RISULTATI RICERCA

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Maurizio Bergamaschi

Coltivare in città. Orti e giardini condivisi

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 98 / 2012

L'autore si concentra su esperienze di orti - giardini condivisi che, a volte anche molto diverse le une dalle altre, vanno a ridisegnare, almeno parzialmente, la morfologia e l'immagine delle città. Sempre più persone avanzano una domanda di verde urbano non solo da ammirare e fruire passivamente, ma nel quale intervenire attivamente progettando e organizzando attività culturali e iniziative di animazione sociale. Se la presenza di orti - giardini in città non è del tutto inedita, questi oggi presentano tratti del tutto specifici. Queste pratiche si configurano come micro-processi locali che fanno emergere nuove forme di urbanità a partire dal coinvolgimento attivo dell'abitante, nonché una sua responsabilizzazione nella gestione di questi spazi.

Luca Alici, Silvia Pierosara

Coltivare interesse

Gli interventi presentati nel volume illustrano percorsi antropologici, economici, filosofici e sociali in cui il riconoscimento della legittimità degli interessi individuali possa armonizzarsi con la riscoperta dell’interesse nella sua polifonia semantica: non la somma di bisogni individuali ma ciò che li ricomprende a un livello più alto; non lo spazio neutro dell’utile ma ciò che riconosce nuova dignità a quanto è comune.

cod. 1073.3

Alessandra Vincenti

Coltivare la differenza perché la soggettività eccede l’identità

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2019

In queste poche pagine intendo ripercorrere tre dei progetti di studio, ricerca e scrit-tura che ho condiviso con Monia, a partire dal seminario che ci ha fatto incontrare all’inizio dell’estate 1999: Sconfinare (1999), Unidiversità (2000-2002) e Coltiva-re la differenza (2011). Per coloro che hanno già avuto l’opportunità di conoscerli, sarà un modo per riscoprire ciò che - a mio parere - ha individuato importanti punti di analisi e identificato campi fertili di ricerca, quasi sempre in anticipo sui tempi e ancora oggi attuali. Per coloro per i quali questi progetti sono tutti da sco-prire, ho scelto di collegare ciascuno a un concetto preciso, cioè quello di confine, identità e differenza, il tutto nel quadro degli studi di genere e della transdisciplina-rità che ne ha caratterizzato l’analisi. Spero che la bibliografia che ho citato possa essere utile per coloro che sono interessati a questi temi e al lavoro di Monia, che ovviamente non si esaurisce nel lavoro svolto per questi tre progetti.

Chiara Garau

Coltivare la diversità: un prototipo innovativo per il coinvolgimento della comunità multiculturale

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 115 / 2016

L’interesse per l’uso delle tecnologie mobili si sta imponendo a livello internazionale in diversi ambiti applicativi. Questa ricerca presenta, attraverso la simulazione di un caso di studio, una metodologia nel campo della Realtà Aumentata (RA) che, rivolgendosi alla comunità multiculturale, ha come obiettivo la promozione dell’integrazione interculturale e la facilitazione della comunicazione intergenerazionale, avvalendosi di tecnologie mobile relativamente semplici e alla portata di tutti.

Antonella Marino, Maria Vinella

Coltivare l'Arte

Educazione Natura Agricoltura

Il volume connette il ruolo pedagogico dell’arte al valore altamente formativo della natura-educatrice. Interrogandosi sul valore etico della nuova estetica ecologica, il testo si rivolge ai giovani, agli studenti del sistema universitario globale che comprende l’alta formazione artistica, ai docenti d’arte e a quanti credono nella capacità dell’arte di mettere in gioco nuovi immaginari, interpretare e rigenerare il mondo.

cod. 449.10

Carlo Magnani

Coltivare le diversità La ricostruzione tra territorialità, immaginari e governance

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 130 Suppl. / 2021

Ricostruire a seguito di emergenze di diversa origine richiede oggi una comprensione dei fenomeni a scala globale e locale. Da un lato i riferimenti di scenario a modelli economici e azione universali e dall’altro la comprensione delle opportunità di ogni luogo e della comunità insediata costituiscono due poli entro cui i processi di ricostruzione gravitano. È centrale l’esigenza di iscrivere dentro processi che necessitano di un grado minimo di uniformità le diversità che emergono dal rapporto con il contesto geografico, le sue sedimentazioni storiche e la costruzione di traiettorie di sviluppo specifiche.

