La ricerca ha estratto dal catalogo 105744 titoli
Il trauma psicologico è un evento chiave che la persona percepisce come estremamente stressante. Da tale definizione si comprende come non si tratti di un costrutto riferibile, ad oggi, in relazione agli eventi “oggettivamente traumatici” (che minano l’integrità fisica della persona o la sua vita) ma anche a tutti quei momenti drammatici legati a un senso di incontrollabilità percepita, spesso situati entro relazioni caratterizzate da trascuratezza e mancanza di accudimento. Il cosiddetto traumatismo cronico infantile impatta in modo clinicamente significativo il senso di sicurezza del soggetto, nonché l’autostima e il senso di autoefficacia. Il vissuto traumatico dà luogo, a livello fisico, alla reazione di “freeze” che non consente l’elaborazione delle memorie che restano sovente imprigionate nel corpo, allorché si verifichino situazioni che il soggetto percepisce come simili, a qualche livello, all’esperienza traumatica. Nell’articolo gli autori, dopo una breve disamina del concetto di trauma e degli aspetti salienti coinvolti, aprono la riflessione alle nuove prospettive di trattamento (quali l’approccio sensomotorio e l’EMDR) e la loro affinità con aspetti del cognitivismo postrazionalista.
Il post-razionalismo ha fondato la sua teoria e la sua pratica clinica su due punti fondamentali: la priorità delle emozioni, e la comprensione del mondo dei significati dell’individuo nel suo contesto relazionale. Entrambi questi assunti affondano le loro radici nella Teoria dell’Attaccamento di Bowlby (1969, 1973, 1979, 1980, 1988), attraverso la rielaborazione di P. Crittenden (1999, 2008, 2011), e hanno trovato nel modello della terapia cognitivo-interpersonale l’integrazione con la descrizione dei cicli interpersonali di Lorna S. Benjamin (1974, 1996, 2003). Riflettendo sugli aspetti fondamentali del modello cognitivo-interpersonale (Cantelmi, 2009; Cantelmi, Toro, Lambiase, 2009; Cantelmi, Lambiase, 2010; Cantelmi, Toro, Lambiase, 2010), quest’articolo propone di individuare nella disregolazione emotiva, maturata nei contesti relazionali di sviluppo, il costrutto trans-diagnostico che a distanza di molti anni dalle prime teorizzazioni di Vittorio Guidano (1987, 1991), sta riscuotendo in modelli molto diversi una sempre maggiore validazione empirica, divenendo parte integrante di moderni approcci alla psicoterapia.