RISULTATI RICERCA

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Silvia Ivaldi, Giuseppe Scaratti

Competenze manageriali e costruzione sociale di conoscenza. Una ricerca sul campo

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 2 / 2015

Il paper presenta un caso di ricerca relativo alla ricognizione e individuazione delle competenze riferite a dirigenti di un consorzio di imprese sociali. Le competenze sono qui concepite e descritte come strutturalmente connesse a esperienze e declinazioni locali, anziché sulla base di riferimenti universalistici che tendono a rappresentare modelli ideali (best performer). Il paper propone quindi un approccio contestuale con l’intento di mostrare come l’individuazione di competenze riconosciute rilevanti e significative dipenda da specifiche modalità di circolazione e scambio di conoscenze inerenti pratiche professionali e culture organizzative diffuse. Obiettivo dell’articolo è evidenziare come il riferimento alla conoscenza situata sia condizione ed esito di un processo di costruzione sociale, rivolto sia alla configurazione sul campo di profili dirigenziali, sia alla valutazione reciproca delle competenze generata da tali processi situati. Il contributo si sofferma inizialmente sugli scenari emergenti, che introducono la sfida di funzioni manageriali sempre meno riducibili ad approcci orientati alla razionalizzazione e standardizzazione, secondo una logica context free. L’articolo descrive conseguentemente il contesto di riferimento e il dispositivo metodologico attivato per valorizzare le pratiche situate, le modalità in cui i processi organizzativi e le competenze connesse sono concepiti e realizzati nelle differenti situazioni. Il disegno di ricerca adottato prefigura un processo di costruzione sociale di conoscenza, orientato ad avvicinare ed evidenziare sia repertori di pratica dirigenziale emblematica (riconosciuti dagli attori organizzativi come rilevanti ed esemplari, quindi opportuni, adeguati, da seguire), sia l’ordine simbolico negoziato che emerge nelle diverse situazioni (in cui le persone costantemente discutono e configurano ciò che è giusto e ingiusto, corretto e scorretto, tollerato e intollerabile, opportuno e inaccettabile). Nella parte finale vengono illustrati i principali risultati ottenuti e discusse le implicazioni inerenti la circolazione della conoscenza prodotta dall’approccio di ricerca adottato.

Roberto Capone, Cristina Coppola

Competenze matematiche in una dimensione europea.

Il progetto Numero ergo sum

I risultati di alcune azioni integrate, condotte dal gruppo di ricerca di Didattica della matematica del Dipartimento di Matematica dell’Università di Salerno, per l’innalzamento delle competenze degli studenti campani nell’ambito del progetto europeo Numero ergo sum: competenze matematiche in una dimensione europea. Una ricerca rivolta allo studio delle difficoltà incontrate dagli studenti nello sviluppo delle competenze matematiche.

cod. 292.2.150

Antonio Minopoli

Competenze non cognitive e regolazione emotiva

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2023

Le non cognitive skills, dette anche life skills, sono abilità applicative trasversali, utilizzabili cioè in diversi contesti di vita, considerate dall’OMS non solo un importante predittore di successo scolastico e lavorativo, ma anche di benessere e salute mentale. Le Competenze non Cognitive possono essere apprese ed educate fin dall’infanzia e negli ultimi anni anche in Italia si è accesso l’interesse circa l’ipotesi di introdurre programmi formativi sulle life skills intersecati e affiancati alla didattica tradizionale, per dar vita a un modello educativo inno- vativo che guardi alla persona nella sua globalità e sia rivolto all’acquisizione di conoscenze e competenze. Nel presente articolo viene presentata e discussa l’intersezione tra le life skills e il costrutto di Regolazione emotiva, che ne rappresenta nel contempo un analogo, un prerequisito e un risultato.

Antonio Carretta, Franco Civelli

Competenze per crescere

Esperienze, strumenti e casi per le piccole medie imprese italiane

Il libro presenta esperienze e casi applicativi per individuare come le PMI - e non solo - possano avvalersi di strumentazioni che favoriscono il riconoscimento e la valorizzazione del più importante fattore competitivo, le persone. Esempi pratici e strumenti di autodiagnosi aiutano il lettore a uscire da facili schematismi e a formulare una propria visione degli approcci di gestione delle competenze nelle PMI, nella quale possono trovare posto ed essere sperimentate anche "ricette" innovative.

cod. 561.284

Domenico Nardiello, Giorgio Caviglia

Competenze psicosociali per la sanità e le professioni d’aiuto

Dotazioni, strumenti e strategie

Rivolto a psicologi, medici, infermieri, assistenti sociali, operatori sanitari delle associazioni di volontariato, questo volume offre all’operatore quelle competenze psicologiche, relazionali e psicosociali indispensabili per poter rispondere a una domanda d’aiuto complessa che richiede umanizzazione delle cure e attenzione psicosociale all’altro.

cod. 1229.1.5

Trevor Boutall

Competenze senza incubi: i National Occupational Standards

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 103 / 2006

No fear for competencies: the National Occupational Standards Since a generation the professional training system in England is based on the National Occupational Standards. The target of the National Occupational Standards systems is to render workers at all levels able to carry out their roles and independent in taking decisions within the limits of their responsibilities. For sure this system hasn’t solved all the problems of the United Kingdom. There are yet a lot of safety problems railway accidents, scandals in social security services and in the medical assistance program, non ethical habits in banks and insurance companies due in part to the market liberalization, the state agency privatization and the shareholders’ pressure to increase profit, an insistence that endangers the medium-long range service quality, especially compromising safety. On the bright side however the quality of public and private service has consistently increased, the competitive role of the United Kingdom on the global market has been left untouched despite the progresses of the new economies and the unemployment rate is one of the lowest in Europe. The most remarkable impact of the new english training system can be noticed in a more flexible approach both by the employer and its employees. The market the external context is constantly changing, and there is the need to promptly respond or better prevent changing the companies targets, the work processes and the behaviors, renewing the knowledge and the skills of all the human resources.

Il contributo propone una lettura della didattica universitaria come ambiente di apprendimento che facilita lo sviluppo e la coltivazione delle competenze strategiche, con particolare attenzione alle competenze autoregolative. Nella prima parte, il contributo fornisce alcune riflessioni sul tema della valutazione per poi illustrare alcuni approcci/strumenti efficaci per la gestione del processo didattico. La seconda parte illustra, invece, i risultati di un laboratorio di autovalutazione delle competenze strategiche condotto all’interno di un Master universitario di gestione dei processi formativi e risorse umane.

Il volume raccoglie i contributi di ricercatori e professionisti del territorio e si presenta come valido esempio di buona prassi in cui la ricerca costruisce reti per lo sviluppo e la progettazione di comunità inclusive e generative. In particolare, il testo affronta il tema dell’occupabilità dei giovani, con particolare riferimento a un’esperienza di ricerca volta all’analisi di digital e soft skills che sono oggi ritenute vitali per il futuro del lavoro.

cod. 1163.9