Eleonora Noia

Coltivare nuovi significati

La produzione culturale nell'Italia contadina

Questo libro si concentra sulla piccola produzione contadina e su protagonisti e protagoniste di questa fetta del nostro sistema-cibo, tanto diffusa in tutte le sue forme praticate quanto difficilmente quantificabile nel nostro Paese, che si muove tra cultura ed economia, tra produzione per autoconsumo e produzione per il mercato. Attraverso il cibo il volume racconta un segmento del sistema alimentare indispensabile per preservare il territorio dall’abbandono e dalle minacce della crisi climatica, ma anche per conservare e diffondere saperi e conoscenze con le pratiche quotidiane.

cod. 1155.1.37

Martina Capaccioli, Loretta Fabbri

Coltivare Sguardi Pluriversali. Esperienze Didattiche in Corso

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

A partire da ancoraggi metodologici e concettuali afferenti agli studi sull’apprendimento trasformativo e alla prospettiva decoloniale, l’articolo intende descrive alcune modalità di applicazione di dispositivi didattici di tipo conversazionale e dialettico, finalizzati a supportare studentesse e studenti universitari nel riflettere criticamente sulle pluralità e differenze che caratterizzano i contesti lavorativi educativi contemporanei. Si ripercorreranno alcune azioni didattiche implementate all’interno di due insegnamenti erogati nell’anno accademico 2023-2024, e afferenti a Corsi di Laurea L-19 e LM-85, volte a facilitare la costruzione di una cultura professionale senza distorsioni epistemologiche, sociolinguistiche e psicologiche ancorate a visioni etnocentriche.

Questo testo affronta una questione a cui solitamente si preferisce non pensare, ma che oggi risulta fondamentale: il collasso eco-climatico, che è inestricabilmente legato al collasso del nostro modello di società. Nel corso del testo verranno esplorate alcune dimensioni di possibilità e di apertura creativa: come ripensare il nostro stare al mondo e sperimentare nuovi modi di costruire comunità.

cod. 10359.4

Maria Felicia Schepis

Colui che ride.

Per una ricreazione della spazio politico

Quando, a fronte dei complessi eventi globali, la polis deve fare i conti con il disordine, il riso, e in particolare il riso ebraico, può prestarsi a insolita occasione di riflessione politica. Oggetto del volume è la pensabilità dell’incongruo che non si può “dire” ma solo “ridere”. Se Platone aveva escluso il riso dalla città, preoccupato che cagionasse rischiosi mutamenti, riappropriarsene apre la via per una ricreazione dello spazio politico.

cod. 629.26

Alfredo Lombardozzi

Com’è cambiata l’idea della morte nella psiche e nella cultura

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2019

Il contributo propone di approfondire il tema del cambiamento riguardante l’idea della morte, gli usi e costumi relativi ai processi di lutto in diversi contesti culturali e nell’analisi dei processi psichici, considerando le diverse posizioni nei molteplici modelli psicoanalitici. A partire da alcune riflessioni storiche e filosofiche, si pone al centro della disamina la relazione tra l’angoscia di morte e le strategie psichiche e culturali per fronteggiarla sul piano psicoanalitico e antropologico, per poi valutare come sono cambiati rituali e forme di elaborazione del lutto nel mondo d’oggi.

Rino Genovese

Com’è possibile un individualismo sociale?

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 41 / 2011

Che cos’è un individualismo sociale? Quali i vincoli che lo rendono possibile? Nel rispondere a queste domande, l’autore problematizza la tradizione trascendentale della filosofia occidentale e la teoria sociologica della differenziazione. Usa inoltre come termini opposti cultura e società (la prima particolaristica e olistica, la seconda individualistica e universalistica) per giungere infine a definire l’ossimoro «individualismo sociale» come la forma utopico-concreta del socialismo odierno.

