Obiettivo dell’articolo è contribuire alla comprensione dei meccanismi che permettono la persistenza del wrongdoing all'interno delle organizzazioni e nelle pratiche lavorative. La prospettiva offerta, complementare ai modelli incentrati sulle dinamiche di normalizzazione della devianza, mette in evidenza il ruolo dell’azione strategica del vertice organizzativo e dell’imprenditore nel sostenere il wrongdoing. L’articolo analizza la frode compiuta da Theranos, startup innovativa della Silicon Valley, che per anni ha ingannato medici, pazienti ed investitori affermando di aver inventato una tecnologia in grado di rivoluzionare le analisi cliniche. L’articolo mostra che il proseguimento della frode fu reso possibile dall’azione esercitata in modo continuativo dal vertice di Theranos, in particolare su quei dipendenti che non si conformavano automaticamente, acriticamente e passivamente alle pratiche lavorative non etiche e illegali adottate dalla startup. Utilizzando i concetti di uscita, voce e lealtà di Hirschman, l’articolo ricostruisce le strategie utilizzate per assicurare non solo il mantenimento del segreto circa le attività non etiche/illegali della startup, ma anche l’impegno dei dipendenti.