to 221 professionals belonging to the 4 target professional category in the 3 countries. At the end, an international closure meeting was conducted to share multi-sectoral lessons learned, results, and sustainability of the ToR program.
Tra ottobre 2020 e settembre 2022, PEARLS for children (progetto europeo co-finanziato dall’Unione Europea) ha contribuito alla prevenzione e al contrasto al maltrattamento infan-tile in Italia, in Lituania e in Polonia. Il progetto ha proposto un modello integrato e multidi-sciplinare imperniato sulla formazione di professionisti dell’ambito educativo, medico-sanitario, delle Forze dell’ordine e dei servizi sociali, e il rafforzamento della collaborazione tra attori del pubblico e del privato sociale che si interfacciano con minorenni e famiglie. Dopo 24 mesi, PEARLS for children ha permesso la formazione di 304 professionisti, il coinvolgimento di 94 enti e professionisti che hanno collaborato alla stesura di tre strategie per migliorare i sistemi di prevenzione e risposta a casi di abuso o maltrattamento infantile.
Child poverty and social exclusion affect children from their beginnings. Investing in nurturing care and quality services in children’s earliest years is essential for tackling poverty, inequality and social exclusion. The European Child Guarantee, along with other European Union (EU) initiatives, is a huge opportunity to invest in early childhood at the national level and make a real difference to the lives of millions of children across the EU. Every Member State has children at risk of poverty or social exclusion. While every country is different, all must be ambitious and demonstrate strong political will to implement EU policies on the ground.
Nuvolati G., d’Ovidio M. (a cura di). Temi e metodi per la sociologia del territorio. Milano: Utet Università, 2022.
Bergamaschi M., Lomonaco A. (a cura di). Esplorare il territorio. Linee di ricerca socio-spaziali. Milano: FrancoAngeli, 2022.
Dopo decenni di processi di emarginazione e periferizzazione che hanno caratterizzato il profilo di quelle che prima erano considerate le "campagne difficili", si affiancano a ciò processi di riattivazione e ritorno con giovani popolazioni che scelgono di vivere e lavorare nelle aree rurali delle aree interne. Questo contributo presenta un caso di studio incentrato sul ritorno dei giovani all’agricoltura di montagna in Trentino-Alto Adige/Südtirol. Il contributo analizza (i) i meccanismi che supportano l’ingresso in agricoltura di under 40, sia che questi siano nuovi arrivati "new comers di settore" sia giovani che si innestano in una tradizione agricola familiare pregressa, focalizzando l’ attenzione sulla (ii) transizione aziendale verso la multifunzionalità, la quale diventa un elemento chiave per la rigenerazione del territorio.
L’articolo offre una ricognizione delle principali famiglie di teorie sulla marginalità territoriale, domandandosi se e come esse sono state messe in crisi dall’avvento della pandemia. La pandemia, infatti, introduce il tema della vulnerabilità dei territori e mette in luce le caratteristiche dei territori intermedi tra urbano e rurale. Si tratta di aree fortemente interconnesse, che suggeriscono di considerare la forza analitica delle teorie di rete.