RISULTATI RICERCA

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Scopo del libro è quello di dare un quadro sintetico, ma al tempo stesso esauriente, delle metodologie attualmente in uso per la soluzione di diversi problemi statistici che possono presentarsi al collaudatore.

cod. 100.576

Il volume, evidenziati i limiti dell’attuale comportamento strategico delle università, riconosce ai sistemi di pianificazione e controllo il ruolo di meccanismi di coordinamento atti a recuperare sia l’unità di indirizzo, da intendersi come sviluppo della leadership e di un interesse sovraordinato comune a tutti i livelli organizzativi, sia l’economicità, come sintesi di efficienza e di efficacia gestionale e sociale.

cod. 365.856

Il volume si propone di cristallizzare i risultati di un confronto – avviato con il Convegno “Valutazione e controllo strategico nelle amministrazioni pubbliche. Dalla fase della pianificazione alla fase del controllo organizzato” – sulle varie problematiche che attengono alla definizione e all’implementazione di un sistema di valutazione e controllo strategico delle amministrazioni pubbliche.

cod. 365.764

Alberto Romolini

Il controllo strategico nelle amministrazioni pubbliche.

Problematiche e prospettive

Il volume analizza il controllo strategico nell’ambito del generale sistema dei controlli interni nelle amministrazioni pubbliche. Il controllo strategico è considerato, dapprima, nei suoi aspetti teorici, definendone gli elementi fondamentali – l’oggetto, gli attori, le finalità e le tecniche –, poi nei suoi aspetti operativi, in modo da individuare alcune possibili metodologie per realizzare il controllo strategico nelle amministrazioni pubbliche.

cod. 365.740

Antonio Di Ciaccia

Il controtransfert in Lacan

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2021

Lacan al controtransfert oppone, per operare nella cura, la funzione "il desiderio dell’analista". Dopo aver affrontato la questione in Freud, Lacan si volge verso i fautori della concezione allargata del controtransfert (inteso cioè non come "transfert dell’analista" ma come l’insieme di tutte le sue reazioni al paziente) e dimostra che il controtransfert funziona mettendo in gioco il desiderio dell’analista. Non si tratta del desiderio della persona dell’analista ma di una funzione: quella che permette l’elaborazione simbolica per cogliere, al di là del rapporto duale, e quindi immaginario, il reale in gioco nel vissuto del proprio paziente. L’intento di Lacan sarà allora quello di puntualizzare quali sono gli aspetti nodali per l’emergenza di questa funzione in un analizzante affinché si tramuti in uno psicoanalista. Questa trasformazione avviene su due assi, ambedue prodotti dall’elaborazione in analisi del futuro analista e che saranno la base per operare in quanto tale. Si tratta dell’asse del sapere inconscio e dell’asse di ciò che egli è e deve essere nella cura con i suoi pazienti.

Maddalena Bortoloso

Il controtransfert istituzionale nel pensiero di Luigi Pagliarani

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 39-40 / 2023

In questo contributo vogliamo ricordare la visione pioneristica del pensiero di Pagliarani, attraverso il racconto di come l’Associazione Ariele abbia condotto una ricerca sul controtransfert istituzionale in un momento in cui l’associazione stessa stava attraversando una profonda crisi che rischiava di compromettere la sua capacità progettuale e il raggiungimento della sua missione istituzionale. La sfida epistemologica e metodologica di questa ricerca sta nel fatto che l’Istituzione ha assunto il duplice ruolo di osservatore e di osservato, senza ricorrere ad un consulente esterno

