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In questo articolo Friedman affronta un punto centrale per lo sviluppo futuro della terapia di gruppo e per la possibilità che venga elevata allo stesso livello della terapia individuale, ovvero la capacità di pensare al gruppo, ai singoli pazienti e ai loro problemi nei termini di modalità interpersonali, anziché di processi intrapsichici. L’autore propone una classificazione dei problemi psicologici, che si manifestano nel gruppo attraverso costellazioni tipiche, da un punto di vista relazionale e distingue: 1. Il disturbo relazionale da carenza, 2. il disturbo relazionale da rifiuto, 3. il disturbo relazionale da disinteresse, 4. il disturbo relazionale da esclusione. Le considerazione teoriche di Friedman sono supportate da vivide esemplificazioni cliniche.

Lo sviluppo della stampa moderna in Europa, tra la fine del settecento e la prima metà dell’ottocento, ha dato origine a una vasta produzione storiografica. Dall’emergere della storia politica centrata sul contenuto dei giornali, dopo la Seconda guerra mondiale, si è giunta nel corso degli anni novanta del novecento a una pluralità di storie dei media, fino alla recente comparsa di nuove problematiche, che hanno rinnovato i paradigmi precedenti e la conoscenza della “civiltà del giornale“ emergente. Nel presente articolo si propone un bilancio storiografico che confronta le ricerche tra uno spazio all’avanguardia nell’espansione della stampa, la Francia, e un altro meno avanzato, gli Stati italiani preunitari, che ha comunque conosciuto una vera e propria dinamica di sviluppo giornalistico.

Nel tentativo di esplicitare il processo di pensiero sottostante l’assunzione del paziente da parte dell’analista ho cercato di approfondire il Quando e il Come questo processo si dipana, immergendomi, senza muta, in quella complessa filigrana (di emozioni, sensazioni, pensieri) che si sviluppa in ogni nuovo incontro tra analista e paziente. L’utilizzo di una metafora "i blocchi di partenza" emersa dal percorso analitico con il sig. A, insieme alle sollecitazioni fornite dalla lettura del libro di Ogden mi hanno aiutato a percorrere un sentiero privo di riferimenti certi. L’acquisizione di uno stile analitico "personale" si forma all’interno di un percorso formativo con diversi step che, nel corso del tempo, s’intreccia al proprio stile unico ed originale. Si sviluppa così il proprio modo di essere analista che non diventa paradigma definitivo ma punto di riferimento temporaneo nel percorso di formazione e assunzione del proprio ruolo. Parlando del sig. A e delle sue tracce sparse nell’articolo, mi soffermo sul "come" i due soggetti pensano, oltre che sul "cosa" pensano, declinando la metafora dello stare sui blocchi di partenza come una opportunità che si presenta al Soggetto per uscire da una circolarità che lo porta a riprodurre il suo funzionamento storico. Una modalità che lo vede rigidamente ripiegato su se stesso, in un cortocircuito dove passato e presente si rincorrono in un moto perpetuo, nel vano tentativo di un ritorno al passato, che possa farlo rinascere nel presente.

Achille Flora

Lo sviluppo economico

I fattori immateriali, nuove frontiere della ricerca

La ricerca ricostruisce l’evoluzione di una letteratura su tre tematiche centrali per lo sviluppo economico – istituzioni, capitale sociale e territorio – riallacciando i fili di una visione attenta al complesso dei fattori che condizionano lo sviluppo. Nell’evidenziare punti di criticità e conoscenze acquisite, il volume delinea lo stato attuale della frontiera della conoscenza, i possibili campi di approfondimento, come auspicio di un suo spostamento in avanti.

cod. 363.73

Il volume vuole essere una fondata testimonianza dell’“universo artigiano” come universo complesso, sfaccettato e costituito da tante realtà diverse, da quella degli artigiani digitali a quella degli artisti e degli artigiani di servizio. Allo stesso tempo, rappresenta una realtà che ha avuto, nel corso degli ultimi decenni, un’evoluzione assolutamente imprevedibile.

cod. 1791.5

Christoph Jamme

Lo sviluppo filosofico di Holderlin

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 3 / 2003

Il saggio ripercorre la formazione del pensiero di Hölderlin a cominciare dal suo punto di partenza, la dottrina kantiana del primato della ragion pratica e la dottrina della libertà. Il trapasso dal dualismo kantiano ad un pensiero estetico della mediazione avverrà attraverso la ricezione della critica schilleriana all’imperativo categorico, così come dell’idea fichtiana della «determinazione reciproca». Il nuovo punto di vista di Hölderlin maturerà durante il periodo jenese, inizialmente come ricerca di una mediazione tra Kant, Jacobi, Spinoza, Fichte e Reinhold. Esso troverà una traduzione sul piano della teoria estetica nella prefazione alla penultima versione dell’Iperione, scritta nei primi mesi del 1795. Questa prefazione è significativa, soprattutto perché rappresenta la prima formulazione compiuta della filosofia dell’unificazione, che afferma l’analogia di teoria e prassi, in quanto forme della riflessione, che dovrebbero venire elevate da un terzo principio, la bellezza.

Giancarlo Tamanza, Alessandra Amoroso, Giovanni Giulio Valtolina, Maria Luisa Gennari

Lo sviluppo identitario degli adolescenti sordi segnanti. Uno studio esplorativo

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2023

L’obiettivo della presente indagine è quello di esplorare l’influenza della condizione di sordità sullo sviluppo identitario di 10 adolescenti non udenti che utilizzano la Lingua Italiana dei Segni come modalità comunicativa d’elezione.Durante la somministrazione di 10 interviste semi-strutturate sono state esplorate le seguenti aree: il racconto della propria storia di vita, l’immagine di sé, le fantasie circa il futuro e la percezione del pregiudizio sulla sordità.L’analisi del contenuto ha permesso di definire il profilo identitario di ciascun soggetto e, successivamente, di raggruppare i partecipanti in tre differenti cluster tipologici, relativi alle modalità di narrarsi e immaginare il loro futuro. I risultati indicano come l’utilizzo della lingua dei segni quale modalità comunicativa prevalente od esclusiva sia associata in termini contrastanti con lo sviluppo dell’identità: da un lato sembra costituire una risorsa, in quanto costituisce una valorizzazione della condizione di sordità ma, allo stesso tempo, rappresenta una limitazione allo sviluppo delle relazioni sociali. Elementi moderatori di tale associazione risultano essere il tipo di scuola frequentato e la presenza in famiglia di altri soggetti sordi.

Egidio Dansero, Paolo Giaccaria

Lo sviluppo locale al Nord e al Sud

Un confronto internazionale

Per confrontarsi con la complessità del dibattito sullo sviluppo locale, il volume ricostruisce, in una prospettiva comparativa, l’evoluzione delle teorie e delle pratiche di sviluppo locale in diversi contesti nazionali (Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna, alcuni paesi dell’Europa Orientale, Senegal, Egitto).

cod. 1387.29

Paolo Calza Bini, Caterina Cortese

Lo sviluppo locale dopo lo sviluppo locale.

Riflessioni aperte sul tema

Il volume si propone come una riflessione aperta su alcuni aspetti ritenuti chiave per la comprensione socio-economica delle dinamiche di sviluppo locale. Le esperienze di ricerca presentate, con oggetti e approcci di analisi distinti, sono un tentativo di mettere alla prova le tradizionali categorie concettuali utilizzate nello studio dello sviluppo locale e di collocarle nella mutata cornice delle trasformazioni socio-economiche.

cod. 1520.707