Stefania Battistelli, Piera Campanella

Comando e controllo nel lavoro agile: prime riflessioni

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 2 / 2020

La normativa italiana in materia di lavoro agile (L. n. 81 del 2017) delinea le ca-ratteristiche di una nuova modalità di lavoro flessibile, senza vincoli specifici di orario e luogo di lavoro. L’istituto, che nasce con finalità di incrementare la com-petitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, solleva questioni nuove, concernenti tanto l’organizzazione e la produttività del lavoro, quanto il benessere dei lavoratori, aprendo nuovi spazi di riflessione e di studio a riguardo. Alla luce di queste prime considerazioni, il contributo in oggetto si concentra sull’impatto del lavoro agile, e più in generale del lavoro a distanza, nei confronti dei poteri tipici del datore di lavoro rispetto alle relazioni industriali-tipo. Con l’introduzione di nuove tecnologie e di nuovi modelli di organizzazione del lavoro, il potere di controllo del datore di lavoro tende a rafforzarsi, esponendo i lavoratori a nuove forme di sorveglianza costante. In questo (nuovo) contesto, ci si chiede, in particolare, in che modo il potere di controllo o vigilanza si atteggi nel lavoro a distanza, quale funzione sia deputato ad assolvere e se e in che misura risulti com-patibile con la disciplina avente ad oggetto la vigilanza sull’esatto adempimento degli obblighi contrattuali da parte dei dipendenti di cui all’art. 4 St. lav. Analoga-mente, ci si chiede quali siano gli effetti della flessibilità dell’orario di lavoro sul potere, sui doveri e sulle responsabilità del datore, chiamato a garantire la discon-nessione del lavoratore dagli strumenti tecnologici di lavoro attraverso l’adozione di apposite misure tecniche e organizzative (art. 19, co. 1, L. 81/2017). D’altro can-to, lo scopo del diritto alla disconnessione non è solo quello di tutelare la salute del lavoratore e garantire il rispetto della sua vita personale, ma anche quello di evita-re il rischio di abuso di potere del datore di lavoro, comunemente definito "time porosity". Tuttavia, un modo adeguato per garantire efficacemente il diritto del lavoratore alla disconnessione non è ancora stato individuato e la questione meri-ta di essere approfondita. Tenuto conto di ciò, sarebbe opportuno ripensare al ruo-lo, da una parte, della contrattazione collettiva e delle parti sociali e, dall’altra, della legge nell’ottica di innalzare la qualità del lavoro a distanza.

Barbara Dovarch, Loredana Francesca Tedeschi

Co-mapping e GIS: codificare il racconto dello spazio

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 125 / 2019

L’articolo affronta il racconto della complessità dei luoghi da parte degli abitanti locali e la sua successiva codifica per mezzo di Sistemi informativi a base geografica. La riflessione si basa su un’esperienza diretta di mappatura partecipata in Vietnam seguita da elaborazione in ambiente GIS dei dati raccolti. L’obiettivo del processo è quello di mettere in dialogo sapere locale, conoscenza tecnicoscientifica e gestione politico-amministrativa per una pianificazione territoriale più efficace.

Eszter Bartha

Combattenti solitari. Lavoratori tedeschi e ungheresi in epoca postcomunista

PASSATO E PRESENTE

Fascicolo: 88 / 2013

Introduces the results of a life-history interview project conducted with workers and former workers of two large ex-socialist model factories, Carl Zeiss in Jena (East Germany) and Rábe in Gyo´´r (Hungary) between 2002 and 2004. The essay analyzes the post-socialist experience of the East German and Hungarian workers in three main dimensions: the experience of post-Fordist development in the factory; the subjective evaluation of the standard of living; interpersonal relations. Lastly, it examines examines the social and political attitudes of the workers in the mirror of their post-socialist experience. Hungarians had a more direct experience of peripheral development than the East Germans. While East Germany’s greater success of integration into the capitalist world economy was accompanied by a change of mentality and the appearance of post-materialistic values, in Hungary nationalism seemed to be the only alternative to a capitalism, that disappointed and effectively impoverished many people. This explains the ambiguous evaluation of the socialist Kádár regime, in which the vision of greater social and material equality is confused with a longing for a strong state, order and an autocratic government.