Morris N. Eagle

Il controtransfert rivisitato

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2015

Viene rivisitato criticamente il concetto di controtransfert a partire dalla definizione di Freud sino alle posizioni più recenti. Mentre Freud concepiva il controtransfert come un ostacolo al lavoro analitico, in sèguito si è fatta strada una concezione allargata o "totalistica" che include non solo il "transfert dell’analista" (dovuto a un suo eventuale "residuo nevrotico"), ma tutte le reazioni, anche realistiche, nei confronti del paziente; alcuni autori, quali Paula Heimann e Heinrich Racker, hanno teorizzato che questo tipo di controtransfert non è di ostacolo ma è utile perché permette di conoscere "direttamente" l’inconscio del paziente. Queste posizioni vengono criticate, e viene discusso criticamente anche il concetto di "amore analitico". Tramite una revisione della letteratura sulla ricerca empirica sul controtransfert, spesso ignorata dagli psicoanalisti, viene mostrata la sua utilità per definire i concetti e verificare le ipotesi, e argomentato che è più giustificata una concezione non estrema ma moderata di controtransfert.

A partire dagli anni cinquanta del settecento si registra in Francia un crescente uso del concetto di reciprocità (réciprocité). Nel saggio vengono ricostruiti i contesti intellettuali e politici entro i quali prese corpo la richiesta di pervenire all’instaurazione di rapporti interstatali orizzontali, basati cioè sul rispetto della reciprocità in materia doganale e di navigazione. Volendo emulare il successo economico inglese, un gruppo di intellettuali, amministratori, diplomatici, tra cui emergono in particolare le figure di Daniel Trudaine, Véron de Forbonnais e Dupont de Nemours, contestò la pratica di subordinare gli interessi commerciali a quelli dinastici ed impiegò il concetto di reciprocità per rinnovare allo stesso tempo le pratiche diplomatiche e quelle amministrative. L’ottenimento di condizioni di reale reciprocità in materia di commercio internazionale si associò infatti ad un progetto di riforma dell’economia che richiedeva rapporti sociali orizzontali, basati cioè sul riconoscimento reciproco e non sulla subordinazione.

Vincenza Petyx

Il controverso viaggio di Nietzsche in Francia (1890-1914)

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 2004

Con l’arrivo di Nietzsche in Francia, la lunga e tormentata storia delle relazioni culturali con la Germania vive un momento particolarmente significativo. L’articolo intende ricostruire i passaggi che intersecano su diversi piani (ora squisitamente filosofici, ora declinati in chiave politica) la ricezione del pensiero nietzscheano in Francia tra il 1890 e il 1914. Dalla discussione sul nichilismo, che fin dagli esordi traccia l’orizzonte interpretativo all’interno del quale viene ripensata la civiltà europea, prende corpo il dibattito sulla identità della cultura francese, già messa in crisi nel ventennio precedente dalla fortuna di Schopenhauer e Wagner. Intrecciandosi in un drammatico crescendo con le vicende della Francia, gli itinerari interpretativi finiscono per riflettere sulla riforma filosofica nietzscheana le ossessioni del paese, dal pangermanesimo all’antisemitismo.

Marta Bigozzi, Mariapia Parrini, Giacomo Tessari

Il conuselling alla famiglia con adolescente in trattamento. Implicazioni teoriche e cliniche

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 1999

La presa in carico dell’adolescente solleva delicati problemi riguardo le relazioni con i genitori: abbiamo la necessità di salvaguardare il bisogno di intimità e al tempo stesso è essenziale trovare uno spazio-tempo dove poter "pensare insieme" l’adolescente e i suoi genitori. Gli autori ipotizzano che il counselling con tutta la famiglia consenta di creare un’area di contraccambio, uno spazio potenziale, dove i genitori possano riscoprire competenze cognitivo-affettive e ritrovare un senso a elementi emotivi grezzi che avevano perduto la loro abituale valenza comunicativa. Il materiale clinico illustra le modalità dell’approccio. Il counselling, di norma condotto dal terapeuta dell’adolescente, a parere degli autori, rappresenta il tentativo di trovare il "fondo comune" della famiglia: l’elaborazione dei lutti dei modelli di relazione precedenti, il lavoro di separazione-individuazione saranno possibili nella misura in cui ognuno sarà riuscito, grazie all’intervento partecipe e discreto del terapeuta, ad accogliere e tollerare, pensando, le proprie ferite e le proprie disillusioni.